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Offrire lezioni private in qualità d’insegnante a domicilio

Scritto da Catia, pubblicato il 06/12/2016 Blog > Lezioni private > Dare delle Lezioni Private > Alcune Dritte per Dare Corsi Privati come Lavoratore Autonomo

Si può decidere di dare corsi privati a domicilio per diverse ragioni.

Innanzitutto, un insegnante privato ha generalmente un grande desiderio di trasmettere le sue conoscenze e partecipare al successo scolastico, professionale o personale del suo studente.

Il sostegno scolastico è anche un eccellente modo per arrotondare a fine mese e trarre profitto dal proprio sapere integrando le entrate.

Alcuni scelgono di fare corsi anche per cominciare a scoprire il mestiere di insegnante e sapere se adottano la metodologia giusta per far fare progressi durevoli ai loro studenti.

Sei un educatore, con una passione per la tua specialità (filosofia, matematica o chitarra) e hai voglia di offrire corsi a domicilio.

Devi scegliere sotto quale status giuridico insegnare.

Diventare un insegnante privato può aumentare le tue entrate a fine mese. Anche se buona parte delle lezioni private sono fatte in nero, dovresti considerare i rischi che corri e regolarizzare la tua posizione. Dare corsi a domicilio può essere un eccellente modo per integrare il reddito!

Potresti pensare di dare lezioni in nero: niente spese, niente tasse, sì in effetti potrebbe essere allettante.

Secondo una ricerca della Fondazione Einaudi, il 90% delle lezioni private in Italia avviene in nero. La maggior parte delle lezioni, secondo questa ricerca, vengono offerte da insegnanti della scuola pubblica per il recupero di materie scolastiche, ma non sono dichiarate al fisco.

Tuttavia, con il rischio che si corre si fa presto a cambiare idea. Chi assume lavoratori in nero rischia una multa da 1500 a 36 mila euro, a seconda della durata dell’attività!

Per i liberi professionisti invece, la multa va dal 100% al 200% del valore delle operazioni su cui si deve pagare l’IVA.

Senza dimenticare che in caso di contenzioso, incidente o danni non avresti nessuna copertura!

Visto che hai bisogno di lavorare con serenità, ti starai chiedendo come puoi fare per dichiarare le tue entrate al fisco.

Hai pensato di aprirti la partita IVA, ma non sai se ne vale la pena e come farlo?

Oppure pensi di poter lavorare in modo occasionale?

Ti dice tutto Superprof sui vantaggi dello status di lavoratore autonomo e l’iter da seguire per lanciarti nella tua carriera di insegnante a domicilio!

Corinne

I nostri insegnanti sono talmente contenti

”Con Superprof, ho potuto trovare degli allievi seri, motivati e con molta voglia di imparare. Consiglio assolutamente Superprof!”

Aprirsi la partita IVA con il regime forfettario

Se l’insegnamento privato è la tua prima occupazione, e non lo fai in maniera occasionale, di tanto in tanto, ma in maniera professionale e costante non hai molta scelta, devi aprirti la partita IVA.

Ormai, per molte persone dare corsi privati non è più un “lavoretto” estivo o il secondo lavoro: è una vera e propria occupazione a tempo pieno che viene fatta in modo professionale.

Se poi usi Superpof per trovare sempre nuovi studenti, il lavoro di certo non ti manca!

Oggi, lo Stato sta cercando di semplificare le procedure per l’apertura della partita IVA, abbassare le tasse e rendere più semplice il rapporto con l’Agenzia delle Entrate, l’ente pubblico che si occupa di riscuotere le tasse.

Tutto sulla Partita IVA a regime forfettario

Quando apri la partita IVA devi decidere sotto quale regime fiscale vuoi stare. Dal 2015 è stato creato il regime fiscale forfettario che permette a chi non supera i €30,000 di pagare solo il 15% di tasse.

Apririsi la partita IVA per lavorare come insegnante privato oggi è più semplice, grazie alle procedure online e alla scelta del regime forfettario che prevede tasse più basse. Per diventare un insegnante indipendente basta scegliere dei regimi semplificati!

Prima, c’era il regime dei minimi dove la tassazione era solo il 5%, ma ora non si può più fare. Comunque il 15% è sempre più basso del regime fiscale ordinario.

Per quanto alcuni ne siano spaventati, aprirsi la partita IVA con il regime forfettario per dare dei corsi privati significa avere dei vantaggi:

  • diventare un lavoratore non salariato (quindi autonomo)
  • beneficiare di un regime fiscale agevolato
  • poter fatturare fino a €30,000
  • poter avere anche un secondo lavoro come dipendente

I vantaggi di aprire la partita IVA per dare corsi a domicilio

Scegliere di diventare insegnante a domicilio presenta diversi vantaggi personali.

E’ molto gratificante partecipare al recupero scolastico di un alunno, diventare per lui un vero consulente didattico e vederlo migliorare grazie alle tue lezioni.

Essere un insegnante indipendente (o autonomo) ti offre molti altri benefici:

  • sei libero di scegliere da solo a chi vuoi insegnare e la frequenza dei corsi
  • sei tu che fissi le tariffe delle tue ore di corso
  • puoi integrare la tua attività di insegnante a domicilio dando corsi a piccoli gruppi di studenti in associazioni e fatturare le tue prestazioni
  • paghi le tasse e i contributi sociali in base a quanto fatturi, se non guadagni nulla non paghi nulla
  • puoi beneficiare della pensione con i contributi versati

Puoi aprirti la partiva IVA anche se sei dipendente, a patto che non ci sia concorrenza tra le due attività.

