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La lingua anglosassone, una necessità educativa

Scritto da Catia, pubblicato il 30/06/2017 Blog > Lingue straniere > Inglese > L’insegnamento dell’Inglese tra le Materie Fondamentali!

L’inglese occupa un posto sempre più importante nei programmi scolastici. C’è tutto l’interesse ad insegnarlo bene.

Nel mondo si stima che ci siano 1.4 miliardi di persone anglofone: 400 mila sono madrelingua, altri 400 mila usano l’inglese come seconda lingua accanto ad altre lingue ufficiali, mentre i restanti 600 mila lo usano come lingua straniera.

Nell’ultimo caso rientrano anche gli Italiani che studiano l’inglese a scuola per poter conoscere la prima lingua internazionale.

La tendenza ad approfondire la conoscenza dell’inglese ha ormai preso piede in tutta Italia e non sembra destinata a fermarsi.

Ma come viene insegnato l’inglese nella scuola pubblica?

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

L’insegnamento dell’inglese con la Buona Scuola

La scuola italiana è in fase di cambiamento da decenni. Ogni governo degli ultimi 20 anni ha messo mano alla scuola per cercare di renderla più efficace e migliorarne la qualità.

Al centro delle riforme scolastiche c'è anche l'insegnamento della lingua inglese. la riforma della scuola italiana non è ancora finita!

L’ultima delle  riforme è quella della Buona Scuola cominciata nel 2014 on l’obiettivo ambizioso di eliminare il precariato e aumentare le performance di studenti e insegnanti. E’ diventata legge 107/2015, ma è tuttora in fase di attuazione.

Dal 2014 si sono aperte delle consultazioni a cui hanno partecipato almeno 200 mila insegnanti che hanno detto la loro anche sull’insegnamento dell’inglese.

Vediamo come si insegna l’inglese nella scuola pubblica.

Inglese nella scuola primaria

Introdotto nel 1990, l’inglese alle elementari è stato insegnato per oltre un ventennio da un insegnante specialista.

Oltre all’insegnante di italiano i bambini tra i 6 e i 10 anni avevano infatti un insegnante che si dedicava solo alla lingua di Shakespeare da 1 a 3 ore a settimana, a seconda della classe.

Con la riforma Gelmini del 2008 tutto questo è cambiato. E’ stata reintrodotta la figura dell’insegnante unico.

Con alcune ore di formazione, l’insegnante di italiano è anche diventato il punto di riferimento per l’inglese…con evidenti conseguenze sulla qualità dell’insegnamento!

Molti insegnanti si sono lamentati del fatto che con 50 ore di formazione comunque non si sentivano all’altezza di dare le basi della lingua inglese.

Allo stesso tempo, gli specialisti delle elementari si sono dovuti convertire o sono scappati alle medie per poter fare quello per cui hanno studiato per anni: insegnare l’inglese.

Inglese nella scuola media

Nella scuola media le cose non vanno meglio. Il trattato di Barcellona del 2002 stabilisce un principio fondamentale per tutta l’Unione Europea: la promozione del plurilinguismo.

Questo sta a significare che non bisogna imparare solo una lingua europea, ma almeno due.

Ecco allora che alla scuola secondaria di I grado, le medie, per intenderci, vengono insegnate due lingue straniere: l’inglese per 3 ore a settimana, più una a scelta tra francese, spagnolo e tedesco per 2 ore a settimana. In questo caso l’insegnante d’inglese è uno specialista abilitato.

Ma neanche così si risolve il problema della qualità. Gli studenti italiani risultano sempre agli ultimi gradini in Europa per conoscenza delle lingue, in particolare dell’inglese.

La classifica fatta ogni anno di EF mostra infatti che nel 2016 l’Italia era al 20° posto per conoscenza dell’inglese (su un totale di 40 paesi!).

Inglese al liceo

Una questione che la Buona Scuola non ha risolto è infatti quello della seconda lingua. La domanda è una sola: perché la seconda lingua straniera sparisce alle scuole superiori di II grado?

Al liceo e negli istituti professionali infatti, si continua a insegnare inglese facendo circa 4 ore di lezione (a parte i licei linguistici), ma non esiste più la seconda lingua straniera.

Tra le proposte degli insegnanti che hanno partecipato alle consultazioni per la Buona Scuola ci sono posizioni contrastanti:

  • C’è chi propone di abolire la seconda lingua straniera dalle medie per dare più ore all’inglese che è la prima lingua internazionale;
  • C’è chi invece chiede di avere anche alle scuole superiori di II grado una seconda lingua straniera come alle medie.

Per ora alla scuola superiore di II grado si continua ad insegnare solo una lingua, l’inglese appunto, ma da qualche anno c’è anche la possibilità di insegnare una materia scolastica direttamente in lingua straniera.

Il CLIL

Il Content and Language Integrated Learning è lo strumento con cui si può insegnare allo stesso tempo una materia scolastica come storia, geografia direttamente in lingua straniera.

Con il CLIL si insegna una materia scolastica direttamente in lingua straniera. Pronta per insegnare storia direttamente in inglese?

In Italia i corsi CLIL sono attivi nei licei dal 2010.

Se vuoi insegnare una materia direttamente in lingua inglese ti servono dei requisiti specifici:

  • Un livello C1 di inglese ( a differenza di un comune docente d’inglese a cui basta il B2);
  • Un corso di perfezionamento universitario di 60 crediti formativi, specializzandoti in metodologie didattiche.
  • Un corso di perfezionamento di 20 crediti per insegnanti già in attività.

