Il mese di settembre è da sempre legato a un nuovo inizio: le vacanze che giungono al termine e la routine lavorativa e scolastica che riprende possono essere viste in maniera positiva, ma possono anche rivelarsi una grande fonte di stress. Quando si parla di scuola, l'inizio di ogni anno scolastico porta con sé grandi preoccupazioni: compagni/e che cambiano, professori/esse nuovi/e, debiti da recuperare, esami che si avvicinano, ecc...

Quest'anno però, come l'anno scorso, le preoccupazioni legate al rientro tra i banchi sono molte più del solito: la pandemia di coronavirus ha causato la chiusura delle scuole per diversi mesi nel 2020, e anche nel 2021 l'andamento dell'anno scolastico è stato altalenante, diventando grande fonte di stress per alunni, insegnanti, personale ATA, dirigenti scolastici e tutte le altre figure professionali legate all'ambiente scolastico.

Seppur con un formato diverso dal solito, nei mesi di giugno e di luglio, dal Piemonte alla Puglia si è svolto regolarmente l'esame di maturità per migliaia di ragazzi e ragazze. Terminata questa fase, è ora giunto il momento di concentrarsi sul calendario delle riaperture scolastiche e sulle misure che la politica ha reso note finora per assicurare agli studenti di ogni grado di tronare sui banchi di scuola in presenza e in tutta sicurezza.

D'altro canto, la scuola è uno spazio sociale, in cui i giovani hanno voglia di essere in contatto gli uni con gli altri, e il rischio di contaminazione, con un conseguente aumento dei casi di positività al covid19, è davvero alto. Proprio per questo, verranno addottate moltissime misure per assicurare il corretto svolgimento delle lezioni senza mettere a repentaglio la salute pubblica. Vediamo assieme quali sono le maggiori preoccupazioni di genitori, studenti e insegnanti per quanto riguarda la ripresa delle lezioni, e quali sono le direttive fino ad ora proposte dal governo.

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Riapertura scuole: Green Pass, vaccini, test, ecc...

Una seconda ondata di contagi da Covid-19 metterebbe a dura prova la nostra società.
Se la scuola deve garantire la sicurezza degli alunni, è importante anche che le famiglie contribuiscano tenendo sotto controllo la salute dei propri figli.

Da Ventimiglia a Bari, da Trieste a Trapani, alunni e docenti si preparano al giorno del rientro a scuola, che varia in base alla regione. La novità più importante per quanto riguarda il piano del governo nazionale per il rientro a scuola è sicuramente quello del Green Pass, o certificato verde. Esistono 4 metodi per ottenere questo documento:

  • Trascorsi 14 giorni dalla prima dose del vaccino (in questo caso la durata del certificato si estende fino alla somministrazione della seconda dose, nei limiti previsti dal tipo di vaccino),
  • A seguito della somministrazione della seconda dose di vaccino (con durata pari a 270 giorni, ovvero 9 mesi circa),
  • In seguito alla guarigione dal covid19 (con durata pari a 180 giorni, ovvero 6 mesi circa),
  • Dopo un test antigenico o molecolare con esito negativo (durata pari a 48 ore).

Di fronte alla resistenza di parte dei docenti, il governo ha deciso di adottare la linea dura per evitare ulteriori aperture e chiusure a singhiozzo e per tutelare la salute di studenti e personale scolastico e delle loro famiglie: per gli insegnanti e per il personale ATA, il Green Pass sarà obbligatorio. In assenza di tale documento, non si potrà accedere agli edifici scolastici, e dopo 5 giorni di assenza lo stipendio verrà sospeso.

L'obbligo del Green Pass non è invece esteso agli alunni, anche se il governo sta mettendo a punto una campagna di promozione del vaccino: da lunedì 16 agosto, tutti/e i/le ragazzi/e di età compresa tra i 12 e i 18 anni potranno recarsi nei centri vaccinali senza bisogno di prenotare un appuntamento.

Rimane invece per tutti valido il divieto di accedere agli edifici scolastici se la propria temperatura corporea supera i 37,5 gradi. Ovviamente anche i genitori sono invitati a tenere costantemente controllata la temperatura corporea dei figli, soprattutto di quelli in tenera età, e ad avvisare le autorità sanitarie se dovessero riscontrare febbre.

Ma cosa accadrà nel caso in cui un/un'insegnante o uno/a studente/essa risulti positivo/a? Chiuderà tutta la scuola, o solo la/le classe/i del soggetto in questione? Purtroppo, su questo punto c'è ancora poca chiarezza: il governo ha stabilito che le decisioni a riguardo dovranno essere prese dai dirigenti scolastici in base a una valutazione del singolo caso, mentre questi ultimi chiedono che siano le Asl a valutare e prendere le decisioni in merito, sostenendo di non avere competenze sanitarie.

Sarà un anno particolare per la scuola, ma questo non significa che debba essere un anno da dimenticare.
È essenziale che tutti diano il proprio contributo affinché si possa presto tornare a ridere, scherzare e giocare assieme.

Nelle ultime settimane, diversi incontri di trattativa tra la ministra Azzolina e i sindacati hanno portato all'accordo su molti aspetti, mentre molte altre questioni rimangono problematiche e mostrano un profondo disaccordo tra il governo e il mondo della scuola.

Questo tipo di problematiche non riguardano solo l'Italia, ma tutti i paesi della zona euro e del mondo. Bisognerà seguire attentamente gli incontri tra parte dell'ambiente scolastico e il ministero dell'istruzione nell'ultima settimana di agosto e le prime di settembre per avere notizie definitive sul rientro in classe.

