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Insegnanti privati: ecco come mettersi in regola con le tasse

Scritto da Catia, pubblicato il 22/05/2017 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Come Dichiarare i Redditi da Lezioni Private?

Può darsi che tu conosca qualcuno che, ormai da qualche tempo, impartisce lezioni a domicilio. In questo modo riesce ad avere un guadagno extra niente male!

Perché non lo fai anche tu?

Potresti insegnare inglese, italiano o anche disegno (i corsi privati coprono sempre più materie) a studenti che vogliono:

  • un aiuto ai compiti
  • ripassare il programma
  • colmare delle lacune
  • accedere a un ateneo a numero chiuso o a un master
  • superare gli esami (di maturità, universitari, di lingua…)

Insomma, ce n’è di materiale su cui lavorare per farti qualche centinaio di euro in più ogni mese… Ma sotto quale status giuridico potresti farlo e, soprattutto, come dichiarare questi redditi?

Dare lezioni private è un’attività economica, e come tale andrebbe dichiarata al fisco!

Migliaia di persone lavorano nel settore dei corsi a domicilio in tutta legalità, almeno i 330.000 insegnanti che sono su Superprof. Alcuni studi in materia dicono che solo il 10% delle lezioni è dichiarato al fisco. In Italia il solo mercato delle ripetizioni scolastiche vale quasi 1 miliardo di euro l’anno!

Hai voglia di far parte degli insegnanti di Superprof?

Scopri quali sono le tariffe dei corsi privati!

In quest’articolo vedremo insieme come dichiarare le tue entrate di insegnante a domicilio in base alle leggi vigenti in Italia e soprattutto la forma giuridica più conveniente!

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Bisogna dichiarare i proventi delle lezioni private?

Gli insegnanti privati di Superprof sono in regola con il fisco! Per essere in regola come insegnante privato devi dichiarare le tasse!

Sei uno studente del liceo, insegnante abilitato o in pensione, e vuoi guadagnare un po’ di più dando lezioni a domicilio.

Un’ottima idea, considerando che la domanda di lezioni private non smette di aumentare in particolare in questi settori:

  • scientifico: corsi di matematica, corsi di fisica e chimica, corsi di biologia, ingegneria
  • linguistico: corsi di inglese, corsi di italiano, corsi di spagnolo, corsi di tedesco, corsi di cinese…
  • musicale: corsi di piano, corsi di canto, corsi di violino, corsi di chitarra…
  • altri: corsi di informatica, corsi di economia, corsi di filosofia…

I motivi che spingono a lanciarsi in questo business sempre più florido sono molti:

  • arrotondare lo stipendio
  • trovare un lavoro da studenti
  • scoprire un mestiere
  • acquisire esperienza
  • arricchire il CV

Non dimentichiamo che il mestiere dell’insegnante richiede svariate competenze. Bisogna essere capaci di trasmettere la conoscenza, essere seri e adottare la metodologia giusta che porti i tuoi allievi a migliorare. 

Devi essere in grado di preparare i tuoi studenti a raggiungere buoni risultati scolastici!

Quanto costa una lezione privata? Dipende da molti fattori: la materia, l’esperienza dell’insegnante, la città di residenza…

I corsi via web su Superprof hanno in media queste tariffe:

  • Lezioni di matematica: 16€
  • Aiuto compiti: 15€
  • Corsi di inglese: 16€
  • Corsi di italiano: 17€
  • Corsi di chitarra: 20€

Le medie includono i prezzi praticati dagli studenti che danno lezioni private per 10-15€ l’ora,  e quelli dei professionisti e insegnanti della scuola, che sono intorno ai 25-30€ l’ora.

I proventi delle lezioni vanno dichiarati, altrimenti si rischia di essere sanzionati per lavoro in nero.

