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Insegnanti Star con un punteggio medio di 5,0 stelle e più di 10.513 commenti positivi.

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Perché ricorrere all’aiuto compiti alla scuola media?

Cambiare scuola, anche a fine ciclo, non è mai una questione semplice. Anche i più brillanti tra gli scolari possono risentire del passaggio dalla tranquilla classe della scuola primaria alle novità imposte dalla scuola secondaria di primo grado. A maggior ragione, chi già aveva qualche difficoltà scolastica o problemi relazionali (anche la semplice timidezza o una presa di parola difficile), arrivato in prima media, potrebbe notare ancor più la brutalità dell’impatto.

Come fare per rendere meno traumatizzante il passaggio dalle elementari alle medie, in modo da avere un impatto minore sulla resa del bambino e sul suo senso di sicurezza?

Cosa provoca il trauma dalle elementari alle medie?

Vediamo, prima di tutto, quali sono le cause di questo passaggio traumatico. Secondo gli esperti (psicologi, pediatri, terapeuti, pedagoghi, …), si possono citare quattro fattori:

  • Chi passa dalla scuola elementare alla scuola media si trova in un momento delicato della propria vita, dato che è proprio tra i 10 e i 12 anni che dagli esperti viene collocata la pre-adolescenza, con tutto quello che ciò comporta a livello di insicurezza, dubbi, domande, …;
  • Poche, pochissime scuole nel nostro Paese insegnano ai ragazzi come avere autostima, come dare il meglio di sé, come mostrare i propri talenti e punti di forza, come gestire i momenti di ansia e come gestire le proprie emozioni in una fase di transizione;
  • Molti genitori si mostrano impreparati di fronte ai figli e, proprio per questo, al momento di incoraggiarli rischiano di sbagliare parole, discorsi, … , producendo delle conseguenze indesiderate;
  • Le maestre della scuola primaria sono più protettive, mentre gli insegnanti delle scuole medie assumono un ruolo relativamente più distaccato, formale, dall’alto verso il basso.

Quali soluzioni per alleggerire il passaggio?

Considerato che la fase preadolescenziale e quella adolescenziale restano delle tappe obbligate e che il sistema scolastico difficilmente è modificabile in poco tempo, l’unico elemento su cui si possa intervenire per addolcire la transizione dalle primarie alle secondarie è quello rappresentato dai genitori.

Sono i genitori, dunque, che devono cercare di parlare il più possibile con i propri figli, tra la quinta elementare e la prima media (ma anche prima e dopo, ovviamente); sono loro a dover affrontare il discorso su come il ragazzo stia vivendo l’esperienza, tentando di reperire eventuali punti di crisi.

Gli stessi genitori dovranno evitare di parlare male della scuola in questione o di uno o più degli insegnanti del figlio. Ciò potrebbe creare dissonanza nel ragazzo, oltre che insicurezza e ansia.

Allo stesso tempo, se il ragazzo dovesse esprimere dei dubbi o dei timori (rispetto alla scuola, ad un professore, ad un gruppo di compagni con atteggiamenti da bulli, …), è buona regola ascoltarlo, senza mai minimizzare troppo.

Oltre a lavorare sull’autostima del ragazzo (dentro e fuori della scuola), i genitori dovrebbero partecipare attivamente alla vita scolastica: questo non significa contattare l’insegnante per farle delle rimostranze e nemmeno fare i compiti al posto dello studente, ma, piuttosto, informarsi su quello che è successo il mattino, su come siano andate le verifiche in classe, sui quali compiti siano da fare per casa, … È bene anche guardare il materiale scolastico assieme (almeno la prima volta): libri, quaderni, materiale da disegno, … Tutto ciò farà percepire al ragazzo un senso di interessamento reale, a lui e alla sua vita scolastica.

Infine, è fondamentale che un ragazzo in crescita mangi in modo sano e corretto: non solo la sera a cena, ma anche il mattino a colazione (importante per affrontare correttamente la giornata) e a metà mattina a scuola. Frutta, verdura, proteine, carboidrati,… il tutto dovrà essere calibrato nella giusta maniera.

Un aiuto ai compiti dall’esterno: il/la professore/ssa a domicilio

Detto tutto questo, potrebbe rendersi comunque necessario intervenire in merito ad alcune specifiche difficoltà del bambino: la redazione di testi scritti, le procedure di calcolo matematico, lo studio di discipline come storia, geografia, scienze naturali, …

Non sempre il genitore ha la capacità e la possibilità di aiutare il proprio piccolo. Gli orari di rientro dal lavoro che non coincidono con le ore di freschezza mentale del bambino, gli impegni extra lavorativi come la normale gestione della casa, la carenza delle nozioni necessarie (non tutti i genitori sono tenuti a saper risolvere le equazioni o a conoscere le lingue straniere) o semplicemente la mancanza di un metodo di insegnamento (che troppo spesso manca anche agli insegnanti stessi) impongono l’intervento di una figura professionale extra scolastica ed extra familiare.

I plus dell’insegnante di aiuto compiti

Un insegnante a domicilio in molti casi si rivela essere la scelta migliore per un aiuto compiti con effetti positivi certi. Infatti, chi si dedica all’insegnamento privato a casa (a casa propria, a casa dello studente, ma anche via web) è forte di alcuni punti a proprio favore.

Prima di tutto, la competenza: chi si propone come prof di matematica, generalmente, è uno studente universitario o un laureato in matematica; chi insegna inglese o francese è un madrelingua o ha trascorso un certo numero di anni per studio o lavoro all’estero; chi insegna italiano ha una conoscenza profonda della lingua e delle tecniche di scrittura; …

In secondo luogo, il metodo. I casi sono due: o si tratta di qualcuno con un’esperienza di diversi anni nell’insegnamento, che ha avuto modo, dunque, di elaborare un proprio metodo efficace, testato sui diversi bambini e ragazzi con cui ha interagito; o si tratta di qualcuno alle primissime esperienze nell’insegnamento privato (come nel caso del laureando o del neo laureato): in questo caso, tuttavia, la giovane età e l’entusiasmo dovuto ai primi ingaggi, avvicinano il prof e lo studente, creando un’empatia tra i due, perfettamente in grado di sopperire alla mancanza di metodo e di esperienza.

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Consultando le schede di presentazione, potrai venire a conoscenza di tutto quello che ti serve: titolo di studio, esperienze lavorative, esperienze nell’insegnamento, metodo impiegato durante le lezioni, tariffe e feedback degli studenti che ti hanno preceduto.

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