Musica Lezioni private Lingue straniere Sostegno Scolastico Sport Arte e Svago
Condividi

Le basi della scrittura giapponese

Di Nicolò, pubblicato il 24/12/2018 Blog > Lingue straniere > Giapponese > Imparare I Fondamenti Della Scrittura Con Un Maestro Giapponese

La lingua giapponese scritta è principalmente composta da tre sistemi di scrittura diversi: l’hiragana, il katakana e i kanji (più un quarto che serve per trasporre i fonemi giapponesi nell’alfabeto latino). Temete di restare confusi dai corsi di giapponese?

Non temete, le cose non sono in realtà così complesse come sembrano.

Superprof ha elaborato per voi un riassunto storico che vi spiegherà al contempo in maniera chiara la differenza tra i tre sistemi di scrittura.

Potrete così lasciare il vostro maestro giapponese a bocca aperta quando farete il primo corso giapponese! 

Lingua giapponese: quali sono i 4 sistemi grafici nipponici? 

I kanji

I kanji sono caratteri cinesi, la cui funzione è di trascrivere una parte della lingua giapponese associando a ogni segno un radice semantica e una pronuncia.

Per complicare l’equazione, ad ogni kanji corrisponde un insieme di pronunce e di significati, così come una forma, chiamata anche “ossatura” in giapponese. Come precisato su Wikipedia: 

« In generale i caratteri si usano per rappresentare le parti morfologicamente invariabili delle espressioni giapponesi (come i semantemi). Un kanji può quindi rappresentare la radice dei verbi, degli aggettivi o, integralmente, una buona parte dei sostantivi della lingua giapponese. »

Attenzione, è importante sapere che la maggior parte dei kanji possiede 2 letture diverse: 

  1. On-Yomi, la lettura cinese,
  2. Kun-Yomi, la lettura giapponese. 

A certi kanji corrisponde però una sola lettura.

Sfortunatamente, non ci sono regole generiche che spieghino quando utilizzare una o l’altra. 

Bisognerà impegnarsi e imparare a memoria durante le vostre lezioni giapponese! 

La storia della scrittura giapponese è appassionante quanto una saga epica I samurai hanno diretto il Giappone feudale per quasi sette secoli. Hanno anche contribuito allo sviluppo della lingua scritta.

Esistono molte centinaia di kanji (1.945 per l’esattezza secondo il Ministero della pubblica istruzione giapponese), ma non è necessario impararli tutti per scrivere in giapponese. 

I primi 200 o 300 kanji sono più che sufficienti nella vita di tutti i giorni. Scopriteli grazie ai corsi giapponese online o alle lezioni di giapponese a domicilio.

L’Hiragana

L’hiragana permette di trascrivere la lingua giapponese senza ambiguità, contrariamente ai kanji. Ogni hiragana rappresenta in effetti una vocale o una consonante seguita da una vocale. 

Durante i vostri corsi giapponese online, imparerete a servirvi delle tabelle di corrispondenze fonetiche tra i tre kana (hiragana e katakana) e le loro trascrizioni romanji secondo il metodo Hepburn. Questo metodo è il più utilizzato all’estero per trascrivere la lingua giapponese in lettere latine. 

Il Katakana

Nel katakana, i segni corrispondono a delle sillabe.

In Giappone questo sistema è principalmente utilizzato per trascrivere le parole straniere, i nomi propri stranieri, i nomi scientifici e le onomatopee.

L’hiragana e il katana si imparano quindi come gli alfabeti fonetici, poiché ad ogni simbolo corrisponde un suono.

Il Romaji

Il termine romanji è utilizzato per designare i caratteri dell’alfabeto latino utilizzati nella lingua giapponese. 

I caratteri romanji si aggiungono quindi ai 3 sistemi grafici del vocabolario giapponese evocati in precedenza. 

Da notare che il romanji ha permesso alla lingua giapponese di diffondersi nel mondo!

