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Insegnare inglese: una vocazione

Scritto da Catia, pubblicato il 29/06/2017 Blog > Lingue straniere > Inglese > Perché Diventare Insegnante d’Inglese?

Si parla di fine della crisi economica in Europa, ma non è sempre facile orientarsi sul lavoro che si vuole fare…

Possiamo esplorare diverse strade, ma quale percorrere alla fine?

Non possiamo avere tutto: bisogna fare una scelta!

Hai già pensato di insegnare la lingua di Shakespeare che la società globalizzata ha imposto come lingua internazionale da conoscere?

Che tu sia alle medie, al liceo oppure universitario, o un giovane professionista, devi dare una risposta a questa domanda.

E’ una prospettiva che porta dei vantaggi, data la sempre crescente domanda per questa lingua straniera.

Per ora vediamo insieme i maggiori motivi per cui diventare insegnanti d’inglese.

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Possibilità d’impiego

L’inglese è la seconda lingua più parlata al mondo, dopo il cinese.

E’ la lingua madre di 425 milioni di persone, a cui bisogna aggiungere 400 milioni di persone che la usano come seconda lingua accanto ad altre lingue locali, mentre circa 450 milioni di persone lo conoscono a titolo di lingua straniera.

E’ indispensabile in molti lavori e un requisito per l’accesso a molti master post-laurea.

L'inglese è sempre più richiesto dai datori di lavoro e nei corsi post-laurea. Bisogna conoscere l’inglese per fare centro al lavoro!

La domanda è quindi grandissima e ci sono delle ottime opportunità per lanciarsi nella carriera di insegnante d’inglese.

E poi è stimolante perché è un percorso che copre una grande diversità…

La scuola primaria

Spesso si critica il modo in cui le lingue straniere vengono insegnate in Italia, seguendo un metodo ereditato dal XIX secolo ed incentrato sulla grammatica e la comprensione scritta piuttosto che sull’orale. Eppure, la richiesta del mercato del lavoro è quella di una conoscenza più fluida e parlata della lingua.

Le varie riforme dell’insegnamento pubblico si sono sforzate di introdurre le lingue sin dalla più tenera età (scuola materna), visto che il cervello infantile è molto più elastico nel memorizzare vocaboli e suoni.

Quando si conoscono le particolarità della fonetica e le varianti degli accenti inglesi, si è decisamente a un passo dal bilinguismo perfetto.

Per esempio, il British Council, l’istituto culturale britannico, propone la formazione per l’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria (bambini dai 7 agli 11 anni). I formatori qualificati possono operare nelle scuole pubbliche, nelle strutture private o nelle associazioni, in città come in provincia.

Gli insegnanti della scuola pubblica che devono insegnare inglese dovrebbero avere almeno un B2 per poter dare ai loro allievi le basi della lingua di Shakespeare. La richiesta di insegnanti d’inglese nella scuola primaria è tale che il MIUR ha assegnato posti di lingua inglese non solo agli insegnanti certificati per l’inglese, ma anche a quelli senza requisiti, a patto di frequentare dei corsi di formazione.

L’insegnamento nella scuola secondaria

Le scuole secondarie di primo grado, meglio note come scuole medie, offrono molte possibilità di lavoro agli insegnanti d’inglese.

Per ora l’immissione di professori nella scuola pubblica è ibrida.

Ci sono quelli che hanno superato il concorso pubblico e dovrebbero entrare in ruolo, e quelli di seconda e terza fascia che hanno maturato esperienza iscrivendosi alle graduatorie di circolo e istituto. Tra quelli di ruolo ci sono anche gli insegnanti che hanno frequentato il TFA – Tirocinio Formativo Attivo, ora non più in funzione.

Le ultime novità sull’insegnamento introdotte dalla riforma della Buona Scuola nell’aprile 2017, infatti, hanno cambiato radicalmente le vie per l’accesso all’insegnamento.

D’ora in poi, per diventare insegnante d’inglese nella scuola secondaria bisogna:

  • avere la laurea nella lingua che si vuole insegnare
  • superare un corso triennale di formazione iniziale e tirocinio (Fit)

Il Fit di fatto sostituisce il vecchio TFA, permettendo a tutti di diventare insegnanti dopo 3 anni di specializzazione e lavoro pratico (che dovrebbe anche essere retribuito).

Superata la prova finale, viene assegnata la prima cattedra per 3 anni.

Il percorso Fit sarà applicato dal 2018, quindi i primi insegnanti della “buona scuola” arriveranno nel 2022.

Dato il numero di precari (almeno 80.000 persone ancora), continua l’inserimento degli insegnanti secondo il vecchio schema delle graduatorie, ma ci sarà anche per le seconde e terze fasce e gli ormai vecchi TFA, la possibilità di accedere al secondo e terzo anno del Fit.

Una volta diventato insegnante di ruolo, potrai goderti tutta la bellezza dell’insegnamento dell’inglese con le spalle coperte:

  • una pensione assicurata
  • un lavoro sicuro
  • un’entrata stabile

I professori d'inglese della scuola pubblica hanno la stabilità del posto e del futuro. Una volta risolta la questione precariato, conviene diventare insegnanti d’inglese!

In questo periodo di forte instabilità nel mondo del lavoro e i mille interrogativi sul futuro delle pensioni, l’insegnamento dell’inglese nella scuola pubblica sembra un’ottimo sbocco professionale!

