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Prendere corsi di francese

Di Igor, pubblicato il 26/06/2019 Blog > Lingue straniere > Francese > Perché Seguire Lezioni di Francese?

Prendere lezioni di francese è uno dei mezzi migliori per innalzare il proprio livello linguistico ed ottenere risultati decenti agli esami.

La cosa vale tanto per chi già mastichi la lingua d’oltralpe, quanto per chi debba intraprenderla da zero. E che consideriamo grandi o piccini, le cose non variano.

Quando si studia una lingua straniera si fanno i conti coi propri mezzi, economici e di tempo, con le proprie capacità, la voglia…

Ma, in linea generale, diciamo che ogni metodo in più, ogni frangente extra di apprendimento e scoperta della lingua deve essere valorizzato.

Non bisognerà fermarsi ad un solo “canale” di apprendimento, sia esso la lezione a scuola o il corso via internet.

Se la possibilità di studiare da autodidatta è oggi davvero potenziata grazie ai ritrovati tecnologici e digitali, il fatto di confrontarsi con la componente umana faccia a faccia, resta un valore aggiunto che, per il momento, il progresso non ha saputo sminuire.

Ed ecco perché, alla fin fine, ci accorgiamo che oggi come ieri il ruolo dell’insegnante di lingua non è affatto in via di sparizione. Al contrario!

Altrimenti … Superprof non esisterebbe, e la sua piattaforma non recensirebbe tutti questi insegnanti dai curriculum ricchi e molto ben quotati dagli utenti!

Un insegnante privato ha il ruolo di mentore nei confronti dei propri alunni. Egli assicura sostegno scolastico e orienta un supporto personalizzato in base alle necessità dello studente ed al livello che questi deve raggiungere.

Come partner del successo del giovane, l’insegnante fornisce un sostegno morale. Preparare un esame (non solo il DELF) è una sorta di maratona, domanda un lavoro di lungo corso, con riuscite ed anche momenti di dubbio, durante i quali l’insegnante dovrà rinforzare la fiducia del discente, per evitare che questi ceda allo sconforto.

Oggi giorno la lezione si svolge in presenza fisica, con l’insegnante e l’allievo che si incontrano al domicilio di uno o dell’altro, oppure a distanza. In ogni caso, è sempre d’attualità proporre uno scambio di mail tra docente e discente, con scambio di documenti e compiti, addirittura sfruttando una webcam in molti casi. Il cloud svolge un ruolo non irrilevante in tutto questo.

La lezione non si limita più all’ora o alle ore di corso, ma si estende sull’intera settimana, per fare in modo che i suoi frutti maturino davvero.

Inoltre, non v’è più alcun limite geografico o costrizione in termini d’orario. Flessibili, gli insegnanti possono adattarsi ad ogni sorta di agenda.

Ecco i vantaggi nel seguire delle lezioni di francese!

Acquisire una metodologia di lavoro

La strana idea di studiare Francese

Partiamo da un dato di fatto: il francese non è attualmente una delle lingue più richieste da coloro che decidano di investire nelle lingue a fini professionali. Ed ecco perché, paradossalmente, coloro che decidono di cimentarsi in questa bella lingua, se davvero motivati, possono acquisire una marcia in più, da spendere in ambito professionale, ai colloqui preselettivi per le università, a fini di studio e specializzazione in giro per il mondo.

Se il francese è solo raramente un fine – come nel caso di chi si iscriva in lingue perché ama la letteratura francofona, ad esempio – esso è più spesso un mezzo. Al pari dell’Inglese, potrebbe consentire di sperimentare carriere inaspettate dall’altra parte del mondo: Africa, Canada….

Eh già: non si tratta solo di una lingua per romanticoni. Al contrario: la filosofia contemporanea, la sociologia, non possono dirsi ben studiate se non si è in grado di leggere testi in lingua originale. Ma come fare?

