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Il cumulo di impieghi per i dipendenti pubblici

Scritto da Catia, pubblicato il 15/05/2017 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Un Impiegato Pubblico può Dare Lezioni Private?

Sei un docente della scuola pubblica e vuoi arrotondare il tuo stipendio dando delle lezioni private.

Hai tutto il diritto di farlo. 

Che tu voglia aumentare il tuo reddito o semplicemente condividere le tue conoscenze, puoi farlo tranquillamente (e rapidamente) se ti lanci nei corsi a domicilio.

Sei un insegnante di matematica bilingue e vuoi dare lezioni di lingua? Niente te lo impedisce con le lezioni private.

Ecco un altro buon motivo per cui dare lezioni private può essere interessante per un docente della scuola pubblica.

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Dare lezioni private: i docenti possono cumulare impiego pubblico e privato

Faremo del nostro meglio per spiegarti la procedura da seguire per dare lezioni private.

Il divieto di cumulo degli impieghi, è un principio di diritto pubblico.

Ogni regola ha la sua eccezione, e questo vale anche per il caso di incompatibilità tra cariche pubbliche e private.

In linea generale, il principio che regola il pubblico impiego è che chi lavora per lo stato debba dedicare tutte le sue energie alla funzione pubblica per poterla svolgere al meglio.

Se sei un docente della scuola pubblica anche tu hai la possibilità di integrare il tuo reddito dando lezioni private. Anche i docenti pubblici possono avere un’attività complementare!

Proprio per questo motivo, il pubblico dipendente che lavori a tempo pieno o con orario superiore al 50% ha il divieto di svolgere una serie di attività. Ne possiamo citare solo alcune:

  • attività di lavoro subordinato per altri enti pubblici e privati
  • ogni attività di impresa, commerciale e professionale
  • produzione di beni e servizi
  • banche e assicurazioni

Tra le attività considerate non incompatibili, e che comunque devono essere autorizzate, ci sono:

  • la libera professione (insegnanti, avvocati, architetti ecc…)
  • la partecipazione a cooperative
  • la partecipazione a studi, ricerchi, convegni, collaborazioni con i giornali ecc…

La prima eccezione a questa regola generale riguarda i lavoratori part-time con un orario di lavoro al di sotto del 50%. Questi lavoratori se lo desiderano, possono svolgere altre attività, anche come lavoratore dipendente purché non siano incompatibili con il pubblico impiego.

Ovviamente, il secondo lavoro deve essere svolto fuori dagli orari d’ufficio e comunque non è possibile lavorare contemporaneamente per due enti pubblici.

Quindi, un impiegato pubblico con un orario di lavoro part-time può scegliere un secondo lavoro.

L’altra grande eccezione riguarda proprio i docenti della scuola pubblica!

Dare lezioni private, una deroga concessa agli insegnanti della pubblica istruzione.

Tra i dipendenti pubblici, gli insegnanti godono di uno status particolare. Infatti, a ogni impiegato della pubblica amministrazione con un contratto di lavoro a tempo pieno o sopra il 50% è severamente vietato svolgere altre attività retribuite.

Questo divieto cade per gli insegnanti in base al testo unico sulle disposizioni legislative in materia di istruzione, la legge 297/1994, che elenca diritti e doveri del personale della scuola pubblica.

I docenti della pubblica istruzione possono svolgere altre attività indipendentemente dalle ore lavorate. L’importante è che, come negli altri casi, il lavoro sia compatibile con gli orari e le funzioni da docente.

Ora che sai che hai la facoltà di dare lezioni private, anche se sei un insegnante della scuola pubblica, cerchiamo di vedere insieme le regole e le procedure da seguire.

L’iter da seguire per dare delle lezioni private per i docenti della pubblica istruzione

E’ un dato di fatto che la maggior parte dei professori esercita la loro attività di insegnante privato senza comunicarlo ai propri superiori e senza un inquadramento.

Ogni anno la Fondazione Einaudi redige un rapporto sul mercato delle lezioni private. Secondo l’istituto il giro d’affari ogni anno si aggira intorno a 1 miliardo di euro e di questo solo il 10% viene dichiarato al fisco. Questa stima si basa sul fatto che 9 famiglie intervistate su 10 hanno dichiarato di non ricevere alcuna fattura.

Eppure c’è il modo per poter svolgere l’attività di insegnamento privato accanto al proprio lavoro nella scuola pubblica senza cadere nell’illegalità.

In linea teorica, prima di cominciare a dare lezioni private un docente dovrebbe seguire questo iter:

  1. informare per iscritto il proprio superiore gerarchico
  2. indicare i nomi e la scuola che frequentano gli studenti a cui si impartiscono lezioni private.

Un consiglio da parte nostra. Invia la tua domanda attraverso una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. 

Se un mese dopo la ricezione della tua lettera da parte dei tuoi superiori, non ricevi alcuna risposata espressa (e questo succede molto spesso), significa che la tua domanda è stata accettata.

Nella maggior parte dei casi succede proprio che le domande abbiano una non risposta, per cui vale il principio del silenzio-assenso.