Per quanto riguarda le modalità dell'esame di maturità 2022, che potrebbe richiedere ancora la redazione di un elaborato da parte degli alunni, bisognerà aspettare l'anno prossimo per avere dettagli, che saranno di sicuro stabili dal Ministero dell'istruzione e comunicati all'organico scolastico entro il mese di aprile.

Scopri tutto quello che c'è da sapere sul ritorno a scuola 2021.

Riapertura scuole: sarà possibile assicurare la distanza di sicurezza?

Come ormai sappiamo bene, la migliore soluzione per fermare i contagi da coronavirus oltre al vaccino consiste nel rispettare le misure di sicurezza, in particolare indossando la mascherina e mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. Ma come sarà possibile farlo all'interno di classi spesso sovrappopolate?

Finché le regioni rimarranno in zona bianca o gialla, le lezioni potranno essere tenute in presenza.
Se le misure di sicurezza verranno rispettate, ci aspetta un autunno più tranquillo dell'anno scorso.

Lo scorso anno, l'allora ministra dell'istruzione Azzolina, aveva annunciato la possibilità di recuperare più di 3.000 edifici scolastici in disuso, al fine di suddividere ulteriormente le classi ed evitare una distanza insufficiente tra gli alunni, ed erano inoltre stati stanziati fondi per effettuare lavori di ristrutturazione e ammodernamento degli edifici scolastici che ne avevano bisogno. Anche quest'anno le singole istituzioni scolastiche avranno inoltre la possibilità di scaglionare gli ingressi e le uscite differenziando gli orari e utilizzando, dove possibile, accessi secondari.

È inoltre permessa la riapertura delle mense scolastiche, ma anche in questo caso dovranno essere rispettate tutte le misure di sicurezza. Le scuole potranno ad esempio differenziare gli orari dei pasti per le diverse classi, al fine di assicurare il mantenimento del distanziamento minimo tra persone.

Sapevi che il 54% degli studenti non ha apprezzato la didattica online? Scopri perché!

Rientro a scuola: come funzionerà il trasporto scolastico?

Ricorda di indossare sempre la mascherina sui mezzi pubblici.
La questione del trasporto scolastico sta sollevando diverse polemiche tra governo e regioni.

Non tutti gli studenti godono di un mezzo proprio o di un passaggio con mezzo privato: in molti devono prendere mezzi pubblici per recarsi a scuola, soprattutto quelli che abitano in paesi di periferia. Ma cosa cambierà con le misure anti-covid?

Innanzitutto, va detto che il Green Pass sarà necessario solamente per i mezzi a media e lunga percorrenza, e nello specifico:

  • per aerei ed elicotteri per il trasporto di persone ad uso commerciale,
  • per le navi e i traghetti che effettuano servizi di traporto e collegamenti interregionali o internazionali, fatta eccezione per quelli che operano sulla tratta dello stretto di Messina.
  • per i treni Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità,
  • per gli autobus che collegano due o più regioni,
  • per i pullman a noleggio.

Questo significa che per accedere ai trasporti urbani quali autobus, metro, tram, ecc non sarà necessario essere in possesso del certificato verde. Rimangono tuttavia in vigore tutte le misure di distanziamento e di capienza massima volte ad assicurare le sicurezza dei cittadini.

Proprio in questi giorni, le regioni si stanno attrezzando per incrementare le linee di trasporti negli orari scolastici, in modo da evitare assembramenti e di assicurare a tutti gli studenti e le studentesse di poter raggiungere la scuola senza difficoltà. Per avere maggiori dettagli, consulta il sito dell'azienda regionale o provinciale dei trasporti della tua città.

Ovviamente, i genitori (o i tutori) dovranno assicurarsi dello stato di buona salute dei propri figli, dal momento che è fatto assoluto divieto di salire sui mezzi a ragazzi che abbiano la febbre, difficoltà respiratoria o che comunque siano entrati in contatto con persone positive al Covid-19 nelle due settimane precedenti.

I mezzi dovranno ovviamente essere igienizzati di spesso, e si deve rispettare la distanza interpersonale di un metro alla fermata, e  salire in modo ordinato, in modo da evitare assembramenti. Tutto questo rischia di causare ritardi nel trasporto? Lo scopriremo nelle settimane a venire!

Una cosa però è certa: nel nostro piccolo, possiamo tutti contribuire a contenere la pandemia prenotando il vaccino se ancora non lo si è fatto, evitando di esporci a situazioni a rischio e prestando attenzione a tutte le misure di sicurezza che sono ormai di fatto entrate a far parte del nostro quotidiano. Le lezioni in presenza sono assicurate in zona bianca e in zona gialla, mentre vi è la possibilità o l'obbligo di ritornare alla DAD in zona arancione o rossa, a seconda della gravità della situazione. Per evitare che questo avvenga, è importante che il governo nazionale e ogni consiglio regionale facciano tutto il necessario per garantire la sicurezza di insegnanti, alunni e personale ATA, e che questi ultimi rispettino le norme in vigore.

Finito il tempo dello "stay home", la campagna vaccinale sta producendo i suoi effetti, sperando che non si debba far fronte a nuove ondate di contagi. Hai ancora dubbi? Superprof ti aiuta a capire le norme di sicurezza per il rientro scolastico!
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Nicolò Superprof

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.