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Come usufruire al meglio delle lezioni private di pianoforte?

Scritto da Igor, pubblicato il 16/03/2018 Blog > Musica > Piano > Come Suonare il Piano a Casa?

Imparare a suonare il pianoforte servendosi delle lezioni private è certamente la miglior soluzione.

Ma bisogna saper sfruttare al meglio ogni corso. Per esempio, è una buona cosa insegnare il pianoforte ad un bambino?

La domanda chiama in causa la questione dello studio a casa, dell’atteggiamento da assumere e, naturalmente, quella della scelta del buon insegnante.

Esercitarsi al pianoforte in modo efficace

Non lo ripeteremo mai abbastanza: le lezioni di pianoforte, in se stesse, non possono bastare, da sole, per riuscire a suonare il pianoforte. La chiave del successo risiede nella pratica, nell’esercizio, nella pratica dei movimenti delle dita, etc. Non si può ignorare la “laboriosità” della missione che sottende l’apprendimento del pianoforte.

Puoi ripetere tutte kle volte che vuoi; l'importante è un una certa costanza nello studio. Hai mai pensato di studiare comodamante da casa tua il piano?

Il vantaggio delle lezioni private è la miglior organizzazione dello studio che esse consentono. Seguire un corso privato di pianoforte consente di non “disperdersi” …

L’insegnante di pianoforte porta l’alunno a progredire, tramite esercizi gradualmente tarati, spartiti via via più difficili e, soprattutto, grazie ad un vero e proprio metodo.

L’insegnante di pianoforte è là anche per costruire un’inquadratura corretta del lavoro. Per spiegare all’alunno in che modo praticare, a casa, il pianoforte.

In effetti, come per la maggior parte delle cose, la qualità è rilevante come la quantità, nello studio del pianoforte. Non basta, insomma, studiare molto per progredire. Meglio mezz’ora di lavoro ben strutturato ed intenso, che un’ora e mezzo di esercizio senza mordente coerenza.

Ogni avanzamento suppone un lavoro, uno sforzo. Bisogna faticare, anche sudare (eh già, non si tratta di un’iperbole). È buon segno.

Perché l’insegnante di pianoforte possa aiutare l’allievo a progredire efficacemente anche nel lavoro a casa, l’ideale sarebbe che insieme venisse redatto un vero e proprio piano di studio, un po’ come il programma del Conservatorio, ma più in piccolo.

Chiedere all’insegnante di pianoforte una tabella di marcia per lo studio a casa

Se non studi anche a casa non potrai migliorare. Ma come fare per sapere cosa e come esercitarsi, se l’insegnante non lo dice chiaramente? Conviene, allora, chiedere espressamente al proprio insegnante una pianificazione chiara e precisa dell’esercizio. A costo di “perdere” cinque minuti durante l’ora di lezione privata.

Disporre di una tabella di marcia consente di sapere esattamente dove si vuole arrivare e in che modo. L’esercizio a casa assume tutto il suo senso in tal modo.

La tabella di marcia è anche uno strumento molto efficace per motivare l’allievo. Grazie ad una pianificazione, potrai dedicarti al perseguimento di obiettivi. Ad esempio: dedicare un’ora il martedì a tale o tal altro esercizio; leggere per la prima volta tale spartito il giovedì, etc. La pianificazione è uno strumento che svolge un ruolo rilevante dal punto vista psicologico.

Occorre davvero ragionare in termini di obiettivi. È questa la chiave del successo. Esercitarsi così, a casaccio, non ha senso. Sebbene l’esercizio fatto a casa, da soli, sia il cuore dell’avanzamento nello studio del pianoforte, praticare senza obiettivi chiari, senza sfide esplicite di fondo, è come girare attorno a qualcosa, senza concludere nulla. Ad esempio, quando ci si esercita su un brano al pianoforte senza possedere un obiettivo ben preciso, (suonare correttamente il brano, ad esempio), si finisce con l’impiegare molto più tempo del dovuto a far proprio quel pezzo.

