Imparare l’inglese significa anche immergersi totalmente nella lingua di Shakespeare, no? Perché limitarsi a qualche vaga nozione di grammatica e di costruzione delle frasi (interrogative, affermative, …) quando esiste la possibilità di studiarlo approfonditamente ed arricchirsi personalmente?

A tal proposito, noi di Superprof abbiamo le idee molto chiare e riteniamo che in nessun caso si debba trascurare la questione dell’apprendimento degli accenti!

Internazionali, britanniche o americane….Tutte le parlate derivano dalla lingua inglese di base!

Ma come fare per imparare gli accenti?

Quali sono le particolarità di ognuno di essi? Come riconoscere se stiamo ascoltando un americano o un inglese?

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In inglese esistono gli accenti: la scuola li insegna?

A seconda della tua età, avrai scoperto l’inglese alle elementari o alle medie. Nel primo caso, poi, si sarà trattato di un'iniziazione all’inglese, più che di vere e proprie lezioni di grammatica.

Alcune parole degli americani sembrano diverse da quelle inglesi, tanto la pronuncia è più aperta!
Se cerchi qualcuno con un accento americano, questi è senz'altro Frank Sinatra!

Consideriamo, allora, che il vero apprendimento intensivo della lingua inglese inizia alla scuola media! Mentre grammatica, coniugazioni, espressione orale sono l’obiettivo degli insegnanti, cosa succede per quanto riguarda gli accenti? Vengono trattati durante le ore di inglese scolastico dai nostri insegnanti o passano sotto banco, perché non considerati fondamentali dal programma ministeriale?

Diciamo che non è un mistero: in Italia non si da tantissimo rilievo alla pronuncia e all’accento nell’insegnamento della lingua straniera a scuola (eccezion fatta per alcuni licei specialistici, dove gli studenti sono preparati proprio a parlare la lingua inglese in giro per il mondo e, quindi, a ripetere gli accenti in maniera corretta).

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Si è pervenuti ad una sorta di accordo tacito sul fatto che un “inglese internazionale” possa andare bene, come infarinatura. Per inglese internazionale si intende allora la lingua di Shakespeare qualora essa sia parlata da soggetti non madre-lingua, sprovvisti cioè di accento britannico o americano.

Inglese internazionale, insomma, rima con assenza di accenti. O meglio, un inglese il cui accento varia a seconda di chi lo sta parlando: italiano, francese, cinese, sud americano, malgascio, … Una babele, non c’è che dire!

Guarda questo divertentissimo estratto dal film La Pantera Rosa, in cui l'ispettore Clouseau - Steve Martin prova a pronunciare una frase tutto sommato semplice:

L’inglese è soprattutto una lingua imparata a scuola, col fine di poter farsi capire ovunque nel mondo. In un Paese anglofono, come altrove. Si tratta allora di perseguire una “parlata semplificata” rispetto ai nativi britannici e statunitensi. Naturalmente, però, occorre che questa sia sempre corretta dal punto di vista di una fonetica di base.

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In generale, comunque, bisogna ammettere che questo inglese insegnato ed appreso in Paesi come la Francia, l’Italia e la Spagna, si avvicina molto più, in termini di accento, alla parla americana US che non a quella british. Del resto questo si spiega molto facilmente.

Alla fine della Seconda Guerra, gli USA divennero prima potenza internazionale. L’inglese divenne così la lingua degli affari a livello mondiale.

L’inglese è la lingua più parlata

Ma è da sempre l’accento US a prevalere su quello british, proprio per via del potere economico e politico degli Stati Uniti.

Come avere l'accento britannico o americano senza viaggiare

Scherzi a parte, si tratta dell'inglese dei non madrelingua. E' facile che vi siano molti e diversi accenti internazionali.
L'accento inglese internazionale è davvero capito ovunque?

Una volta a conoscenza di tutto questo, si realizza che in inglese contano, particolarmente, tre accenti. Il britannico, l’americano, l’internazionale!

Tanto più se si punta a raggiungere una posizione professionale che conduca da un capo all’altro del mondo. È sempre gradevole riuscire ad adattarsi alla pronuncia locale.

Gli interlocutori ne saranno piacevolmente colpiti. L’inglese professionale resta sempre un plus nel CV.

E se invece la scuola non insegna alcun accento, al di fuori della parlata internazionale?

Per Superprof, la soluzione sta in queste parole: corso di inglese privato! Non tutti, infatti, possono andare negli USA o a Londra diversi mesi, al fine di migliorare la pronuncia inglese!

