Musica Lezioni private Lingue straniere Sostegno Scolastico Sport Arte e Svago
Condividi

Come cooperano nel quotidiano Italia e Germania?

Di Alice, pubblicato il 15/05/2018 Blog > Lingue straniere > Tedesco > I Rapporti Economici tra l’Italia e la Germania

Il PIL dell’Unione Europea è, pressapoco, equivalente a quello degli Stati Uniti.

Secondo l’Istat, infatti, il prodotto interno lordo italiano nel 2017 è cresciuto dell’1,4% su base annua, quello tedesco del 2,5%.

In effetti, la Germania si conferma uno dei Paesi europei con l’economia che si muove più velocemente.  Da anni, Germania e Italia sono grandi partner commerciali e, malgrado alcune divergenze, hanno ben presente l’importanza di promuovere e sviluppare la cooperazione italo-tedesca in termini economici.

Una partnership forte, tra le altre, è quella volta a rafforzare il forte legame dei due Paesi, insieme alla Francia, nell’ambito dell’Industria 4.0.

Un po’ di storia per comprendere meglio la cooperazione economica europea

La presenza di una Banca Centrale Europea e l'introduzione di una moneta unica sono incentivi importanti alla cooperazione tra gli Stati dell'Unione Europea e favoriscono gli scambi commerciali. L’adozione di una moneta unica europea ha facilitato gli scambi tra Paesi.

Ancora prima della creazione della Comunità Economica Europea istituita con il Trattato di Roma del 25 marzo 1957, un altro trattato sovranazionale era entrato in vigore nel 1952 sotto l’impulso di Robert Schuman: la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio).

Il trattato si divideva in quattro sezioni:

1) istituzione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio,

2) istituzioni comunitarie,

3) disposizioni economiche e sociali,

4) disposizioni generali.

Si erano così create le premesse per l’Unione Europea che conosciamo oggi.

La CECA prende vita per raggiungere diversi obiettivi:

  • da un lato, per facilitare gli scambi commerciali tra gli Stati membri – Francia, Germania Ovest (Repubblica Federale di Germania), Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo – creando un mercato unico del carbone e dell’acciaio, comune a questi sei Paesi;
  • dall’altro, per apportare un contributo a livello sociale e impedire che l’Europa non si infiammasse con nuovi conflitti. Perché, in effetti, lanciare e promuovere collaborazioni e partnership economiche tra i Paesi era anche un modo utile per il miglioramento delle relazioni diplomatiche.

Nel 1957 nasce un’altra entità sovranazionale: si tratta della CEE (Comunità Economica Europea). Essa riprende i precetti della CECA allargando il suo raggio di competenza.

In particolare i suoi obiettivi sono di:

  • trasformare le condizioni degli scambi commerciali e della produzione sul territorio degli Stati membri;
  • avanzare verso un’unificazione politica più stretta dell’Europa.

Un'altra entità sovranazionale nata nel 1957 è la CEE. Gli obiettivi di collaborazione sono sempre gli stessi, il suo raggio d'azione è più ampio. I Paesi membri restano gli stessi; la CEE si allargherà nel corso degli anni.

La CEE sarà a sua volta eclissata  dalla Comunità Europea (con un accordo ratificato nel 1992 con il trattato di Maastricht), poi dall’Unione Europea (nel 2009, con l’entrata in vigore del trattato europeo di Lisbona in seguito al referendum del 2005).

Istituzione dopo istituzione, trattato dopo trattato, i rapporti e le collaborazioni tra i Paesi sono andati via via rafforzandosi.

Partner economici per scelta

Secondo l’Istat, nell’anno 2018 i tedeschi sono stati il primo partner per l’Italia. L’interscambio tra Italia e Germania ha segnato record, raggiungendo i 121 miliardi di euro, riportando quindi un aumento di 7.6 punti percentuali rispetto all’anno precedente, che già risultava in crescita. L’export ha registrato un +6% confermando la Germania come primo partner assoluto del nostro Paese.

Chiaramente, benché l’Italia resti un partner commerciale forte, è più forte la dipendenza del nostro Paese dalla Germania, piuttosto che il contrario. L’Italia figura infatti come suo sesto partner commerciale.

I flussi commerciali riguardano i settori dell’automotive, l’ambito chimico/farmaceutico e quello dell’elettrotecnica ed elettronica.

Ma c’è di più: dalla ricerca condotta dall’Ahk World Business Outlook nel 2018, il 97% degli intervistati pensa che la propria azienda avrà un’evoluzione positiva e il 96% di loro vorrebbe incrementare (48%) o mantenere costanti (48%) gli investimenti.

Un motivo in più per guardare con fiducia al futuro e iniziare a seguire un corso di tedesco per tenersi aperte possibilità professionali nuove e stimolanti.

Italia e Germania non sono sempre grandi amiche, ma lo sono sicuramente quando si parla di partnership economiche e commerciali. In quel caso, si persegue lo stesso identico obiettivo... al contrario che nel calcio. La rivalità sul terreno di gioco, quando si parla di economia, viene accantonata!

