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Come far imparare l’inglese ad una persona che ha disturbi nella decodifica del testo?

Scritto da Igor, pubblicato il 27/01/2017 Blog > Lingue straniere > Inglese > Come Insegnare ad un Dislessico a Parlare la Lingua Inglese?

Per le persone dislessiche imparare l’inglese può rivelarsi un vero calvario.

In realtà, pur soffrendo di questo grave handicap, questi soggetti potrebbero benissimo imparare a leggere, scrivere e parlare inglese.

Dal momento che la dislessia è un problema specifico della lettura e dell’acquisizione del linguaggio scritto, le attitudini letterarie e cognitive di chi ne è affetto sono frenate. La scoperta di un ritardo del linguaggio può costituire un trauma, soprattutto se vostro figlio non è ben seguito in questa prova. Il genitore di un bambino dislessico può porsi varie domande.

La dislessia di mio figlio è superabile? Chiuderà delle porte a mio figlio?

Come potrà questi assicurarsi una buona integrazione sociale?

Come insegnargli l’inglese? Quali strumenti lo faranno progredire in inglese?

Il bilancio ortofonico è formale ed è ormai certo che vostro figlio soffre di dislessia. Vorreste però che avesse comunque una scolarità normale, che imparasse l’inglese proprio come tutti gli altri.

Perché imparare l’inglese al giorno d’oggi  è primordiale per le scelte concernenti il futuro.

Niente panico, nulla è impossibile! Con una rieducazione progressiva del linguaggio, una terapia seguita da un professionista della psicologia cognitiva,  esistono varie possibilità. Ecco, in quattro tappe, come si impara l’inglese quando si è dislessici.

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I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Leggere e scrivere in inglese con la dislessia: un calvario ?

Un bambino dislessico può subito accumulare ritardo alle medie e ritrovarsi in situazione di fallimento scolastico. Di certo l’insegnante non avrà il tempo di fornirgli un sostegno personalizzato. Il giovane potrà allora essere oggetto di scherno da parte dei compagni o accumulare dei brutti voti.

Di conseguenza, i suoi anni di scolarità potrebbero trasformarsi in un vero e proprio incubo.

I problemi « dis » (dislessia, disgrafia, disortografia, disprassia, etc.) interessano tra il 6 e l’8% dei ragazzi.

Come superare l’handicap cognitivo per migliorare il livello di conoscenza dell’inglese?

Trascrivere dei suoni e delle sillabe completamente nuovi e diversi non è facile per un dislessico. La disgrafia: nemico di coloro che imparano una lingua straniera!

La difficoltà fondamentale per un ragazzo che soffra di un deficit cognitivo è quella di apprendere una lingua di cui conosce male l’orale. Egli dovrà trascrivere i suoni e le sillabe che sente. Passando dal linguaggio orale allo scritto, la disortografia emergerà in tutta la sua problematicità: lentezza, perdita di attenzione, deconcentrazione, scoraggiamento, disagio…

L’apprendimento di una lingua straniera, anche per una persona perfettamente letterata rappresenta un’esperienza costrittiva. Di fronte ad un nuovo alfabeto, un nuovo vocabolario, e delle regole di grammatica sconosciute l’apprendista uscirà dalla « zona del confort ».

In più, il bambino dislessico, nel suo apprendimento dell’inglese, manca di riferimenti fonetici per ripararsi dalle difficoltà di differenziazione uditiva o visiva e riconoscere i suoni nuovi e inabituali.

A causa di una pronuncia diversa, l’apprendimento della grammatica stravolge quanto appreso in precedenza: per esempio, la « u » si trasforma in « iu », la « e » in « i ».

Inoltre, molti termini inglesi hanno la stessa sonorità, ma un significato diverso, cosa che può indurre in confusione aggiungendo disagio ai problemi di comprensione.

Per tutte queste ragioni imparare una lingua straniera potrebbe sembrare una vera montagna da scalare, specialmente se il livello in grammatica ed ortografia sono già precari.

