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Corsi di cinese: tutto quello che c’è da sapere sul panorama linguistico della Cina!

Di Igor, pubblicato il 16/11/2018 Blog > Lingue straniere > Cinese > Corso Cinese: il Panorama Linguistico della Cina

1,3 miliardi di persone, ovvero 1/6 della popolazione mondiale. 8 agglomerati con oltre 10 milioni di abitanti e circa trenta città di almeno due milioni. Un territorio di 10 milioni di chilometri quadrati…

La Cina è il terzo paese più grande del mondo!

In quanto principale potenza economica mondiale, la Cina è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il più grande esportatore del mondo, il paese che ha il più grande esercito del pianeta e il secondo più grande budget militare.

Figure che girano la testa e attirano sempre più studenti e uomini d’affari, ovviamente!

Scoprirai in questo articolo tutto ciò che devi sapere per imparare il cinese, e perché non andare a stabilirti in Cina…!

I dialetti della Cina

La Cina è intanto un paese in cui si parlano più dialetti, non il solo cinese mandarino classico. Ovviamente un territorio così ampio non poteva non avere una varietà linguistica altrettanto ampia!

Attualmente in Cina vengono parlate 81 lingue! Queste lingue sono caratterizzate da peculiarità e regole proprie, e i relativi parlanti possiedono competenze, registri e livelli assai diversi tra loro, poiché alcuni dialetti possono non possedere un loro sistema di trascrizione. Circa 55 minoranze nazionali utilizzano la propria lingua, e alcune di esse possono addirittura utilizzarne più di una allo stesso tempo, per comunicare internamente o all’esterno della propria comunità ristretta. Si tratta pertanto di un panorama linguistico e culturale estremamente composito, caratterizzato da una incredibile varianza e ricchezza!

La Cina è intanto un paese in cui si parlano più dialetti, non il solo cinese mandarino classico. La Cina è intanto un paese che nasconde più dialetti, non si parla il solo cinese classico.

Fra le principali varianti che occorre conoscere troviamo:

  • il cinese mandarino. Lingua ufficiale della Repubblica popolare cinese a partire dal 1956, il mandarino era una volta la lingua delle comunità cinesi che vivevano nel nord del paese, luogo nel quale questo idioma è nato e si è sviluppato. Questo è il motivo per cui nel mondo, quando si parla di “imparare il cinese” di solito si intendono i corsi di mandarino, i quali sono senza dubbio i più richiesti e ricercati, perché questa lingua è parlata (ufficialmente) da più del 70% dei cinesi.
  • il cantonese. In gran parte diverso dal cinese mandarino, soprattutto in termini di struttura, di caratteri usati e di pronuncia, il cantonese è parlato da più di 71 milioni di parlanti. Il termine cantonese si riferisce sia al gruppo linguistico – in cui ci sono molti dialetti – ma anche alla lingua cantonese che si è standardizzata, al pari del cinese mandarino standard.

Mandarino o cantonese?

Come in tutte le storie che si rispettino, accanto  all’eroe e protagonista principale troviamo il suo compagno, quello che rimane un po’ nell’ombra, meno popolare e meno conosciuto. In Cina, dall’avvento del mandarino standard come lingua ufficiale del paese nel 1956, il cantonese è stato inevitabilmente relegato a un ruolo di lingua secondaria, priva di un reale interesse per molti cinesi e  per altrettanti stranieri… insomma, una lingua non protagonista!

Eppure la lingua cantonese è uno degli elementi più importanti e significativi di una cultura immensa e ricca, che si estende su una regione che supera di gran lunga i confini del semplice Canton! Cercando di stare lontani dal semplice stereotipo che può evocare la parola “cantonese” agli occidentali (so che pensi al tuo menu del pranzo a 8 euro… ma cerca di pensare uscendo dagli schemi!), il valore culturale della lingua cantonese si incontra nella settima arte, nella musica e largamente nella gastronomia.

Tutto questo è molto bello e senza dubbio interessante, ma quale può essere l’interesse reale e pratico dell’imparare il cantonese? Dominato, anzi letteralmente schiacciato, dal peso del cinese mandarino, il cantonese continua a mantenere una propria posizione discreta ma significativa nei paesi in cui viene parlato.

Come si sono evoluti  i caratteri della lingua cinese?

La questione dell’origine delle lingue è un argomento che ha suscitato ogni genere di ipotesi! Oltre ventimila anni prima di Cristo, gli uomini hanno iniziato a lasciare le loro prime tracce grafiche nelle grotte. Ci sono voluti circa 16.000 anni per tramutare questi “disegni” in veri e propri segni “intenzionali”, finalizzati alla creazione di un codice comunicativo scritto: con la creazione dei pittogrammi si entra finalmente nel mondo della scrittura vera e propria, la quale giungerà a tramutarsi nella scrittura ideografica.

Il dragone è il vero e proprio simbolo della cultura cinese. Il dragone è il vero e proprio simbolo della cultura cinese!

Sono infatti tre le tipologie di scrittura ideografica che sono comparse nella storia dell’umanità:

La scrittura cinese si attesta quindi tra i sistemi di scrittura più antichi e importanti al mondo, e la sua influenza culturale e linguistica su tutta l’area dell’estremo oriente e del sud est asiatico è davvero incalcolabile.

La scrittura cinese si basa su circa 60 000 caratteri suddivisi in tre categorie: i pittogrammi, gli ideogrammi e gli ideo-fonogrammi, e tra questi numerosissimi caratteri solamente 6000 sono di uso corrente. Questa scrittura può essere attribuita al gruppo etnico degli “Han”, i quali costituiscono il 94% della popolazione cinese; i caratteri cinesi vengono chiamati “han zi”.