Di certo, da soli la cosa è un po’ ostica e rischia di rimanere una chimera…

Ma ricorrendo al valido aiuto di una persona in carne ed ossa le lezioni di francese potranno davvero sortire un effetto inatteso ed anche rapidissimo.

E, poi, il più banale dei motivi: visitare Parigi, conoscendo a fondo la lingua di Molière! Sapendo quanto i francesi siano restii a parlare altre lingue dalle loro, ecco che sapere il Francese ti aiuterà tantissimo, almeno a livello relazionale.

Dopotutto, la lingua è neo-latina: basta davvero essere costanti e frequentare un ottimo insegnante.

Una lingua facile o ricca di eccezioni?

A parole, e soprattutto vedendolo scritto, il francese può ingannare: appare piuttosto semplice e simile all’Italiano.

Tuttavia, coloro che hanno provato a studiarlo seriamente, dedicandosi alla grammatica, allo scritto ed alla comprensione orale, sono spesso rimasti piuttosto infastiditi dalle innumerevoli insidie di questa lingua.

Per non parlare, poi, degli ingenui che, usciti dal liceo, credendo di conoscere ormai tutto di questa lingua, si sono recati all’estero, sperando di comprendere le conversazioni di routine. Una vera tragedia, in molti casi….

Come mai?

La risposta è multipla o multifattoriale

Partiamo da una considerazione. Spesso, quando una lingua è ritenuta facile, si tende a “buttarsi” nella sua pratica in modo piuttosto maccheronico con presunzione e senza troppa attenzione ai minimi fondamenti fonetici, grammaticali, ortografici e sintattici. Abbassando, per così dire, la guardia, il livello di attenzione e di impegno rischia di rivelarsi davvero insufficiente.

In secondo luogo, noi italiani, un po’ come i francesi, non siamo mai stati degli assi nello studio e nella pratica effettiva delle lingue moderne.

In terzo luogo, l’egemonia cinquantennale della lingua inglese nei programmi di studio, ha spostato il fulcro didattico e pedagogico lontano dal metodo idoneo per l’assimilazione di una lingua come il francese. Essa è stata chiaramente “tralasciata”.

Il francese non concede, in realtà, vie di mezzo. O lo si studia nel dettaglio o si rischia di fare la figura di Totò …

Ha una sintassi davvero ricca ed interessante. Soprattutto, poi, ha delle regole grammaticali precisissime, che vanno immagazzinate bene, al fine di poter poi dedicarsi alla memorizzazione delle eccezioni, altrettanto rilevanti, poiché piuttosto numerose.

Molti adolescenti scelgono il francese alla scuola media, pensando possa trattarsi di una passeggiata. E invece passano poco tempo nel suo studio.

Il metodo usato, a volte, è davvero impreciso, inadatto, non è nemmeno un metodo.

Il sentimento di sconfitta di certi alunni che seguono lezioni di francese non deriva da un’assenza di comprensione dei testi scritti, né da una carenza di cultura letteraria dovuta alle lezioni di francese seguite in classe o da una debolezza nel linguaggio di base. Il problema può nascere dal metodo di studio. Uno studente che va in ansia e non sa più come approcciare un testo può prendere brutti voti e ritrovarsi in difficoltà a scuola, pur essendo per altri versi molto dotato. Tutto comincia per una carenza organizzativa, in termini di studio quotidiano.

Una lezione privata non comunica solo contenuti, ma anche metodo per qualsiasi attività di studio. Hai bisogno di un metodo per studiare francese? Il prof privato ti aiuterà a trovarlo!

Un insegnante individuale di francese identifica le problematiche con precisione e segue l’allievo passo dopo passo , snodando i punti difficili. In base al tipo di memoria prevalente (uditiva, visiva o cognitiva), l’insegnante farà lavorare l’allievo su schede a tema ed esercizi corretti. Come lavoro tra una lezione e l’altra potrà assegnare quiz e prove tratte dai testi d’esami degli anni precedenti, in modo da realizzare una valutazione continua dello studente.

