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Cosa fare perché tuo figlio faccia progressi in inglese:

Scritto da Igor, pubblicato il 28/02/2017 Blog > Lingue straniere > Inglese > I Trucchi Per i Genitori Che Non Parlano Inglese!

L’inglese non è lingua conosciuta da tutti i genitori, anche se tutti gli studenti delle medie e delle elementari ormai la studiano.

Per riuscire a sorvegliare la scolarità dei propri figli e per poterli aiutare nello studio e nello svolgimento dei compiti molti genitori li aiutano a ripetere le lezioni d’inglese.

Se non si parla una sola parola della lingua di Francis Scott Fitzgerald, o se lo si è dimenticato, è importante non sentirsi in colpa e trovare un metodo per aiutare comunque il proprio figlio quotidianamente.

Anche se non parli o non ricordi l'inglese potrai comunque aiutare tuo figlio a ripassare le lezioni di lingua straniera. Scontri generazionali a base di … lingua inglese!

Al giorno d’oggi, i bambini iniziano l’inglese alle elementari imparando parole semplici come i nomi dei colori, degli animali, i giorni della settimana e le filastrocche.

Adorano mostrare i progressi in inglese e anche se capite meno della metà,  potete comunque seguirli.

In effetti, l’assenza di interessamento da parte del genitore può portare il bambino  a disinteressarsi anch’egli della materia in questione. Meglio lanciarsi in coppia nell’apprendimento dell’inglese e fare insieme dei progressi!

Prendere lezioni d’inglese di certo vi aiuterà

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Evolvere insieme al proprio figlio

Con un po’ di volontà, è possibile seguire il bambino e lavorare con lui, sul programma. Anche se non presente in classe, il genitore può svolgere i compiti col figlio, per imparare. Questa debolezza si può quindi trasformare in un punto di forza per ottimizzare le lezioni d’inglese.

Senza per forza avere delle ricadute in termini professionali, il fatto di non padroneggiare l’inglese può comportare dei blocchi in termini di comprensione, se si lavora sull’informatica o col digitale. Ecco quindi l’occasione per dedicarsi alle lezioni d’inglese e consacrare del tempo ad uno studio regolare.

Uno studente delle medie, all’inizio, riceve delle liste di termini da memorizzare e dei verbi da coniugare, con la famosa distinzione tra regolari ed irregolari da conoscere a memoria. Ben  inteso, non riuscirete subito  a parlare correntemente, ma potrete già scoprire che  “copy / paste” significa “copia / incolla”.

Incitare il ragazzo a parlare inglese davanti ai genitori

Se il genitore non parla in inglese, avrà tendenza a far esercitare il ragazzo per iscritto. Questo metodo è sì efficace, ma non è detto si confaccia a tutte le personalità. Va riservato, più che altro, ai bambini partecipativi.

Se il bambino è timido di natura, non avrà il coraggio di partecipare alla discussione in classe e subirà le ore di lezione. A casa, di fronte ad un genitore che non consce l’inglese, non si metterà di certo a ripetergli le lezioni a voce alta. Si potrebbe creare un circolo vizioso: il bambino non padroneggerà la parlata inglese, per mancanza di pratica, e la distanza andrà accentuandosi fra lui ed i compagni più attivi.

Per sentirsi a proprio agio, il giovane non deve soffrire di un complesso relativo al proprio accento e non deve trattenersi dall’accentuare le varie intonazioni. Lo scritto dovrà servire soltanto a verificare le conoscenze.

Inversione dei ruoli

E se si facesse cambio? Il ragazzo si trasforma in insegnante ed il genitore in alunno. Al posto di ripetere a memoria la lezione, il giovane potrà socializzare le proprie conoscenze, spiegando al genitore le regole grammaticali e cercando di adoperare il giusto accento. Cosa permette di vedere se una nozione è ben assimilata meglio del fatto di doverla a propria volta spiegare ad un principiante?

Fai interpretare a tuo figlio il ruolo dell'insegnante così ti spiegherà la lezione di inglese del mattino. La teoria del « reverse learning »!

Il fatto di spiegare ad un principiante implica della pedagogia, delle conoscenze chiare e una buona comprensione dell’argomento. Se il bambino non riesce a spiegare, allora è perché la lezione non è stata ancora fatta sua. Quest’indicatore è eccellente per capire se il giovane deve lavorare un po’ di più.

Mai tradurre parola per parola

Come ogni lingua viva, l’inglese ha le sue espressioni specifiche. Il modo in cui certi termini ed aggettivi vanno piazzati all’interno della frase fa sì che la traduzione letterale porti ad una perdita di senso. Per esempio, non si dice “He comes here” ma “Here he comes” per dire “Eccolo qua”.

Allo stesso modo, alcune nostre espressioni si tradurranno diversamente a seconda del posizionamento e della scelta dei termini.  Ad esempio, “Stai scherzando!”, in inglese avrà bisogno del verbo “must”, che specifica una sorta di obbligo e diverrà “You must be joking!”.

I genitori tendono a voler tradurre tutto, mentre gli insegnanti cercano di far sì che gli allievi pensino in inglese, ai fini di una espressione più spontanea. Non bisogna fissarsi con l’uso del dizionario bilingue. Quest’ultimo infatti deve rigorosamente rimanere un semplice ausilio in caso si incontrino termini davvero sconosciuti!

