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Dare lezioni di Spagnolo in quanto insegnante: il percorso formativo da seguire

Di Igor, pubblicato il 29/09/2017 Blog > Lingue straniere > Spagnolo > Insegnare la Grammatica Spagnola da una Cattedra!

Un vero insegnante di Spagnolo è innanzitutto un bilingue.

Ciò è indispensabile, se si vuole che egli riesca a rispondere ad ogni sorta di domanda in provenienza dagli alunni, in modo corretto e semplice.

Dato per acquisito questo punto essenziale, occorrerà poi che si sia seguita – e conseguita – la formazione prevista per l’insegnamento dello Spagnolo.

Che strada seguire per diventare insegnante e dare lezioni nella lingua di Cervantes?

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Che studi effettuare per poi insegnare Spagnolo?

Diamo un’occhiata al corso di laurea da frequentare, generalmente, per diventare insegnante di Spagnolo.

Prima di diventare un insegnante specializzato di Spagnolo, devi naturalmente conseguire la laurea triennale in lingue e letterature straniere.

Se alla laurea aggiungi un soggiorno prolungato all'estero, il tuo spagnolo sarà ineccepibile. Prima di diventare prof di spagnolo, siediti sui banchi dell’uniiversità per conseguire la laurea in lingue!

La cosa migliore sarebbe inserire già al triennio nel piano di studi delle materie di base e complementari che possano agevolare la tua cultura legata al mondo ispanico, all’insegnamento in generale, alla storia europea, potrebbe essere un modo per preparare la tua strada verso la cattedra di Spagnolo.

Studiare lingue straniere applicate o lingue e letteratura?

Partiamo dall’inizio. Una volta superato l’esame di maturità, sceglierai che strada intraprendere.

Studi umanistici? Studi scientifici in senso stretto? Studi di lingue, come fine in sé oppure come strumento per poi magari tornare a specializzarti in tutt’altro dominio?

Ti senti attratto dalla possibilità di un approfondimento storico, letterario, glottologico, fonetico, grammaticale e sintattico relativo alla lingua spagnola? Se sì, scegli una Facoltà di lingue straniere applicate oppure una di lingue e letterature straniere.

In linea di massima, le differenze tra questi due corsi di studio si legano al piano dello sbocco lavorativo. Nella pratica, però, questa distinzione è particolarmente presente più nella mente e nella progettualità – dunque nelle speranze – dei giovani iscritti e studenti, che nella fattualità del mercato occupazionale e della domanda da parte delle imprese…

La laurea in lingue applicate dovrebbe essere quella che più è orientata alle professioni di respiro internazionale (turismo, management, traduzione tecnica). Essa mirerebbe, nelle intenzione di chi l’ha progettata e rivista nei decenni – all’insegnamento del modo in cui le lingue vanno usate nell’ambito di un’impresa. Negli affari, nell’economia, insomma. Nella vita reale economica e finanziaria, in altri termini.

In effetti, le lauree in lingue applicate includono degli esami di economia o storia economica, diritto, marketing, traduzione di testi specialistici.

Gli studi prevedono l’approfondimento di ben 2 lingue straniere. Lo spagnolo è una delle opzioni, insieme alla lingua inglese, alla lingua francese, al cinese, al russo e, ovviamente, al tedesco.

Conseguendo brillantemente questo tipo di laurea – in linea teorica – dovresti poter aspirare a diventare un vero e proprio esperto linguistico d’impresa, per il management turistico o, ancora, per la mediazione internazionale.

La laurea in lingue e letterature straniere si articola attorno allo studio approfondito

di una sola lingua, invece. L’insegnamento è basato sull’apprendimento teorico per il tramite di corsi e materie relative alle seguenti discipline: linguistica, storia, grammatica, letteratura.

La facoltà di lingue letteratura è la via maestra per insegnare spagnolo!

Conseguendo una laurea in lingue e letterature straniere, purtroppo, il legame con le imprese più garantito dal possesso delle lingue applicate, potrebbe risultare compromesso, trascurato. Gli studenti hanno comunque, poi, la possibilità di fare un tirocinio in convenzione con l’università presso aziende dei settori di interesse.

Diciamo che, in altre parole, potremmo definire la laurea in lingue e letterature straniere una sorta di via principale per diventare insegnante di lingue.

Ed in effetti questa formazione può permetterti di raggiungere una conoscenza approfondita della lingua, della storia e della cultura del paese o dei paesi, che la parlano. Si tratta di un percorso specifico per futuri insegnanti.

Come diventare un insegnante abilitato

Naturalmente, dopo la scelta dell’indirizzo di laurea più adeguato, una volta conseguita la laurea, il cammino è lungo prima di diventare insegnante della scuola pubblica. Il Ministero competente continua a riformare questo percorso. Le riforme si susseguono, cambiano la realtà dei fatti ed assommano nuovi profili con vecchie esigenze ed una gestione dei posti e delle immissioni in ruolo molto problematica e sempre in divenire.

Allo stato attuale occorre effettuare un Tirocinio Formativo Attivo. Ma si tratta di un corso di studi universitario destinato a scomparire nel 2019. Esso prevede comunque ad oggi una formazione specifica per gli aspiranti docenti. Vi si accede con una prova d’ingresso. Vi si studia didattica generalmente intesa. Si approfondisce la propria disciplina.

In questo periodo di crisi, il posto pubblico attira moltissimi giovani e l'insegnamento è sempre più ambito. I concorsi per entrare nell’insegnamento sono sempre molto affollati!

Nel caso che esaminiamo si tratterebbe di effettuare 475 ore di aula. Il tutto si conclude con un indispensabile concorso pubblico per ottenere l’abilitazione all’insegnamento presso al scuola pubblica.