Se lavori part-time per la pubblica amministrazione devi farti dare un’autorizzazione dal tuo ente e non svolgere il lavoro autonomo durante l’orario di lavoro. Se lavori full time, invece, non puoi proprio farlo.

Diventare un insegnante con partita IVA: le procedure da seguire

Se molte persone decidono di aprire la partita IVA per dare dei corsi privati di matematica, inglese o italiano, è anche per la semplificazione delle procedure.

In effetti, per cominciare la tua attività di insegnante autonomo basta solo avere accesso a un computer.

Se vuoi diventare un insegnante autonomo puoi anche avviare le pratiche per il fisco online, il sistema dell'Agenzia delle Entrate con cui inizi a lavorare regolarmente tramite un click. Puoi anche aprire la partita IVA online!

  1. Andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate e iscriverti a Fisconline
  2. Selezionare il modello giusto (per attività autonoma o come società)

Ci sono due modelli da compilare sul sito dell’Agenzia delle Entrate:

  • Il modello AA9/12 per chi svolge attività autonoma come libero professionista o ditta individuale
  • Il modello AA7/12 per le società

Chi lavora come insegnante autonomo si apre la partita IVA come libero professionista e svolge direttamente la propria attività, quindi usa il modello AA9/12.

Se vuoi assumere qualcuno a cui affidare, per esempio, alcune lezioni o la contabilità o qualunque altra attività serva al tuo lavoro, devi aprire la partita IVA come impresa individuale.

Solo così puoi assumere del personale che lavori per te.

Ricorda che la comunicazione all’Agenzia delle Entrate deve arrivare entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Dare lezioni private con ritenuta d’acconto

Molti insegnanti offrono corsi a domicilio non come lavoro primario, ma in maniera occasionale. Questo vuol dire che di tanto in tanto tengono dei corsi privati per esempio di chitarra, o matematica, mentre continuano la loro carriera di musicisti o matematici ecc..

Se sei un insegnante che occasionalmente da lezioni private puoi lavorare con ritenuta d'acconto, una ricevuta non fiscale che rilasci allo studente e che a fine anno dichiari al fisco nella sezione altri redditi. Con la ritenuta d’acconto è facile dare corsi a domicilio!

In questo caso, non è obbligatorio aprirsi la partita IVA, ma basta emettere una ricevuta con ritenuta d’acconto.

Per poter usare la ritenuta d’acconto però, è importante che ci siano alcune condizioni:

  • Il lavoro è prestato in maniera occasionale, non programmata
  • Le entrate non superano €5000 l’anno

Una volta cominciata l’attività ti devi ricordare di rilasciare una ricevuta non fiscale dopo ogni prestazione e metterci una marca da bollo da €2 se l’importo è superiore a €77,47.

Quando fai la dichiarazione dei redditi a fine anno, devi fare il modello Unico e inserire i redditi da lavoro autonomo nella sezione altri redditi.

Questa formula è molto invitante, soprattutto per chi ha già un lavoro e di tanto in tanto ha altre collaborazioni occasionali.

Insegnare a domicilio con i voucher

Se dai lezioni private in modo occasionale, perché magari sei disoccupato, studente, pensionato oppure hai già un altro lavoro, puoi anche usare i buoni lavoro o voucher dell’INPS.

I buoni lavoro possono essere usati anche dagli insegnanti a domicilio che li ricevono dallo studente e vanno a riscuoterli all'Agenzia delle Entrate, alla Posta e nelle banche convenzionate. Un nuovo modo per pagare le lezioni private occasionali!

Sono dei tagliandi che vengono comprati da chi ha bisogno di una prestazione occasionale per pagare il prestatore. Nel nostro caso uno studente compra i voucher per pagare le lezioni private.

Anche per i voucher ci sono dei limiti da rispettare:

  • Il lavoro deve essere accessorio e occasionale
  • In totale le prestazioni non possono superare €7000 netti l’anno

Rispetto al lavoro autonomo con ritenuta d’acconto i voucher presentano dei vantaggi:

  • Includono i contributi previdenziali versati all’INPS
  • Hai anche l’assicurazione sul lavoro versata all’INAIL che ti copre nel caso in cui ti facessi male mentre lavori
  • Può essere comprato facilmente alla posta, in tabaccheria oppure online

E’ importante comunicare all’INPS per sms o email che stai usando il voucher entro 60 minuti dall’inizio della lezione. Inoltre ogni voucher deve essere numerato e deve riportare anche la data e l’ora in cui è stato usato.

Vediamo nel concreto come potrebbe funzionare per te.

Uno studente ti chiama per fare delle lezioni di matematica, per esempio, per poter superare un esame. Prima della lezione deve comprare i voucher, mettiamo alla posta.

Ognuno costa 10€, ma ha un valore netto di €7.50 perché vengono tolti i contributi INPS, INAIL e le spese di gestione della pratica da parte dell’INPS.

Appena inizia la prestazione lo studente invia la comunicazione. Una volta terminata tu prendi il voucher e vai all’INPS per incassare il netto.

La scelta del regime fiscale che fa per te dipende dalla tua situazione lavorativa, dal modo in cui svolgi il tuo insegnamento privato, se abituale o occasionale.

Che tu scelga di aprire la partita IVA, emettere fattura con ritenuta d’acconto, o essere pagato tramite voucher, non cambia la tua condizione di autonomo.

Sarai sempre libero di decidere come fare la cosa che ami di più: dare lezioni private che aiutino i tuoi studenti a migliorare!

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