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L’attività sportiva un alleato nella lotta alle cellule cancerogene?

Blog > Sport > Personal Trainer > Sport e Cancro: il Coaching Sportivo contro la Recidiva?

“E’ stato provato che fare sport riduce del 25% il rischio di sviluppare il cancro al seno o al colon. Inoltre, allenarsi regolarmente e con la giusta intensità durante la cura, riduce del 50% il rischio di ricaduta.”

Fare sport nell’arco della propria vita è un eccellente rimedio contro il cancro. Sport e salute hanno sempre formato una gran bella coppia.

Eppure, nel 2016 sono stati stimati oltre 365.000 nuovi casi di cancro in Italia.

Secondo i dati dell’AIRTUM, Associazione Italiana Registri Tumori, il cancro, insieme ai problemi cardiaci, è la prima causa di decesso prematuro sotto i 65 anni, sia per gli uomini sia per le donne con rispettivamente il 37% dei decessi per i malati uomini, e il 43% per le donne.

La cura oncologica non viene fatta solo con le medicine ma anche adottando delle buone pratiche attraverso un coach sportivo. Avere una buona condizione fisica permette di lottare contro gli effetti del cancro.

Per evitare che una persona che abbia già sofferto di cancro abbia ricaduta, si raccomanda di praticare sport, ma l’esercizio quotidiano non è sufficiente.

Le raccomandazioni vanno nel senso di un allenamento sportivo relativamente intensivo per evitare che il paziente sviluppi delle recidive e delle metastasi.

Quando una persona riesce a sconfiggere il cancro in oncologia si parla di remissione, piuttosto che di guarigione, perché non si ha mai la certezza che non ci siano ricadute.

La redazione di Superprof dà uno sguardo agli effetti del coaching sportivo sul rischio di recidiva del cancro.

Curare il cancro: lo stesso allenamento degli sportivi di alto livello?

Il cancro si caratterizza per una proliferazione cellulare sregolata all’interno di un tessuto vitale per l’organismo, mettendo a rischio la sopravvivenza di quest’ultimo.

L'attività fisica ti aiuta a sconfiggere i tumori. Per prevenire il rischio di recidiva bisogna allenarsi, come gli sportivi!

Le cellule clonate acquisiscono caratteristiche simili a quelle sane e si dividono in maniera sregolata nell’organismo. Alcune cellule migrano in altre parti del corpo umano, dando origine alle mestasti e colonizzando altri organi sani.

Per questo motivo, più è tardiva la diagnosi del cancro più la cura diventa difficile, mentre cresce il rischio di recidiva.

Nessuno guarisce da solo dal cancro.

Ecco perché bisogna essere seguiti da un’equipe di medici curanti. Il coach sportivo può dare un contributo importante nel trattamento del cancro.

Nel corso della malattia, si sviluppa una grave infiammazione in seguito al rilascio di citochine. Questo porta a un affaticamento a livello cerebrale.

Le citochine sono sostanze di segnalazione cellulare sintetizzate dalle cellule del sistema immunitario. In altre parole, queste sostanze giocano un ruolo importante nella regolazione, nella risposta immunitaria, nell’infiammazione o riproduzione cellulare, ma sono anche attive nella proliferazione delle cellule del cancro.

Queste molecole proteiche contribuiscono anche alla distruzione dei muscoli di una persona colpita da cancro.

La conseguenza è che solo un programma sportivo personalizzato può aiutare il malato a ricostruire la muscolatura.

Come?

Riducendo il tasso di citochine nel sangue, l’attività fisica lotta in un modo più efficace contro l’affaticamento operando sul rafforzamento muscolare. E’ in questo modo che si evita la sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare.

Il malato può fare ginnastica dolce e cominciare con qualche esercizio semplice.

D’altronde, prendere peso aumenta il rischio di recidiva e decesso.

Per favorire la perdita di peso, puoi rivolgerti a un coach specializzato abbinando l’attività fisica a una corretta alimentazione e uno stile di vita sano.

La questione aperta è sapere se i metodi di coaching individuale seguiti dagli sportivi di alto livello possono essere adattati all’oncologia e alla salute.

Nel 2016 l’istituto Paoli-Calmette di Marsiglia ha dato vita a un’esperienza innovatrice in materia di oncologia: alcuni pazienti hanno seguito lo stesso allenamento fisico e mentale degli atleti di alto livello.

I risultati sono stati talmente positivi che l’Università di Marsiglia ha istituito una laurea in onco-coaching. L’obiettivo è spronare le persone a fare sport intensivo per evitare la recidiva.

In realtà si va oltre il coaching sportivo, e si lavora sullo sviluppo personale dei malati di cancro in remissione per riportarli al benessere.

Scopri anche il binomio sport e obesità: sono compatibili?

Gli studi in favore dello sport come lotta contro il cancro

Diversi studi hanno dimostrato che l’attività fisica quotidiana permette di limitare i rischi di recidiva del cancro al seno, al colon e all’addome.

Niente più ricadute nel caso di cancro al seno, al colon o all'addome per chi ha un'intensa attività sportiva. Molti studi hanno provato che lo sport migliora le possibilità di remissione!

E’ scientificamente provato che un’attività fisica regolare permette di:

  • preparare il corpo alle terapie
  • limitare le complicazioni post operatorie
  • lottare contro l’affaticamento
  • aumentare le chance di condurre una vita sana

Se fatto in maniera regolare e con la giusta intensità, lo sport diminuisce anche gli effetti collaterali e il grado di tossicità delle cure.

