Dopo mesi di chiusura dovuta al coronavirus e la pausa estiva, le scuole si preparano finalmente a riaprire, non senza qualche polemica, il prossimo 14 settembre.

Il numero di casi in crescita nel mese di agosto e la possibilità che si sviluppino focolai nelle sedi scolastiche, eventuale causa di un secondo lockdown, obbligano tutte le parti in gioco a una grande prudenza. Da diverse settimane governo e sindacati discutono per trovare un accordo sui punti più critici del rientro, come i trasporti e le mascherine.

Vediamo insieme quali sono le misure stabilite finora e gli aspetti ancora problematici per quanto riguarda la riapertura delle scuole!

Come affrontare il ritorno a scuola: le regole per la sicurezza

Informati sulle data di riapertura delle scuole nella tua regione!
Salvo ulteriori novità, l'attività didattica riprenderà il 14 settembre nella maggior parte delle regioni italiane.

La ministra dell'istruzione Azzolina ha indicato nel mese di luglio il 14 settembre come data di ripresa dell'attività didattica nella maggior parte delle regioni italiane. Le uniche eccezioni sono rappresentate dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dove le scuole riapriranno il 7 settembre, il Friuli Venezia-Giulia che riprenderà il 16, e Puglia e Calabria, dove i ragazzi torneranno tra i banchi il 24.

Le linee guida ministeriali pubblicate nel mese di agosto ribadiscono l'importanza e l'obbligo di pulire e igienizzare le scuole con regolarità. Inoltre, i diversi istituti dovranno fornire tutto il necessario per la sicurezza degli alunni: gel disinfettante, sapone, ecc... dovranno essere sempre a disposizione di insegnanti, studenti, personale ATA e chiunque altro frequenti gli edifici scolastici.

È stato approvano un fondo del valore di 331 milioni di euro per consentire alle scuole di procurarsi tutto il materiale necessario e di effettuare piccoli interventi di manutenzione dove necessario. Dovrà infatti essere privilegiata la didattica in piccoli gruppi, e a questo fine potrebbe risultare necessario recuperare spazi inutilizzati.

Tutti gli adulti che lavorano all'interno delle scuole dovranno poi seguire una formazione riguardo alla sicurezza e alla prevenzione, di modo da avere tutte le informazioni necessarie per la sicurezza degli studenti.

Una delle grandi tensioni tra sindacati e la ministra Azzolina riguarda il fatto che troppe responsabilità vengono lasciate sulle spalle del personale scolastico. Ma quali sono esattamente le competenze che spettano a presidi e dirigenti scolastici?

Se dovessero svilupparsi troppi focolai si rischia un nuovo lockdown.
Sarà essenziale educare i più giovani alle misure di sicurezza e ai comportamenti più adatti per evitare la diffusione del virus.

Prima di tutto, i presidi potranno riorganizzare e suddividere le classi, creare orari differenziati per le lezioni, ed effettuare lavori per il recupero di spazi. Per il momento, spettano a loro anche le decisioni riguardanti la sospensione dell'attività didattica in caso di alunni positivi.

Se vuoi saperne di più sulle linee guida per il ritorno a scuola, leggi il nostro articolo.

Quali sono le più grandi paure di studenti, insegnanti e genitori per il rientro a scuola?

Le paure più grandi riguardano ovviamente i possibili contagi, con la conseguente richiusura delle scuole. Per evitare lo scoppio di focolai nelle prime settimane di lezione, tutti gli insegnanti dovrebbero sottoporsi ai test sierologici prima del 14 settembre, ma in molti segnalano difficoltà di accesso ai test nella propria provincia. Gli studenti verranno invece testati a campione, su base volontaria e gratuita.

Non si sa ancora bene cosa accadrà in caso di positività di un insegnante o di un alunno, le decisioni verranno probabilmente prese a seconda dei casi. Potrebbe essere lasciata a casa solo una/qualche classe, o, nei casi più rilevanti, si potrebbe decidere di sospendere l'attività didattica nell'intero istituto. I presidi chiedono che siano le Asl a stabilire la gravità dei contagi, ma il governo spinge affinché siano i presidi stessi a valutare. Bisognerà seguire le notizie relative al covid e alla riapertura delle scuole nelle prossime settimane per avere risposte più sicure.

Per quanto riguarda la distanza di sicurezza, misura essenziale per limitare i contagi da coronavirus, il ministero ha indicato che più di 3.000 edifici scolastici in disuso potranno essere recuperati e adibiti a spazi supplementari per le lezioni. Questi spazi non sono però equamente distribuiti nelle diverse regioni italiane, dal momento che più della metà di trova nel meridione.

Migliaia di alunni/e prendono i mezzi ogni mattina per recarsi a scuola.
Governo e regioni sono in disaccordo sulla questione del traporto scolastico.

Un'altra questione problematica è quella dei banchi monoposto che saranno prodotti da 11 aziende per le scuole. Molte associazioni denunciano infatti che i nuovi banchi a rotelle acquistati dal governo non siano adatti a bambini con disturbi dell'apprendimento, con disabilità fisiche, o semplicemente in sovrappeso. Inoltre, sembrano inadatti per quanto riguarda la sicurezza durante i terremoti. Insomma, questi banchi rischiano di dover essere sostituiti già nei prossimi anni, o comunque quando il coronavirus non sarà più la priorità.

Un'altra questione che preoccupa molto per quanto riguarda l'anno scolastico 2020-21 è quella dei mezzi di trasporto per arrivare a scuola. Sembra che i mezzi per il trasporto scolastico saranno esonerati dal distanziamento obbligatorio di almeno un metro, rendendo così accessibili tutti i posti, a condizione che si tratti di tragitti brevi (la mascherina rimane obbligatoria per tutti i passeggeri).

Scopri tutte le preoccupazioni che accompagnano questo rientro scolastico e le soluzioni per ora trovate da governo e istituti!

Calendario scolastico 2020: torneremo alla didattica online?

Gli ultimi mesi ci hanno mostrato a che punto la scuola sia un'esperienza umana essenziale, che non può essere sostituita dallo studio individuale o dalla didattica online. Andare a scuola non significa soltanto imparare nozioni a memoria, ma anche socializzare coi propri coetanei ed educarsi alla differenza e alla tolleranza.

La didattica online si è rivelata un'esperienza quantomeno spiacevole per insegnanti e studenti, e non ha prodotto i risultati sperati né in termini didattici, né in termini umani. Il 54% degli alunni afferma di non averla apprezzata, e in molti lamento episodi di stress e insonnia legati al troppo tempo trascorso davanti allo schermo per seguire le lezioni.

Tornare a scuola significa riscoprire il piacere dell'apprendimento.
Se facciamo tutti la nostra parte, la didattica a distanza sarà presto solo un brutto ricordo.

Insomma, se il lockdown ci ha insegnato qualcosa, è che la scuola è un bene prezioso, che va protetto e rispettato, poiché senza di essa verrebbero a mancare tutta una serie di esperienze formative essenziali.

La riapertura delle scuole il 14 settembre è un evento importante per il nostro paese, e noi di Superprof non possiamo che incrociare le dita affinché tutto vada per il verso giusto, e si possa presto tornare a sorridere in classe!

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Nicolò

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.