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Insegnare a domicilio: il lavoro ideale per studenti?

Par Catia le 07/12/2016 Blog > Lezioni private > Una Fonte di Lavoro per Studenti: Dare Lezioni Private
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« Niente è difficile quando si è giovani, » diceva il famoso filosofo greco, Socrate.

Non doveva certo lavorare per pagarsi gli studi, come almeno il 53% degli studenti italiani, stando ai dati di Almalaurea sul profilo dei laureati nel 2015.

E quelli che possono contare sui loro genitori, devono spesso sperare di trovare un lavoro per arrotondare la « paghetta ».

Che tu sia uno studente del liceo, che stia seguendo un corso di laurea universitario, oppure uno che frequenta master e corsi post laurea, non è sempre facile avere un lavoro temporaneo e preparare un esame allo stesso tempo.

Tuttavia, l’esperienza professionale che questo porta e il piacere di mettere mano al proprio stipendio a fine mese ti permette di vivere meglio questo primo impiego.

E avere una bella spinta per arrotondare a fine mese!

Quindi vuoi fare domanda per delle offerte di lavoro e cominciare a lavorare part-time, ma non sai quale occupazione per studenti fare?

Essere studenti lavoratori è più facile se dai lezioni private perché sei libero di scegliere quanto, come e con chi lavorare! Sì, lavorare mentre si studia può essere difficile, ma ci sono anche molti vantaggi!

Come studente sei specializzato in una materia (o più materie): potresti far fruttare le tue conoscenze e offrire ai tuoi studenti una vera rimessa a nuovo.

Che si tratti di corsi di francesi, fisica-chimica o corsi d’inglese (se sei bilingue dopo un soggiorno all’estero, per esempio), il mestiere di insegnante a domicilio può in effetti adattarsi bene al tuo status di studente.

Pagarsi gli studi diventando insegnante a domicilio

Se al numero degli studenti lavoratori si somma quello dei lavoratori studenti (che svolgono l’attività lavorativa come primaria), la percentuale dei laureati del 2015 che lavorava durante gli studi è circa il 60%.

Questo numero si è alzato rispetto al 2007, quando i dati dell’Istat indicavano solo un 25% di studenti lavoratori.

La situazione di oggi si spiega con le difficoltà finanziarie che colpiscono 2 italiani su tre, e a cui purtroppo non sfuggono neanche gli studenti.

Per chi studia e vuole lavorare c'è sempre la possibilità di insegnare a domicilio e integrare la paghetta dei tuoi genitori. Sei stufo della stessa ministra? E se diventassi un insegnante privato?

Dare corsi privati a domicilio è quindi una soluzione adottata da molti giovani per evitare di mangiare solo pasta al burro fin dal 15 del mese.

Si tratta del lavoro per studenti più gettonato dagli universitari!

Infatti il 21.6% di quelli che lavorano durante gli studi scelgono di lavorare con i bambini (babysitter e aiuto compiti).

Se sei uno studente e cerchi un modo per arrotondare, il sostegno scolastico presenta numerosi vantaggi:

  • la flessibilità degli orari offerta dai corsi privati, che ti permettono di scegliere il numero di ore che vuoi fare
  • la possibilità di ripassare le basi della materia in cui sei specializzato insegnandole al tuo studente e facendolo migliorare
  • il piacere di trasmettere il tuo sapere a uno studente e di partecipare attivamente alla sua formazione e al suo perfezionamento.

Un lavoro per studenti meglio pagato di altri

Tuttavia, non bisogna negarlo: il salario rimane la motivazione principale degli studenti che vogliono trovare un lavoro.

E ancora una volta, il mestiere di insegnante privato ha molto da offrire ai giovani che vogliono guadagnare un po’ di soldi.

Su Superprof, per esempio, il prezzo medio di un’ora di corso privato in tutte le categorie (corsi di matematica, filosofia o anche chitarra) è di €22,5.

