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Come essere un buon pedagogo nella materia dei numeri?

Scritto da Igor, pubblicato il 30/03/2017 Blog > Sostegno scolastico > Matematica > Come Appassionare i Propri Studenti di Matematica?

Le lezioni private di matematica sono sempre più richieste negli ultimi anni e moltissime famiglie, nel nostro Paese, ricorrono ad un insegnante a domicilio nella speranza che questi sia in grado di risollevare il livello dei giovani studenti in crisi con la matematica e più in generale con la scuola.

Se la matematica suscita tante domande, tanti dubbi, tante questioni e se essa è considerata una materia quasi ermetica da molti studenti, le questioni relative al come insegnare e al come far progredire i discenti restano ancor più centrali. È probabile che queste difficoltà e questi blocchi di fronte alle discipline matematiche (algebra, geometria, trigonometria, analisi, …) derivino dall’estrema astrattezza della materia, dal fatto che agli studenti che le approcciano cifre e formule sembrino essere completamente avulse dalla vita reale, dalla vita di tutti i giorni. Insomma, può sembrare, ad un’analisi superficiale, che la matematica non abbia alcuna applicazione e nessun senso pratico per chi studia.

Ecco allora qualche astuzia, qualche chiave, qualche consiglio sulla pedagogia da adottare quando si impartiscono lezioni private di matematica a degli studenti, di qualsiasi ordine e grado essi siano: scuole elementari, scuole medie, istituti tecnici e licei, università. Vedrete che tutte le dritte, tutti i consigli forniti nel presente articolo finiranno col riassumersi in una grande flessibilità e in un adattamento continuo alle necessità del discente.

Consultate, senza più attendere, i consigli per insegnare matematica

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”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

L’insegnante privato deve rendere il contenuto delle lezioni interessante ed appassionante

Per insegnare la matematica e le formule ad essa collegate, un insegnante, pubblico o privato che sia, deve innanzitutto avere una propria visione della matematica.

Se l’alunno frequenta un insegnante privato per riuscire a migliorare il proprio livello di conoscenza della matematica, il professore a domicilio dovrà modulare il contenuto delle lezioni, rendendolo il più attrattivo possibile, o il meno noioso possibile, per il giovane.

In caso contrario, l’interesse sarebbe piuttosto inesistente per il discente, cosa che nuocerebbe senza dubbio alcuno alla volontà di questi di progredire. L’avversione nei confronti della materia non potrebbe allora che accrescersi.

Mi sembra che, tra tutti, siano almeno due i punti su cui cercare almeno in un primo momento di fare chiarezza:

Lezioni sterili di pura teoria, senza nessuna applicazione ludica delle teorie matematiche, rende impossibile o quasi l'apprendimento. L’importante è rendere appassionante il contenuto delle lezioni!

L’insegnante privato deve combinare teoria e pratica

Una lezione nuda e cruda, strutturata solo sulla lezione frontale e sull’esplicazione di teoremi e formule, è totalmente nociva, se sprovvista di studio ed esercizi d’applicazione. Voi insegnanti privati dovete evitare, dunque, di dare lezioni solo per il gusto di dare lezioni; dovete evitare di concentrarvi sulla pura e semplice teoria, senza proporre esercizi ed applicazioni pratiche.

E’ importante enunciare, spiegare e dettagliare proprietà e teoremi attraverso gli esercizi. Far apprendere a memoria all’alunno le prime come i secondi impedirà che il giovane ne percepisca l’utilità.

Inoltre, lezione dopo lezione, l’alunno troverebbe tutto questo agghiacciante.

Se invece l’insegnante privato è in grado di far memorizzare una proprietà o un teorema attraverso esercizi, il discente potrà farsi un’idea concreta e precisa di ciò di cui si tratta. Afferrerà al volo la sfida, integrando ben più facilmente la lezione che gli state impartendo.

In un certo modo, l’esercizio deve diventare un mezzo “ludico”, divertente per consentire all’insegnante di spiegare la teoria senza renderla troppo difficile ed astratta e allo studente di interiorizzare il contenuto dei corsi. L’approccio ludico della lezione diviene qui molto importante, per riuscire a sradicare il blocco sulle materie matematiche e consentire così l’avanzamento!

L’insegnante privato deve insistere sull’utilità di ogni nozione

Tutte le formule ed i teoremi dovranno essere contestualizzati, spiegando all’allievo in che circostanza servirsene. L’insegnante non dovrà temere di essere ripetitivo, qualora necessario, fintanto che lo studente non avrà afferrato perfettamente i vari usi della data proprietà matematica.

In sintesi, di fronte ad una domanda o a un enunciato,occorre che l’allievo sappia  ciò che deve fare, ciò che deve utilizzare e come utilizzarlo.

Ad esempio, quando si intraprende la trigonometria occorre fare una lista, insieme all’allievo, di ogni forma di enunciato e delle domande che esigeranno dal giovane il ricorso ad una proprietà trigonometrica anziché ad un’altra.

Insegnare davvero passa per la comprensione della materia e l'implicazione dello studente! Simula con lo studente i momenti salienti dell’esame di maturità!

Ugualmente, di fronte ad un maturando, l’insegnante dovrà far riferimento all’esame finale, presentando allo studente con degli esempi e degli esercizi specifici la formulazione delle domande per le quali sarà appropriato utilizzare una formula o un’altra. Solo tramite la pratica e l’allenamento continuo lo studente e l’insegnante riusciranno a raggiungere il loro obbiettivo comune: la progressione e la comprensione della disciplina di Pitagora.

Scoprite anche come proporre ed impartire lezioni di matematica via webcam!

