Contrariamente a quello che i meno esperti possano pensare, mixare richiede pratica, tecnica, intuizione, creatività e un'ottima comprensione della musica. Solo se ci sono tutti questi elementi, ogni beat può essere perfetto e la transizione tra i bani fluida.
Se vuoi entrare nel mondo del djing, sappi che esercitarti è fondamentale, per rispondere a questo problema potrai seguire un corso (magari con uno dei nostri Superprof) e fare tanta pratica a casa!
Tra il djing in studio e djing live c'è una grande differenza.
Djing in studio
Se lavori in studio avrai più calma, più possibilità di riascoltare le tracce di lavorare sui dettagli con cura.
Djing live
Quando ti esibisci live, devi essere più dinamico, saper improvvisare, leggere il pubblico e assecondarlo.
L'obiettivo di questo articolo è sottolineare come la pratica sia essenziale per affinare le tecniche di mixaggio.
Tecniche di base di mixaggio
Il mixing è l'arte di fondere insieme più tracce in modo armonioso, creando una continuità musicale. Il DJ deve saper giocare con il tempo, le frequenze e l’intensità del suono, utilizzando strumenti come il beatmatching per sincronizzare i brani, o l’EQing per bilanciare le frequenze.
Vediamo nel dettaglio cos'è il beatmatching.

Beatmatching: come sincronizzare i brani
Il beatmatching è la prima tecnica che un dj deve imparare, consiste nel sincronizzare due brani, facendo coincidere la loro ritmica e i loro tempi. Come dice la parola quindi significa unire (match) i battiti (beat) delle canzoni.
Questa tecnica fu inventata nel 1969 da Francis Grasso, un ballerino che si improvvisò DJ in un locale di New York e che per continuare a far ballare il pubblico, armeggiò con con due dischi, riuscendo ad accostare velocità e ritmo di entrambri!
Per esercitarti, all'inizio scegli due tracce che abbiano la stessa velocità. Prepara le tracce, indossa le cuffie e ascolta la traccia che stai per mixare (la "track B"), scegliendo un punto in cui il beat è chiaro (di solito subito dopo l'introduzione). Senza farla sentire al pubblico, avvia la seconda traccia (la "track A") sul deck del tuo controller. Per trovare il momento perfetto in cui iniziare puoi usare il "cue point" . Allinea ora i BPM delle due tracce, allinea le fasi e mescola tutto in modo fluido.
Quando le tracce sono sincronizzate, aumenta gradualmente il volume della track B mentre abbassi quello della track A (o viceversa, a seconda di come vuoi fare la transizione).
All’inizio per sincronizzare i BPM puoi anche utilizzare il tasto Sync, ma non abusarne! Importante è infatti che ti alleni per capire la tecnica e che tu lo faccia in autonomia e manualmente per comprendere il ritmo e il timing.
Prova a guardare questo tutorial per avere una visione più completa!
EQing: come bilanciare le frequenze
L'equalizzazione è una tecnica che permette di modulare le frequenze basse, medie e alte di un brano per ottenere un suono bilanciato. In altre parole è un gioco di volumi, consiste nell'aumentare o diminuire il volume di una frequenza o di più frequenze.
Ma partiamo dalle basi. In un mixer ci sono 3 manopole essenziali per ottenere un mix bilanciato: bassi (Low), medi (Mid) e alti (Treble) che consentono di tagliare o aumentare specifiche bande di frequenze.
Bassi
Gestiscono i suoni profondi. Abbassando i bassi di una traccia, puoi evitare che i suoni bassi di due tracce si sovrappongano e creino distorsioni.
Medi
Riguardano elementi centrali come la voce o alcuni strumenti. Se due suoni si sovrappongono nella stessa frequenza, regolare i medi aiuta a separare i suoni, mantenendo il mix chiaro.
Alti
Gestiscono le frequenze più acute.
A volte è necessario abbassarli per fare spazio ad altri suoni.