Per quanto tempo studiare gli esercizi presentati a lezione, una volta a casa?

Tutto dipende dai tuoi obiettivi e dalle tue possibilità: ma devi essere costante. Quanto tempo dovrai dedicare allo studio del piano?

Abbiamo, in parte, già affrontato questo punto: è meglio esercitarsi intensamente trenta minuti, che non un’ora in modo pigro e svogliato. In ogni caso, per poter concentrarsi e dedicarsi bene allo studio, è necessario organizzare le proprie sessioni di lavoro, per tranche di trenta minuti. Trenta minuti costituiscono la durata minima per potere avere il tempo di assimilare quello che si studia al pianoforte, si tratti di esercizi o di brani da studiare.

Dopo di che, la questione di fondo rimane: Suonare trenta minuti ogni giorno? Un’ora ogni due giorni? Non esiste, ovviamente, una risposta sola. Tutto dipende dagli obiettivi che si prefigge. A che pro si studia musica? È chiaro che più si lavora, più si progredisce rapidamente. Però attenti: esagerare nello studio potrebbe far andare in odio il pianoforte. Potrebbe addirittura rivelarsi contro-producente.

Sarà meglio condividere sempre con l’insegnante privato i propri obiettivi in termini di avanzamento. L’insegnante potrà allora consigliare circa le ore di lavoro settimanale da svolgere. Di solito, si considera che occorre lavorare almeno due volte a settimana, per poter avanzare. Si può cominciare con un’ora ogni due giorni. Perché no? Naturalmente, occorrerà riuscire a lavorare bene. La regolarità, comunque, è la cosa fondamentale, come in ogni disciplina.

Adottare il giusto stato d’animo per riuscire a progredire al pianoforte

L’organo più sollecitato nello studio del pianoforte, nell’esercizio regolare, è il cervello. Eh già, non sono le mani. Ed è proprio per questo che lo studio del pianoforte è piuttosto faticoso per alcune persone, addirittura scoraggiante, poiché richiede l’uso di facoltà fisiche e mentali. Il che non è di certo roba da poco.

Più il cervello viene sollecitato, maggiore sarà il “rendimento” del cervello. Ripetere automaticamente, senza più riflettere e partecipare davvero, degli esercizi per innumerevoli ore fa avanzare, ma molto lentamente.

Bisogna, invece, sempre continuare a pensare a ciò che si fa.

A qualsiasi età tu cominci, se ti mancherà la passione non progredirai, anzi abbandonerai quanto prima. La passione nello studio del piano è fondamentale!

Nel quadro dell’apprendimento del pianoforte, è importante svolgere un lavoro di qualità, un lavoro intenso. Suonare senza riflettere è una sorte di trappola, poiché rischia di far prendere delle cattive abitudini.

Il cervello dev’essere costantemente in allerta, vigile, quando si svolgono esercizi e studiano spartiti di brani. Occorre, in sintesi:

  • Concentrarsi sui problemi riscontrati lavorando e cercare delle soluzioni. Esercitarsi al pianoforte significa reperire soluzioni e difficoltà (ad esempio tecniche).
  • Mai focalizzare tutta l’attenzione sulle mani: occorre anche concentrarsi sui suoni prodotti dalle mani, ossia ascoltarsi mentre si suona. L’ascolto permette di reperire eventuali stonature, delle note tenute in eccesso – o troppo poco – di scoprire errori di ritmo, e così via …
  • Restare generalmente concentrati, in modo costante: la concentrazione è la chiave di un lavoro efficace. Per lo studio e gli esercizi al pianoforte, scegli momenti della giornata in cui sei molto concentrato (anche se la giornata è fatta anche di scuola, di lavoro…).
  • Non innervosirti, resta calmo. Innervosirsi non fa bene all’apprendimento del pianoforte nel bambino, e nemmeno nell’adulto.
  • Resta motivato: mai scoraggiarsi, anche se esercitandosi con quanto spiegato a lezione si trova qualche grosso ostacolo da sormontare. Bisogna reggere. E ciò è possibile solo se ci si fissa preventivamente degli obiettivi, sia relativamente alla lezione settimanale di pianoforte, sia relativamente allo studio da soli a casa (vedi sopra).