Coinvolgere il bambino attraverso la musica

Oggi giorno, alla radio, la pop inglese ha invaso tutte le trasmissioni. Potete scommetere che la canzone preferita di vostro figlio attualmente è in inglese. Senza portarlo a tradurla, chiedetegli di spiegare, a grandi linee, il senso del testo. Avrà sicuramente chiaro il senso di certi termini o di certe frasi presenti nelle strofe o nel ritornello e potrà riassumervi il concetto di base. La musica agevola l’orecchio, specialmente se chi canta è americano o australiano.

Se il ritmo della canzone è troppo sfrenato si perde in qualità uditiva. Si potranno allora stampare le parole (lyrics) delle canzoni, dopo averle scaricate da internet. Si potrà domandare al ragazzo quali dei termini usati conosca e se gli bastino per capire il senso della canzone. Altrimenti, solo se necessario, si potrà intraprendere la ricerca delle parole non conosciute sul dizionario.

Prendere appuntamento coll’insegnante d’inglese

Già dalla prima media incontrare l’insegnante d’inglese della scuola di vostro figlio può essere utile, per chiarire la situazione e domandare consigli per uno studio ottimale anche a casa. Quando poi i ragazzi hanno la possibilità di scegliere una seconda o terza lingua sarà facile che i genitori non le conscano tutte. Tuttavia, ciò avviene di solito ad un’età in cui i bambini sono più maturi. In ogni caso, il ricorso ad un insegnante privato, oltre che ai genitori, potrebbe essere espresso come una vera esigenza.

Attenzione alle particolarità fonetiche dell'inglese, ma anche alla costruzione delle frasi. Evita gli italianismi, soprattutto nella pronuncia!

Non è facile far ripassare l’inglese senza cadere nella trappola di un “inglese italianizzato”. Il rischio è quello di trascurare la pronuncia, inducendo addirittura in errore il proprio figlio. L’inglese è una lingua tecnica. Infatti, il semplice termine “the”, che significa “il o la” non si pronuncia “TE” , bensi con un altro suono ottenuto mettendo la lingua tra i denti, da cui la difficoltà nell’aiutare.

In classe, il bambino studia con un manuale e delle registrazioni, per migliorare la pronuncia e l’intonazione dell’inglese. La maggior parte degli insegnanti suddivide le lezioni in parti dedicate allo scritto, alla grammatica, alla sintassi e all’ortografia, all’esercizio dell’orecchio per ottenere una pronuncia corretta. L’insegnante può a volte fornire ai genitori i riferimenti dei supporti orali collegati al libro di testo : CD, DVD, MP3 scaricabili … Occorre puntare ad un ascolto regolare e quotidiano del CD per assimilare l’accento.

Investire in testi relativi al programma d’inglese

L’inglese è lingua viva e va praticato con regolarità. Occorre un lavoro consistente per arrivare a padroneggiarlo. Se il ragazzo trova difficoltà nello scritto e i suoi voti sono al di sotto o uguali alla sufficienza, occorre acquistare altri libri di testo, paralleli al suo, per riuscire a lavorare di più tutti i punti del programma.

Per meno di 20 euro, i testi contengono quasi sempre lezioni ed esercizi pratici. Il vantaggio principale è che sono corredati da soluzioni per controllare il lavoro svolto.

Abbonarsi ad un periodico inglese

In Italia, si trovano diverse case editrici, italiane o estere, che propongono libri o riviste destinati agli adolescenti interamente in inglese, per incoraggiare la lettura in lingua. Anche se la letteratura giovanile anglosassone è molto florida, non è facile leggere un “mattone” con accanto il dizionario,  traducendo ogni termine! Il formato del giornale mensile o bimestrale è ideale per leggere corti articoli di attualità.  Lessico e vocabolario sintetizzati a fondo pagina semplificano la comprensione.

Se i libri sembrano insormontabili, le riviste sono sicuramente di più facile lettura e consultazione. Leggere, leggere, leggere!

Alcune riviste o giornali per bambini o adolescenti dedicano sempre un trafiletto alla cultura anglo-sassone: una città, un Paese, una tradizione, un avvenimento … In modo ludico, può contenere giochi o fumetti, per leggere l’inglese in ogni sua forma.

Esistono poi vari siti per imparare l’inglese.

Prendere lezioni serali o on line, in qualità di genitore

La riuscita del bambino è un lavoro d’équipe, tra l’alunno stesso, i suoi genitori, e l’insegnante. Per aiutarlo nel migliore dei modi, i genitori possono iscriversi ai corsi serali, un anno prima dell’inizio della scuola media. Il costo di una lezione d’inglese è abbordabile. E poi, non si è mai troppo vecchi per imparare l’inglese.

Il vantaggio è che potrete avere delle solide basi allo scritto e familiarizzare con la lingua all’orale, in particolare con la pronuncia, bestia nera dei principianti. Ricordiamoci che non esiste un’età per imparare l’inglese e che l’apprendimento di una lingua viva accresce il bagaglio culturale. Può rappresentare poi la tanto attesa occasione per andare negli USA con l’intera famiglia, in Gran Bretagna, Australia o Canada, in Sud Africa, In India…

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