Per poter operare rispettando la legge, ci sono una serie di dispositivi che possono esser usati anche dagli insegnanti a domicilio:

  1. sei un insegnante che lavora per un organismo che offre ripetizioni: dovresti avere un contratto con questo organismo e dichiarare le tasse come tutti i lavoratori dipendenti;
  2. sei un lavoratore autonomo che da corsi a domicilio: in questo caso devi includere le lezioni private nella dichiarazione dei redditi.
  3. sei un imprenditore che lavora come ditta privata o Srl semplificata per esempio, allora seguirai la nuova tassazione definita IRI, per il reddito d’impresa.

Quali sanzioni in caso di mancato rispetto della legge?

In generale, l’economica sommersa in Italia raggiunge 740 miliardi di euro, vale a dire quasi la metà del PIL. In base al rapporto Eurispes 2016, 200 miliardi sono proventi di attività criminali, mentre i restanti 540 miliardi di euro riguardano il lavoro in nero.

Secondo lo stesso rapporto le categorie dove il lavoro in nero incide di più sono i baby sitter (80%), gli insegnanti privati (78.7%) e i collaboratori domestici (72.5%).

E’ anche noto che, con il 60% circa di tassazione sulle imprese (tra reddito d’impresa e reddito personale), l’Italia è anche uno dei paesi dove la tassazione è percepita come molto alta dai contribuenti.

Agli occhi della legge questo non giustifica il lavoro in nero che può essere punito anche con la prigione.

Se non dichiari al fisco le entrate dal lavoro di insegnante privato, rischi di pagare una multa salata. Bisogna dichiarare i propri redditi, altrimenti rischi delle sanzioni!

Con la riforma del lavoro, il Jobs Act, i datori di lavoro che non mettono in regola i propri dipendenti possono pagare multe fino a 36.000€!

Invece, per i liberi professionisti che si dimenticano di dichiarare una parte delle loro entrate al fisco, la multa va dal 100% al 200% del valore dell’imponibile non dichiarato.

Tieni conto che  chi lavora in nero non ha nessuna protezione in caso d’incidente. Per gli autonomi il rischio maggiore è quello di non essere pagati dai propri clienti.

A proposito, scopri come fissare il prezzo delle tue lezioni private.

Come mettersi in regola come insegnante privato?

Ci sono diverse forme giuridiche sotto le quali cominciare la propria attività nell’ambito dei corsi a domicilio.

Di seguito trovi le diverse opzioni per poter operare legalmente.

1. Diventare insegnante privato come lavoratore autonomo

Se hai già un lavoro come dipendente, e nel tempo libero dai lezioni private di informatica, per esempio, in maniera sporadica e assolutamente occasionale, devi comunque dichiarare questa seconda attività al fisco.

Puoi farlo come lavoratore autonomo, non hai bisogno della partita IVA e tutto quello che ne consegue.

Basta che al momento della dichiarazione dei redditi tu inserisca nel quadro RL del modello 730 i proventi di questa attività occasionale.

Cerchiamo di chiarire alcuni punti sul lavoro occasionale:

  • Riguarda un’attività non continuativa, ripetitiva ecc… è occasionale, appunto.

Se ogni giorno lavori per una società che ti dice a chi dare lezione, a che ora, e con quali strumenti, molto probabilmente stai svolgendo un lavoro da dipendente e non lo sai. Allo stesso modo, se dai lezioni a uno studente per 2-3 ore a settimana per 1 anno, non è proprio un’attività occasionale.

  • Il tetto dei 5000€ lordi ti permette di non iscriverti alla gestione separata.

Se con le tue lezioni private superi i 5000€ vuol dire che devi iscriverti nella sezione apposita dell’INPS e versare i contributi richiesti dalla previdenza sociale (il 27.72% di quello che guadagni).

  • La ritenuta d’acconto va fatta a sostituti d’imposta, non ai privati.

Se fai una ricevuta a una società devi togliere il 20% dal valore totale. La società funge da sostituto d’imposta, che vuol dire che prende le tue tasse (il 20%) e le versa direttamente allo stato al posto tuo. Un privato, non lo può fare. Quindi quando fatturi al tuo studente non scorporare il 20%!