L’insegnante di francese e in carne ed ossa, a fianco di materiale digitale, testi cartacei, lezioni di francese in classe, rappresenterà un punto fermo per diversi mesi, nella vita del discente che lo avrà ingaggiato come mentore personale.

Un insegnante privato non è mai solo un trasmettitore di nozioni. Si tratta di una relazione umana, amicale, addirittura. Si tratta di una relazione privilegiata tra un mentore ed un discepolo. L’insegnante di francese saprà scegliere un programma in linea con le sensazioni e le necessità e le capacità del discente. Ne terrà presenti età, conoscenze pregresse, esigenze e gusti letterari. Anche la musica potrà poi essere mobilitata perché la lezione di lingue produca i suoi frutti.

La scelta dell’iter pedagogico da seguire dipenderà dal tempo a disposizione di alunno ed insegnante, dalle risorse di cui entrambi dispongono (tempo, denaro, motivazione), dai fini specifici per i quali l’esperienza di insegnamento è stata intraprese (studio, lavoro, piacere, viaggi, …).

Rispondere ad una domanda precisa

Lo sanno tutti: la riuscita ad un esame o ad un concorso è un lavoro di lungo respiro. L’insegnante privato è un coach, che si adatterà ai bisogni dello studente. All’inizio, l’alunno speranzoso potrà pensare che basti incontrare l’insegnante una o due volte a settimana per migliorare.

In effetti l’insegnante potrà aiutarlo a migliorare in ortografia, come prima cosa.

Insegnante e alunno lavoreranno mano nella mano, anche in presenza di un innalzamento rapido dei voti. Il ritmo degli incontri dovrà essere sostenuto e continuo durante tutto l’anno.

In vista di un esame, è poi possibile rafforzare ulteriormente l’insegnamento, richiedendo un numero maggiore di ore di lezione durante gli ultimi tre mesi dell’anno scolastico.

Variare l’offerta pedagogica

Il successo di uno studente può dipendere dalla trasmissione del sapere da parte di un insegnante privato di francese. La base dell’insegnamento sarà certamente sempre a scuola – media, liceo o università che sia. Ma a volte gli insegnanti ufficiali possono non andar bene ad un alunno, per diverse ragioni: carattere, metodo…

Problemi di disciplina possono falsare le relazioni tra studenti ed insegnanti in classe. Un giovane potrà a volte essere etichettato come un cattivo studente, non potendo, di seguito, che peggiorare.

In casi di classi movimentate, uno studente timido può trovare beneficio da lezioni private. Non in tutte le classi si trova lo stesso ordine e la stessa disciplina!

Un insegnante privato di francese si presenta già con uno sguardo diverso nei confronti del giovane che non conosce ancora. L’alunno non è turbato dal fatto di una certa atmosfera della classe e dalla pressione sociale che questa pare esercitare. Servendosi di metodi inediti, egli potrà ridare al giovane il gusto per la lingua straniera, facendo in modo che il francese venga rivalutato e possibilmente appreso con piacere e curiosità.

Colmare le lacune dell’insegnamento ufficiale

L’insegnamento delle lingue straniere, nel sistema dell’istruzione pubblica italiano, da sempre è carente, a prescindere dal tipo di lingua. Retaggio una lunga epoca fascista? Probabilmente sì…  Ma dev’esserci qualcos’altro.

Credenza, per troppo tempo, di una presunta e duratura centralità in Europa e nel mondo della cultura latino-romana?

O défaillance pedagogica e didattica che da una generazione ha contaminato tutte le altre, impedendo alla classe dirigente e politica di concepire un insegnamento linguistico d’eccellenza?

I dubbi sono davvero molti, relativamente al perché di questa inadeguatezza degli italiani nell’apprendimento corretto e nella pratica efficace di una lingua straniera.

I programmi ed i metodi sono davvero colpevoli in toto? O esiste una sorta di “tara nazionale” che impedisca a noi Italiani di appropriarci almeno delle basi del Francese, dell’Inglese…?