Nel 1958 una riforma del governo cinese modificò circa 2300 ideogrammi complessi riducendone il numero di tratti per poterli rendere più accessibili memorizzabili da tutta la popolazione e per rendere l’apprendimento di questa forma di scrittura più semplice sia per i cinesi che per gli stranieri.

Che cos’è il Pinyin: vantaggi e svantaggi

Il Pinyin è innegabilmente il sistema di trascrizione del Cinese, adottato l’11 febbraio 1958, durante la quinta sessione plenaria del Congresso nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese, oggi più diffuso nelle operazioni internazionali moderne.

Ovviamente, nel tempo altri sistemi sono stati sviluppati per facilitare la standardizzazione degli altri numerosi dialetti cinesi e delle minoranze “non Han” della Cina, ma non sono mai stati adottati a livello internazionale come invece è accaduto con il pinyin. Identificato oggi come sistema ISO 70981 è con lo scopo di traslitterarazione del mandarino che questo progetto ha visto la luce.

Oggi, il pinyin e i suoi caratteri semplificati che sono stati applicati a livello nazionale in modo progressivo – con una versione finale convalidata solo nel 1986 – hanno aperto l’apprendimento della calligrafia alle persone comuni e non solo alle élite come una volta.

L’esistenza del pinyin può facilitare senz’altro gli studenti alle prime armi, ma non può assolutamente sostituirsi all’apprendimento dei caratteri cinesi! Perciò gambe in spalla e teniamo conto che se vogliamo davvero imparare il cinese dovremo sicuramente imparare i caratteri!

Quale influenza hanno avuto i caratteri cinesi in altre lingue?

Sono molte le lingue dell’oriente sulle quali il sistema di scrittura del cinese ha avuto un’influenza:

  • L’influenza della civiltà cinese ha lasciato un segno in Giappone prevalentemente nel VI secolo, durante i periodi di Asuka e Nara, e ha iniziato a venir meno nel XII secolo, nell’epoca Heian. Questa presenza nella terra del Sol Levante ha segnato la lingua giapponese in modo chiaro ed evidente, soprattutto sul piano della scrittura, poiché il giapponese contiene innumerevoli caratteri provenienti dalla scrittura cinese, e tali ideogrammi sono ancora oggi utilizzati in Giappone.
  • La Cina ha inoltre avuto una grande influenza sulla Corea! Fu infatti sotto l’influenza della dinastia Tang – una delle più avanzate e ricche nella storia cinese – che la Corea incorporò molte tradizioni cinesi all’interno della sua cultura.
  • C’è poi il Vietnam, ma qui la situazione si complica. Il tema dell’influenza della Cina e della sua cultura in Vietnam è altamente complesso e soprattutto indistricabilmente connesso alle tribolate vicende politiche che hanno caratterizzato il difficile rapporto tra Cina e Vietnam. 

La religione come la lingua ha influenzato vari paesi asiatici. La religione come la lingua ha influenzato vari paesi asiatici!

Un’immersione totale nella cultura cinese

Esistono diversi metodi per imparare il cinese oltre alle lezioni di cinese tradizionale. Ad esempio, cercare di immergersi nella lingua di Confucio, nella cultura,nelle tradizioni cinesi, permette di capire meglio ciò che si sta imparando e di scoprire una cultura così ricca. Ecco alcuni suggerimenti per imparare il cinese divertendosi:

  • uno dei modi migliori per migliorare il tuo livello di cinese è esercitarti a parlare con un madrelingua. Sarà in grado di correggere gli errori di grammatica e pronuncia in cinese, ma anche di renderti consapevole di forme di linguaggio più informali che non troverai nei libri di lingue.
  • Se non riesci a trovare qualcuno che parla il mandarino vicino a te, prova a trovare qualcuno su Skype. Alcune persone sono desiderose di scambiare 15 minuti di conversazione in mandarino per 15 minuti di conversazione in italiano.
  • Guarda film in lingua! È un modo semplice e divertente per farsi un’idea del suono e della struttura della lingua. Puoi provare a mettere in pausa il video dopo una frase semplice e ripetere ciò che è stato appena detto. Questo darà al tuo accento cinese un’aria di autenticità!

Una delle maggiori difficoltà del cinese: i toni

Il mandarino è un linguaggio tonale: le sillabe di struttura identica sono differenziate in base all’intonazione che viene data. Le intonazioni in cinese non riguardano tanto la frase, quanto ciascuna sillaba, che può salire, scendere, essere monotona o oscillare… Il cinese suona quasi come una lingua cantata! Tradizionalmente, i linguisti distinguono 4 diversi toni in cinese:

  • Il primo tono del cinese è il più semplice di tutti: è l’assenza di intonazione, la vocale è stabile, ma su una nota “alta”. Logicamente, nella trascrizione scritta, il primo tono cinese è indicato da un accento piatto.
  • Il secondo tono cinese segue una curva ascendente: si parte dal basso e si sale rapidamente. È trascritto da un accento acuto, la cui pendenza ben illustra la curva seguita dalla voce:  (canapa).

L'esercito di terracotta è uno dei grandi simboli della cultura cinese antica. L’esercito di terracotta, uno dei grandi simboli della cultura cinese antica!

  • Il terzo tono del cinese mandarino è forse il più insolito per un europeo. Qui non si tratta più di seguire una traiettoria rettilinea, ma di descrivere un lungo movimento che parte dal basso, scende di nuovo, poi risale.
  • L’ultimo tono canonico del mandarino è più simile al secondo tono, di cui è in un certo senso il riflesso. Partiamo dal più alto possibile (sulla stessa base del primo tono), poi scendiamo in modo omogeneo (fino a raggiungere il punto più basso raggiunto dal terzo tono).
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