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Un insegnante di canto per stare meglio con se stessi

Di Igor, pubblicato il 25/07/2018 Blog > Musica > Canto > Seguire dei Corsi di Canto per la propria Passione!

“La cosa più dura per un cantate? Riuscire a farsi pagare”

Questa “uscita” del cantante francese Jacques Dutronc serve un po’ a ridimensionare le pretese di aspiranti cantanti professionisti…

Si tratta di un percorso difficile, lotteria di un sognatore su diecimila, che riesce a vincere. Questo dovrai tenerlo a mente fin da subito.

Ma siccome imparare a cantare, con lezioni di canto o da autodidatta, deve essere innanzitutto un piacere, perché non dovresti provare a lanciarti nello studio da melomane?

E parleremo proprio di questo specifico ambito, in queste pagine.

Del canto della gente comune, del canto dei professionisti della lirica, di chi canta in chiesa per esprimere al meglio la propria fede religiosa.

A prescindere dalla lingua considerata, le melodie, i motivetti e le sonorità lasciano dei sogni indelebili e gradevoli nelle menti di ognuno di noi.

Senza parlare, poi, della difficoltà di comprendere il senso esatto delle parole pronunciate. Essa fa stare ancor più attenti e concentrati. Una canzone popolare, un brano lirico, entrano subito a far parte del patrimonio musicale dell’umanità, a prescindere la comprensione dei testi. E questo vale da sempre, per ogni genere di canzone, alla fin fine.

In altri termini, le opere di Wagner non avrebbero avuto alcun successo al di fuori dal territorio di lingua tedesca, se la lingua fosse stata un limite…. E lo stesso vale per la nostra opera, per l’operetta francese… che varcano confini geografici in tutto il mondo.

Un corso di canto e i suoi effetti sul morale

La canzone è un’arte a portata di ognuno di noi. Solo i muti non possono esibirsi, pur potendo comunque usufruire della musica e del teatro relativi al mondo della lirica. Tutti possono tentare di dedicarsi alla lirica, pur a rischio di cantare da veri stonati

Se, ovviamente, è molto consigliato imparare a cantare in modo intonato per progredire (e tratteremo della tecnica appropriata alla fine dell’articolo), il semplice fatto di cantare una partitura, qualunque essa sia, è un piacere in sé, particolarmente fruttuoso.

Si tratta di un piacere che fa davvero bene, dalle innumerevoli virtù, cosa che vale, del resto, per la musica nel suo insieme.

Ma la melodia cantata presenta qualcosa in più: non si tratta di ricevere musica massivamente (come avviene ascoltando un brano). Si è nella parte attiva della musica, ci si adegua ad altri cantati, si segue un certo accompagnamento.

La respirazione è tuttavia fondamentale e se non eseguita correttamente i risultati non potranno essere buoni. Per fare esercizi di respirazione serve poco materiale, anche niente!

Lo studio del canto da dilettante ha il vantaggio di far liberare lo stress che invece vivono i semi-professionisti.

Sotto la doccia, in macchina, niente panico! Il cosiddetto “cantante per se stesso” non deve esibirsi in pubblico per guadagnarsi il pane. Egli agirà come meglio crede, sente e sa fare.  E se, per caso, accetterà di cantare in seno ad una bella corale si tratterà pur sempre di una liberissima scelta. Il senso della routine e quello dovuto al tentativo di sbarcare il lunario tramite la canzone non lo investiranno mai. Ottimo!

Le virtù rigeneratrici della musica rispetto allo stato d’animo, ai costumi, alla mente, sono proverbiali, risapute da millenni. Ed è nato così, non a caso, il neologismo musicoterapia.

Così come ogni attività sportiva, il canto permette di purificarsi da ogni onda negativa, dalla tensione e da ogni eventuale risentimento.

Howard Gardner, un ricercatore americano, stima che la musicalità fa parte delle funzioni base del cervello, come la logica ed il linguaggio. Per non finire con l’avere le meningi atrofizzate, allora, occorrerà allenare anche questa sfera!

E sarà proprio ancor prima della nascita di un neonato che si potrà davvero predisporre un lavoro per il risveglio musicale di un essere umano. Ecco cosa si intende per canto prenatale.

La lezione di canto e le sue influenze positive da tutti i punti di vista

Oltre agli effetti benefici rispetto allo stato d’animo, imparare a cantare per coltivare una passione personale è un must per chi voglia realizzarsi. Qualsiasi sia la direzione verso la quale si tenda.

I bambini che cantano o suonano uno strumento hanno spesso risultati scolastici migliori rispetto agli altri compagni poco melomani.

Non solo il canto sviluppa le capacità umane per quanto riguarda le cosiddette scienze “dure” (in primis la matematica, di cui l’armonia è praticamente la valvola di sicurezza), ma pompa anche la sensibilità artistica, i valori umani e il senso dell’estetica.

La sollecitazione delle corde vocali, ma anche delle orecchie (senza volumi mostruosi) è il miglior rimedio contro l’irrigidimento precoce giovanile della voce ed anche contro la sordità.

Non siamo tutti uguali per quanto riguarda questo ultimo handicap, il quale è un rischio crescente con l’avanzare dell’età. Perché non pensarci per tempo e prevenire i danni più grossi, dedicandosi alla musica e al canto con delle lezioni di canto a domicilio?

