Disegno
Italiano Lingua Straniera
Francese
Disegno
Italiano Lingua Straniera
Inglese
Italiano Lingua Straniera
Flauto
Superprof la community
1.421.871
di prof e insegnanti privati
TOP 10 insegnanti
Italiano Lingua Straniera
Matematica
Storia dell'arte
Inglese
Matematica
Italiano scolastico
Matematica
Matematica
Disegno
Italiano Lingua Straniera
Francese
Disegno
Italiano Lingua Straniera
Inglese
Italiano Lingua Straniera
Flauto
Italiano Lingua Straniera
Matematica
Storia dell'arte
Inglese
Matematica
Italiano scolastico
Matematica
Matematica
Superprof la community di prof e insegnanti privati
TOP 10 insegnanti
Musica Lezioni private Lingue straniere Sostegno scolastico
Condividi

Le entrate per i docenti con i corsi a domicilio e l’insegnamento a scuola

Scritto da Catia, pubblicato il 15/05/2017 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Stipendi: Scuola Pubblica e Lezioni Private a Confronto!

Uno sguardo agli annunci per i corsi privati e si nota subito che molti sono pubblicati da professionisti dell’insegnamento. O meglio, molti sono supplenti e docenti non di ruolo.

Ma ti sei mai chiesto perché?

Per poter arrotondare a fine mese, soprattutto nelle grandi città, i docenti della scuola pubblica spesso hanno la tentazione di dare lezioni private.

E hanno tutto il diritto di farlo. Infatti, in base al Testo Unico in materia di istruzione, ovvero il decreto legge 297/1994, i docenti possono svolgere la libera professione a patto che informino i loro superiori e non abbiano come studenti i propri alunni o quelli della scuola dove lavorano.

E di tempo gli insegnanti ne hanno a disposizione: 18 ore a settimana è il carico di docenza di un insegnante del liceo e circa 15 ore quelle di un professore universitario. Certo, da questo calcolo sono escluse le ore dedicate alla preparazione delle lezioni e alla correzione dei compiti, ma comunque rimane spazio per le lezioni private.

Chi non è di ruolo, poi, vive nell’incertezza di perdere le ore di lezione da un momento all’altro, quando rientra il titolare della cattedra. Le lezioni private quindi sono un bel cuscinetto per pararsi anche quando di lavoro ce n’è poco.

Ma conviene davvero dare lezioni private?

Vediamo se c’è una grande differenza nella remunerazione tra il mondo dei corsi privati e quello della pubblica istruzione.

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Il problema del precariato nella scuola italiana

L’Italia è uno dei paesi dell’OCSE (Organizzazione per cooperazione e lo sviluppo economico) dove l’età media degli insegnanti è la più alta.

La riforma Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile, ha finito con il marcare ancora di più l’anzianità degli insegnanti pubblici. Oggi infatti per andare in pensione, un insegnante deve avere 66 anni e 7 mesi insieme a 20 anni di contributi.

Non c’è da stupirsi se nel 2015 sono andati in pensione 19.000 docenti, mentre nel 2016 soltanto 13.000, ossia il 40% in meno. In base al rapporto Education at a Glance dell’OCSE, nella scuola primaria italiana non c’è nessun insegnante che abbia meno di 30 anni.

Non va meglio al liceo dove i prof con meno di 40 anni sono solo il 3% del corpo docente.

Insomma, di ricambio nella scuola pubblica ce n’è davvero poco. Eppure, oltre a 715000 docenti della scuola pubblica ci sono ogni anno almeno 100.000 docenti con contratto a tempo determinato e 14.000 supplenti che vivono di precariato. La maggior parte di loro sono giovani, ma non sono certo pochi gli insegnanti over 40 rimasti intrappolati nel vortice delle supplenze senza mai riuscire a diventare titolari.

Se molti insegnanti pubblici guardano alle lezioni private è anche per fronteggiare l'incertezza della scuola pubblica. Ce la farà la ministra Fedeli a eliminare il precariato dalla scuola?