Per poter accedere a questi corsi gli insegnanti devono possedere una certificazione per la conoscenza della lingua straniera di livello C1 riconosciuto dai paesi di madrelingua inglese.

Per esempio c’è il Cambridge English Advanced (CAE). E’ un esame molto difficile e corre mito che non tutti i madrelingua inglese riuscirebbero a superarlo.

Ci sono infatti molte prove scritte e di comprensione di vocaboli che non sono proprio molto usati nella lingua di tutti i giorni.

Bisogna essere un po’ tuttologi e sapere di scienza, di tecnologia, di storia, di arte…in inglese!

Ovviamente, vengono testati gli aspetti più problematici della grammatica inglese come:

  • uso del gerundio e del participio passato
  • periodi ipotetici misti
  • verbi modali per esprimere critiche, lamentele, rimpianto…

Nei licei linguistici il CLIL viene introdotto sin dal terzo anno, mentre per gli altri indirizzi c’è l’obbligo solo per l’ultimo anno di liceo.

Anche all’università ci sono ormai corsi insegnati direttamente in inglese, in particolare nella laurea magistrale.

Per quanto riguarda la formazione post-.universitaria poi, ci sono sempre più Master fatti in Italia dove la lingua di insegnamento per tutte le materie è proprio quella di sua maestà.

Molte prospettive di Lavoro

L’integrazione dell’inglese in tutti i cicli di studio è di grande utilità, non solo per venire incontro a turisti disperati e viaggiatori…

Conoscere la lingua inglese è una garanzia per l’inserimento professionale.

Oltre all’insegnamento, l’inglese serve praticamente in ogni ambito lavorativo. Anche nella campagna più remota, il più piccolo commerciante o artigiano deve avere delle basi d’inglese per poter comunicare con eventuali turisti e partner commerciali.

L’inglese è il veicolo di comunicazione più usato su internet. E’ una competenza necessaria e generalmente viene richiesta sia una comprensione scritta sia orale. Cresce anche la richiesta per le certificazioni che attestano la conoscenza dell’inglese da parte dei candidati come il TOEIC o il TOEFL.

Secondo un recente sondaggio di ABA English, la scarsa conoscenza dell’inglese è uno dei motivi di esclusione dai posti di lavoro per il 40% dei candidati intervistati.

Non solo le aziende fanno sempre più colloqui in inglese, ma i candidati si rendono conto che potrebbero avere davvero maggiori possibilità di impiego se conoscessero meglio la lingua di Shakespeare.

Questo vale soprattutto per le persone di età compresa tra i 25 e i 45 anni.

Per il 76% dei lavoratori l’inglese è la prima lingua richiesta nel proprio lavoro.

Insegnare all’estero

Se l’insegnamento a scuola o all’università non è sufficiente, come si fa migliorare il proprio inglese e diventare bilingui? That is the question…

Insegnare all'estero può dare uno slancio alla tua carriera di insegnante in Italia. Hai mai pensato di fare un’esperienza come insegnante all’estero?

Ci sono delle strutture private che offrono corsi d’inglese a persone di tutte le età, e molte di queste offrono anche dei soggiorni all’estero. Purtroppo i costi non sono accessibili a tutti!

Per risparmiare potresti cercare un soggiorno di lavoro all’estero, magari insegnando italiano in un paese anglofono!

Se sei laureato in Lettere o hai un certificato per l’insegnamento dell’italiano come lingua straniera potresti candidarti per l’insegnamento in un istituto culturale in Australia, piuttosto che in Sud Africa o Canada (per Regno Unito e Stati Uniti la concorrenza è spietata).

In questo modo potresti raggiungere due obiettivi:

  • acquisire esperienze nell’insegnamento di una lingua come lingua straniera;
  • immergerti in un paese anglosassone per migliorare le tue competenze linguistiche.

Al tuo rientro le tue probabilità di impiego come insegnante o in ogni latro settore dove è richiesto l’inglese, saranno sicuramente più alte.

Servirsi della propria esperienza per dare lezioni private

Ora che sei diventato bilingue e la grammatica inglese non ha più segreti per te, puoi mandare delle candidature di lavoro con più fiducia.

Un insegnante d'inglese privato aiuta gli studenti italiani in tutta libertà. Dopo un periodo di formazione all’estero sei pronto per insegnare inglese!

Se vuoi continuare gli studi universitari e fare un lavoro nel frattempo, potresti proprio dare lezioni d’inglese.

Un soggiorno all’estero in cui ti sei cimentato come insegnante ti avrà dato anche i rudimenti della didattica, per cui non avrai difficoltà a trovare i primi studenti.

In base ai dati di Superprof, la  tariffa media per un’ora di inglese nel 2016 è di 17€.

La tariffa la fissano gli insegnanti, più esperienza e competenze hai e più valore avrà il tuo lavoro.

L’Italia rimane un paese a forte vocazione internazionale, soprattutto per il commercio estero. Purtroppo la conoscenza dell’inglese non va di pari passo.

Per avere maggiori possibilità nel mondo del lavoro è fondamentale imparare l’inglese,  e per te che hai la vocazione per l’insegnamento significa che ci sarà sempre più bisogno delle tue competenze.

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