Prime tracce di scrittura in Giappone

I giapponesi non hanno avuto una lingua scritta fino al IV secolo d.C.

Per scrivere, utilizzavano inizialmente i caratteri cinesi. Si racconta che i primi documenti ufficiali furono redatti durante il periodo Yamato da emissari bilingue cinesi o coreani alla corte imperiale.

Secondo Wikipedia, è tra il 710 e il 784, nel cosiddetto Periodo Nara, che i giapponesi iniziano a utilizzare gli ideogrammi cinesi per la lingua giapponese. 

La pronuncia di parole giapponesi è allora associata ai caratteri cinesi. I nipponici prendono in prestito soltanto il suono del carattere cinese, senza tenere conto del significato. Il carattere così utilizzato è chiamato “manyogana”. 

Questi caratteri evolveranno in seguito nei secoli, dando origine all’hiragana, nato nella prima metà del X secolo. 

Scoprite anche le regole di grammatica e sintassi della lingua giapponese…

Il nazionalismo giapponese ha creato false tracce di scrittura? 

Alcune scritture primitive sono state scoperte tra il XIX e il XX secolo, un periodo corrispondente all’Impero e al colonialismo giapponese. . Come lo spiega Wikipedia, si trattava di:

« qualche carattere vagamente pittografico, qualche carattere runico ed altri in apparenza molto vicini agli Hangul coreani. Essi sono ora considerati dei falsi creati negli anni trenta ed utilizzati per promuovere il nazionalismo giapponese. »

Imparare il giapponese: in che verso scrivere?

Quando inizierete a imparare giapponese, scoprirete che la lingua si scrive senza spazi tra le parole, da destra a sinistra e dall’alto in basso. 

Questo formato di scrittura è chiamato tategaki. 

Tuttaia, leggerete sempre più libri giapponesi scritti in formato yokogaki, ovvero da sinistra a destra e dell’alto in basso, come in italiano. 

Questo sistema è utilizzato in particolare per i testi scientifici.

I manga conoscono un enorme successo anche in iItalia In Italia i manga si leggono al contrario, come in Giappone.

Per la scrittura dei kanji, ricordatevi che ogni kanji è un insieme di tratti, tracciati in un ordine e in un senso preciso, e può avere più significati e pronunce. 

Esistono regole di scrittura da rispettare per imparare il giapponese: 

  • Il tratto orizzontale viene prima del tratto verticale,
  • La curva a sinistra prima della curva a destra,  
  • Dall’alto in basso, 
  • Da sinistra a destra, 
  • L’esterno prima dell’interno, 
  • L’interno prima di chiudere il quadro, 
  • Il tratto centrale, il lato sinistro poi il lato destro, 
  • Il punto per ultimo. 

La scrittura giapponese attraverso la calligrafia

Come la scrittura, la calligrafia giapponese è originaria della Cina ed è stata importata intorno al VI secolo con gli ideogrammi (chiamati kanji in Giappone). 

Più di un metodo di scrittura, la calligrafia o “shodo” è diventata una vera e propria arte, sinonimo di raffinatezza. Nella cultura giapponese, i lavori di calligrafia godono della stessa reputazione di altre forme artistiche come la pittura o la scultura. 

Come lo spiega il sito www.shodo.it, la calligrafia è prodotta in un solo movimento e diventa quasi un’espressione corporale: 

“L’azione del pennello converte in segni i gesti del calligrafo. Questi segni possono essere decisi o incerti, veloci o lenti, sottili o spessi, ma contengono sempre una forza che tradizionalmente viene definita qi/ki 氣 (traducibile approssimativamente in “energia vitale”). »

Esistono corsi di calligrafia per imparare a scrivere il giapponese con eleganza. La calligrafia cinese, un arte pluricentenaria.