Per imparare l’inglese partendo da una situazione di handicap dislessico può rivelarsi particolarmente utile ricorrere a lezioni di inglese e a metodi adattati in termini di ortopedagogia.  Ai fini di non fragilizzare ulteriormente il processo di acquisizione e la stima di sé dell’alunno occorrono anche pazienza e grande capacità di ascolto da parte del docente.

Prendere lezioni private d’inglese appare a questo punto la via d’apprendimento privilegiata. Non basta, ovviamente… Occorre che la metodica impiegata funzioni.

Quali metodi per insegnare l’inglese ad un alunno dislessico?

Il vantaggio della lezione privata di inglese é quello di disporre di tempo per focalizzarsi sui nodi del blocco. Pertanto, il corso individuale si rivela un mezzo eccellente per combattere la dislessia.

La lezione privata di inglese: essere ludici, pazienti e all’ascolto.

Innanzitutto, la pazienza; molta più di quella necessaria ad un insegnate di uno studente "normodotato". Di fronte ad un dislessico, che metodo adottare per insegnare l’inglese?

La qualità chiave di un insegnante di lingua è indubbiamente quella della capacità d’ascolto. La qualità principale di un buon insegnante di sostegno scolastico è senza dubbio quella di essere all’ascolto. Se l’alunno in situazione di handicap può perdere la pazienza, chi gli insegna non può permetterselo.

L’insegnante deve insomma armarsi di pazienza e adattarsi al ritmo del suo discente. Ma per combattere l’eventuale scoraggiamento dell’alunno, dovrà compiere sforzi maggiori rispetto a quelli richiesti da una lezione tradizionale: il mezzo ottimale è quindi l’apprendimento ludico.

L’insegnante di inglese, per esempio, può inventare un dialogo da leggere più volte a voce alta. Con un altro gioco che associ dei colori a dei termini inglesi, l’insegnante farà lavorare la memoria del ragazzo dislessico. Quando questi terminerà la lezione, avrà uno schema, un motivo da associare al colore.

Per insegnargli l’inglese, il professore di sostegno potrà far lavorare l’alunno dislessico tramite dei semplici esercizi di riconoscimento visivo di semplici grafemi. La ripetizione di questi ultimi faciliterà il processo di memorizzazione, l’obiettivo primario restando quello di « favorire l’orecchio ».

Rivolgersi a strutture scolastiche adattate

Fortunatamente ci si può prendere cura dei bambini affetti da dislessia. Esisitono parecchie strutture che accompagnano gli studenti e che forniscono loro la rieducazione al linguaggio di cui hanno bisogno.

Degli ausiliari di vita scolastica, degli ortofonisti, degli psicoterapeuti ed anche degli ergoterapeuti hanno come compito quello di accompagnare le persone che presentano l’handicap della dislessia.

D’altro canto, esistono diverse scuole elementari, scuole medie e licei specificamente dedicati all’accoglienza dei bambini dislessici.

Gli strumenti per fare progredire il ragazzo dislessico in inglese

Anche al di fuori della scuola è possibile apprendere l’inglese. Ecco cinque trucchetti per avanzare nella lingua di Shakespeare

L'inglese lo si può imparare non solo a scuola, ma anche all'interno di diverse associazioni che si occupano di aiutare i dislessici ad affrontare la vita quotidiana. Dislessia: imparare l’inglese al di fuori delle mura scolastiche!

Guardare film in lingua originale inglese è molto importante, per esempio. Permette di associare al suono una immagine in tempo reale, leggendo al contempo la versione scritta dello scenario.

Successivamente, leggere testi in inglese (ad esempio la stampa digitale), ascoltandone la lettura da un sintetizzatore vocale on line.

In terzo luogo, parlare inglese in famiglia o tra amici consente di ripassare le proprie conoscenze, di imparare l’inglese gratuitamente, senza neanche aver l’impressione di studiare. Da prendere in conto allora il metodo Assimil, progressivo ed eccellente per far ripetere le parole all’orale.