Un buon motivo per insegnare inglese, non credi?

I posti per gli insegnanti del liceo di solito sono meno numerosi. Però sono anche i più ricercati dagli insegnanti perché prevedono un trattamento economico più alto e qualche soddisfazione in più sul programma scolastico.

Nelle scuole superiori infatti, non si gettano solo le basi della lingua, facendo lezioni di grammatica, ma si entra anche nel vivo della letteratura anglofona.

Per gli amanti di Joyce, Shakespeare, Allan Poe o Hemingway è un sogno insegnare ai ragazzi italiani ad apprezzare queste opere in lingua originale.

L’iter per diventare insegnante d’inglese al liceo è sempre quello della laurea in lingue  e del Fit, che ha sostituito il TFA.

Agli insegnanti d’inglese della scuola è richiesto un generico B2.

Insegnare all’università

Prima di insegnare linguistica inglese alla laurea specialistica, bisogna passare il concorso pubblico per diventare ricercatore. Tramite concorso si diventa professore associato svolgendo fino a 350 ore di insegnamento o si raggiunge il massimo del grado come professore ordinario.

Le qualifiche che peseranno sulla decisione delle commissioni sono:

  • Le pubblicazioni, con maggior punteggio per quelle innovative e di qualità
  • La partecipazione a conferenze, gruppi di ricerca, progetti finanziati da bandi…
  • Esperienza nell’insegnamento

Le lingue all’università possono anche essere approfondite con dottorati di ricerca, e per i madrelingua c’è la strada del Collaboratore Esperto Linguistico per i Centri Linguistici di Ateneo.

Il vecchio lettore, che invece tiene vere lezioni di fonetica, grammatica avanzata in ausilio al professore di ruolo.

Più che un mestiere: una passione

Il mestiere dell’insegnante è una vocazione. Non può essere fatto solo per denaro o per il posto fisso.

Specializzarsi in una disciplina come l’inglese richiede altre motivazioni.

La condivisione

“Amare per conoscere meglio, e conoscere per amare ancora di più”, è quello che contraddistingue la vera passione.

Il sapere sarebbe inutile, se non ci fosse la passione per il sapere stesso e per la sua condivisione.

Se insegnare le cose fa parte del tuo modo di essere, se ti fa sentire bene, allora hai scelto la professioni giusta. E’ così che un lavoro diventa un piacere.

Un piacere che aumenta con il successo dei tuoi allievi: che soddisfazione vedere i progressi che fanno!

Insegnare significa condividere e trarre piacere da questa condivisione, anche rompendo gli schemi e le metodologie tradizionali. Maria Montessori è il simbolo della passione per l’insegnamento!

Questo desiderio di condividere le conoscenze linguistiche spinge molti insegnanti a spingersi oltre il sistema educativo italiano.

In effetti c’è una grande domanda di corsi privati da parte di allievi di ogni livello: 1 liceale su 3 chiede lezioni private ad un costo di circa 17€ (Superprof, 2016).

La pedagogia nelle lingue straniere

The cat is on the table“, la tipica frase del classico libro d’inglese di qualche tempo fa. Un ritornello conosciuto, che ha fatto il suo tempo.

Se n’è fatta di strada nell’insegnamento dell’inglese, lasciandosi alle spalle il metodo classico della traduzione di frasi da e verso la propria lingua madre.

In Italia spopolano le metodologie destinate all’insegnamento dell’inglese ai bambini.

Se il tuo target ha qualche (o parecchi) anni in più, ci sono metodi messi a punto dalle Università come la Cambridge per l’inglese e le Università per Stranieri di Perugia e Ca’ Foscari di Venezia per l’italiano come lingua straniera.

Se ami l’inglese, devi imparare a trasmetterlo secondo le più moderne tecniche per l’apprendimento autentico.

Ci sono molti testi ben fatti che includono CD.

Una dinamica che sta a cuore alla società

Ci sono professioni dove si resta da soli alla propria postazione, dietro uno schermo.

Il mestiere di insegnante non è niente di tutto questo. Si fonda infatti sulla presenza in classe, in un rapporto faccia a faccia con gli studenti per almeno 40 anni della propria vita.

Un insegnante d’inglese, oggi più che mai, ha un grande valore sociale. Nel suo piccolo, fa un lavoro che andrà a beneficio di tutta la collettività, gettando le basi per il futuro professionale dei suoi allievi.

Come insegnante d'inglese puoi preparare i professionisti di domani a un mondo globalizzato. Conoscere l’inglese è fondamentale per il futuro lavorativo dei tuoi studenti!

L’inglese è essenziale per inserirsi nel mondo del lavoro, per partecipare alla vita scientifica e culturale internazionale, per essere liberi di viaggiare e comunicare in tutto il mondo.

L’inglese è la prima lingua internazionale!

Le possibilità di lavoro per gli insegnanti d’inglese sono numerose. Puoi insegnare nelle scuole superiori, senza dimenticare le scuole primarie e l’università. Ci sono anche molti centri di formazione privati, centro per l’infanzia e per la terza età, i corsi in gruppo o a domicilio.

Quando si ama una lingua, bisogna fare di tutto per mantenerla viva e se in più si riesce a fare la differenza insegnandola agli altri, è ancora più gratificante.

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