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Esiste un gene della matematica che si sviluppa diversamente in donne e uomini?

Scritto da Alessandro, pubblicato il 13/10/2016 Blog > Sostegno scolastico > Matematica > I Maschi Vanno Meglio delle Femmine in Matematica?

I ragazzi vanno meglio delle ragazze in matematica? Perché le femmine intraprendono meno studi scientifici rispetto ai maschi?

Ancora oggi riecheggia questa domanda, una visione ancorata alla mente di molti e che fa fatica ad andarsene.

Secondo questo luogo comune, pare che le donne siano sprovviste di mentalità pratica e di senso logico rispetto alla controparte maschile, che invece avrebbe il famoso “bernoccolo della matematica”.

Un recente studio dell’Université de Provence Aix-Marseille, in Francia, dimostra che le donne hanno più problemi nelle discipline scientifiche, perché in queste sono convinte di essere meno brillanti degli uomini.

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La situazione attuale

In Italia

Sebbene a scuola le ragazze prendano generalmente voti migliori dei maschi, lo stesso non vale per la scienza dei numeri, dove le studentesse si sentono maggiormente in difficoltà.

Secondo un indagine di OpinionWay, al liceo ragazzi e ragazze sono ancora quasi alla pari nell’intraprendere studi scientifici, col 51% dei maschi e il 49% delle femmine. Il divario scatta dopo. All’università, solo il 32% delle donne si iscrive a facoltà scientifiche, contro il 68% degli uomini. Una distanza che non fa che aumentare col dottorato.

Negli Stati Uniti

Uno studio americano pubblicato sulla rivista Science rivela che al contrario di quanto si pensa, la capacità nel fare matematica non dipende in alcuno modo dal sesso.

Tuttavia, nei genitori e negli insegnanti di elementari e medie persiste l’idea che la matematica sia una roba da maschi e le materie letterarie siano da femmine.

Donne e matematica... davvero una distanza incolmabile? Le ragazze hanno le stesse possibilità dei ragazzi in matematica?

Quest’affermazione non è assolutamente basata su fatti scientifici provati, ma è un pregiudizio che non può nè spiegare nè giustificare la sottorappresentazione del gentil sesso nelle facoltà d’ingegneria o in altri studi scientifici.

Lo studio esamina i risultati ottenuti da circa 7 milioni di allievi in 10 stati degli USA a seguito delle valutazioni che vengono effettuate ogni anno in tutto il paese.

Il verdetto è chiaro: in matematica non esiste quasi nessuna differenza tra maschi e femmine, sia alle elementari che al liceo, a 7 anni come a 18, da ovunque si provenga.

Dunque, dobbiamo ancora associare il bernoccolo della matematica ai ragazzi e l’istinto letterario alle ragazze?

La matematica, una questione di cultura

Il sesso della matematica

Una prima constatazione (edificante, direbbero alcuni) mostra che le scelte di carriera degli studenti conferma la distinzione tra ragazze orientate verso studi letterari e ragazzi che sarebbero già scienziati in erba.

Basta osservare i dati ufficiali: le ragazze sono molto numerose nel settore letterario e dei servizi, nelle professioni paramediche e sociali, nonché nel campo dell’insegnamento.

Dall’altra parte, i ragazzi sono sovrarappresentati nei settori scientifici e industriali.

Cervello rosa o cervello blu?

Malgrado queste differenze, bisogna sottolineare che le ragazze ottengono generalmente voti scolastici migliori dei ragazzi.

Sin dall’inizio, maschi e femmine intrattengono una relazione diversa con la matematica: sin dalle elementari, a parità di competenze iniziali, le ragazze emergono subito in lingua italiana e i ragazzi progrediscono più velocemente in matematica.

Come si spiegano le differenze in matematica tra maschi e femmine? Chi è più forte in matematica, maschi o femmine?

Al liceo le differenze di performance diventano ancora più marcate.

Come spiegare questo mistero? Come interpretare questa diffidenza delle ragazze verso la matematica? Hanno davvero paura della materia?

Risalire all’infanzia

In Francia, i ricercatori Isabelle Régner e Pascal Huguet hanno esaminato la questione, partendo dal principio di base che la reputazione di cui soffre il gentil sesso in matematica abbia un reale impatto sull’apprendimento da bambini e sui risultati scolastici.

Negli Stati Uniti, un rinomato psicologo e professore all’Università di Stanford, Claude Steele, si è chiesto perché nei test d’ammissione le donne ottengono risultati di matematica inferiori ai loro omologhi uomini.

Steele ha riprodotto il test in laboratorio, affermando che se lo si presenta in modo neutro, maschi e femmine si dimostrano ugualmente performanti.

