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Ripetere l’anno: il costo effettivo per i contribuenti e le lezioni private come alternativa

Di Alice, pubblicato il 19/03/2019 Blog > Lezioni private > Prendere Lezioni Private > Lezioniprivate Per Abbassare i Costi delle Bocciature?

Si incrociano le dita sperando che non accada mai ai nostri figli…

Eppure sono cose che capitano anche a chi è poi destinato a un futuro luminoso e una carriera di successo: una bocciatura può essere parte del percorso scolastico di ognuno.

E diciamo un’ovvietà con cui bisogna fare i conti: una bocciatura allunga inevitabilmente di un anno la scolarità di un alunno.

Paradossalmente, riguarda i ragazzi che amano meno la scuola e che sono «condannati» a restarci più a lungo degli altri.

Per questo, negli ultimi anni si è lavorato per limitare al massimo le bocciature.

Il MIUR ha suggerito di limitare, anche con forme di moratoria, le bocciature che non sono efficaci in termini di riuscita e di sostegno alla motivazione.

Si può pensare anche a vie come le lezioni private e sostegno scolastico per risolvere parzialmente il problema.

Ma quali sono i costi sostenuti dalla società, quando si parla di bocciature scolastiche?

Le bocciature costano quasi un miliardo di euro l’anno, più delle lezioni private

Questa è la conclusione secca e lapidaria di uno studio condotto dagli economisti italiani qualche anno fa. Un miliardo di spesa di cui si fa carico lo Stato, vale a dire l’insieme dei contribuenti…

In Italia, si calcola che l'investimento dello Stato per i ripetenti si aggiri intorno a un miliardo di euro l'anno. Ogni anno le bocciature costano ai contribuenti un miliardo di euro. Mica spiccioli!

Il Corriere riporta che

lo studio OCSE PISA che confronta i dati sulle bocciature e sulle competenze scolastiche degli studenti 15enni in più di 65 paesi nel mondo mostra che far ripetere anni scolastici non è di aiuto per gli studenti che ripetono un anno, comporta costi elevati per il sistema paese e non solo non aiuta a promuovere maggiore equità nel sistema, ma rinforza le differenze tra studenti con un diverso background socio-economico.

Dunque, una spesa che non è indifferente (rappresenta il 6,7% della spesa annua nazionale per l’istruzione primaria e secondaria) e che non sembra essere così funzionale.

In un contesto privato, le famiglie possono cercare di aiutare gli studenti a colmare le loro lacune e evitare una bocciatura con le lezioni private e puntando l’attenzione su siti ripetizioni che offrono la competenza di insegnanti qualificati e esperti di pedagogia.

Quello che possiamo dire alla luce dello studio PISA

Il piano PISAProgram for International Student Assessment») permette di valutare a partire dall’anno 2000 l’efficacia del sistema educativo dei paesi che sono parte dell’OCDE.

Focalizzando l’interesse sul fallimento scolastico, il documento PISA del 2016 mostra che un allievo dell’OECD su quattro è al di sotto della soglia di competenze richieste. Solo per la matematica, questo riguarda una percentuale in media superiore al 20 % dei piccoli studenti. Un dato inquietante…

  • Ma si deve accettare una bocciatura?
  • O provare a correre ai ripari prendendo lezioni private e digitando “annuncio ripetizioni”, “cerca prof”, “trova ripetizioni” e “cerca lezioni” in rete?

Gli stessi analisti presentano dati che potrebbero essere la prova dell’inutilità delle bocciature: un bambino che ha ripetuto almeno un anno scolastico ha sette volte la possibilità di essere ancora sotto la soglia di competenza a 15 anni d’età dei suoi compagni che non sono mai stati bocciati.

Ma la situazione sarebbe ancora peggiore senza bocciatura?

Impossibile dirlo per quanto riguarda l’Italia, ma la Corea del Sud ci illumina.

In effetti quest’ultima non fa ricorso alle bocciature e ha ottenuto il punteggio migliore nell’ultima classifica PISA!

Stando ai dati dello studio PISA è la Corea il paese con gli studenti più preparati. Nonostante non esistano le bocciature. Ripetere l’anno serve o no? Il dibattito è aperto… la Corea insegna!

Sono i paesi con bocciature rare o inesistenti che spiccano sul podio!

Bisogna tuttavia precisare che paesi come il Giappone, che si piazza molto bene in classifica, ha comunque problemi di altra natura molto importanti come un elevatissimo tasso di suicidi tra i minori (si tratta della prima causa di morte tra i giovani).

Il programma PISA ha il compito di interessarsi alle alternative che esistono per sostituire una bocciatura. Sarebbe comunque inefficace il cambio di istituto per un allievo con difficoltà disciplinari, ad esempio.

Lezioni private a domicilio e un sostegno scolastico efficace può invece fare la differenza.

Se vivete nella capitale, digitate ad esempio “cercasi ripetizioni roma” per farvi un’idea dell’offerta sul territorio.