Strumenti che incentivano le partnership

Alcuni enti e associazioni sono strumenti utili a favorire gli scambi e le partnership tra i due Paesi; è il caso dell’ITKAM, la Camera di Commercio Italiana per la Germania.

Si tratta di un’associazione bilaterale che opera sui mercati italiano e tedesco per incrementare le relazioni economiche e la cooperazione tra le imprese di entrambi i Paesi.

L’obiettivo principale dell’associazione è l’obiettivo dell’Export con servizi come:

  • Analisi di mercato e Workshop personalizzati.
  • Ricerca di partner commerciali
  • Ricerca agente
  • Il Vostro Desk in Germania presso la ITKAM
  • Sostegno operativo per insediamento
  • Temporary Export Manager
  • Dossier informativi su normative

Altro ente  importantissimo è – l’abbiamo già nominato prima – l’AHK, la Camera di Commercio Italo-Germanica, nato a Milano nel dicembre del 1921 su iniziativa di sei commercianti tedeschi e italiani.

La presenza di enti e associazioni volte a promuovere la collaborazione economica tra i Paesi è un volano fondamentale. Attiva dal 1921, riunisce dai grandi gruppi tedeschi ai singoli imprenditori e professionisti.

 

La caratteristica inedita della Camera di Commercio Italo-Germanica è la stretta collaborazione bilaterale tra Italia e Germania con lo scopo di promuovere i rapporti economici nel loro complesso: scambio di merci, di servizi e di investimenti in entrambe le nazioni.

Non mancano poi iniziative e incontri volti a rafforzare i legami tra i Paesi, come la riunione del Comitato direttivo della cooperazione trilaterale tra Italia, Francia, Germania che si è svolta a Parigi il 18 gennaio scorso.

Obiettivo? Promuovere la digitalizzazione dell’industria manifatturiera e rafforzare il forte legame dei tre Paesi nell’ambito di Industria 4.0.

“Italia e Germania, principali manifatture d’Europa, sono oggi i protagonisti dei processi di trasformazione digitale nel nostro continente, spesso con posizioni di leadership a livello mondiale – sottolinea l’Ambasciatore d’Italia in Germania Pietro Benassi –  Dobbiamo ora approfondire la collaborazione, con l’obiettivo di completare la transizione da “Industria 4.0” a “Impresa 4.0”.

Una cooperazione che incentiva studenti e professionisti a seguire un corso di tedesco!

Perché alla Germania piace l’Italia?

Da un’indagine condotta da Roedl & Partner emerge la voglia delle imprese familiari tedesche a voler realizzare operazioni di fusione (M&A) con imprese Made in Italy.

I settori in cui ciò avviene maggiormente sono quelli della meccanica e l’automotive.

Secondo i dati messi a disposizione dalla Farnesina, le imprese tedesche partecipate o controllate dall’Italia sono circa 2.100 e 1.800 le aziende in Italia a capitale tedesco.

Perché l’Italia è una meta molto amata per gli investimenti tedeschi?

Tre elementi non sono trascurabili e giustificano questa scelta:

  • una vicinanza territoriale dei due mercati;
  • apprezzamento dei prodotti italiani in territorio tedesco;
  • i privilegi che derivano dall’operare nel mercato unico europeo e cioè la possibilità per persone, merci, servizi e denaro di circolare liberamente in Europa.

Inoltre, la cooperazione non si ferma alle grande imprese conosciute a livello globale poiché sono numerose le fusioni e le partnership anche a livello di start up tedesche e italiane.  Il tessuto economico dei due Paesi è costituito anche da PMI fondamentali per la crescita e la competitività in Europa. Ecco perché è in atto una cooperazione trilaterale tra Francia, Germania e Italia per una maggiore digitalizzazione dei propri settori manifatturieri.

Questo permetterà anche di massimizzare la resa degli strumenti messi in campo dall’Unione Europea in questo settore.

Relativamente all’Italia, non si può non menzionare in questo caso la società Fraunhofer Italia Research. Fondata a Bolzano nel dicembre del 2009, è la prima società affiliata in Italia della Fraunhofer-Gesellschaft, la più grande organizzazione di ricerca applicata in Europa.

“Fraunhofer Italia è un’organizzazione di ricerca no-profit, senza scopo di lucro. Come tale collabora con l’industria per promuovere una ricerca che generi vantaggi per l’intera società. Vuole offrire una possibilità di ricerca applicata alle piccole e medie imprese del territorio grazie a servizi di ricerca pratici e formulati su misura. Gli ambiti di ricerca sono Automation and Mechatronics Engineering e Process Engineering in Construction, entrambi affiancati dal terzo ambito di ricerca Business Model Engineering.”

Motivazioni sufficienti per decidere di imparare il tedesco e entrare in un mercato del lavoro che guarda davvero al futuro! Non credete?

Condividi

I nostri lettori apprezzano questo articolo
Hai trovato le informazioni che cercavi?

Nessuna informazione utile? Sei sicuro?Ok, cercheremo di fare meglio la prossima volta!La sufficienza, menomale! Niente di più?Grazie! Scrivici le tue domande nei commenti!É stato un piacere aiutarti! :-) (media di 5,00 su 5 per 1 voti)
Loading...

Lascia un commento su questo articolo

avatar