Per gli studenti che insegnano privatamente ci sono molti vantaggi nel dare i loro corsi preferiti e avere uno stipendio a fine mese con cui sentirsi indipendenti. Puoi dare corsi di filosofia, storia, geografia…e anche di chitarra!

Il che è quasi tre volte il salario minimo orario (€7,50) che prende uno studente che lavora con un contratto di lavoro come commesso in un negozio d’abbigliamento o come tuttofare in un ristorante.

Il settore della grande distribuzione offre agli studenti anche molte opportunità di lavorare nel weekend e durante le vacanza scolastiche.

Si trovano anche alcuni lavori per studenti nel settore del telemarketing.

Anche in questi settori però il compenso non supera il salario minimo.

Il mestiere di insegnante privato è quindi il lavoro per studenti meglio pagato!

I corsi di sostegno scolastico in nero: una falsa buona idea

Potresti essere tentato di dare delle lezioni private in nero.

Nessuna tassa, niente spese: ti può sembrare un sogno!

Secondo la Fondazione Einaudi il 90% delle ripetizioni scolastiche vengono fatte sotto forma di economia sommersa.

Tuttavia, non dimenticare che ti stai costruendo il tuo futuro e la tua vita professionale.

Avere delle noie con la legge prima ancora di entrare nella vita attiva può diventare un grande limite per il tuo inserimento professionale. 

E questo è ancor più vero per quei lavori che chiedono il casellario giudiziale.

E' meglio non correre il rischio di dare lezioni private in nero e non compromettere sul nascere la tua vita lavorativa. Meglio entrare nella vita lavorativa con il casellario giudiziale vuoto, giusto?

E se parliamo di casellario giudiziale è perché fare sostegno scolastico in nero, come ogni altro lavoro, è considerato un reato.

Di conseguenza i rischi che potresti correre sono molti:

  • se lavori con la partita l’IVA rischi di pagare una multa fino a due volte il valore non dichiarato
  • se sei esente da IVA, la multa è del 5-10%
  • potresti essere accusato di falsa fatturazione
  • anche i tuoi clienti, ovvero il tuo studente e i suoi genitori, che non accettano la fattura, o ne accettano una non corretta, per esempio con un importo più basso, rischiano la multa

D’altronde, non dimenticarti che scegliendo di diventare un insegnante privato in nero non avrai nessun versamento per la pensione.

Certo, il pensionamento ti sembra ancora lontano, ma a detta di alcuni arriva molto più in fretta di quanto non ci si aspetti!

Inoltre, il tuo datore di lavoro (quindi lo studente e si suoi genitori) rischiano fino a €36.000 se il tuo lavoro in nero è considerato lavoro subordinato.

Tutti questi rischi fanno suonare un campanello d’allarme.

E allora come si possono dare dei corsi di sostegno scolastico a domicilio quando si è studenti? E come si può fare per dichiarare le entrate?

Ci sono più soluzioni per poter insegnare in tutta legalità, e quindi serenità.

Bisogna aprirsi la partita IVA per dichiarare i propri corsi privati?

Aprirsi la partita IVA quando si vuole fare l’insegnante a domicilio per arrotondare la paghetta, non è obbligatorio se si lavora in modo occasionale, in caso contrario è una delle strade da considerare.

Hai diverse opzioni.

Diventare un lavoratore autonomo o creare la tua micro impresa

Puoi in ogni momento e con qualche click andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate e compilare il modulo per aprirti la partita IVA come libero professionista o impresa individuale.

In ogni caso dovrai fatturare ogni ora del corso ai tuo clienti. Sarai tu a fissare le tue tariffe.

Se ti iscrivi come libero professionista, non puoi avere dipendenti, anche se puoi usare lavoro occasionale per circa €2000.

L’impresa individuale, invece, può essere aperta da chiunque sia capace di intendere e di volere e abbia più di 18 anni e può offrire un bene o un servizio, come nel caso delle lezioni.

Con un’impresa individuale hai la possibilità di assumere del personale.

In entrambi i casi, se lavori come impresa individuale o libero professionista,  puoi aderire al regime forfettario che ti permette di pagare le tasse per il 15% del valore dell’imponibile.