E se fosse un misto di cultura, credenze, politiche, e carenza di mezzi, la risposta?

Meglio evitare classi così numerose, no? Ecco, quindi, che sarai d’accordo con noi sull’utilità di seguire lezioni private di Francese.

Se si scende nel dettaglio degli investimenti effettuati dallo Stato ai fini dell’apprendimento linguistico, si nota che gli ultimi trent’anni sono stati quasi interamente dedicati alla lingua Inglese: più ore, più mezzi, più acquisti di materiale privatamente e a scuola….

Non stupisce che il francese ne abbia risentito, nel suo complesso. Sono gli over cinquanta ad averne memoria, mentre i ragazzini della scuola media solo ora ricominciano ad avere la possibilità di sceglierlo come seconda lingua.

Il tedesco, specialmente nelle regioni del Nord Italia, figura fra le scelte opzionali più quotate.

Le risorse sono davvero poche, attualmente? O sono indirizzate verso discipline quali l’informatica, gli sport, il recupero di materie ritenute “fondamentali”?

Molti laboratori – teatrali, matematici, ginnici e finanche fotografici – sono oggi proposti nella scuola pubblica italiana. Di certo si tratta di attività essenziali, spesso propedeutiche alla socializzazione, alla presa di confidenza coi locali scolastici, all’acquisizione di fiducia in se stessi. Il problema è che i mezzi economici messi a disposizione dallo Stato sono piuttosto esigui. Fanno eccezione alcune regioni, come sempre.

Nell’obbligo di dover scegliere come gestire i fondi disponibili, i dirigenti scolastici si trovano a dover effettuare delle selezioni di priorità, in accordo con l’opinione presunta dei gruppi di genitori, con la necessità di attrarre sempre più studenti, data la crisi delle iscrizioni legata al calo demografico.

Il marketing delle scuole deve puntare su qualcosa che suoni come estremamente utile e fattibile, agli occhi dei genitori e dei giovani papabili iscritti. Il francese, il portoghese, per esempio, a torto sicuramente, non evocano nulla particolarmente “produttivo”, alle orecchie della classe genitoriale di oggi. Si vuole una garanzia della riuscita dell’investimento di tempo effettuato.

Il francese, allora, evoca molto poco, in tal senso, agli occhi dei genitori o viene poco valorizzato dalle istituzioni scolastiche?

Negli ultimi trent’anni la maggior parte delle risorse è stata indirizzata all’insegnamento dell’inglese. Il francese, il tedesco e lo spagnolo, dove sono insegnati, sono sempre e comunque trattati come delle seconde e terze lingue.

Il modo in cui una disciplina viene insegnata ed appresa risente molto del modo in cui essa è percepita da coloro che la insegnano e da coloro che la studiano.

Chi non ha ricordi, dal tempo delle scuole, di una materia che tutti definivano come “secondaria”? Spesso capita con le materie non caratterizzanti: la storia dell’arte in un liceo classico, il Francese all’istituto industriale… Ebbene: cosa accedeva? L’insegnante era da subito demotivato, i colleghi lo ritenevano un quasi simbolo di inutilità, un ruba ore… e, di conseguenza, gli alunni non sviluppavano attaccamento e coinvolgimento nei confronti della materia in questione. Tutto nasceva da una percezione, la quale poi si diffondeva, amplificava, aggravava e diveniva una quasi realtà: le materie “accessorie”, di arricchimento culturale, utili ad una buona infarinatura umanistica, venivano letteralmente… bistrattate!

E così partiva il ricambio continuo di insegnanti, supplenti, da cui lo scarso investimento dei discenti.

Un po’ come avviene tutt’oggi, con la matematica, in certi licei classici…

Gli esempi potrebbero sprecarsi. Anzi sarebbe interessante che ognuno raccontasse le proprie esperienze scolastiche in merito. Ne uscire uno schizzo relativo al quadro scolastico e di crescita adolescenziale esperito da ognuno di noi. Che ricordi… e che guai, spesso, per la carriera a venire!

Naturalmente, la crisi dell’insegnamento del francese alla scuola pubblica, si inscrive nel cerchio ben più ampio della decadenza dell’insegnamento generalmente considerato.

L’assenza di continuità didattica tipica della scuola pubblica italiana degli ultimi anni, poi, si è aggravata con le riforme recenti e per via dell’instabilità della professione.

Insegnanti e soprattutto supplenti si succedono senza tregua in certe sfortunate classi. Impossibile, allora, che uno studente si innamori di una disciplina e non si senta destabilizzato dal trambusto.

Una lingua straniera richiede continuità, anche di intenti!

Come fare se già le ore di francese a scuola sono poche, ed in più la precarietà delle carriere degli insegnanti aggrava “il ballo dei supplenti”?

Come reagire alla perdita di interesse ed impegno da parte dei giovani alunni? Come dare fiducia nei confronti delle loro capacità e rispetto all’utilità dell’eventuale sforzo intrapreso per apprendere la lingua?

Prendere lezioni private di lingua francese, allora, potrebbe ovviare a questa incresciosa situazione. La costanza delle lezioni private ridarà interesse e fiducia al giovane, oltre a mantenerlo allenato, come domanda la pratica di una lingua straniera.

L’insegnante privato riprenderà, insomma, ed amplierà sicuramente, il programma previsto per il livello scolastico del suo discente.

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Ridare fiducia ad uno studente in difficoltà

Spesso, si ignora che le difficoltà di uno studente nascono un insuccesso delle istituzioni scolastiche stesse, in ogni loro grado.

Fatto sta, che un giovane che abbia avuto cattive esperienze in classe, relativamente a qualche disciplina, potrà sviluppare due atteggiamenti: perdere fiducia in se stesso e/o nella disciplina e in chi la insegna.

Si tratta di una situazione molto incresciosa. Difficile, a volte, da riazzerare”, per far partire bene, da capo, lo studente.

Per uscirne, si può tentare di diversificare il tipo di contatto del discente in questione con la disciplina in oggetto.

Ed ecco perché assumono la loro importante utilità piattaforme come quella di Superprof.

Le lezioni di francese individuali permettono di approcciarsi alla disciplina con un approccio pedagogico diverso da quello esperito a scuola. L’insegnante su misura procederà adattandosi sempre, finché un’assimilazione completa delle nozioni non abbia effettivamente luogo.

Per paura di essere giudicato, l’alunno non oserà sempre domandare chiarimenti in classe. Se si instaura una relazione di fiducia tra allievo e docente, invece, il primo mostrerà le sue lacune ed il secondo le riprenderà punto per punto, con dolcezza e gradualità.

Il rapporto di vicinanza e la relazione esclusiva insegnante studente può dare a quest'ultimo la fiducia che gli mancava. Lezioni private per trovare fiducia in se stessi? Dipende per fare cosa!

L’insegnante non è soltanto un pedagogo. Dev’essere psicologo, per scovare le debolezze dell’alunno: grammatica, orale… E deve rinforzarne la fiducia in se stesso affinché porti uno sguardo positivo anche sulla disciplina studiata alle medie o al liceo.

Incoraggiare uno studente brillante

Le lezioni private di francese non si rivolgono solo agli studenti che hanno brutti voti. Spesso sono i bravi liceali ed i migliori studenti delle medie che prendono lezioni private di lingua.

Le ragioni possono essere multiple: l’alunno bravo in classe si annoia, mira ad ottenere la lode all’esame o prepara un esame di ammissione ad una scuola particolare (liceo militare, università a numero chiuso, etc) o vuole ottenere la certificazione DELF.