Basta saper cantare e avere una certa sicurezza di sé, al momento di esibirsi. Si può essere a proprio agio ovunque!

Le conseguenze positive e gradevoli dell’apprendimento della canzone sono insolite, ricche e diverse.

La gestualità e l’atteggiamento corporeo presupposto dalla tecnica del canto comportano una certa muscolatura, allentate dolcemente come nelle tecniche riunite nella pratica del Pilates: i muscoli del corpo vanno via via distendendosi.

In contemporanea, il respiro da cantante diventa ben padroneggiato, con il relativo accrescimento delle capacità. Insomma, si tratta di un quadro di insieme piuttosto armonico e completo.

Cantare è ancora oggi un piacere. La cosa corrisponde ad una sorta di lifting naturale, che del resto dà risultati ben superiori, rispetto ai ritocchi artificiali e inopinati che vediamo apparire sui volti delle nostre star preferite della televisione…

Sul lungo periodo, l’articolazione pronunciata ed i movimenti della bocca mettono gradualmente all’opera i muscoli della faccia ed impediscono alle rughe di stabilizzarsi sul nostro volto precocemente. Insomma, il canto è l’antitesi dell’alcool.

Come seguire un corso di canto senza montarsi la testa?

La differenza tra il futuro cantante professionista ed il dilettante sta nel fatto che quest’ultimo può scegliere quante ore trascorrere a lezione di canto. Quante ore studiare, allenarsi, ripetere.

Il cantate dilettante può scegliere se quando incrementare le ore di corso con un insegnante privato di canto, se accoppiarvi la frequentazione di un corso di canto a scuola, la partecipazione ad un coro della chiesa, se prendere delle lunghe vacanze…

Se si ha la fortuna di essere intonati nel canto, tutto andrà comunque benissimo. E non sarà escluso che ci si ritrovi nel mondo dello spettacolo.

Ricordati di effettuare periodicamente e costantemente lo studio della teoria musicale, quindi. Il timbro della voce senza corso di solfeggio è “zero”!

In compenso, è ovvio che sarà comunque indispensabile, per i più stonati ed “inascoltabili” correre ai ripari fin da subito. Gli sforzi richiesti, in tal caso, potrebbero essere davvero enormi. Ma saranno ripagati da un netto miglioramento. Il lavoro serio e costante paga sempre. Sarà naturalmente meno pesante tentare di compiere questo prodigio con l’aiuto di un insegnante di canto.

Comunque, una volta l’ostacolo superato, il neofita vedrà schiudersi un nuovo orizzonte quanto mai ampio.

La conoscenza della teoria e del solfeggio sarà indispensabile per poter permettersi di decifrare le partiture relative ai brani più amati. In rete se ne trovano a bizzeffe, in maniera del tutto gratuita).

Da questo punto di vista, il cantante dilettante sarà libero di scegliere il repertorio che più ama. Non dovrà piegarsi alle esigenza di un direttore artistico o di un pubblico specifico e difficile.

Divertiti, allora scegliendo lo stile musicale che più ti attira. Consultati anche con il tuo insegnante di canto a pagamento!

Degli insegnanti di canto per gli “amatori” che vorrebbero andare un po’ oltre

Se, alla fin fine, il dilettantismo non ti basta proprio o preferisci cantare al di fuori del tuo giardino o in una corale, puoi decidere di cogliere qualsiasi sorta di sfida.

Gli inizi dell’apprendimento della canzone, in ogni caso sono gli stessi. Vi possono essere variazioni passando da un insegnante di canto all’altro, ma le basi restano quelle.

Sono casomai gli sforzi forniti in seguito, il numero di ore passata e prendere lezioni di canto e poi a studiare da soli che faranno la differenza. La tecnica vocale si migliora solo con l’abnegazione, con le ore di allenamento e pratica canora.

Cantare senza o con accompagnamento musicale necessita comunque di un preparazione non indifferente della voce. Trovare la propria voce è un imperativo della formazione musicale!

Un coach vocale sarà spesso indispensabile per riuscire ad effettuare dei vocalizzai ed avere un livello sufficiente per provare qualche concorso canoro.

Per non parlare di coloro che intendano presentarsi a dei provini per trasmissioni come Amici.

Con un briciolo di fortuna, si troverà la scuola di canto o il conservatorio che fa al caso tuo. Lì, potrai costeggiare dei veri cantanti e musicisti che ti apriranno la porta per intraprendere il cammino di cantante.

Non dimenticare mai che le stelle della musica sono anche e soprattutto eccellenti attori: saper stare in scena è indispensabile per resistere ed avere successo. Forzare il destino è possibile, ma bisogna avere diverse abilità, oltre alla fiducia ed alla perseveranza.

Pensiamo a Pavarotti, che non solo disponeva di un organo canoro dei più prestanti, ma ugualmente di una presenza scenica ineguagliabile. Egli ha saputo quasi reinventare Verdi, tramite la propria recitazione, senza mai sbagliare nelle interpretazioni.

Ecco uno degli aspetti che dovrai cercare di condividere coi grandi della musica. E chissà, il tuo desiderio di avere successo potrebbe anche non essere una chimera.

Hai presente la scozzese Susan Boyle, il cui genio si è rivelato al mondo alla veneranda età di 47 anni?

Questo percorso incredibile potrebbe anche non essere un caso unico. Chi ti dice che non possa essere tu il prossimo a fare una comparsa improvvisa sulla scena internazionale?

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