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Il mondo delle ripetizioni per gli alunni asiatici

Di Alice, pubblicato il 21/11/2017 Blog > Lezioni private > Ripetizioni > Asia: Onnipresenza delle Lezioni Private nel Percorso di Studio dei Bambini!

Giappone, Singapore, Corea del Sud: tre Paesi asiatici sono tra i migliori al mondo per quanto concerne il livello accademico dei suoi bambini.

Ma quali sono i fattori che spiegano una tale riuscita?

Quale posto occupa il sostegno scolastico in questo processo d’eccellenza?

Superprof vi spiega l’importante ruolo giocato dalle ripetizioni nel modello di istruzione asiatico, molto diverso da quello del resto del mondo!

L’Asia: il culto della performance e delle ripetizioni

Il programma PISA (Program for International Student Assessment) è un programma internazionale per la valutazione degli studenti sotto l’egida dell’OECD che mira a misurare le performance dei sistemi educativi dei Paesi membri e non.

Ogni anno, dal 2000, viene stilata una classifica dei principali Paesi.

L’ultima inchiesta, condotta nel 2015, è stata pubblicata il 6 dicembre 2016 e offre una panoramica di tre campi: matematica, lettura e scienze. Ecco i vincitori:

  • In matematica, Singapore occupa il primo posto con 564 punti, davanti a Hong Kong (548 punti) e Macao (544)
  • In scienze, nuova medaglia d’oro a Singapore (556 punti) davanti al Giappone (538 punti) e l’Estonia (534 punti)
  • Infine, anche per quanto riguarda la lettura, Singapore ruba lo scettro con 535 punti, davanti a Hong Kong, di nuovo, ex aequo con il Canada (527 punti). La Finlandia è quarta.

A titolo informativo, l’Italia ha totalizzato 490 punti in matematica, 481 punti in scienze e 485 in lettura.

Se guardiamo da vicino le classifiche degli ultimi anni, constatiamo che il Giappone, come la Corea del Sud, è sempre nella TOP 10 dei migliori Paesi (tranne per quanto riguarda le scienze, in cui è 11esima).

Come si spiegano queste performance così diverse dalle performance dall’Europa? Perché il modello è così diverso dal modello delle ripetizioni del Vecchio Continente?

Se si scava un po’ più a fondo, ci si rende conto che il sostegno scolastico sotto tutte le forme (ripetizioni a domicilio, corsi di recupero, aiuto compiti) è un fattore chiave della riuscita scolastica nei Paesi asiatici.

Spesso al prezzo di grandi sacrifici e sforzi sia dal punto di vista umano che finanziario, come vedremo meglio nel corso di questo articolo.

Il Giappone, una frenata del sostegno scolastico e delle ripetizioni a domicilio?

Il juku è la scuola privata (pomeridiana nei giorni infrasettimanali o anche in orario mattutino durante il weekend) che fornisce ai giapponesi, dall'asilo alle scuole superiori, una preparazione in tutte le materie. Sono moltissimi gli studenti che vi fanno ricorso. Ripetizioni e aiuto compiti sono un mercato molto sviluppato in Giappone, negli “juku”!

Nel Paese del Sol Levante, gli «Juku» sono imprese private che assicurano corsi e ripetizioni per gli alunni che desiderano preparare in maniera ottimale gli esami di accesso universitari.

Secondo quanto scritto nell’articolo «Soutien Scolaire et concours d’entrée dans les collèges privés au Japon», il mercato delle ripetizioni in Giappone si è fortemente sviluppato durante gli anni ’80, poi ha iniziato una leggera inflessione dal 2002.

«L’industria delle ripetizioni, il cui giro d’affari era stimato 899 miliardi di yen nel 2011, ossia circa 8,6 miliardi di euro, è tuttavia particolarmente eterogenea e raggruppa stabilimenti di grandezza molto diversa che comprende sia le imprese individuali rivolte a pochi alunni, sia i franchising di juku che raggruppano diverse dozzine di migliaia di alunni.»

La maggioranza dei bambini e degli adolescenti giapponesi seguono oggi un doppio percorso scolastico:

  1. negli stabilimenti pubblici autorizzati dal Ministero dell’Istruzione
  2. e negli juku, dove vanno ad approfondire le loro conoscenze e preparare i concorsi di accesso alle scuole private.

Questa via resta la migliore per accedere ai migliori licei, poi alle migliori università del Paese!

Singapore, il campione di lezioni private e ripetizioni

Il processo funziona!

A Singapore, più del 90% di ragazzi scolarizzati seguono lezioni private e si sottopongono a ripetizioni già nel corso della scuola primaria.

In questo Paese di soli 5,5 milioni di abitanti, si stima che i genitori spendano circa 680 milioni di dollari per assicurare corsi di sostegno scolastico ai loro figli!

Altre fonti stimano che il mercato delle ripetizioni pesi più di un miliardo di dollari all’anno.

Se compariamo questa cifra a quella del Giappone, rapportata alla popolazione del Paese, possiamo affermare che il mercato delle ripetizioni pesa due volte di più a Singapore che in Giappone.

Gli studenti coreani compiono un doppio percorso di studi: alle ore di lezione tradizionali si sommano infatti le ripetizioni negli stabilimenti privati chiamati "hagwon". Gli studenti coreani studiano 15 h al giorno, tra corsi classici e lezioni negli “hagwon”!

Conseguenze di questo accompagnamento scolastico intenso? Il primo posto nelle 3 categorie oggetto di analisi da parte del PISA, che fa di Singapore il Paese più istruito al mondo secondo l’OECD. In coda troviamo sempre l’Africa con il suo sistema educativo e di sostegno ancora tutto da sviluppare!