La tecnica per l'equalizzazione è questa, riassunta in pochi passaggi:
- Preascolto e beatmatching: inizia ascoltando la traccia in preascolto, sincronizzandola con il brano in riproduzione tramite il beatmatching.
- Fase di transizione: quando il brano in preascolto arriva al momento del passaggio, abbassa gradualmente i bassi della traccia in entrata, facendo salire i bassi della traccia master.
- Fai la regolazione in base alla struttura della traccia: se i bassi si sovrappongono e creano disturbo, abbassali delicatamente alla fine di ogni sezione del brano. Se ci sono due voci o strumenti simili, abbassa i medi della traccia in entrata, mantenendo la priorità degli strumenti principali. Gli alti possono essere abbassati insieme ai medi per ottenere un passaggio più morbido, oppure solo per togliere elementi specifici del brano.
La regolazione graduale è spesso la migliore, evitando cambiamenti bruschi che potrebbero disturbare il mix.
Il gain staging e l'uso del volume per evitare sbalzi
Il gain staging è il controllo del livello dei segnali, dall'inizio fino alla fine del tuo mix. Per capire questo concetto bisogna capire cos'è il rapporto segnale-rumore (più è alto il segnale, più è distante il rumore e quindi migliore qualità), questo valeva soprattutto nell'analogico.
Se il gain non viene gestito correttamente, il segnale può diventare troppo forte causando distorsioni (clipping), oppure troppo debole, risultando rumoroso o difficile da sentire.
Il gain staging aiuta a gestire la dinamica del mix, evitando anche fastidiosi sbalzi improvvisi di volume.

Ci sono diversi metodi per fare gain staging. Ogni passaggio deve essere regolato per non far perdere qualità al segnale o per non sovraccaricarlo.
Il primo passo per un buon gain staging è regolare il livello di ingresso di ogni fonte audio (come una traccia in un software DJ o una sorgente esterna come un giradischi o un CDJ).
Ogni sorgente deve avere un livello adeguato per evitare distorsioni o segnale troppo debole.
Se una traccia è troppo forte, abbassa il volume con il fader; se è troppo debole, regola il gain per amplificarla senza introdurre distorsioni.
I principali passaggi da seguire sono:
- Regolare il gain per ogni sorgente audio.
- Bilanciare i fader per evitare picchi.
- Monitorare il livello master per evitare il clipping.
- Gestire gli effetti per evitare di aumentare eccessivamente il volume.
- Controllare l’output delle cuffie e dei monitor per una performance ottimale.
Tecniche avanzate di mixaggio
Man mano che migliori nella tecnica, maggiore sarà la capacità di creare performance uniche, giocare con gli effetti, mixare i brani in modo fluido e manipolare il suono rendendo ogni set un’esperienza particolare.
Transizioni creative
Scopriamo insieme alcune transizioni creative che probabilmente imparerai con un insegnante durante un corso, se deciderai di frequentarlo!
Cut
Quando vuoi creare un cambio improvviso di atmosfera tra una traccia e l’altra puoi usare questa tecnica, molto popolare nell’hip hop o nell’R’n’B, nell’elettronica e nella musica dance. Il cut, come dice il nome, è una transizione rapida in cui il Dj interrompe bruscamente il suono di una traccia creando un contrasto netto e un impatto immediato.
Per eseguire un cut, prepara la traccia successiva, aspetta il downbeat e usa il crossfader per fare il passaggio immediato.
Fade
Quando vuoi effettuare una transizione più morbida, fluida e armoniosa, allora la tecnica è quella del fade. Si usa maggiormente nella musica house, techno o chillout.
Fade IN
viene introdotta una nuova traccia aumentando gradualmente il volume
Fade OUT
si diminuisce il volume di una traccia prima di passare alla successiva
Filtro
Agisce sui frequenziali per esaltare o attenuare i bassi, medi o altri. Ecco i più comuni:
- high pass: lascia passare solo le frequenze alte, tagliando i bassi
- low pass: vengono attenuati gli alti e passano solo le frequenze basse (ad esempio la batteria o la base risuoni in sottofondo)
Come migliorare la performance da DJ: effetti e loop
Per arricchire un mix sono fondamentali effetti e loop.

Un loop è un segmento ripetuto di una traccia, può essere creato su vari elementi come la batteria, il basso o una melodia.
Viene usato per estendere le intro e le outro permettendo di fare una transizione più morbida, e costruire tensione.
Tra gli effetti più utilizzati invece ci sono i seguenti:
Reverb e Delay
Aggiungono profondità e spazialità al suono. Il reverb sui vocali ad esempio dà un effetto di lontananza, il delay crea un effetto di eco. Con questi effetti si può usare anche il wash-out che diluisce il suono della traccia corrente fino a scomparire lasciando solo il reverb o o il delay.
Beat repeat e stutter
Vuoi dare un senso di interruzione prima di esplodere un drop? Allora puoi usare il beat repeat, quando cioè viene spezzato e ripetuto un breve frammento di un brano.
Phaser e Flanger
Se invece vuoi aggiungere movimento o vibrazioni particolari, specialmente nei momenti di transizione o nella sezione strumentale di un brano, puoi usare gli effetti Phaser e Flanger.
Backspin
Consiste nel far girare rapidamente il disco o le jog wheels all’indietro. Una versione più morbida è il brake, la traccia viene fermata con start/stop per permettere alla traccia successiva di prendere il sopravvento.
Power off
Effetto nato con il giradischi che si può emulare anche con i software: si spegne il giradischi mentre il disco sta ancora suonando, in questo modo la traccia viene rallentata progressivamente.
Effetti come delay o reverb e i filtri sono strumenti ideali per personalizzare il tuo set, ma usarli in modo eccessivo può rovinare il tuo mix e distorcere il suono naturale delle tracce o creare transizioni troppo caotiche.
Consigli per mixare come un professionista
La scelta dei brani
Una delle cose fondamentali per diventare un dj professionista è saper scegliere i brani giusti per dare il ritmo e l’atmosfera perfetta alla serata. Per questo è importante possedere un vasto repertorio musicale e riconoscere le tracce che funzionano bene insieme per la tonalità o BPM.

Fondamentale è tener presente il contesto nel quale stai suonando, sei a un festival di elettronica? Oppure a una serata hip hop? Seleziona i brani che rispettano il ritmo e il flow.
Per dare alla serata un buon ritmo, alterna i brani bilanciando le tracce più movimentate ed energiche a quelle più tranquille.
La tua selezione musicale comunica molto. Scegli brani che suscitano emozioni comuni e momenti di condivisione crea una connessione diretta con il pubblico.
Ricorda che una buona preparazione è fondamentale. Prepara le tracce in anticipo e pianifica come impostare il tuo set, impara l’andamento dei brani e pensa già a come accostarli e quali effetti usare. Ci vuole un buon istinto ma non solo!
Struttura un set coerente
Per mantenere sempre il pubblico coinvolto, inizia con un'introduzione graduale. Prepara l’atmosfera partendo da tracce più soft e introduci poi tracce più energiche, aumentando l’intensità brano dopo brano.
Non dimenticarti però di intervallare il tutto con momenti di rilassamento. Ad esempio per rallentare il ritmo puoi usare le transizioni tra le tracce o usare effetti come il wash-out.
Per concludere la serata, scegli sempre una traccia che sia più emozionante, o con un forte impatto per culminare con il meglio.
Una cosa utile potrebbe essere ascoltare i set di altri dj e studiare come vengono combinate le tracce. Assicurati che il tuo hardware e software siano adatti al tuo stile di mixaggio e cerca di ottimizzare l’equilibrio tra qualità del suono e performance.
Sei pronto a iniziare questa avventura? Siamo sicuri che un corso di dj potrà esserti utile per imparare meglio tutte le tecniche!
Quale effetto preferisci usare? 🎶









