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Le possibilità di progressione professionale nell’insegnamento pubblico

Scritto da Catia, pubblicato il 17/05/2017 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Quale Carriera per un Docente della Scuola?

Ancora prima della fine del liceo si apre il problema di cosa fare dopo gli studi. Ci sei passato anche tu per questo periodo delicato dove capire esattamente chi si vuole essere non è poi così facile.

Ci si interroga su quello che si vuole diventare: sarò un insegnante, un militare, un commerciante, un avvocato? La lista potrebbe essere molto lunga!

Ma anche dopo aver superato un concorso e ottenuto un lavoro a tempo indeterminato rimane il problema del proprio futuro. Dove sarò tra vent’anni? Quali saranno le mie condizioni d’insegnamento? Quanto guadagnerò?

Se la pedagogia è la tua passione e vuoi diventare insegnante informati sul percorso nella scuola pubblica e considera le lezioni private! Hai la vocazione per l’insegnamento?

La vita attiva rappresenta all’incirca 40 anni dell’esistenza di una persona, se si tiene conto anche del periodo di studi, ci rendiamo conto che copre tutta la nostra esistenza. Per principio di prudenza, chiunque senta la chiamata di una vocazione pedagogica dovrebbe farsi qualche domanda sulle prospettive di carriera, di cambiamento e promozione in seno al MIUR (Ministero per l’istruzione, l’università e la ricerca).

Poi, non guasta fare un confronto tra la scuola pubblica e il settore delle lezioni private.

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Come si diventa insegnanti della scuola e quanto si guadagna?

Sono cambiate molte cose da quando l’Italia del dopoguerra cominciava a costruire scuole in ogni angolo del paese.

Dalla maestra unica che sapeva appena leggere e fare di conto si è passati ai professionisti specializzati in un’area dell’insegnamento. Sembra che con l’aumentare del tasso di scolarizzazione siano aumentati anche i requisiti per poter accedere alla professione di insegnante della scuola pubblica.

Molte riforme hanno cercato di fare ordine nella classe docente cambiando i requisiti per poter insegnare.

Oggi un insegnante, oltre a essere laureato, deve essere abilitato all’insegnamento attraverso un periodo di Tirocinio Formativo Attivo (TFA). Si tratta di un triennio essenziale per gettare le basi di pedagogia e approfondire la propria disciplina, misurandosi anche con 475 ore di lezione.

Tra i requisiti di accesso al TFA, oltre alla laurea ci sono competenze linguistiche (almeno B1 di inglese) e informatiche.

Una volta abilitati si può essere iscritti nelle liste provinciali, oppure, se si passa il concorso, si diventa insegnanti di ruolo con contratto a tempo indeterminato.

Il superamento del concorso è la consacrazione definitiva con l’assegnazione di una cattedra, in prova per il primo anno.

Non dimenthiamo che ancora per poco sarà possibile continuare con il vecchio modo per diventare insegnanti:

In questo modo si diventa supplenti, con contratto a tempo determinato. Ma tutto questo sta per cambiare e anche il TFA sarà presto superato da altre regole.

Una volta superata la selezione (con le vecchie o nuove regole) qual è il compenso che ci aspetta?

Lo stipendio di un insegnante dipende dall’ordine in cui insegna e dai suoi titoli di partenza.

In generale un insegnante della scuola d’infanzia parte con un salario più basso di un docente del liceo. Allo stesso modo, un insegnante che ha come titolo di studi il diploma ha uno stipendio di partenza più basso rispetto a uno laureato.

Lo stipendio lordo di un insegnante in media è:

  • Tirocinio: ?
  • Fino a 8 anni: 20.100€ in media
  • Da 9 a 14 anni: 22.500€
  • Da 15 a 20 anni: 24.500€
  • Da 21 a 27 anni anni: 27.000€
  • Da 38 a 34 anni: 28.900€
  • Dopo i 35 anni: 30.300€

Cosa sono il  TFA e il FIT ?

Il TFA è un corso universitario che, per ora, serve ad ottenere l’abilitazione all’insegnamento, utile per partecipare ai concorsi nazionali per diventare insegnanti di ruolo, quindi a tempo indeterminato.

Il MIUR ancora non ha chiarito come si diventerà insegnanti nel 2020. Le regole per diventare insegnante stanno cambiando!

Per essere ammessi a questo anno di formazione bisogna essere laureati e superare un test di ingresso. La formazione prevede 1500 ore suddivise in queste attività:

  • studio delle scienze dell’educazione
  • specializzazioni in una disciplina
  • tirocinio pratico di 475 ore in aula
  • tesi/rapporto sul lavoro svolto
  • esame finale

Oltre a momenti di studio formale, il TFA dovrebbe includere  laboratori dove sperimentare tecniche di insegnamento.

Il corso di abilitazione all’insegnamento viene svolto nelle Università, mentre le ore di tirocinio sono fatte nelle scuole convenzionate.

Ricorda alcune cose importanti del TFA:

  • è un corso a frequenza obbligatoria fatto dalle Università
  • è a numero chiuso, ogni anno il MIUR indica i posti a seconda delle regioni e delle classi di concorso
  • prevede un test di ingresso (una prova a risposta chiusa, una seconda prova scritta e una orale) e un esame finale
  • solo se superi l’esame finale ti abilita all’insegnamento
  • non diventi automaticamente insegnante!
  • per diventare insegnante devi superare il concorso oppure (almeno per ora) fare esperienza come supplente o nelle scuole private paritarie.

