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I motivi che spingono gli insegnanti a tenere corsi a domicilio

Scritto da Catia, pubblicato il 18/05/2017 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Perché i Docenti della Scuola danno Lezioni Private?

Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali delle persone e la scuola pubblica italiana serve proprio a garantirlo. L’art.34 della costituzione stabilisce anche che lo stato deve consentire alle persone meritevoli che non hanno la possibilità di studiare delle borse di studio e assegni familiari per ricevere i più alti gradi d’istruzione.

La mission di garantire a tutti la possibilità di studiare è realizzata principalmente dagli insegnanti che proprio per questo ruolo fondamentale sono sempre stati rispettati.

Eppure, al giorno d’oggi, molti insegnanti hanno la sensazione che il loro mestiere abbia perso valore e che il loro impegno sia poco riconosciuto anche a livello economico. Per questo molti docenti danno lezioni a domicilio, riuscendo così a integrare lo stipendio e vivere in libertà la passione per l’insegnamento.

In quest’articolo Superprof analizza il percorso lavorativo degli insegnanti della scuola pubblica e le strategie che adottano per migliorare le loro condizioni di vita.

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Promozione e progressione: quale carriera per un docente di scuola?

Gli insegnanti della pubblica istruzione hanno tutti un livello di studi alto, e la nuova riforma della scuola vuole fare in modo che solo i laureati accedano alla professione.

Vediamo prima come si diventa insegnante per poi analizzare le possibilità di carriera nella scuola pubblica.

L'attuale riforma della scuola sta cambiando le regole di accesso alla professione di insegnante. Ci sono nuove regole per diventare docenti!

Come si diventa insegnanti?

A partire dal 2020, per diventare docenti della scuola pubblica occorreranno:

  • laurea
  • superamento del concorso per l’insegnamento
  • superamento della Formazione Iniziale Tirocinio (FIT)

Per ora, mettiamo da parte le nuove regole perché sono in fase di definizione.

Ad oggi si diventa insegnanti se si è laureati ( o si ha un diploma magistrale ottenuto prima del 2002) e abilitati all’insegnamento.

L’abilitazione passa per il Tirocinio Formativo Attivo (TFA), un corso universitario per lo studio teorico e pratico dell’insegnamento in generale e di una materia specifica.

Si accede al TFA con un test di ingresso e lo si supera se si passa una prova finale.

Una volta ottenuto il TFA, sei abilitato all’insegnamento e hai 2 opzioni:

  • iscriverti al concorso per diventare insegnante di ruolo (a tempo indeterminato)
  • iscriverti nelle liste provinciali (per contratti a tempo determinato).

Il Ministero dell’Istruzione, il MIUR, ha annunciato che presto il TFA sarà sostituito dal FIT, ma ancora non si hanno indicazioni più precise su questo nuovo corso per l’abilitazione all’insegnamento.

Quali sono le possibilità di carriera per un insegnante della pubblica istruzione?

La carriera di un insegnante può progredire grazie alla mobilità di cattedra o ruolo. Vuol dire che, per esempio, un insegnante della scuola d’infanzia può passare alla scuola secondaria di primo grado, le medie, per intenderci.

Basta farne domanda entro determinati periodi dell’anno, di solito a Maggio/Giugno, e avere i titoli richiesti dalla nuova cattedra.

Passare a un ordine superiore significa avere anche un lieve aumento di salario. Per esempio una maestra della primaria comincia con 19.000€, mentre al liceo la base è di circa 21.000€.

Se oltre alla passione per l’insegnamento hai anche uno spirito manageriale puoi fare un corso-concorso per diventare dirigente scolastico. I requisiti per accedere sono:

  • essere un docente con contratto a tempo indeterminato
  • avere una laurea specialistica o del vecchio ordinamento
  • avere 60 mesi (5 anni) anche non continuativi di esperienza

Se invece stai valutando la possibilità di cambiare mestiere, puoi chiedere un anno di aspettativa e tentare la carriera in un’altra amministrazione pubblica o nel settore privato.

Quale è la pensione dopo una vita nell’istruzione pubblica?

La pensione è una questione che preoccupa molti insegnanti, e non solo. Le domande da farsi sono due: quando e con quanto andrò in pensione?

L'età pensionabile si è allungata per tutti, compresi i docenti della scuola pubblica. Gli insegnanti andranno in pensione sempre più tardi!

Anche le pensioni della scuola pubblica, hanno subito grandi cambiamenti negli ultimi anni.

Con la riforma Fornero si va in pensione sempre più tardi, non prima dei 67 anni (a partire dal 20121)! Il motivo è chiaro: l’aspettativa di vita è più alta, quindi si allunga anche la vita lavorativa, e i pensionati sono sempre più numerosi.

Gli insegnanti sono impiegati pubblici e quest’anno devono lavorare un anno in più dei dipendeteni statali.

Infatti, per avere la pensione di vecchiaia nel 2017 bisogna avere:

  • almeno 20 anni di servizio
  • 66 anni e 7 mesi, se si è statali o freelancer
  • 65 anni e 7 mesi, se si è dipendenti del settore privato

Con la riforma sono cambiate anche le regole sull’anzianità. Una volta si andava in pensione dopo un tot di anni di contributi, indipendentemente dall’età. Oggi la pensione di anzianità è un po’ diversa.

Si chiama piuttosto pensione anticipata e per averla occorrono:

  • 20 anni di contributi al 31 dicembre 1995
  • 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 6 mesi per le donne

Presto gli uomini e le donne andranno in pensione alla stessa età e tutte le pensioni verranno calcolate in base al sistema contributivo.