Se l’amministrazione pubblica tace vuol dire che la risposta è sì, e quindi puoi cominciare a dare le tue lezioni private.

Le regole da rispettare sono molto semplici. In base all’art. 508 della legge 297/1994 l’insegnante privato deve:

  • astenersi dall’attività di insegnamento privato se incompatibile con gli orari di docenza
  • astenersi dal dare lezioni private ai propri alunni o agli alunni della scuola per cui si lavora
  • sospendere l’insegnamento privato se il dirigente scolastico da un parere contrario.

Quindi, prima di cominciare a dare lezioni private un professore del liceo, per esempio, deve informare il capo d’istituto per iscritto.

Non può in alcun modo dare lezioni private ai suoi studenti, altrimenti tutte le prove di esame per quello studente non saranno considerate valide.

Immagina se in sede di esami di maturità uno studente si vedesse negata la possibilità di fare l’orale perché ha ricevuto lezioni private da uno dei suoi professori!

Meglio non rischiare! Il divieto vale per tutti gli studenti? La risposta è no. Un docente può dare lezioni private a ogni altro studente iscritto a ogni altra scuola pubblica.

In base alla disciplina in materia il capo d’istituto si può opporre all’attività di insegnamento privato, una volta sentito il collegio d’istituto, sempre per motivi di incompatibilità con il pubblico impiego e violazione dei principi di neutralità. Se conosci qualcuno a cui è successo, faccelo sapere. A quel che ne sappiamo noi è una cosa molto rara!

I docenti della pubblica istruzione possono svolgere la libera professione se rispettano alcune regole basilari. Puoi essere un prof della scuola pubblica, ma anche un insegnante autonomo!

Se si rispetti i principi base, puoi essere un docente della scuola pubblica e allo stesso tempo dare lezioni private.

Per quanto riguarda lo status giuridico da adottare, puoi lavorare come autonomo, se non superi la soglia dei 5000€ l’anno, oppure aprirti la partita IVA.

Se lavori come autonomo è più facile fare i conti. Devi applicare una ritenuta d’acconto del 20% su ogni prestazione e il gioco è fatto.

Insomma, dovunque abiti puoi dare liberamente delle lezioni private. (Per esempio, vedi come dare lezioni private a Napoli).

Dare lezioni private come docente: condividere le tue conoscenze e guadagnare di più

Se le ore che passi in un’aula di una scuola media o del liceo non ti bastano in tutti i sensi, puoi sempre catapultarti in n mondo diverso attraverso le lezioni private. La sfera privata ti offre numerosi vantaggi.

Gli studenti sono socievoli e non vedono l’ora di migliorare. Dopotutto, è stata una loro scelta, o dei loro genitori, quella di seguire lezioni individuali proprio con te.

Nell’ambito privato la condivisione della conoscenza e l’amore per l’insegnamento prendono un’altra sfaccettatura. Ci sono altre questioni che entrano in gioco. Non sei solo un insegnante, ma hai un ruolo più ampio che abbraccia il coaching e la costruzione di un rapporto di fiducia diventa fondamentale.

Nella maggior parte delle piattaforme di corsi privati, gli insegnanti possono creare i loro annunci gratuitamente e fissare liberamente le proprie tariffe.

Ma qual è esattamente la differenza di compenso tra chi da lezioni private e chi lavora nella scuola pubblica?

E a quale pensione si ha diritto rispetto a quella prevista dalla pubblica amministrazione?

Passando per delle società che mettono in relazione domanda e offerta puoi adattare le tue tariffe a seconda della prestazione richiesta, del tuo livello di studi e della tua esperienza.

L differenza di prezzo può essere anche molto alta: un’ora di corso può valere tra i 10€ e i 50€. Il pagamento viene fatto direttamente dall’allievo all’insegnante senza passare per terzi.

Uno dei vantaggi che hai iscrivendoti a Supeprof è che si eliminano gli intermediari. Gli organismi privati che offrono corsi a domicilio trattengono una parte non indifferente del prezzo pagato dallo studente (fino al 50%).

Gli insegnanti, inoltre, possono scegliere di modulare le ore di lezione in base alla loro disponibilità.

Il vantaggio dei corsi privati è proprio quello di potersi organizzare autonomamente.

Lavorare come insegnante privato ha anche il vantaggio di lasciarti la libertà di organizzarti come vuoi. Gli insegnanti si organizzano e gestiscono da soli i propri corsi!

Ora che sai tutto sul cumulo d’impieghi puoi sentirti libero di dare lezioni private anche se sei un insegnante della scuola pubblica.

L’unica cosa che devi ricordare è che non puoi dare lezioni a domicilio agli studenti della tua classe o della tua scuola! Ricordati anche di comunicare le tue intenzioni a i tuoi superiori per iscritto. Se non ricevi una risposta entro 30 giorni vuol dire che puoi cominciare a dare lezioni private!

Detto questo, non ti resta che lanciarti in questa nuova avventura! A maggior ragione, se vuoi evitare il problema della mobilità nella scuola pubblica e se le prospettive di promozione non sono proprio da sogno!

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