Proprio per questo la riforma voluta dall’ex ministra dell’istruzione Giannini e continuata oggi dall’attuale ministra Valeria Fedele vuole eliminare il problema del precariato, della mancanza di ricambio e della qualità dell’insegnamento.

Dal 2020 cambieranno completamente le regole per diventare insegnanti. Non sarà più possibile, laurearsi e poi iscriversi alle liste di III fascia delle singole scuole per poter lavorare come supplenti.

Dal 2020 infatti, tutti gli aspiranti insegnanti dopo essersi laureati dovranno passare un esame per accedere al tirocinio formativo attivo, una specializzazione di tre anni che include momenti di studio, ricerca e pratica. Una volta superato il tirocinio sarà possibile accedere al concorso, che secondo le intenzioni dei riformatori, dovrebbe indicare esattamente il numero di insegnanti che servono ogni anno.

Quindi niente più « esuberi », niente più supplenti. Tutto questo a partire dal 2020, ma come fanno ora i supplenti iscritti nelle liste d’istituto? E quelli che hanno superato l’ultimo concorso, ma che sono rimasti senza cattedra?

Per ora ancora non si è capito quanti dei 100 mila precari sono stati stabilizzati (50-80 mila?) e se è davvero diminuito il numero dei supplenti.

Quello che è chiaro è che la scuola ancora lascia molta incertezza ai propri insegnanti.

E quelli che hanno una cattedra fissa, possono dormire sonni tranquilli con il loro stipendio?

Lo status degli insegnanti e il loro stipendio

Gli insegnanti della scuola pubblica sono dipendenti statali e, se hanno la fortuna di essere assunti a tempo indeterminato, hanno molti benefici.

Per esempio, un insegnante può prendersi un anno sabbatico. Questo periodo di astensione dal lavoro non è remunerato, ma permette all’insegnante di ricaricare le batterie per 1 anno ogni 10 anni lavorati. Andatelo a chiedere al vostro datore di lavoro privato e sentite cosa ne pensa!

Oltre a questo, un insegnante può chiedere l’aspettativa, che è un periodo di astensione retribuita. I motivi possono essere diversi come un periodo di studio, per esempio il dottorato, una prova di lavoro presso un’altra istituzione pubblica, oppure una pausa per motivi familiari.

E poi ci sono praticamente 3 mesi di ferie l’anno, oltre ai permessi, malattie e congedi che spettano a tutti i lavoratori.

Nonostante questo, uno studio del Censis del 2011 indicava che 1 insegnante su 3 voleva cambiare lavoro. Al liceo le cose andavano ancora peggio perché 1 docente su 2 si diceva insoddisfatto.

Il 69% degli intervistati si lamentava del fatto che il ruolo dell’insegnante non ha un riconoscimento sociale. Insomma, degli insegnanti non importa nulla né allo stato, né agli studenti né tanto meno ai genitori.

Per un altro 53% il problema stava nella mancanza di progressione economica. Se diamo un’occhiata agli stipendi degli insegnanti, a colpo d’occhio possiamo dire che non sono mica male. Ma se analizziamo lo stipendio a fine carriera ci rendiamo conto che non c’è poi così tanta progressione, sia nel confronto con altri impieghi pubblici in Italia, sia rispetto ad altri paesi europei.

Molti insegnanti pubblici sono insoddisfatti perché non hanno molte possibilità di carriera, ecco perché non disdegnano le lezioni private! I docenti della scuola non si sentono apprezzati!

Lo stipendio degli insegnanti a inizio carriera , dopo 20 anni di servizio e a fine carriera dopo 35 anni di attività (trentacinque!) è più o meno così:

  • Scuola Infanzia e Primaria: 19.300€ – 21.400€- 28.200€
  • Scuole Medie: 20.900€ – 25.600€ – 31.300€
  • Scuole Superiori (insegnanti diplomati): 19.300€ – 23.300€ – 31.300€
  • Scuole Superiori (insegnanti laureati): 20.900€ – 26.400€ – 32.900€

Come si può notare, l’esperienza acquisita dopo 20 anni di insegnamento è davvero poco valorizzata! Ricordiamoci che stiamo parlando dello stipendio lordo! E’ normale che con queste prospettive di carriera siano molti gli insegnanti della scuola pubblica a voler dare lezioni private, anche se hanno un contratto a tempo indeterminato!