Per poter realizzare una calligrafia a regola d’arte, bisogna disporre di un totale di 4 strumenti:

  1. Il pennello. Deve essere fabbricato in pelo animale (capra, cavallo, tasso, ecc…). 
  2. L’inchiostro. È ottenuto a partire da un miscuglio di fuliggine di legno, di colla di origine animale e di un po’ d’acqua per idratare questo miscuglio che è generalmente fatto seccare e venduto sotto forma di bastone solido. 
  3. La pietra da inchiostro. Serve sia come supporto per la preparazione di inchiostro, sia come bacinella, grazie a una leggera parte concava. 
  4. La carta, dotata di un lato brillante e di un altro assorbente, sul quale si scrive.

Nel paese del Sol Levante, esistono organizzazioni di shodo con vocazione puramente artistica e altre di natura pedagogica. La calligrafia — o “bella scrittura” nella sua accezione etimologica — conosce oggi un picco di popolarità tra i giovani.

Il campionato nazionale di shodo dei licei è un grande evento che attira ogni anno migliaia di spettatori. Nell’ambito di questo torneo, le squadre si affrontano per realizzare la migliore calligrafia possibile. I disegni sono realizzati su fogli giganti di 4 x 6 metri, mentre le squadre ballano e battono le mani a ritmo di musica.

La calligrafia e lo spettacolo sono entrambi presi in conto dai giudici per la votazione. Un’evento originale da scoprire durante un viaggio in Giappone o un soggiorno linguistico. 

Scoprite in parallelo come la lingua giapponese ha saputo farsi conoscere all’estero attraverso la cultura…

L’alfabeto latino in Giappone

Nella lingua giapponese, si utilizza il termine romanji per indicare i caratteri dell’alfabeto latino. 

La scrittura romanji si aggiunge quindi ai sistemi di scrittura kanji, katakana e hiragana, già visti (trovate le definizioni di questi sistemi di scrittura più in alto nell’articolo). L’alfabeto latino è utilizzato sempre più spesso nel giapponese contemporaneo. Serve principalmente: 

  • Quando i caratteri tradizionali non sono disponibili (indirizzi web e email), 
  • Per scrivere testi giapponesi su una tastiera occidentale, 
  • Per trascrivere nomi in giapponese per gli occidentali, 
  • Per certe sigle, in algebra (equazioni), ecc…

Una tabella di corrispondenze fonetiche permette di pronunciare le 21 lettere della lingua italiana in giapponese. La troverete di sicuro durante il vostro corso di giapponese. 

Se parlate una lingua indoeuropea come l’italiano, imparare  le basi della scrittura giapponese vi richiederà molto tempo, poiché dovete imparare caratteri diversi, specifici alla lingua giapponese. 

I giardini zen e i parchi giapponesi sono celebri in tutto il mondo. Vi basterà recarvi in Giappone per capire quanto il rapporto che hanno i giapponesi con la natura sia speciale.

Su Superprof, potrete trovare numerosi professori privati competenti ed esperti, disposti ad insegnarvi le basi della lingua di Mishima. Munitevi di un buon dizionario giapponese-italiano per aiutarvi a esprimere e a ripassare tra un corso e l’altro.

Una volta che il vostro livello sarà sufficiente, affrontate un test per attestare il vostro livello di lingua: il JPLT (Japanese Language Proficiency Test), esame ufficiale organizzato in luglio e dicembre ogni anno, mira a certificare il livello di lingua giapponese dei non-madrelingua. 

Un test interessante se state pensando di imparare la lingua in vista di un’avventura in Giappone, che sia a lungo o a breve termine! 

Condividi

I nostri lettori apprezzano questo articolo
Hai trovato le informazioni che cercavi?

Nessuna informazione utile? Sei sicuro?Ok, cercheremo di fare meglio la prossima volta!La sufficienza, menomale! Niente di più?Grazie! Scrivici le tue domande nei commenti!É stato un piacere aiutarti! :-) (media di 5,00 su 5 per 1 voti)
Loading...
avatar