Gli insegnanti privati di lingua inglese svolgono allora il ruolo di “ancore di salvataggio”, da questo punto di vista. Alcuni sono nativi inglesi o statunitensi e hanno tutte le qualità necessarie per trasmettere i fondamenti delle parlate. Mentre altri insegnanti, italiani, hanno trascorso buona parte del percorso di studi all’estero, perfezionando in questo modo la conoscenza dell’inglese. Con relative pronunce ed accenti.

La soluzione dell’insegnante privato è, quindi, spesso la migliore per imparare a ben pronunciare l’inglese, con accento americano o britannico. Faccia a faccia, l’insegnante privato avrà tutto il tempo e tutti i modi per dettagliare la questione degli accenti e smussare imperfezioni d’ogni sorta nello studente che si trova di fronte. Permettendogli, quindi, un giorno di parlare con il vero accento british o american!

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Gli accenti nell'inglese statunitense: alcune particolarità

Capire l'accento delle parole inglesi americane

Come avrai già subodorato, è più facile passare da un accento internazionale a quello americano che non a quello britannico. In effetti, accento US ed accento internazionale sono molto meno distanti.

E non è tutto qui!

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Tex Willer è nato dalla penna di un italiano, ma vive e opera nel Far West.
Un eroe italiano con accento americano!

Attualmente, le giovani generazioni hanno l’abitudine regolare di ascoltare prevalentemente l’accento americano. Musica, internet, serie tv e film in versione originale o versione originale sottotitolata.

Il nostro orecchio è più aduso a questo accento lineare e nasale che a quello british.

L'accento, un esempio: water nella pronuncia americana

L’accento americano si caratterizza, fra l’altro, per questa piccola particolarità, riscontrabile in numerose parole. In giro per gli Stati Uniti, infatti, esiste un modo di pronunciare che all’inizio potrebbe stupire: riguarda la « t », quando essa è compresa all’interno di una parola e quando si trova all’inizio di una sillaba.

A seconda dei termini, la “t” può non pronunciarsi, dato che diviene “d” o “n”!

Prendiamo come esempio la parola water (acqua). Con accento americano il risultato è all’incirca “wader”. Tutti gli americani che incontrerete pronunceranno questo termine in tal modo! Tanto vale saperlo fin da subito. Idem per le parole lighter, bottle

D’altronde, prendiamo la parola “international”: negli USA lo sentirete spesso pronunciato come “inernational”. La “t” si perde di vista, anzi di orecchio. Idem per “interstate” o “intersection”, ad esempio.

L'americano mangia le parole: gli accenti in inglese US

Naturalmente, è un po’ riduttivo dire questo. Non tutti gli americani mangiano sillabe all’orale. Ma la pratica è piuttosto diffusa. Proprio come il francese dei parigini … l’italiano dei toscani… e così via!

Succede lo stesso a molti americani, quindi.

L’inglese statunitense, come dicevamo, risulta più nasale e lineare rispetto all’inglese britannico. Sono in molti a parlare in modo nasale.

Inoltre, teniamo conto che le “parole mangiate” non conferiscono un aspetto peggiore alla lingua. Al contrario, la rendono ben più fluida all’orale.

La parlata americana, che d’altronde molta gente spera di acquisire, risulta più limpida e scorrevole all’orecchio. Meno spezzettata, insomma.

Apprendere ed assimilare gli accenti delle parole inglesi

Dove cade l'accento in inglese di Londra?

La parlata inglese, tanto per cominciare è molto sostenuta, per cominciare. L’inverso dell’americano, insomma! Anche se esiste un inglese familiare o “di strada”, come per ogni lingua, diciamo che la parlata britannica è innanzitutto sostenuta. Molti la trovano più gradevole di quella americana, all’ascolto.

Segui i media anglofoni e anglo-sassoni per scoprire l’accento british!

La regina Elisabetta ha senza dubbio una dizione impeccabile. Noblèsse oblige!
Chi più di lei può avere l'accento british?

Il problema con l’accento britannico, per quanto l’Inghilterra sia più vicina degli USA, è la difficoltà di decifrarlo al primo momento. Purtroppo per noi che impariamo la pronuncia di base, ovvero quella internazionale, la prima conversazione con un vero inglese potrà trasformarsi in un vero momento di panico!

Tutto ciò è dovuto all’universalizzazione dell’accento statunitense in giro per il mondo. Ma anche, in parte, alla particolarità della parlata dei veri inglesi. È un po’ quello che succede con i brasiliani da un lato e il portoghese dall'altro: sembra che l’inglese britannico sia cantato, recitato. La maggior parte delle sillabe, in effetti, viene pronunciata con forte accentuazione.