Con la riforma della scuola in atto il TFA verrà sostituito dalla formazione iniziale tirocinio (FIT). Le cose potrebbero invertirsi. Dapprima il superamento di un concorso, poi la frequenza del FIT più un percorso di formazione teorico e pratico sull’insegnamento della propria disciplina. Dopo tre anni dovrebbe essere possibile accedere ad una cattedra di ruolo.

A quanto pare gli insegnanti di Spagnolo non sono in numero sufficiente in Italia!

Infatti, tra le assunzioni del 2017 mancavano all’appello alcune cattedre di ruolo di Spagnolo, perché non v’erano candidati!

Se sogni di diventare insegnante di Spagnolo, forse è proprio il momento più adatto per completare il percorso per abilitarti all’insegnamento.

Diventare insegnante di Spagnolo per lavorare all’università

La cosa bella nell’insegnare Spagnolo è il fatto di potere avere diversi pubblici. Lavorando come insegnante di lingue potrai doverti relazionare con bambini, adolescenti o giovani adulti. È il caso degli insegnanti di lingue all’università.

I titoli sono vari, per poter insegnare in università. Tieni conto che potresti lavorare come lettore o come insegnante, a seconda della tua preparazione, delle tue certificazioni linguistiche, del Paese in cui intendi insegnare e del tuo Paese di provenienza, nonché della tua nazionalità. Conteranno: il tipo di laurea, il voto di laurea, il fatto che tu abbia già pubblicato degli articoli, lavorato come ricercatore in università, la disponibilità di assegni di ricerca, i legami con i titolari di cattedra e, naturalmente, la tua capacità, eventualmente, di superare un concorso.

Il bello, quando si insegna in università, è che si ha a che fare con studenti che hanno già da tempo intrapreso la via degli studi linguistici. Costoro sono portati e spesso padroneggiano già le strutture base della lingua. Di conseguenza, con un tale tipo di pubblico potrai davvero andare oltre, interessarti alla lingua, alle sue specificità, alla cultura ispanica più ampia e più profonda, compresa la letteratura.

Naturalmente, in base alla facoltà, all’indirizzo frequentato dai tuoi studenti universitari, ti ritroverai a dover adattare il corso di spagnolo in base a delle tematiche specifiche. Un linguaggio più giuridico, economico o comunque tecnico, ad esempio, sarà indispensabile per insegnare ai futuri giuristi, commercialisti o ingegneri.

In teoria, avendo il titolo di insegnante abilitato per la scuola pubblica, potrai vantare la cosa per rivedere al rialzo le tue tariffe dei corsi privati di Spagnolo …

Diventare insegnante di Spagnolo: altri due sbocchi a cui potresti pensare

Altri due percorsi allettanti risultano compatibili per chi voglia poi lavorare come insegnante di Spagnolo.

Hai pensato al mondo della ricerca? Valuta la possibilità di un dottorato in lingue dopo la laurea specialistica

Insegnare è possibile anche dopo una semplice laurea quinquennale. Si sa. E abbiamo già parlato dei concorsi e dei corsi di abilitazione per la scuola pubblica. In linea generale, con sei-sette anni di studio dopo il liceo – bandi di concorso ed espletazione delle procedure permettendo – dovresti riuscire ad avere i titoli per insegnare alla scuola pubblica.

Ma è anche possibile proseguire con lo studio e l’approfondimento dell’universo linguistico legato alla cultura ed alla letteratura ispanofone, ad esempio con un dottorato di ricerca. Passiamo, in tale ed impegnativa eventualità, ad un cursus della durata totale di almeno otto anni (salvo imprevisti, si intende!). Con un percorso di tal sorta si potrà aspirare anche a rimanere nell’ambiente professionale legato alla ricerca scientifica, in questo caso inerente alla lingua spagnola, con tutti i sotto-campi interessanti e numerosi (dalla glottologia, al cinema, alla letteratura contemporanea, passando per gli studi sull’apprendimento e la trasmissione delle competenze fonetiche, per fare solo qualche limitatissimo esempio).

E perché non diventare insegnante privato di Spagnolo?

Per finire, se la cosa ti attira, hai anche la possibilità di metterti in proprio e diventare insegnante privato per insegnare la lingua del romanziera Javier Cercas.

A tal fine, naturalmente, dovrai informarti bene presso un commercialista o un centro finanziario e procedere all’apertura di una partita iva. Studierai insieme agli esperti se la cosa più conveniente sia l’apertura di un’impresa unipersonale, il regime dei minimi, oppure altre soluzioni.

Diverse migliaia di candidati ad ogni concorso per la scuola si accalcano per poche centinaia di posti. Se la tua intenzione è quella di diventare insegnante, preparati a studiare per sbragliare la concorrenza!

Esistono anche insegnanti del settore pubblico che, sempre con tutte le carte in regola e dichiarando ogni introito, optano per un doppio statuto, nei limiti consentiti dalla legge.

Per quanto nessuna formazione specifica sia richiesta per insegnare privatamente lo Spagnolo, essere bilingue dovrebbe essere una condizione di base perché tu svolga al meglio la tua missione di insegnante. Oltretutto, il bilinguismo costituisce l’elemento chiave per far mostra di sé ed attirare studenti giovani ed adulti. Al pari del diploma di laurea specialistica.

Subito dopo la laurea, prenditi un po’ di tempo per cercare di riflettere su che tipo di pubblico vorresti avere: studenti universitari e ricercatori, bambini, principianti adulti? Il registro e la difficoltà del tuo lavoro come insegnante di Spagnolo saranno diversi, a seconda che tu insegni ad una categoria di discenti piuttosto che ad un’altra.

Scopri come ottimizzare le tue lezioni di spagnolo!

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