Non devi però superare il tetto di €30.000 l’anno, altrimenti rientri nel regime ordinario dove le tasse sono più alte.

Se sei una start up, ovvero una nuova impresa creata nel 2016, puoi beneficiare del 5% di tasse per i primi 5 anni di attività.

Lavorare come dipendente per un ente che si occupa di sostegno scolastico

Anche in Italia, come in altri paesi europei, sono sempre di più le start up che si occupano di aiuto compiti.

Alcune sono associazioni che lavorano direttamente nelle scuole. Offrono il loro servizio come doposcuola nelle aule delle scuole pubbliche ma sono pagate dai singoli studenti.

Altre invece funzionano più da intermediari mettendo in comunione domanda e offerta di lezioni private.

Dopo aver inviato il tuo curriculum e passato un colloquio di lavoro potresti essere assunto da una di queste realtà con un contratto di lavoro da dipendente.

Sappi però che in questo caso non sei tu a fissare il prezzo dei corsi o a decidere quali studenti seguire. Alcuni organismi richiedono anche una laurea di primo livello per poter insegnare.

Farsi pagare con i buoni lavoro

I buoni lavoro dell’INPS possono essere una soluzione per dare dei corsi in libertà. Sono dei sistemi per pagare il lavoro accessorio nati nel 2014.

Vieni pagato di volta in volta dai tuoi studenti o dai suoi genitori che acquistano i voucher tramite l’INPS in via telematica, alla posta o nelle banche abilitate.

Puoi riscuotere il buono lavoro il giorno dopo la lezione e fino a 24 mesi da quella data. Ogni voucher ha un valore di €10 ma ti viene pagato un netto di €7.50 perché lo Stato trattiene i contributi, l’assicurazione sul lavoro e le spese di gestione.

Scegliere tra la partita IVA e i voucher

Se vuoi avere la libertà di prendere delle decisioni sui prezzi, gli studenti e la frequenza dei corsi, ti devi orientare verso la partita IVA o i buoni lavoro.

Se vuoi dare lezioni private lo puoi fare tranquillamente anche se sei uno studente. Basta scegliere il regime con cui lavorare, se con partita IVA o i buoni lavoro. Essere un insegnante a domicilio non ti impedisce di fare la vita da studente!

In entrambi i casi puoi mettere il tuo annuncio su Superprof gratuitamente per aumentare la visibilità e trovare degli studenti.

Ma come fai a sapere qual è il regime più favorevole per te?

Se lavori con partita IVA puoi aderire al regime forfettario che prevede delle tasse più basse di un regime ordinario.

Non hai obbligo di contabilità, ma devi iscriverti alla gestione separata dell’INPS e versare i contributi.

Per l’ordinamento italiano, se svolgi la tua attività di insegnante a domicilio in maniera abituale e professionale non hai scelta, devi aprirti la partita IVA.

Con il sistema dei buoni lavoro, invece, i contributi per la pensione vengono versati in automatico, quindi non hai nessun adempimento da fare in questo senso.

Puoi usufruire dei voucher se sei studente, pensionato, se percepisci l’assegno di disoccupazione e puoi usarli fino a un guadagno di €7000, a differenza del lavoro con ritenuta d’acconto che usi fino a €5000.

Il punto è che per usare i voucher il lavoro di insegnante a domicilio non può essere abituale, ma è accessorio ovvero saltuario.

E poi, se sei iscritto al liceo puoi lavorare solo nei weekend e durante le vacanze estive, di natale e pasquali. Se invece sei iscritto all’università e hai meno di 25 anni puoi lavorare quando vuoi.

Insomma, la scelta del regime fiscale dipende da quanto e come vuoi lavorare.

In ogni caso, dare lezioni private ti consente di essere libero nel determinare gli orari, le condizioni di lavoro e ti porta un guadagno non indifferente.

E se dare corsi privati fosse il lavoro per studenti ideale?

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Catia
Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue

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