Tra i vantaggi del lavoro autonomo ci sono le poche richieste burocratiche, solo una marca da bollo da 2€ per ricevute che superano il valore di 77.47€.

Lo svantaggio è che se hai molto lavoro, non puoi usare questa formula perché è riservata alle prestazioni occasionali!

2. Dare lezioni private come libero professionista

Quando la tua attività di insegnante a domicilio viene fatta in maniera sistematica significa che offri questo servizio come un professionista. Per questo ti devi aprire la partita IVA.

Nel 2017 i lavoratori autonomi e le partite IVA dichiarano i redditi con un nuovo modello! Puoi dichiarare le tue lezioni private con il modello redditi!

Per farlo devi:

  • scegliere il modello adatto sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • selezionare il codice ATECO che indica il settore in cui operi (formazione, insegnamento…)
  • aprirti la gestione separata per versare i contributi previdenziali all’INPS (pensione, malattia, maternità… con il Jobs Act anche i professionisti ne avranno diritto!)
  • scegliere il regime fiscale

Il regime più conveniente ora è quello forfettario. Se non superi i 30.000€ l’anno, puoi pagare solo il 5% di tasse, se sei una nuova partita IVA, oppure il 15% se sei dopo il quinto anno di attività.

Visto il grande numero di partite IVA che sono nate negli ultimi anni, soprattutto per rispondere alla crisi, la nuova riforma del lavoro ha cercato di dare maggiori tutele ai tanti giovani e donne che lavorano come liberi professionisti.

Tra le novità più interessanti:

  • la possibilità di partecipare a bandi pubblici per la prestazione di servizi (per esempio un corso aziendale di inglese al Ministero dell’Economia!)
  • il diritto all‘assegno di maternità (anche se si sceglie di continuare a lavorare) e al congedo parentale per i primi tre anni di vita del bambino.

In assoluto l’aspetto più interessante della partita IVA è per gli insegnanti della scuola pubblica:

Se sei un docente che da lezioni in materie scolastiche o universitarie sei esonerato dall’IVA! Lo dice l’art. 10 del DPR n°633/72 che include tra gli esenti IVA, le scuola o gli stituti riconosciuti e le Onlus.

3. Aprirsi una società per dare corsi a domicilio

Quando il passaparola e l’esperienza fanno aumentare il numero di studenti, tanto da non poter più rispondere a tutte le richieste di corsi privati, puoi pensare di diventare un imprenditore, assumere altre persone e smistare così il lavoro.

In questo caso puoi creare:

  • una ditta individuale
  • una società (Sas, Srl…)

A differenza di un libero professionista, l’imprenditore non solo trova lavoro per se stesso, ma anche per altre persone che possono collaborare alla sua attività come dipendenti, autonomi, liberi professionisti.

Il vantaggio dell’impresa è che ti da la possibilità di far crescere il tuo business permettendoti di prendere persone che collaborano con te.

Gli svantaggi sono senz’altro gli adempimenti che includono regole precise per la tenuta della contabilità, e tassazioni più complesse (e alte) che sono distinte per te come persona, e per la tua impresa.

Qual è il modo più vantaggioso per dare lezioni provate in regola?

Se sei all’inizio della tua attività è senz’altro conveniente lavorare come autonomo, dichiarando i redditi nell’apposita sezione ogni anno.

I corsi a domicilio possono essere dichiarati come lavoratore autonomo o libero professionista sotto il regime forfettario. Qual è il regime fiscale più conveniente per gli insegnanti privati?

Quando l’attività di insegnante a domicilio non ha più un carattere occasionale, ma diventa la tua attività principale e stabile, allora devi aprire la partita IVA e usare il nuovo modello redditi per le persone fisiche.

Il regime fiscale forfettario ti permette di pagare tasse molto basse, anche se comunque devi pagare l’INPS.

Quando la tua attività assume una dimensione più grande, allora fatti coraggio, e metti su una squadra per rispondere alle richieste dei tuoi studenti, creando la tua impresa!

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