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Alcune dritte per imparare il latino scritto

Di Catia, pubblicato il 13/04/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > Lezioni di Latino: Conoscere le Regole per Scrivere Come i Romani

Qui scribit bis legit – Chi scrive legge due volte. Proverbio latino

Il latino spesso è visto come una materia inutile dagli studenti. I fautori del latino dicono che è la lingua della classe dirigente, che ti prepara sia per gli studi umanistici sia per gli studi scientifici, che ti offre un metodo di studio valido, che serve a conoscere le origini della cultura italiana e occidentale.

I ragazzi che si iscrivono ai licei classico, scientifico o linguistico non hanno scelta: il latino fa parte del loro corso di studi.

Di solito sono i genitori a spingere i propri figli verso i licei, per avere una migliore formazione che li prepari agli studi universitari. Quanto ai ragazzi, se potessero farebbero volentieri a meno di questa materia.

Per questo gli insegnanti spesso si trovano di fronte a studenti poco motivati e preoccupati dal latino, una lingua morta che, dla punto di vista degli studenti, nell’immediato non porta molti benefici.

La sfida è proprio quella di rendere il latino una lingua viva, come ogni altra lingua straniera.

Il latino ha di per sé un carattere interdisciplinare perché ti permette di saperne di più sulla mitologia, sulla storia, la letteratura, la grammatica italiana, visto che ancora si usano molte espressioni latine. Insomma, il latino ti permette di acquisire una solida cultura generale, soprattutto grazie allo studio dei suoi classici: Cicerone, Virgilio, Seneca, Ovidio…

Ecco qualche dritta per ravvivare le lezioni di latino e migliorare con la lingua dei Romani.

Imparare a scrivere in latino: aprirsi a questa lingua

Con un approccio più concreto lo studio del latino può essere molto più semplice! Come imparare il latino? Come le scienze!

L’insegnamento del latino non passa solo per la ripetizione meccanica e la memorizzazione di regole grammaticali e vocaboli.

E’ vero che molti insegnanti saranno concordi nel dire che quando si vuole imparare una lingua straniera bisogna conoscere le regole grammaticali e avere un vocabolario ampio. Di qui l’idea, erronea, che se non te li ricordi è tutto perso.

Questa teoria però è discutibile non solo per le lingue vive ma ancora di più per le lingue morte come il latino!

Gli insegnanti di latino tendono ancora a dare agli studenti una lista di vocaboli, verbi ed espressioni latine da imparare a memoria. Con questo metodo tradizionale uno studente dovrebbe immagazzinare 2.000 parole durante il primo anno di corso di latino.

Molti studi, però, hanno dimostrato che se la ripetizione dei vocaboli non viene fatta in modo regolare, gran parte delle parole imparate verranno dimenticate rapidamente. Inoltre, non è certo la ripetizione meccanica che ti fa ricordare i vocaboli, ma il loro uso nel contesto giusto, ossia nel momento in cui ne hai bisogno per comunicare.

Il Castiglione Mariotti è il punto di riferimento che aiuta gli  studenti a tradurre dal latino, anzi è proprio IL vocabolario latino per eccellenza. E’ talmente prezioso che senza consultarlo gli studenti non riescono a tradurre nemmeno le frasi più semplici.

Perché non insegnare il latino come si insegnano le scienze?

Sempre più scuole italiane non insegnano le scienze solo attraverso i concetti, ma cercano di far fare degli esperimenti agli studenti. Con il latino si potrebbe fare la stessa cosa: si potrebbe imparare molto di più con l’uso naturale della lingua piuttosto che ripetendo a memoria una lista infinita di verbi, vocaboli e regole.

Capire l’evoluzione delle parole latine

Se conosci l'origine delle parole italiane è più facile per te imparare il latino. Il latino è alla base delle lingue parlate nell’Europa del sud!

Imparare il latino per uno studente italiano non è un’impresa difficile visto che la nostra lingua deriva proprio da quella dei Romani. Il 90% del lessico usato quotidianamente è di origine latina. 

Il che è un ottimo punto di partenza, ma non basta. Bisogna anche sapere come si è evoluto l’italiano per poter capire meglio il latino e imparare a scrivere la lingua dei Romani senza troppe difficoltà.

Una lingua è come un organismo vivente: è diversa alla nascita e in età adulta. Si evolve in continuazione. Dal dolce stil novo l’italiano ha subito una grande evoluzione. Lo stesso è successo al latino!

Il latino classico che si studia a scuola era diverso dal latino popolare parlato dai legionari romani o dal volgare parlato dal popolo e diverso in ogni regione dell’Impero.

La pronuncia del latino è piuttosto semplice per gli Italiani, visto che le parole portano l’accento tonico. Ci sono però regole diverse a seconda delle sillabe: l’accento va sulla prima sillaba nelle parole bisillabiche e sulla penultima se la parola ha più di tre sillabe.

Bisogna però fare attenzione alla lunghezza della penultima sillaba. Se è breve, l’accento va sulla terzultima, se è lunga l’accento va sulla penultima.