L’insegnante privato gli assegnerà temi complessi da svolgere, di un gradino superiore rispetto a quelli che l’alunno affronta a scuola. Non è facile, anche per un giovane ambizioso, prepararsi da solo a degli esami futuri, senza un accompagnamento specifico.

L’insegnante può guidarlo nella scelta di testi ed opere letterarie idonee al suo caso.

Prepararsi gradualmente al successo

Anche se di solito il primo esame davvero impegnativo è quello della maturità, l’apprendimento di una lingua straniera si svolge su più anni e comincia fin dalla scuola elementare.

I genitori che stimano di avere dei figli particolarmente portati per le lingue straniere o dotati per le lettere classiche e moderne saranno felici di trovare, qui di seguito, un’indicazione di letture ed approfondimenti da proporre ai giovani. Questi suggerimenti sono tratti, naturalmente, dalle indicazioni dei programmi ministeriali francesi relativi alle medie ed ai licei. Nel caso dei giovani italiani, saranno utili anche in caso di preparazione di una tesi di laurea breve o specialistica in lingue e letterature straniere.

Per approfondire: 1/ Il personaggio del romanzo, dal XVII secolo ai nostri giorni

La Princesse de Clèves di Mme de La Fayette, Paul et Virginie de Bernardin de Saint-Pierre, Les Liaisons dangereuses de Laclois, Les Lettres persanes de Montesquieu, Le Père Goriot de Balzac, La Dame aux camèlias de Dumas, Bel Ami de Maupassant, Le Rouge et le noir di Stendhal, Les Rougon-Macquart di Zola, Notre Dame de Paris di Victor Hugo, L’Etranger di Camus, Le Grand Meaulnes di Alain-Fournier, L’Amant di Marguerite Duras, Le Diable au corps di Radiguet, Vol de Nuit di Saint-Exupèry…

2/ Il testo teatrale e la sua rappresentazione dal XVII secolo ai nostri giorni

Si tratta prevalentemente di pièces teatrali, non solo francesi, ma anche classiche. L’Avare / Dom Juan / Le Malade imaginaire / Le Misanthrope di Molière, Le Barbier de Sèville / Le mariage de Figaro di Beaumarchais, Bèrènice / Phèdre de Racine, Cyrano de Bergerac d’Edmond Rostand, Electre di Giraudoux, Lorenzaccio di Musset, Oedipe roi di Sophocle, Rhinocèros di Ionesco, Ubu roi di Jarry…

3/ Scrittura poetica e ricerca di senso, dal Medio Evo ai giorni nostri

Un lavoro di studio sui versi e la prosa potrà rivelarsi interessante ed altamente istruttivo. Autori di riferimento potranno essere: Aragon, Victor Hugo, Verlaine, Rimbaud, Eluard, Ronsard, Musset, Baudelaire, Apollinaire, Cocteau…

Altri testi, che propongono poesia e musica, poi, attireranno notevolmente l’attenzione di giovani eclettici: Julien Clerc, Lèo Ferrè e Georges Brassens.

Brassens è stato un grande cantante, poeta, con un rapporto di reciproca influenza con il nostro De Andrè. Francese non è solo grammatica: anche cultura, letteratura, società, … !

4/ La questione dell’Uomo nei generi di argomentazione dal XVI secolo ai giorni nostri

Opere filosofiche oltre che letterarie saranno utili in tal caso.

Le Deuxième Sexe di Simone de Beauvoir, L’Ecole des femmes / Les Femmes savantes di Molière, Histoire de ma vie di George Sand, Pantagruel / Gargantua di Rabelais, Pensèes di Pascal, Mèmoires d’outre-tombe di Chateaubriand, Essais de Montaigne, Discours de la mèthode de Descartes, Les Mots di Sartre. Oppure le opere di Jean-Jacques Rousseau, come L’Emile, Confessions o ancora Les Rêveries du promeneur solitaire o vari testi di Diderot o di Marivaux.

Di che lasciare a bocca aperta qualsiasi giuria d’esame, alla maturità o all’università, insomma!

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