Tuttavia, le donne hanno una rappresentazione sociale negativa della matematica. Si convincono di non essere in grado di capirla e che non serva a nulla fare un corso.

Una nuova esperienza

Ispirandosi allo studio americano e ai suoi risultati, i due ricercatori francesi Régner e Huguet hanno dunque voluto esaminare dei casi pratici.

Davanti a centinaia di allievi di 11-12 anni e di entrambi i sessi, hanno creato due gruppi: uno per un test di geometria e uno per un test di disegno.

Risultato: le ragazze del gruppo “geometria” hanno fatto un punteggio inferiore a quello dei ragazzi; al contrario, nel gruppo “disegno” il risultato era ribaltato a favore delle allieve.

Concludendo, si può dire che la sola idea di dover attivare delle competenze in matematica destabilizzi le ragazze.

Queste temono, inconsciamente, di confrontarsi con degli stereotipi veicolati dalla società in materia.

Scopri anche come insegnare la matematica ad un dislessico!

Una causa culturale e familiare

In realtà, deriva tutto dalla nostra infanzia: l’educazione si articola diversamente in un bambino o in una bambina già dai primi anni di vita. Per questo l’educazione ha un peso centrale nell’orientare il futuro di una persona.

I maschi giocano sin da piccoli con i giochi di costruzioni e fanno giochi di squadra che rinforzano la loro capacità di orientarsi nello spazio. Invece, le bambine sono reputate più idonee a giocare in casa, dove possono riprodurre i ruoli sociali tradizionali (giocare a fare la mamma, giocare con le bambole, ecc.) permettendo loro di sviluppare prima le capacità nel linguaggio.

E se la matematica non avesse sesso? La matematica è donna solo nel nome?

Anche se le capacità degli uni e degli altri tendono a ridursi nel tempo, questo fenomeno può costituire una spiegazione della differenza sociale che si crea in seguito, e dunque delle differenze nelle scelte scolastiche e professionali.

Le cose possono cambiare?

Le cose possono cambiare? O meglio, dovrebbero cambiare?

La risposta è senza dubbio sì.

Le donne non sono affatto condannate a professioni meno valorizzate.

Come fare a cambiare rotta? Bisogna che bambini e bambine sappiano sin da piccoli che una parte delle lore scelte e dei loro gusti dipende dalla loro educazione e dalla riproduzione di uno schema familiare, ma che in tema di scelte scolastiche e professionali sta a loro decidere.

Non esiste alcun destino.

Una donna può diventare medico, avvocato, ricercatrice o astronoma, mentre un uomo può orientarsi verso un mestiere letterario o sociale come l’editore o l’insegnante per bambini.

Per cambiare la situazione nel profondo, bisogna però che il lavoro sia effettuato a monte, nell’ambiente familiare.

Se i bambini vedono che i genitori si ripartiscono meglio le varie faccende domestiche, se vedono che questi non si fanno problemi a mettere le mani in pasta in un’attività “che normalmente non sarebbe fatta per loro”, diventerà evidente e normale che non esiste alcun destino nella distribuzione dei ruoli e nel modo di fare questa o quella cosa.

Per tornare alla matematica, i maschi sono più bravi delle femmine? La risposta è no.

Se le donne imparano da piccole che possono benissimo fare la matematica e che hanno i mezzi per raggiungere professioni scientifiche, allora non esistono più i bravi e i non bravi.

Come può una ragazza diventare brava in matematica? Le bambine possono essere brave quanto i bambini in matematica!

Ragazzi e ragazze possono avere ugual successo in matematica, basta imparare a motivarsi, a concentrarsi, a dare tutto ciò che si può per riuscirci. Bisogna anche leggere libri di matematica e circondarsi di insegnanti competenti.

Le ragazze vanno generalmente meglio a scuola, considerando l’insieme delle discipline. Questo perché sono più brave a impegnarsi e a concentrarsi.

La matematica non fa eccezione: i voti scolastici dei maschi non sono sempre superiori a quelli delle femmine.

I ragazzi sono forse più bravi in geometria perché hanno più facilità a orientarsi nello spazio, ma le ragazze hanno un’intelligenza più pragmatica e, ad esempio, se la cavano bene in algebra.

Nulla è definitivo, nulla è immutabile.

Una cosa é certa: i bambini preferiscono imparare la matematica a casa, e attraverso delle applicazioni concrete nel loro quotidiano!

La matematica serve anche a provare che tutto è possibile. Quindi, ragazzi e ragazze, date tutto il meglio di voi per avere successo in questa materia, lavorate duramente e costantemente, e vedrete che le porte degli studi e dei mestieri scientifici si apriranno davanti a voi.

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