Proviamo a capire cosa succederà alle pensioni di un insegnante usando uno strumento di calcolo online.

La pensione per un insegnante con 29 anni di servizio e 66 anni di età scatta a Settembre 2017, per vecchiaia, e se il suo stipendio medio è stato di 1300€ al mese avrà un assegno pensionistico di 824€, ovvero il 63.4% del suo stipendio!

La pensione non è l’unico problema nella vita di un insegnante!

La mobilità: il più grande problema dei docenti?

Quando finalmente si è riusciti a superare il concorso, dopo anni di studio e formazione e incalcolabili ore di supplenza, arriva finalmente la tanto agognata cattedra.

L’assegnazione della cattedra avviene d’ufficio, almeno per il primo anno di prova (o per i primi 3 anni?). Questo vuol dire che un insegnante può essere mandato ovunque ci sia un posto libero, anche a 1000 km di distanza!

Per i nuovi insegnanti la mobilità significa lavorare anche molto lontano da casa! I neo-insegnanti devono essere pronti a partire!

Capita spesso che un insegnante abbia una casa di proprietà, ma che per lavorare si debba spostare in un’altra città, pagare un affitto e spendere buona parte delle sue entrate in trasferte.

La vita da pendolare non fa per tutti, soprattutto se si hanno dei bambini!

Superato l’anno di prova si può chiedere di essere spostati verso casa, ma ovviamente nei posti più gettonati è difficile andare.

La mobilità in generale ha scatenato molte critiche negli ultimi anni:

  1. nel 2015 l’esodo di migliaia di insegnanti del Sud costretti ad insegnare al nord ha generato molte critiche.
  2. nel 2016 c’è stato il contro esodo di 130.000 insegnanti meridionali che hanno chiesto di riavvicinarsi a casa, scatenando critiche sulla continuità scolastica.

Se da una parte c’è la necessità per l’insegnante di insegnare dove vuole, dall’altra c’è quella degli studenti ad avere la continuità didattica e non una persona diversa ogni anno.

Sta di fatto che l’anno accademico 2016/2017 ha battuto ogni record perché si sono spostati in 200.000, senza contare i movimenti dei 100.000 precari che ogni anno cambiano scuola.

Un insegnante può dare lezioni private?

In generale un impiegato pubblico che svolge il lavoro a tempo pieno non può svolgere altre attività definite incompatibili (praticamente tutte!). Se invece si è lavoratori part-time al di sotto del 50% o insegnanti è possible avere una seconda occupazione.

Anche gli insegnanti della pubblica istruzione possono dare lezioni private se compatibili con gli orari di scuola. Prima di dare lezioni private avverti la tua scuola!

Il Testo Unico in materia d’istruzione, la legge 297/94 dice espressamente che un insegnante può svolgere l’attività liberale a patto che non arrechi pregiudizio alle sue funzioni e ai suoi orari di docenza.

L’iter da seguire è molto semplice:

  • avvisare il proprio dirigente scolastico per iscritto
  • mandare la lista degli studenti e le scuole che frequentano

Se entro 30 giorni non c’è risposta vale il silenzio-assenso e puoi cominciare a dare lezioni private!

Il tuo dirigente scolastico, una volta sentito il consiglio di circolo o d’istituto potrebbe opporsi, ma a quanto ne sappiamo noi, non è mai successo.

Potrai tranquillamente cominciare a dare lezioni private!

Ricordati solo che è vietato avere come studenti gli alunni della tua classe o della tua scuola!

Lezioni private: quale differenza di remunerazione rispetto alla scuola?

Se facessimo un confronto tra il guadagno di un insegnante privato che vive solo di corsi a domicilio e quello di un docente della scuola pubblica, secondo te quale sarebbe più alto?

Qual è lo stipendio di un insegnante privato e di un docente della scuola?

Un insegnante che offre lezioni a domicilio guadagna il doppio rispetto un docente della scuola. La tariffa orario delle lezioni private è più alta!

Da un lato, un insegnante della scuola pubblica:

  • ha uno stipendio medio di 1300€
  • può contare sul posto fisso
  • ha diritto alle vacanze retribuite
  • riceve una pensione a fine carriera, anche se più bassa rispetto allo stipendio
  • può fare carriera con il passaggio di cattedra o diventando dirigente scolastico

Dall’altro lato, un insegnante autonomo:

  • non deve rendere conto ai superiori
  • può svolgere le lezioni in libertà (anche d’estate, se vuole!)
  • può applicare la metodologia che gli sembra più adatta
  • non ha uno stipendio fisso, ma può aumentare gli studenti con il passaparola

E’ ovvio che a un insegnante della scuola pubblica non conviene lasciare il proprio lavoro per diventare un tutor privato.

Infatti le lezioni private non ti permettono di avere uno stipendio intero. Dando corsi di matematica, inglese, italiano si possono avere in media 18€ l’ora e, calcolando che si può lavorare soprattutto di pomeriggio, il totale mensile è intorno agli 800€.

E’ più conveniente dare lezioni private come secondo lavoro per:

  • avere una fonte extra di guadagno
  • riscoprire la gioia dell’insegnamento in libertà
  • mettersi da parte qualcosa per integrare la pensione

Per concludere, se il tuo lavoro a tempo pieno te lo permette, cerca di variare il più possibile: andare a casa del tuo studente per una lezione pomeridiana ti farà cambiare aria, uscire dalla routine della scuola e mettere da parte una bella cifra!

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