Infine, la riproduzione sonora di scritti e, meglio ancora il dettato, consentono di esercitare l’ortografia.

Il primo trucco consente di migliorare nella lettura, grazie ai sottotitoli. Il secondo migliora la memoria visiva, il terzo e il quarto facilitano la memorizzazione uditiva. Infine, la quinta astuzia permette di allenarsi in grammatica ed ortografia tramite la scrittura.

L’obiettivo di ogni tipo di apprendimento è quello di produrre e mantenere un livello di motivazione e di perseveranza elevato. A tal fine la persona dislessica deve sentirsi capita da insegnanti, genitori e dall’intero entourage.

La dislessia può menomare la persona che ne soffre fino all’età adulta. Ed è proprio in età adulta che l’inglese diventa indispensabile in società: comunicare in lingua straniera consente di migliorare il proprio livello di salario, favorendo l’accesso a settori di punta in ambito internazionale, di vivere esperienze di viaggio indimenticabili, di accumulare saperi che resteranno per sempre nel bagaglio culturale.

Insomma, numerosissimi sono i vantaggi legati alla conoscenza dell’inglese per i giovani d’oggi.

Viaggiare per imparare l’inglese e superare la dislessia

Il viaggio è formativo in gioventù. Dislessici o meno,  il viaggio è benefico ad ogni età.

Inoltre, grazie alla incredibile esplosione dell’offerta turistica e alla democratizzazione delle modalità di viaggio degli ultimi anni, è ormai comodo partire verso un Paese straniero.

La dislessia può essere superata se si intende insegnare l’inglese ai ragazzi.

Partire in full immersion per perfezionare il proprio livello linguistico è senza dubbio il percorso più efficace a tal fine. La decisione di partire per vivere all’estero non va presa alla leggera e la partenza va organizzata nel dettaglio. Ma ne vale la pena. Esistono svariate possibilità a seconda del Paese prescelto:

  • Il programma di studi
  • Il visto studio-lavoro
  • Il « Road-trip »
  • Il volontariato internazionale
  • Il turismo solidale o umanitario

Un periodo di full immersion in un paese di lingua inglese è un ottimo metodi per imparare la lingua e per superare l'handicap della dislessia. Partire in immersione per superare la dislessia!

Numerosi Paesi aprono il campo dei possibili ad un dislessico che voglia imparare l’inglese o perzionare il proprio livello : Regno Unito, Usa, Canada, Australia, Nuova-Zelanda, Singapore, India, Hong-Kong, etc. In pratica, tutti i Paesi del Commonwealth, anticamente colonizzati dall’Inghilterra.

Per imparare l’inglese cosa c’è di meglio di un anno di scolarità in una città anglofona. Da un lato si possono seguire lezioni di inglese ogni giorno, dall’altro ci sarà l’immersione quotidiana.

Da saperne ben più di qualsiasi altro giovane non affetto da dislessia! Magari si riuscirà anche a superare l’esame TOEFL, che certifica il livello di inglese agli occhi dei datori di lavoro.

Se si opta per il programma studio-lavoro, poi, sarà ancora piu facile: basta pagare un visto, un’assicurazione e avere meno di trent’anni. Il visto consente di partire per due anni (un anno prolungabile per un altro anno), per lavorare, finanziare il viaggio ed incontrare viaggiatori di diverse nazionalità. Si parlerà inglese ogni giorno: al lavoro e durante le escursioni, così come in ostello.

Attenzione, un errore va evitato: scegliere l’eccessiva facilità e frequentare soltanto viaggiatori della propria provenienza.

Infine, per i giovani al di sotto dei trent’anni, il volontariato internazionale e il turismo solidale (l’azione umanitaria) attirano molte persone dalla vocazione spiccatamente sociale, ecologica o dalla formazione paramedica.

Si tratta di un modo per imparare l’inglese prima di rientrare e tentare il concorso di infermiere o assistente sanitario.

Altre persone potrebbero preferire la partecipazione ad un cantiere solidale, mangiando e dormendo presso famiglie locali.

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