La maggiore differenza tra il latino e l’italiano è la funzione delle desinenze! In latino hanno una funzione logica, i famigerati casi, mentre in italiano si usano le preposizioni per indicare il tipo di complemento.

Si parte sempre dalla prima declinazione femminile singolare:

  • Rosa, la rosa soggetto
  • Rosae, della rosa
  • Rosae, alla rosa
  • Rosam, la rosa complemento oggetto
  • Rosa, o rosa, vocativo
  • Rosa, per la rosa o altri complementi indiretti

La radice dei vocaboli italiana è latina. Ci sono parole che sono rimaste identiche, altre invece hanno cambiato scrittura e pronuncia:

  • CL diventa CH: clavis – chiave, clamare – chiamare
  • CT, PT diventano TT: factum-fatto, septem-sette
  • Liberare, aquila, rosa, memoria identici in italiano, a parte i casi
  • TI diventa ZI: gratia -grazia, spatium-spazio

Le labiali b, p, f e v hanno subito molte evoluzioni, prendendo l’una il posto dell’altra. Hibernum ha dato origine a inverno, ripam è diventato riva. La pronuncia latina è stata modificata nel corso dei secoli.

Il latino, infatti, si è evoluto nel corso del IV secolo con la disgregazione dell’Impero romano e la conquista dei barbari. Il latino classico è stato abbandonato e il volgare ha subito l’influsso delle lingue dei conquistatori.

Lo studio dell’evoluzione di una lingua è molto affascinante. Puoi cominciare le tue lezioni di latino con un po’ di storia della lingua latina. L’approccio etimologico ti potrebbe dare una grande mano nella comprensione del latino e dell’italiano.

Fare del latino una lingua viva

Pensare al latino come una lingua viva ti aiuta a metterlo in pratica e impararlo meglio. Immagina di poter parlare latino ai tempi di Giulio Cesare!

Uno dei modi per permettere a ogni studente di assimilare la lingua di Cesare è quello di vedere il latino come una lingua viva. Con il beneplacito del Ministero per l’Istruzione l’Università e la Ricerca, Miur, questo approccio comincia a farsi vedere anche nelle scuole. L’idea è che ci dovrebbero essere degli esercizi scritti e orali, individuali e collettivi per facilitare la comprensione naturale del latino.

Gli esercizi possono aiutare gli studenti a capire le regole da esempi concreti e assimilare nuovi vocaboli dal contesto, magari percorrendo la storia del latino attraverso le opere di Tito Livio.

Lo scopo è quello di abituarsi a scrivere in latino formando delle frasi complete con cui le nozioni apprese vengono messe in pratica.

Tradurre dal latino è un buon esercizio, ma oltre a fare le versioni, bisognerebbe trovare dei momenti ludici per entrare nel vivo della lingua.

Il sogno di un aspirante latinista sarebbe quello di arrivare a parlare latino come Cicerone. Altri si “accontenterebbero” di non essere schiavi del dizionario quando si fanno le versioni dal latino all’italiano e dall’italiano al latino.

E poi, è assolutamente vero che il latino ti può aiutare con altre materie come la storia, la geografia, l’analisi logica, il diritto, le scienze.

Conoscere le differenze tra la struttura della frase in latino e in italiano

Potresti imparare a scrivere in latino anche attraverso dei giochi di società. Si potrebbe imparare il latino con un gioco fai da te!

L’apprendimento del latino scritto passa per la conoscenza della grammatica latina e, soprattutto, per la costruzione della frase.

La frase italiana rispetta l’ordine: soggetto, verbo, complemento oggetto, complementi indiretti.

A volte si può invertire l’ordine per dare un non so che di eleganza, ma non si può stravolgere totalmente l’ordine altrimenti non si capisce il senso della frase.

In latino le cose stanno un po’ diversamente. Prendiamo questa frase Legatus mittit servum, che vuol dire “L’ambasciatore ha inviato un servitore.” Questa stessa frase può essere scritta in 5 modi diversi:

  • Servum mittit legatus
  • Mittit legatus servum
  • Legatus servum mittit
  • Servum legatus mittit
  • Mittit servum legatus

Come si fa a sapere qual è il soggetto del verbo e quale il complemento oggetto ecc.?

L risposta già la conosci: le declinazioni! Purtroppo le devi imparare a memoria, non c’è scampo!

Le declinazioni e le coniugazioni sono gli elementi del latino che devi ripetere e conoscere a memoria per poter scrivere senza problemi. E’ un po’ come una formula matematica, basta applicare la desinenza giusta a seconda della funzione di una parola.

Ci sono 5 casi in latino: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo.

Familiarizzare con le espressioni latine passa per la conoscenza delle declinazioni, oltre che per la conoscenza dell’alfabeto latino. Puoi sempre usare un vocabolario italiano-latino per cercare nuove parole, ma ricorrere al vocabolario per le declinazioni sarebbe troppo faticoso.

Ci sono anche dei dizionari online che puoi usare per cercare dei termini che non conosci in un’opera di Ovidio, per esempio, ma per la funzione logica delle parole non puoi fare a meno delle declinazioni.

Insomma, il segreto per scrivere in latino è trattarlo come una lingua viva senza dimenticare lo studio della grammatica!

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