Trovare un buon insegnante di pianoforte

Non ci stuferemo mai di dirlo. È importantissimo scovare il giusto insegnante di pianoforte. Solo un ottimo insegnante potrà assicurarti l’avanzamento. Si tratta di un aspetto fondamentale. Molti ragazzi che studiano pianoforte decidono di abbandonare, ad un certo punto, proprio perché non esiste feeling con l’insegnante. La questione di sapere come usare al meglio l’opportunità delle lezioni private diventa quasi secondaria, rispetto a quella della idoneità dell’insegnante.

Se hai trovato l’insegnante ideale (ovviamente “’ideale” per te, non in senso assoluto!), sarà costui a guidarti e spiegarti in che modo studiare, come organizzare le sessioni di studio, quale ritmo seguire per lavorare bene, che stato d’animo avere.

L’insegnante privato di pianoforte è lì anche per rispondere agli interrogativi dell’alunno, risolvere i suoi dubbi, combattere il calo eventuale di motivazione.

Egli ti spiegherà come iniziare a studiare pianoforte da bambino o da adulto, perché no?

Deve esserci un certo feeling tra te e il tuo professore di piano; dovrete frequentarvi a lungo nei prossimi giorni. Un buon maestro al tuo fianco è fondamentale per progredire!

Alla fin fine, non avrai proprio bisogno di trovare un articolo come questo, se sei già entrato in contatto con un buon insegnante di pianoforte. Un buon insegnante di musica è un insegnante che dà ottime lezioni e che sa spiegare come sia necessario lavorare per avanzare veramente.

Altri due consigli per sfruttare al meglio le lezioni di piano

Affinché tu possa trarre il massimo beneficio possibile dalle tue lezioni di pianoforte, tieni ben a mente due cose fondamentali:

Innanzitutto, la perfezione non è poi dote di questo mondo. Non c’è bisogno di scomodare grandi compositori come Schumann o Chopin per immaginare che anche i grandi interpreti di musica per pianoforte commettono sbagli. Non cercare di raggiungere la perfezione negli esercizi e nell’esecuzione di brani che ti vengono assegnati a lezione privata (a meno che non si tratti di brani davvero molto semplici). L’obiettivo dev’essere sì, tendere alla perfezione, ma tenendo sempre bene a mente che non sei un robot e che la perfezione è soltanto un ideale, come tale resta inaccessibile. Insomma, proprio come il vero filosofo: non è un saggio, ma solo qualcuno che sa che occorre tendere alla saggezza.

In secondo luogo, tutto è questione di sensibilità musicale. Per riuscire ad avanzare bene al pianoforte, usare e ampliare la sensibilità musicale sono due attività da portare avanti il più possibile. Potremmo quasi dire che la sensibilità musicale è fondamentale, perché costituisce un legame tra l’aspetto fisico e quello intellettuale nello studio del pianoforte. La sensibilità rimanda al corpo quanto alla mente. È la sensibilità musicale che deve guidare il tuo lavoro. Ed è anche per questo che è ottima l’idea di insegnare il pianoforte ad un bambino.

Per riuscire a suonare un pezzo, il pezzo deve commuoverti, deve attirare la tua attenzione, deve “parlarti”.

Ti accorgerai presto del fatto che non si distingue facilmente la parte tecnica da quella artistica (è un po’ come quando si cerca di valutare una performance nel pattinaggio artistico). La sensibilità musicale è il motore per sviluppare la capacità tecnica. Servirsi bene delle lezioni di pianoforte significa fare tesoro di questa indicazione.

D’altra parte, tieni presente che il pianoforte fa bene al bambino, poiché ne agevola lo sviluppo delle facoltà di veglia, vigilanza, sensibilità.

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