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Il trattamento pensionistico dei docenti

Scritto da Catia, pubblicato il 18/05/2017 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Che Pensione Spetta a un Insegnante della Scuola Pubblica?

Dalla fatidica Legge Fornero le regole per andare in pensione in Italia sono cambiate completamente.

Sono finiti i tempi in cui si andava in pensione a 60 anni (o anche prima!). Le varie riforme pensionistiche sono dovute all’aumento della speranza di vita e all’invecchiamento della popolazione.

Questo vuol dire che non solo si vive di più, oggi si muore dopo gli 80 anni, ma  il numero di persone anziane in pensione cresce più del numero delle persone in età lavorativa (15-65 anni).

Come funziona la pensione per gli insegnanti della scuola pubblica? A che età vanno in pensione? Come si calcola l’ammontare dell’assegno pensionistico? E’ ancora possibile andare in pensione anticipata? Si può lavorare mentre si è pensionati?

Cerchiamo di rispondere a queste domande per capire meglio a cosa vai incontro se sei un docente della scuola pubblica.

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

La pensione per gli insegnanti della scuola pubblica

L’ex Ministra del Governo Monti, Elsa Fornero diede la notizia sulle nuove norme per la pensione in lacrime. Con un annuncio così era chiaro che ci sarebbero state brutte notizie per i futuri pensionati.

Anche per gli insegnanti della scuola pubblica le regole per le pensioni sono molto più rigide! Con queste pensioni, c’è da piangere!

Dal 2011 in poi, infatti, tutti in Italia sono passati al sistema contributivo. Vuol dire che vai in pensione in base ai contributi versati e non più sulla base degli ultimi stipendi. Alcune categorie di lavoratori, inclusi quelli pubblici, oggi adottano un sistema transitorio che è un misto tra il retributivo e il contributivo.

Ma la vera novità della riforma Fornero è stato l’innalzamento dell’età pensionabile.

Tutti gli italiani, inclusi gli insegnanti della scuola pubblica vanno in pensione

  • a 65 anni nel 2018
  • a 67 anni nel 2021

Tra le altre novità:

  • gli uomini e le donne vanno in pensione alla stessa età a partire dal 2018
  • non esisterà più la pensione di anzianità, cioè il pensionamento, anche prima dell’età pensionabile, per chi ha raggiunto molti anni di contributi

Ogni anno viene fatto il calcolo sui requisiti per la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia.

Vediamo insieme come si va in pensione nel 2017.

Pensione di vecchiaia e anticipata per i docenti

La sola pensione di anzianità (40 anni di carriera per esempio) non ti garantiscono più la pensione. Chi vuole andare in pensione anticipata può farlo se rispetta alcune condizioni.

Nel 2017 si va in pensione anticipata con:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne

Chi lavora nel settore pubblico come gli insegnanti, e ha cominciato a lavorare prima del 31 Dicembre 1995, rientra nel sistema retributivo misto e per avere la pensione di vecchiaia nel 2017 deve:

  • avere 66 anni e 7 mesi

Ricordiamolo che per avere la pensione di vecchiaia a queste condizioni bisogna aver versato almeno 20 anni di contributi prima del 1995!

Con la riforma delle pensioni si lavorerà più a lungo per una pensione più bassa. Gli insegnanti vanno in pensione sempre più tardi!

Se invece i 20 anni di contributi si sono perfezionati dopo il 1 gennaio 1996 le regole per la pensione di vecchiaia sono:

  • metodo di calcolo contributivo (prendi in base a quello che hai versato)
  • 20 anni di contributi
  • 66 anni e 7 mesi di età
  • i contributi versati devono essere 1.5 volte l’assegno di pensione

Se non soddisfi questi requisiti vai in pensione a 70 anni se hai almeno 5 anni di contributi.

Una nota: i dipendenti pubblici devono lavorare 1 anno in più dei dipendenti privati, che infatti maturano la pensione di vecchiaia a 65 anni e 7 mesi!

Sembra complicato anche solo capire quando si va in pensione, Ora cerchiamo di capire con quanto ci andrai.

Come calcolare l’importo della pensione

Esiste un sito, elaborato dal Sole 24 Ore, che ti permette di calcolare con quale importo andrai in pensione.

Facciamo finta che tu sia un insegnante della scuola pubblica.

Inseriamo la tua data di nascita, per esempio il 20 gennaio 1965. Hai cominciato a lavorare come maestra delle elementari il 15 Settembre 1989. A quei tempi ancora si poteva cominciare la carriera di insegnanti da giovani!

Ad oggi hai maturato 28 anni di esperienza con una retribuzione netta di 16.600€ l’anno, circa 1200€ al mese.

Vuoi davvero sapere il risultato?

Andrai in pensione nel settembre 2034 a 69 anni e 8 mesi dopo aver versato contributi per 45 anni e 4 mesi!

Prenderai una pensione pari all’85% del tuo reddito prima della pensione!

Con questo abbiamo detto tutto. Non solo l’età pensionabile si è alzata, ma se non raggiungi un tot di contributi dovrai lavorare più a lungo dei 67 anni!

Non risulta difficile capire perché molti insegnanti nel pieno delle loro forze cominciano a guardarsi intorno per cercare un lavoro alternativo.