Mostrarsi modesti nelle spiegazioni

Se l’alunno necessita di aiuto per progredire, sarebbe un errore ripetere ciò che l’insegnante già gli dice a scuola. Generalmente succede che le spiegazioni fornite a scuola risultino, appunto, troppo complesse.

La numerosità degli alunni di una classe è in parte all’origine di questo problema. Sarebbe inutile ripetere pedissequamente e con terminologie estremamente tecniche il pomeriggio quello che lo studente si è sentito dire la mattina. Durante le lezioni private l’insegnante deve invertire la tendenza e spiegare le cose nel modo più facile possibile.

Occorre abbandonare il discorso tecnico e sostituirlo con un discorso flessibile, frutto di  modestia pedagogica. L’insegnante privato deve spogliarsi di ogni superbia, deve mettersi nei panni dello studente e “scendere” al suo livello di comprensione.

A nulla serve investire il giovane con tutte le proprie conoscenze convincendolo di essere incapace di trattenere tali conoscenze.

Di fatto, tale capacità/incapacità si legherà alla condotta dell’insegnante privato, capace o meno di abbordare modestamente il programma.

L’insegnante deve essere all’ascolto dello studente

Nel corso dell’anno 2015, l’istituto di ricerca Opinion Way ha condotto un sondaggio tra i giovani studenti delle scuole medie e superiori. L’obbiettivo dell’indagine era quello di indagare la relazione che gli studenti riuscivano ad intrattenere con i loro insegnanti durante le ore di lezione. Sono quindi emerse le opinioni dei più giovani relativamente alle qualità dei loro insegnanti, ma soprattutto relativamente alle caratteristiche che un buon professore dovrebbe avere. La qualità principale che, secondo la maggior parte degli studenti intervistati, dovrebbe caratterizzare un insegnante, un buon pedagogo, è “l’attitudine all’ascolto”. E questa opinione non è emersa solo tra una o due fasce d’età, ma è risultata essere vera in modo trasversale a più generazioni di studenti.

Del resto, quando si parla di sostegno scolastico, l’attitudine all’ascolto diviene ancora più evidente nella sua centralità.

È quindi ovvio che l’insegnante privato di matematica dovrà cercare di sviluppare una relazione di fiducia col proprio allievo, tentando continuamente d’individuare e comprendere i bisogni di quest’ultimo.

Ovviamente, l’insegnante non potrà limitarsi ad indovinare da solo i bisogni e le necessità dello studente che si troverà di fronte. Dovrà piuttosto chiedere direttamente all’interessato, cioè allo studente, come si senta di fronte alla materia, quale opinione abbia della matematica, cosa lo blocchi, cosa l’angosci, ed anche cosa lo appassioni. Sono dunque svariati i punti da enucleare durante le lezioni:

Il vero pedagogo è in grado di mettersi al livello di comprensione dello studente e di capire tutte le sue domande i tutti i suoi dubbi. Il professore deve essere all’ascolto dello studente!

Le chiavi per ascoltare bene i propri allievi

  • Mettere da subito a proprio agio i discenti: già dalla prima lezione, l’insegnante deve creare un clima pacifico in cui l’alunno si senta bene, pronto a progredire e seriamente intenzionato a riuscire. La relazione di fiducia si stabilisce proprio durante i primi incontri. Se dovesse infatti sorgere un blocco psicologico proprio all’inizio del corso, bisogna capire che le lezioni avranno un risultato scarso, perché il giovane non avrà proprio la motivazione per compiere lo sforzo necessario. Non avrà magari nemmeno il coraggio di porre questioni che lo turbano e potrà creare una vera e propria distanza tra sé e l’insegnante. Solo una volta instaurata la fiducia, l’insegnante potrà proporre i vari metodi per apprendere la matematica
  • Relazione empatica: il miglior modo per creare un clima d’ascolto è mettersi al posto dell’alunno per cercare di provare le sue stesse difficoltà, paure, dubbi, etc. Il discente capirà così che l’insegnante è molto attento alle sue domande e tenderà a presentargliele nel dettaglio. L’insegnante che dovesse pensare subito ai risultati senza nemmeno provare ad immedesimarsi nello studente, somiglierebbe ad un fastidioso automa, e ciò impedirebbe senza alcun dubbio ogni scambio alunno-insegnante.
  • Accettare ogni domanda, qualunque essa sia: va innanzitutto ribadito all’alunno che egli potrà porre ogni genere di domanda, anche se naturalmente dovrà essere relativa all’apprendimento della matematica. Di solito, esistono domande che non si ha proprio il coraggio di porre all’insegnante ufficiale, a scuola, per differenti ragioni di ordine psicologico. Ancor meno, se ne parlerà con i genitori, cosa che risulta particolarmente vera durante l’adolescenza. L’insegnante privato dovrà essere il pezzo centrale del puzzle, facendo fronte a tutte queste domande confidenziali. Questo elemento di pedagogia è fondamentale, visto che gli interrogativi degli allievi sono spesso la chiave del progresso.

Lo studente deve capire sin dalla prima lezione che potrà e dovrà porre tutte le domande ed esprimere tutti i dubbi. Ogni domanda è legittima, se relativa all’ambito matematico!

In definitiva, la pedagogia dell’insegnante privato dovrà essere innanzitutto flessibile e adattata alle necessità dell’alunno. A tal fine, ogni dimensione della lezione privata deve essere passata al vaglio e nessuna tralasciata. Che si tratti della dimensione psicologica, teorica o relazionale, tutti i punti contano e sono interdipendenti, formando un insieme unico di cui è fondamentale praticare tutti gli aspetti.

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