Ricorda soprattutto che il TFA sta per essere sostituito!

Ci sono altre domande a cui bisognerebbe dare una risposta ma lo stesso sito del MIUR ammette che con i cambiamenti politici « non sappiamo cosa succederà nel mondo della scuola! » (sì, l’anno scritto!).

La cosa più difficile da capire è se il TFA viene fatto prima di aver superato il concorso nazionale o dopo. Infatti, sembra che il MIUR voglia invertire l’iter laurea-TFA-concorso. Presto, per diventare insegnanti l’iter sarà:

  1. Laurea
  2. Concorso
  3. Formazione iniziale tirocinio e inserimento nella funzione di docente (FIT)

Oh no, un nuovo acronimo! Per ora pensa al TFA, del FIT non possiamo darti nessuna novità!

Quando finalmente riesci a diventare un insegnante di ruolo (magari ci scrivi per dirci come hai fatto), quali prospettive di carriera hai?

Quali sono le possibilità di carriera per un insegnante?

Gli insegnanti appena inseriti nel ruolo vengono mandati ovunque serva la loro funzione. Dopo l’anno di prova o i 3 anni (chiedete direttamente al MIUR perché neanche questo punto è chiaro!) si può chiedere la mobilità.

In questo modo ci si può avvicinare un po’ di più a casa.

Mobilità significa anche poter insegnare in una scuola di grado superiore.  Per esempio se sei nella scuola di infanzia e vuoi passare alle medie.

Con l’aumento dell’ordine aumenta leggermente anche lo stipendio.

La progressione di carriera nell'insegnamento ti permette di passare dalla scuola primaria a quella secondaria, per esempio. Fai avanzare la tua carriera di insegnante!

Se hai molta buona volontà e carisma da vendere puoi sempre diventare direttore scolastico e allora il tuo stipendio può subire un altro lieve aumento.

I contratti della scuola devono essere rinnovati e stando alle dichiarazioni della Ministra Fedeli lo stipendio degli insegnanti dovrebbe essere aumentato perché 1200€ al mese non sono abbastanza.

Migliora il tuo salario e la qualità della vita dando lezioni private

Gli stipendi degli insegnanti sono decisi per legge dal relativo contratto nazionale. Non si può fare nulla per cambiare il fatto che una maestra di prima elementare di un piccolo paese della Basilicata guadagni come una maestra di Venezia.

E’ ovvio che in termini di potere d’acquisto 1200€ netti in piena campagna rendono quasi il doppio della stessa somma spesa in una grande città.

Nel caso in cui il salario accessorio non fosse sufficiente a coprire le spese a Venezia, l’insegnante può sempre lanciarsi nell’avventura dei corsi a domicilio. Il che significa lavorare anche come insegnante privato.

In questo modo si possono superare altre problematiche:

  • la mobilità nella scuola pubblica
  • la pensione nella pubblica istruzione

L’insegnamento pubblico può essere accompagnato da lezioni private: lo dice il testo unico in materia di istruzione che agli insegnanti è concesso svolgere la libera professione. Se un insegnante fa richiesta al suo superiore e gli viene negata questa facoltà, faccelo sapere perché sarebbe la prima volta che succede, un vero scoop!

Lavorando come insegnante privato puoi decidere quante ore lavorare, dove lavorare e cosa vuoi trasmettere tenendo conto delle tue esigenze familiari, i tuoi interessi e la tua disponibilità.

Puoi anche insegnare durante le vacanze scolastiche, se lo desideri. Da questo punto di vista sei tu il capo: puoi dare lezioni private quando vuoi!

Dovrai semplicemente trovare una forma giuridica per dichiarare questa attività extra ad esempio, lavorando come autonomo con ritenuta d’acconto o con partita IVA.

Per trovare dei clienti puoi fare affidamento a reti professionali, alla tua cerchia di amici e parenti, oppure rivolgerti a società specializzate. Per offrire delle buone tariffe e limitare il numero degli intermediari, puoi iscriverti a una piattaforma specializzata e pubblicare il tuo annuncio online.

Per dare lezioni private devi aumentare il numero degli studenti. Cerca i contatti di nuovi studenti online!

La scuola pubblica ti da la certezza del lavoro, una progressione nello stipendio (appena lo sbloccano) grazie all’anzianità.  La certezza è quella di chiudere la tua carriera con un salario migliore rispetto a quello di partenza. La pensione rimane un problema, soprattutto per gli insegnanti più giovani che prenderanno il 65% dello stipendio. Sempre meglio dei precari con partita IVA che non hanno idea di quale sarà la loro pensione.

Gli scatti di anzianità nella pubblica amministrazione sono bloccati da un bel po’, ed è comprensibile che un insegnante non possa aspettare di arrivare a fine carriera per avere un aumento di stipendio.

Ecco perché molti si creano un reddito integrativo con l’aiuto compiti, le lezioni private, i corsi a domicilio. Una vera boccata d’aria in termini di motivazione, acquisizione di nuove competenze e soprattutto, per il proprio conto in banca.

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