Quali sono i vantaggi economici dei corsi privati?

Gli insegnanti della scuola pubblica si sentono poco considerati, molti di loro sono precari e il loro stipendio non cresce poi così tanto rispetto a quello di altri impiegati pubblici.

Ecco perché molti insegnanti danno anche lezioni private. I corsi vengono divisi in ore, e di solito si concentrano al pomeriggio quando non c’è scuola.

Per chi ha già un lavoro nella scuola pubblica questo è semplicemente perfetto. Facendo entrambi i lavori, non si toglie niente al lavoro principale, proprio come dice la legge.

I guadagni extra che vengono dalle lezioni private possono essere fatturati con partita IVA, oppure, se non superano i 5000€ l’anno, con ritenuta d’acconto.

Il sostegno scolastico a domicilio è un mercato che cresce sempre di più, con un fatturato stimato di circa 1 miliardo di euro. La domanda di corsi privati è sempre più alta e non sarà difficile per un professionista trovare degli studenti sia direttamente sia passando per delle piattaforme specializzate.

Quali sono i prezzi delle lezioni private?

Musica, inglese, grammatica italiana, matematica e scienze, storia e filosofia, latino e greco, esistono lezioni private per tutte le discipline anche se con prezzi diversi.

La tariffa oraria per l’aiuto compiti varia a seconda della città. Ogni anno Superprof raccoglie i dati sui prezzi praticati per ogni materia. Senza troppe sorprese, Milano risulta la città italiana con la tariffa oraria più alta con circa 18€.

Sia chiaro, questa media è calcolata tenendo conto delle prestazioni di studenti e persone che lavorano nel settore privato.

E’ ovvio che un insegnante abilitato chiederà un compenso più alto.

Secondo uno studio dell’Unione dei Consumatori, i prezzi applicati da insegnanti di ruolo alle lezioni private per studenti del liceo superano i 30€ l’ora! Nel podio ci sono italiano e le lingue straniere con 30€ l’ora, al secondo posto troviamo la matematica con 35€ e al primo posto greco con 37€.

Se a dare le lezioni private sono gli studenti universitari la media scende a 20-25€.

E’ un’altra prova che un insegnante della scuola pubblica può aspirare a un costo orario più alto rispetto a ogni altro tutor privato.

Le lezioni private di greco sono le meglio pagate, soprattutto se sei un insegnante della scuola pubblica. Dare lezioni private di greco conviene!

Mettiamo che un insegnante della scuola primaria lavori in media 38 ore a settimana, calcolando la somma tra ore di lezioni, preparazione e correzione dei compiti in classe e ogni altra mansione non retribuita.

 Se dividiamo il salario netto di 1359€ per questo tasso orario (moltiplicato per 4 settimane) abbiamo una tariffa oraria di meno di 9€ l’ora! La metà del prezzo di un’ora di lezione privata a Milano!

Dare corsi privati significa arrotondare a fine mese, lavorando meno ore di quanto non si farebbe nella scuola pubblica. Per quanto sia precaria però, la scuola pubblica offre comunque dei vantaggi agli insegnanti.

Ecco perché la scelta migliore sarebbe una combinazione di questi due mondi dell’insegnamento. Uno non esclude l’altro, si guadagna di più e, in qualche modo, si è anche più completi.

Condividi

I nostri lettori hanno apprezzato questo articolo
Hai trovato le informazioni che cercavi?

Nessuna informazione utile? Sei sicuro?Ok, cercheremo di fare meglio la prossima volta!La sufficienza, menomale! Niente di più?Grazie! Scrivici le tue domande nei commenti!É stato un piacere aiutarti! :-) (media di 5,00 su 5 per 1 voti)
Loading...

Lascia un commento su questo articolo

avatar
wpDiscuz