Perché dare lezioni private come secondo lavoro?

Un insegnante può lasciare il suo posto per molti motivi: troppa monotonia, peggioramento delle condizioni di insegnamento, la spinta ad allargare gli orizzonti…

Tra le nuove prospettive professionali la più allettante può essere quella di dare lezioni private.

Ma qual è la differenza di salario tra la funzione pubblica e i corsi privati?

Avendo passato buona parte della propria vita nella pubblica istruzione, un insegnante esperto avrà già messo da parte i contributi per la sua pensione. In questo modo può affrontare un nuovo lavoro con serenità.

L’esperienza nell’insegnamento lo rende perfetto per dare corsi a domicilio perché i genitori si fidano di più. La sua qualifica di ex-prof gli consentirà anche di applicare le tariffe a seconda delle sue aspirazione.

Di fatto, il prezzo medio di un’ora di lezione su Superprof è intorno ai 18€. Ma questa media tiene anche conto degli annunci degli studenti universitari. Un professore esperto ha tariffe decisamente migliori.

I docenti di scuola chiedono in media 26€ l’ora (ragionando per difetto), di cui un terzo se ne va in gestione separata INPS e irpef, se si lavora con partita IVA agevolata. Rimangono quindi circa 18€ netti l’ora. 

Ipotizziamo che in totale un insegnante di scuola lavori 36 ore a settimana (incluse 18 ore di lezione), per uno stipendio medio di 1300€ netti, rimane una tariffa oraria di 9€. Le lezioni private valgono circa il doppio di una lezione a scuola. E la domanda per i corsi privati è in continua crescita!

Altri vantaggi:

  • Basta verifiche da correggere: per un insegnante delle medie o del liceo dare lezioni a domicilio significa togliersi lunghe ore di correzione di compiti in classe! Anche se le ore effettive di insegnamento sono meno di 18, non bisogna dimenticare che il tempo di preparazione delle lezioni e la correzione dei test di verifica impegna gli insegnanti per altre 18 ore minimo!
  • Un approccio personalizzato con l’alunno: la difficoltà principale quando si lavora per la scuola pubblica è che, dovendo insegnare a una classe intera, è difficile lavorare sulle lacune dei singoli studenti. Applicare un proprio metodo di insegnamento poi, è fantascienza. Nei corsi privati invece sei tu che scegli la metodologia.
  • Nessun programma da terminare in fretta e furia: l’obiettivo di un docente della scuola è terminare il programma ministeriale entro l’anno accademico. Spesso, questo viene fatto a discapito della qualità, soprattutto al liceo dove i programmi sono molto vasti. In un corso privato, invece, c’è la possibilità di approfondire e rispondere ai bisogni dello studente con più esercitazioni di matematica, o passaggi di filosofia.

Puoi decidere in libertà se dare lezioni private durante le vacanze! Organizzi le vacanze in modo diverso con le lezioni private!

Avere la certezza del proprio lavoro è un vantaggio innegabile della funzione pubblica, e garantisce una pensione dignitosa, anche leggermente superiore alla media dei pensionati italiani. Ma per dare un po’ di pepe alla tua vita lavorativa, puoi sempre affiancare le lezioni private al tuo ruolo di prof!

Ci sono due strade che puoi percorrere per cambiare il tuo percorso nella pubblica istruzione: andare in aspettativa e tentare un’altra carriera come dipendente statale oppure chiedere un anno sabbatico, e dedicarti a un altro lavoro nel privato, come le lezioni a domicilio.

Le lezioni private possono essere una vera manna finanziaria, oltre a permetterti una vita più piacevole, più vicina al tuo ideale d’insegnamento. Attenzione, gli orari potrebbero essere molto diversi.

Una lezione privata di solito si tiene a fine giornata, il pomeriggio o durante il week-end. Durante le vacanze scolastiche si devono prevedere orari di lavoro più intensi, perché gli studenti hanno più tempo! Quindi cambia totalmente il modo in cui impieghi il tuo tempo se decidi di passare alle lezioni private. Chi è abituato a farsi le vacanze scolastiche da una vita potrebbe incontrare qualche difficoltà nel cambiamento.

Molti insegnanti scelgono la via di mezzo: tengono il loro posto nella scuola pubblica e danno lezioni private come attività extra, anche in vista di una pensione integrativa.

Facendo entrambi i lavori gli insegnanti si tutelano da due problematiche della scuola pubblica:

  • la mobilità nella pubblica istruzione
  • le prospettive di carriera nella scuola

Per sintetizzare:

  • Come impiegato pubblico l’insegnante non solo ha la sicurezza del posto fisso, ma anche la certezza di avere una pensione;
  • Il problema è quanto a lungo bisognerà lavorare e quanto si prenderà, ecco perché molti pensano a un secondo lavoro;
  • La pensione di anzianità, invece, non sarà più possibile. E’ possibile la pensione anticipata, ma devi rispettare comunque dei criteri;
  • E’ possibile svolgere un secondo lavoro e le lezioni private sarebbero perfette!
  • Basta ricordarsi che c’è una diversa organizzazione del tempo con i corsi privati. Se ancora non sei convinto, e hai 10 anni di lavoro nella scuola puoi sempre prenderti un anno sabbatico!
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