Economia progressiva in caso di eliminazione delle bocciature

Da questi dati si evince che la società farebbe economia se si eliminassero del tutto le bocciature.

Si parla di un miliardo di euro risparmiato ogni anno, soldi che potrebbero essere riallocati diversamente, tenendo conto che il budget dedicato all’istruzione è davvero un tema caldo ed è destinato a crescere anno dopo anno.

Questo significa che non ci sarebbe un abbassamento dell’imposta ma un non aumento della tassazione

Si potrebbe anche pensare di eliminare la bocciatura nella scuola media e al liceo (è lì che costa maggiormente) ma mantenerla nella scuola primaria, dove l’investimento è meno oneroso. D’altra parte, l’essenziale restano la padronanza della lettura, della scrittura e della matematica, tutte cose che si acquisiscono più facilmente nelle prime classi, quando l’intelletto è ancora molto ricettivo e malleabile.

Dopo è spesso troppo tardi. Bisogna quindi avere soluzioni efficaci fin da subito, per eliminare le lacune appena si presentano le prime difficoltà.

I limiti di questa analisi risiedono nella non-stima dei costi legati alle iniziative messe in atto per sopperire alla mancanza delle bocciature. Perché eliminarle non annullerà le difficoltà degli alunni, che bisognerà comunque aiutare perché possano seguire con efficacia in classe!

Lezioni private e sostegno scolastico sono due armi davvero efficaci che si pongono come alternative a una bocciatura. Formazione continua: il sostegno scolastico e l’accompagnamento personalizzato possono fare la differenza!

Tuttavia, appiattire tutto il discorso su numeri e cifre delle bocciature in Italia, secondo un modello economico utilitaristico, non è sufficiente; seguendo questo ragionamento si potrebbe infatti rimettere in discussione tutto il budget di cui dispongono le casse dello Stato!

Ci sono invece altri modi per fare economia: ridurre ad esempio gli anni di istruzione obbligatoria porterebbe a un grande risparmio, ma anche organizzare meglio il sostegno scolastico e quindi preparare al meglio gli alunni, eliminando le difficoltà sul nascere.

Fare economia solo per fare economia, senza avere obiettivi chiari in testa, non fa che portare più problemi di quelli che risolve…

Ma sapete chi ha l’ultima parola in fatto di bocciature?

Un onere necessario: la percezione degli italiani

I risultati dei sondaggi che indagano come gli italiani vedano la questione delle bocciature nella scuola hanno qualcosa di sorprendente.

In linea generale, molti alunni pensano che ripetere l’anno può essere una sorta di seconda chance, un modo per non restare indietro e anzi poter dimostrare che si è in grado di fare molto meglio di ciò che si è fatto nel corso dell’anno.

Dunque, per molti una bocciatura è utile per migliorare i risultati scolastici. In effetti è molto più facile assimilare e avere buoni voti su contenuti pedagogici che si sono già affrontati, magari conoscendo già in anticipo le aspettative degli insegnanti.

Sembra assurdo ma molti studenti di medie e liceo si dicono quindi sfavorevoli a una eventuale eliminazione della bocciatura nella scuola.

Ma le cose cambiano di molto se si chiede il parere alle persone che hanno in effetti dovuto ripetere l’anno nel corso della loro carriera!

Molti dichiarano infatti di essersi trovati in difficoltà nell’inserirsi in una nuova classe in cui gli studenti erano ovviamente più giovani, ad esempio.

Sicuramente la reputazione del ripetente può pesare prima ancora che egli abbia la possibilità di dimostrare quanto vale e portare a giudizi affrettati e viziati dal passato.

Una bocciatura non è una punizione, ma una nuova opportunità. La scuola deve impegnarsi in questo. La scuola non deve diventare una prigione, ma aprire nuove prospettive future sia professionali che personali!

Ripetere l’anno non è certo divertente… Può diventare una vera e propria spada di Damocle sulla testa, con cui è difficile convivere almeno inizialmente.

Se i politici incaricati di amministrare il sistema scolastico digrignano i denti davanti alle bocciature non è per motivi meramente economici (il miliardo di euro l’anno incriminato) ma anche e soprattutto nell’interesse degli alunni.

Di fatto, l’indagine PISA non ha fatto difficoltà a dimostrare l’inefficacia delle bocciature, che possono spesso portare a raggiungere un obiettivo diametralmente opposto a quello desiderato.

Si pone quindi la questione del “sostituto” più utile. Eliminare le bocciature, sì, ma per rimpiazzarle con cosa? Lezioni private, sostegno scolastico, accompagnamento personalizzato a misura dell’allievo possono essere la soluzione ottimale?

La discussione resta aperta.

Nel frattempo, pensate a studiare e a colmare le vostre lacune prima che diventino un problema per voi e per le casse dello Stato!

Sapete a chi spetta la decisione di una bocciatura?

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