Alcuni studi sul cancro al colon, al seno e alla prostata hanno dimostrato che fare sport riduce del 50% il rischio di recidiva e agevola il ritorno alla propria vita sociale, familiare e professionale.

Il cancro non è solo una question fisica ma anche un carico psicologico e sociale che grava sul malato e le persone che gli sono vicine.

Gli studi che confermano gli effetti terapeutici dello sport sono molti:

Per esempio, uno studio americano pubblicato su Annals of Oncology e condotto nel 2014 su quasi 50.000 donne, ha dimostrato che esiste una relazione inversa tra il livello di attività fisica e il rischio di mortalità per cancro.

Per intenderci: più l’individuo è attivo, più chance ha di sconfiggere la malattia.

Uno studio del British Medical Journal condotto su 42 pazienti e riportato dalla Fondazione Veronesi ha evidenziato che lo sport è utile non solo nella prevenzione, ma anche nella cura dei pazienti affetti da tumori recidivanti o metastatici.

Tutti gli studi confermano che la pratica sportiva aiuta a:

  • lottare contro la riduzione della massa muscolarre
  • ridurre la fatica
  • stimolare il sistema immunitario
  • rafforzare i legami sociali e lottare contro l’isolamento
  • migliorare l’immagine che i pazienti hanno del proprio corpo
  • lottare contro la depressione

L’Istituto Superiore di sanità, ISS, e il Coni hanno lanciato nel 2017 la campagna “Salute, sport e movimento fisico“.

Lo slogan della campagna televisiva sulla Rai, dice che “il movimento è salute a tutte le età.”

Con questo si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dello sport come prima medicina per prevenire malattie croniche, diabete (sport e diabete sono compatibili), tumori, malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale.

I benefici dello sport contro la recidiva del cancro

Nessuno mette in dubbio i benefici terapeutici di un programma di allenamento, anche fatto a domicilio, per diminuire i rischi di osteoporosi, malattie cardiovascolari e alcune forme di diabete.

L'attività fisica con un personal coach ti aiuta prima, durante e dopo la lotta contro il cancro fino alla sua completa sconfitta. Oltre a mantenerti in forma lo sport diminuisce le probabilità di una recidiva del cancro al seno!

Muoversi fa bene, lo sappiamo tutti. Ma è ancora meglio con un coach sportivo a domicilio che prepari un piano di allenamento adatto a seconda del tipo di cancro.

Il rilassamento dei tessuti muscolari e lo sforzo rilasciano la dopamina, la melatonina e la serotonina, dei neurotrasmettitori che migliorano la qualità del sonno e donano una sensazione di benessere al corpo.

Questi ormoni limitano la crescita delle cellule tumorali e stimolano le difese immunitarie.

Allenamento sportivo non vuol dire scolpire il proprio corpo come degli sportivi professionisti, ma seguire un programma che aiuti a lottare contro la fatica e a sopportare l’immunoterapia e la chemioterapia:

  • esercizi per tornare in forma
  • esercizi per la massa muscolare
  • cardio training con un coach sportivo a domicilio
  • stretching
  • addominali e cosce
  • pilates
  • footing
  • boxe
  • zumba
  • nuoto

Con l’allenatore sportivo con un diploma di laurea in scienze motorie e sportive e specializzato nel trattamento del cancro, lavorerai sulla resistenza per rimetterti in forma rapidamente e raggiungere lgli obiettivi.

Lo sport ti permetterà anche di lottare contro un cancro in attività.

Alcuni studiosi dell’Università di Copenhagen hanno osservato che l’attività fisica ha permesso di ridurre in modo significativo la dimensione del tumore ai polmoni di alcuni topi.

Esiste quindi una relazione tra l’attività sportiva e la dimensione dei tumori: nei topi attivi questa si è ridotta del 50%.

Altri ricercatori dell’Università di Toronto, Canada, hanno condotto una meta-analisi sulla prevenzione del rischio di recidiva dopo un cancro al seno.

Gli studi hanno evidenziato che tra attività fisica, alimentazione e astinenza da tabacco e alcol è proprio lo sport che comporta i benefici più importanti per la remissione.

I grandi sportivi che hanno sconfitto il cancro

Lo spirito sportivo non è molto diverso dalla lotta contro il cancro: in entrambi i casi bisogna combattere in prima persona, sconfiggere l’avversario e vincere.

Prima della vicenda del doping, Armstrong si è battuto per sensibilizzare i ragazzi sul binomio sport e cancro. Nonostante la condanna per doping, Armstrong è la prova che lo sport sconfigge il cancro!

Molti sportivi sono riusciti a vincere la sfida contro questa malattia. Eccone alcuni:

  • Lance Armstrong, campione del mondo di ciclismo e vincitore di 7 Tour de France tra il 1999 e il 2005 ha sconfitto il cancro ai testicoli insieme alle metastasi. Prima della condanna per doping, ha fatto molto per sensibilizzare i giovani sull’importanza dello sport come prevenzione e cura contro il cancro;
  • Eric Abidal, calciatore francese che ha sconfitto il cancro al fegato. Nel 2011 gli viene diagnosticata la malattia, si fa curare e riscende in campo sei settimane dopo per vincere la Champions League con il Barcelona. Nel 2012 è sottoposto a un trapianto del fegato e riprende ad allenarsi nel 2014.
  • Francesco Acerbi, giovane calciatore italiano che nel 2013 ha interrotto la sua carriera calcistica per lottare contro un tumore ai testicoli sconfitto con un intervento chirurgico, la chemioterapia e tanta forza!

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