Tornando all’Asia, uno degli esami più importanti è il PSLE (Primary School Leaving Examination), che si affronta all’età di 12 anni. Ottenere un punteggio elevato in questa prova è indispensabile per accedere alle migliori scuole del Paese, specialmente la formula «express stream» che permette di portare a termine la scuola secondaria in 3 anni anziché 4.

Citiamo l’aneddoto di Antony Folk, professore di economia in una scuola pubblica singaporiana che ha lasciato l’insegnamento classico per fondare la sua struttura di ripetizioni e lezioni private, in ragione del loro successo.

Alcuni genitori sono oggi pronti a sborsare fino a 30.000 dollari per avere Antony Folk come insegnante privato!

Altri insegnanti hanno seguito questa via lucrosa aperta da Antony Folk e esistono insegnanti privati che sono diventati milionari!

Un’onnipresenza di corsi a domicilio e ripetizioni individuali o in gruppo, dunque, proprio come quelle che possiamo trovare nel sostegno scolastico in Europa e America del Nord.

Ripetizioni in Corea del Sud: la follia degli hagwon

La Corea del Sud è un esempio impessionante dell’importanza del successo scolastico…

Il 64% dei giovani tra i 25 e i 34 anni avevano, nel 2015, una laurea in tasca contro la media del 39% degli altri Paesi dell’OECD!

Ogni anno il secondo giovedì di novembre il Paese trattiene letteralmente il respiro. Si tratta infatti del giorno più importante per più di 600.000 liceali coreani che affrontano il «suneung», l’equivalente dell’esame di maturità italiana, step fondamentale per accedere a una delle tre università più prestigiose del Paese:

Durante la prova di lingua, che necessita dell’ascolto di una registrazione, il governo obbliga anche gli aerei a restare a terra per non disturbare l’ascolto dei ragazzi!

Per riuscire in questa prova, il cui voto è espresso su base 500, a scuola viene imposto un ritmo infernale e tra gli studenti serpeggia una competizione feroce.

Una quindicina di ore di studio quotidiane, tra corsi normali e ripetizioni negli spesso onerosi «hagwons», corsi divenuti ormai quasi passaggio obbligato per il successo.

Il ritmo imposto agli studenti della Corea del Sud per raggiungere il successo scolastico sono spesso devastanti. Si parla di 15 ore al giorno di studio, tra lezioni classiche e quelle negli hagwon. La fatica cronica riguarda molti allievi sudcoreani, colpa di ritmi scolastici infernali!

Questi istituti privati prendono in carico l’80% dei bambini coreani, dalla scuola materna fino all’università.

Il mercato delle ripetizioni è stato recentemente valutato dal Ministero sudcoreano in 1,3 miliardi di euro.

Dopo la fine delle lezioni della scuola pubblica, le «mamme elicottero» scarrozzano i loro figli da un istituto di ripetizioni a un altro, a seconda della loro buona reputazione per l’expertise in una materia scolastica o l’altra.

Il governo è anche stato obbligato a legiferare e vietare i corsi di sostegno scolastico dopo le h 22, per evitare che i bambini della scuola primaria studiassero fino a mezzanotte.

«Genitori e scuole hanno portato la Corte Costituzionale a gridare alla violazione dei diritti. Hanno perso.» dice un articolo di Le Monde

Il governo è sceso in campo anche in altri Paesi del mondo per legiferare sulla questione. Un esempio su tutti? Negli USA il Congresso, a partire dal 2002, ha dato un impulso al mercato delle ripetizioni fino a delineare la situazione attuale del sostegno scolastico in America del Nord!

Ripetizioni e corsi molto onerosi

Numerose famiglie sono obbligate a sforzi economici importanti per ripetizioni, lezioni a domicilio e altri corsi finalizzati al successo scolastico.

Diverse centinaia di euro al mese per allievo, con spese fino a 1.000 € per famiglie numerose e agiate.

L’OECD stima che le famiglie giapponesi abbiano speso circa 12 miliardi di dollari per gli «juku», ossia le ripetizioni!

«Nella sola città di Hong Kong, questo volume raggiungeva i 255 milioni di dollari. Altri record sono raggiunti da Singapore, dove le mamme di origine cinese, ribattezzate «Tiger Mom», coltivano un’ossessione per le performance accademiche», si legge nello stesso articolo di Le Monde!

Non si trovano associazioni umanitarie e ONG come quelle che operano per il sostegno scolastico in America Latina.

Eccellenza scolastica asiatica: il rovescio della medaglia

La competizione tra gli alunni per riuscire ad accedere ai migliori licei o università pone alle volte gravi problemi:

  • Stanchezza cronica per gli allievi sudcoreani in ragione delle troppe ore di studio,
  • abbandono delle attività di piacere come lo sport e attività sociali, indispensabili per il buon sviluppo psichico,
  • sensazione di isolamento,
  • ansia.

La corsa ai buoni voti richiede un tributo importante che non si paga invece in altre parti del mondo, dove il modello del sostegno scolastico è molto differente.

Uno studio universitario sudcoreano rivela che «gli adolescenti del Paese sono i più infelici di tutti quelli dei Paesi dell’OECD.  Non meno di uno su cinque dice di aver già pensato al suicidio» che, dal 2011, è la principale causa di morte tra i giovani (due volte di più delle morti avvenute per incidente e quattro volte di più delle morti avvenute per tumore).

Il 21 ottobre 2016 un ragazzo singaporiano di 11 anni si è suicidato dopo aver fallito un esame, gettandosi dal 17esimo piano di un edificio.

Un dramma che potrebbe ripetersi se i poteri pubblici non prenderanno di petto il problema del sovraccarico degli studenti.

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