Un inglese che canta una canzone americana: quale sarà il risultato? Vediamo cosa accade con Sid Vicious e Frank Sinatra:

Accenti parole inglesi e dittonghi e trittonghi britannici

I dittonghi sono sillabe in cui vanno pronunciate due vocali anche se non sono scritte. Come nella parola « duty » ad esempio, che si pronuncia “dewty”. È lo stesso per i trittonghi: layer, employer

Questo si ritrova nell’inglese americano, ma è particolarmente evidente con i britannici! D’altronde sono loro i detentori della storia della lingua inglese!

Se fossimo un po’ più pestiferi nei confronti degli inglesi, diremmo che essi hanno spesso tendenza ad aggiungere dittonghi laddove non ne esistono!

Prendiamo, ad esempio, la pronuncia delle parole che terminano col suffisso “ty”, tipo “pretty”, “definitely”, “shortly”…

L’inglese britannico metterà in effetti un accento così forte sull’ultima sillaba, che avrai a volte l’impressione di ascoltare due vocali!

Le occlusive e gli accenti inglesi

Altra particolarità dell’inglese britannico che vogliamo evidenziare per consentirti di scoprire a fondo gli accenti: le occlusive. Di che si tratta?

Le occlusive, per semplificare, rappresentano semplicemente l’esagerazione degli accenti apposti su certe consonanti. Saprai già che gli inglesi appongono accenti su determinate consonanti, facendo in modo che la parlata risulti meno lineare. A volte, questi accenti sono messi su sillabe con consonanti forti, come la “b”, la “t”, la “p” o ancora la “d”.

Tali consonanti devono essere pronunciate in modo occlusivo. È come se dovessero esploderti in bocca, insomma. A tal proposito, la occlusiva “b” può a volte trasformarsi in “p”, talmente è occlusiva, per l’appunto.

È il caso del termine “british” che, con un vero accento inglese, diventa praticamente “pritish”.

Cambridge”, poi, diventa letteralmente “Campridge”.

Figuriamoci, poi, che risultati possano dare le occlusive nella gastronomia inglese. Da brivido!

Una volta addomesticato l’accento, non ti resterà più che una cosa. Riuscire a scrivere bene in inglese!

In breve, ai fini di parlare un buon inglese britannico, non dimenticare le occlusive nelle tue citazioni inglesi!

Bonus: come riconoscere le sillabe in inglese?

Per noi italiani, è piuttosto semplice effettuare la divisione in sillabe e decidere quindi quando andare a capo nello scrivere una parola (ammesso che ancora sia una pratica comune, quella di scrivere a penna, dopo gli anni di scuola). Lo stesso non può dirsi per l'inglese, britannico o americano che sia): qui, infatti, passiamo da una lingua romanza (italiano, francese, spagnolo), ad una germanica (tedesco, inglese, ...).

L'inglese, quindi, non contempla la sillabazione, il che, nella pratica, si traduce nel saltare a piè pari il problema: la parola si scrive interamente a capo!

Vi sono tuttavia dei casi in cui si è costretti, per qualche motivo, a sillabare. Quand'è così, si ricorre ad una serie di regole, piuttosto semplici, o a dei trucchetti. Vediamo quali.

Partiamo dalla constatazione che in inglese, a differenza dell'italiano, le sillabe sono difficilmente individuabili, come quando vi sono delle vocali mute. Pensiamo alla parola love, dove la "e" finale è muta: non vi sono due sillabe (lo - ve), ma una sola (lov). Il risultato? Non si sillaba; si va a capo con tutta la parola o si resta nella riga precedente, con tutta la parola.

Le regole quindi sono:

  • Le parole bisillabiche non si possono dividere!
  • In presenza di un prefisso, questo si può separare dalla parola madre (un-lucky; im-moral);
  • In presenza di un suffisso, questo si può separare dalla parola madre (mad-ness; king-dom);
  • Nelle parole con consonanti mediane, la sillabazione si può sempre fare (bas-ket, let-ter);
  • Fanno eccezione al punto precedente, tutti quei casi che presentano gruppi consonantici come "th", "sh", "ph", "ch", "wh".

Un trucco per avere la risposta ad ogni dubbio sulla sillabazione in inglese consiste nell'avere a portata di mano un buon dizionario cartaceo: accanto alla parola, troverai indicata la divisione in sillabe corretta!

 

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Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura