Il Colosseo, gli Uffizi, Piazza San Marco, Pompei sono alcuni dei simboli più rappresentativi dell'Italia agli occhi degli stranieri. Per la Costituzione italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1947,  tra i simboli della Repubblica italiana ci sono lo stemma, la bandiera tricolore, l'altare della Patria e l'inno nazionale.

Conosciuto anche come Inno di Mameli o Canto degli Italiani, l'inno d'Italia ha avuto una storia lunga e travagliata, passando da poesia e componimento patriottico a simbolo di un popolo intero.

Scopri come nasce l'Inno di Mameli, cosa dice e come si è imposto come canto ufficiale.

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Come si sceglie l'inno nazionale di un paese?

La scelta di un inno nazionale avviene per legge, per consuetudine da un canto nuovo o un canto popolare.
Ogni paese ha il proprio inno nazionale!

Gli inni nazionali fanno la loro comparsa in Europa nel corso del XIX secolo con il diffondersi dello stato-nazione. In questo periodo, le monarchie e gli Imperi iniziano a capitolare, soprattutto quelli multi-nazionali. L'Italia unita all'inizio dell'ottocento è ancora un miraggio, ma già dal 1848 si hanno i primi motti che porteranno alle tre guerre d'indipendenza e alla proclamazione di uno stato unico il 17 marzo 1861.

Dieci anni dopo, ne 1871, cade anche l'ultimo ostacolo all'unità di tutto lo stivale, lo Stato Pontificio, e Roma può essere davvero la capitale della nuova monarchia europea.

Altri stati nasceranno dallo smembramento dell'Impero austriaco e dell'Impero ottomano e uniranno il popolo sotto un'unica bandiera e un unico canto.

La scelta dell'inno nazionale difficilmente è una questione esclusivamente politica. Nessuno stato è mai riuscito a imporre un canto ai propri cittadini. E' la popolazione, quindi, che spinge un canto a diventare talmente popolare da arrivare allo status di inno nazionale, che poi viene ufficializzato per legge.

E' il caso del Canada, visto che l'inno nazionale O Canada si è diffuso in Quebec nel 1880. Successivamente è stato tradotto in inglese ed è stato proclamato inno ufficiale nel 1967.

In Francia la famosa Marsigliese nasce a Strasburgo come Chant de guerre pour l'armée du Rhin ed è stato portata a Parigi dai soldati provenienti da Marsiglia. Da qui il nome Marseillese che diventerà l'inno ufficiale nel 1879.

Succede anche che l'inno ufficiale venga di fatto surclassato da un canto più popolare. E' il caso, per esempio, di God Bless America, negli Stati Uniti dove spesso si canta il canto The Star-Spangled Banner.

Anche in Italia, l'Inno di Mameli si diffuse prima tra i soldati e il popolo e dovette attendere quasi 100 anni dalla sua creazione per diventare inno provvisorio e assumere, quasi un secolo più tardi, il carattere di ufficialità.

In Giappone, l'inno nazionale Kimi ga yo è un canto risalente all'epoca Kakamura nel XIV secolo con l'aggiunta di una musica composta nel XIX secolo.

Uno degli ultimi Stati che si sono formati, il Sud Sudan ha scelto il proprio inno nazionale facendo una sorta di talent aperto a insegnanti e studenti universitari con la partecipazione di una giuria di esperti.

Qual è la storia dell'inno nazionale italiano?

Goffredo Mameli e Michele Novaro erano entrambi genovesi.
Lo sapevi che l'inno nazionale italiano è nato a Genova?

Non tutti sanno che la storia dell'inno d'Italia nasce a Genova grazie alle parole di un giovane poeta, Goffredo Mameli, e un musicista e compositore, Michele Novaro, entrambi genovesi e sostenitori dell'Italia unita.

Il Canto degli Italiani composto da Mameli nell'autunno del 1847 a dicembre arriva a Torino, a un incontro di musicisti indipendentisti e incontra la melodia composta la sera stessa da Michele Novaro, completamente rapito da quel canto patriottico.

Mameli si arruolerà con le truppe garibaldine e lotterà per difendere la breve Repubblica romana, incontrando la morte nel 1849 sul Gianicolo, dove ora è sepolto. Novaro, da Torino, fa rientro a Genova e continuerà a dedicare la sua vita all'insegnamento della musica.

Il Canto degli Italiani si diffonde tra i soldati e il popolo, ma quando viene proclamata l'Unità d'Italia il 17 marzo 1861, viene scelta la Marcia reale come inno nazionale.

Ne 1862 l'Inno di Mameli entra nell'Inno delle Nazioni, componimento fatto da Giuseppe Verdi in occasione dell'Expo di Londra. Il maestro lo preferì alla Marcia Reale, accostandolo alla Marsigliese, inno francese, e God Save the King, inno britannico.

Durante la prima guerra mondiale un altro canto divenuto popolare fu la Canzone del Piave, mentre nel periodo fascista, si diffuse Giovinezza.

Solamente nel 1946 con la nascita della Repubblica italiana, l'Inno di Mameli viene provvisoriamente indicato come inno nazionale. Non tutti sono concordi nella scelta. La Canzone del Piave o Va' Pensiero di Verdi, sono stati spesso indicati come possibili inni nazionali.

La consacrazione ufficiale e definitiva dell'Inno di Mameli arriva per legge nel 2017, ossia 170 anni dopo la sua nascita!

Come imparare l'inno nazionale italiano

Un corso di canto può essere la soluzione per imparare non solo le parole ma anche ritmo e intonazione dell'inno d'Italia.
Perché non prendere lezioni di canto?

L'inno nazionale è un canto corale che richiede forza e ritmo. La maggiore difficoltà nell'imparare a cantare l'inno di Mameli, in realtà sono le parole. Il testo è pieno di riferimenti storici, culturali, mitologici e usa alcune forme che possono risultare arcaiche.

Per imparare a cantare l'inno bisogna quindi partire dal testo, rileggendolo più e più volte. Quello che sentiamo alle competizioni sportive o alle cerimonie istituzionali è solo una parte dell'inno. Per cantare l'Inno di Mameli nella sua interezza bisogna conoscerne il testo integrale. Se vuoi memorizzarlo velocemente, potresti ascoltare l'inno la sera, prima di andare a dormire. Il cervello rielabora le informazioni ricevute e le conserva nella memoria a lungo termine.

Pensa all'inno come se fosse una poesia da studiare a versi. Memorizza un verso alla volta, prima di procedere al successivo e ripetere entrambi. Potresti anche fare delle schede con la parafrasi del verso per ricordarti anche il significato delle parole dell'inno.

Ecco il testo dell'Inno d'Italia:

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

(Evviva l’Italia
Dal sonno s’è desta
Dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa
Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò).

L'inno spinge il popolo italiano a svegliarsi e unirsi per liberare l'Italia dal dominio straniero. L'elmo di Scipio, ossia di Scipione l'africano, e la coorte, una parte dell'esercito romano, simboleggiano la lotta con le armi, avendo dalla propria parte la dea Vittoria.

Negli altri versi si fa riferimento ad altri momenti di ribellione contro l'occupazione straniera nel corso della storia d'Italia. Infine, ci si riferisce alla sconfitta dell'Austria e alla sua decadenza.

Canto: 10 buoni motivi per imparare l'inno d'Italia

Ti stai ancora chiedendo perché imparare l'Inno di Mameli?

Molti imparano l'inno nazionale grazie allo sport.
Sostenere la nazionale è un ottimo motivo per imparare l'inno nazionale!

La legge 222 del 23 novembre 2021, stabilisce che l'insegnamento dell'Inno nazionale, del significato del Risorgimento e degli eventi che hanno portato all'Unità d'Italia entrino a far parte dei percorsi di educazione alla cittadinanza e alla Costituzione.

Tradotto: fin dalla scuola d'infanzia, le scuole devono trasmettere agli studenti la storia, i valori, i simboli della Repubblica. Tra questi c'è anche l'Inno di Mameli.

Il primo buon motivo per imparare l'inno, quindi, viene direttamente dalla scuola!

Sappiamo, però, che l'inno d'Italia si ascolta principalmente alle cerimonie istituzionali e alle manifestazioni sportive. Se vuoi sostenere la nazionale italiana di calcio, pallavolo, rugby o qualunque altro sport collettivo o i singoli atleti, devi imparare almeno la prima parte dell'inno.

Il Canto degli Italiani aiuta anche a sviluppare la memoria, fare colpo sugli amici e divertirsi insieme a loro. Ad esempio, potresti sfidare i tuoi amici organizzando un quiz sul testo dell'inno dove inserire le parole mancanti. Non dimenticare che l'inno nazionale è parte della cultura generale e della storia d'Italia, soprattutto il Risorgimento.

Imparare a cantare l'Inno di Mameli è anche un modo per esercitare la tecnica vocale. Questo canto richiede una certa potenza e il controllo della respirazione, insieme a ritmo e vocalità.

Qualunque siano i tuoi motivi, non è mai troppo tardi per imparare a cantare l'Inno di Mameli e conoscere uno dei simboli della propria storia. La musica è piacere, condivisione e cultura!

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue