Il Ramadan è il mese più sacro dell’Islam e rappresenta un periodo di profonda spiritualità, riflessione e disciplina personale per milioni di musulmani nel mondo.
Durante questo mese, i fedeli osservano il digiuno dall’alba al tramonto, accompagnandolo con preghiere, con la lettura del Corano e con gesti di carità, trasformando la quotidianità in un percorso di crescita interiore.
Il digiuno è centrale nell’Islam perché costituisce uno dei Cinque Pilastri, ovvero i fondamenti della fede musulmana. Non è solo un’astensione dal cibo e dalle bevande, ma un atto di obbedienza ad Allah che mira a rafforzare l’autocontrollo, la consapevolezza spirituale e l’empatia verso chi vive in difficoltà.
In questo articolo approfondiremo come funziona concretamente il digiuno durante il Ramadan: scopriremo regole, orari, tradizioni e alcune curiosità sul Ramadan e offriremo una guida chiara e accessibile sia a chi pratica l’Islam sia a chi desidera comprenderne meglio i valori e le usanze.
Cos’è il Ramadan?
Il Ramadan è il nono mese del calendario musulmano, Durante questo periodo, i musulmani adulti e in buona salute digiunano ogni giorno dall’alba al tramonto, astenendosi da cibo e bevande. È un mese dedicato alla preghiera, alla riflessione e all’autodisciplina.
Dal punto di vista religioso, il Ramadan rappresenta un tempo sacro di avvicinamento ad Allah, in cui il digiuno diventa uno strumento di purificazione spirituale e di rafforzamento della fede. Oltre all’astensione fisica, i fedeli sono invitati a evitare comportamenti negativi, coltivare la pazienza, la compassione e la solidarietà verso gli altri, trasformando il digiuno in un esercizio completo di crescita morale e spirituale.

Le origini storiche del Ramadan sono strettamente legate alla rivelazione del Corano al profeta Muhammad. Secondo la tradizione islamica, proprio in questo mese ebbe inizio la discesa della parola divina, evento ricordato nel Corano stesso:
Il mese di Ramadan è quello in cui fu fatto scendere il Corano, guida per gli uomini.
Sura Al-Baqara, 2:185
Questo riferimento coranico conferisce al Ramadan un valore centrale nella vita religiosa islamica, rendendolo un periodo privilegiato per la lettura del Corano, la preghiera intensa e il rinnovamento della propria relazione con Dio.
Chi è tenuto a digiunare durante il Ramadan
Il digiuno durante il Ramadan è un obbligo religioso per tutti i musulmani adulti, in buona salute e mentalmente capaci. Rientrano tra coloro che sono tenuti a digiunare uomini e donne che hanno raggiunto la pubertà e che non si trovano in condizioni particolari che giustifichino un’esenzione.

Il digiuno viene osservato dall’alba al tramonto e comprende l’astensione da cibo, bevande e rapporti coniugali, insieme all’impegno a mantenere un comportamento etico e rispettoso.
Sono invece esentate dal digiuno diverse categorie di persone:
- I bambini non sono obbligati, anche se in alcune famiglie vengono incoraggiati gradualmente a seguire il digiuno;
- gli anziani e i malati, soprattutto in presenza di patologie croniche o condizioni che rendono il digiuno dannoso, possono non osservare il digiuno;
- sono esentate anche le donne in gravidanza o in allattamento, qualora il digiuno possa compromettere la loro salute o quella del bambino;
- le donne durante il ciclo mestruale, che riprenderanno il digiuno una volta terminato il ciclo;
- i viaggiatori, se il viaggio comporta disagio o difficoltà, possono sospendere temporaneamente il digiuno.
Per quanto riguarda il recupero dei giorni non digiunati, chi è esentato per motivi temporanei (malattia, viaggio, ciclo mestruale, gravidanza o allattamento) deve recuperare i giorni persi in un altro periodo dell’anno.
Chi invece non è in grado di digiunare in modo permanente, come alcuni anziani o malati cronici, può compensare offrendo la fidya, ovvero nutrendo una persona bisognosa per ogni giorno di digiuno non osservato.
La fidya è una forma di compensazione prevista nell’Islam per chi non è in grado di digiunare durante il Ramadan in modo permanente. Riguarda soprattutto anziani, malati cronici o persone per cui il digiuno rappresenterebbe un rischio continuo per la salute e che non hanno la possibilità di recuperare i giorni persi in un secondo momento. In pratica, la fidya consiste nel nutrire una persona bisognosa per ogni giorno di digiuno non osservato, oppure nel donare l’equivalente economico necessario a fornire un pasto. Il suo scopo non è “sostituire” il digiuno, ma permettere a chi è esentato di partecipare spiritualmente al Ramadan attraverso un atto concreto di carità e solidarietà. La quantità della fidya può variare in base al Paese e al costo dei beni alimentari, ed è spesso indicata da autorità religiose locali o organizzazioni caritative. La fidya riflette uno dei principi fondamentali dell’Islam: la misericordia, che tiene conto delle condizioni individuali e pone al centro l’intenzione, la compassione e l’aiuto verso chi è in difficoltà.
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Come si svolge una giornata tipica di digiuno
Durante il Ramadan, la giornata del fedele segue un ritmo preciso, scandito da momenti chiave che uniscono disciplina spirituale e vita quotidiana. Ogni fase del digiuno ha un significato profondo e contribuisce a rendere il mese sacro un’esperienza completa di autocontrollo e consapevolezza.

Suhoor: il pasto prima dell’alba
Il Suhoor è il pasto consumato prima dell’alba, poco prima dell’inizio del digiuno. Rappresenta un momento importante perché fornisce l’energia necessaria per affrontare la giornata senza cibo e bevande.
La sua importanza è sia pratica che spirituale: seguendo la tradizione profetica, il Suhoor è considerato un pasto benedetto. Dal punto di vista nutrizionale, è consigliabile scegliere alimenti sazianti e nutrienti, come cereali integrali, proteine, frutta, verdura e grassi sani,

Si suggerisce di evitare cibi troppo salati o zuccherati perché possono aumentare la sete durante il giorno.
Attività quotidiane durante il digiuno
Durante le ore di digiuno, la vita quotidiana prosegue normalmente, includendo lavoro, studio e impegni familiari, anche se spesso con ritmi più moderati. Il Ramadan invita a rallentare e a gestire le energie con maggiore consapevolezza.

Sono consigliati comportamenti come la pazienza, il controllo delle emozioni, la gentilezza e l’aumento delle preghiere e della riflessione spirituale. Allo stesso tempo, è importante evitare comportamenti negativi, come litigi, linguaggio offensivo, eccessivo stress o attività fisiche troppo intense, che possono compromettere lo spirito del digiuno.
Iftar: l’interruzione del digiuno
L’Iftar è il momento in cui il digiuno viene interrotto al tramonto, segnando una delle fasi più attese della giornata. Tradizionalmente, il digiuno si rompe con datteri e acqua, seguendo l’esempio del profeta Muhammad, prima della preghiera del Maghrib.
L’Iftar è anche un momento di forte condivisione familiare e comunitaria. Le tradizioni variano da Paese a Paese, ma spesso includono zuppe, piatti a base di riso, carne o legumi, pane tradizionale e dolci tipici.

Più che un semplice pasto, l’Iftar rappresenta un’occasione di gratitudine, convivialità e rafforzamento dei legami sociali.
Regole e divieti durante il Ramadan
Il digiuno del Ramadan non riguarda solo l’astensione dal cibo e dalle bevande, ma comprende un insieme di regole e comportamenti che mirano a preservarne il valore spirituale. Conoscere ciò che interrompe il digiuno e quali atteggiamenti evitare aiuta a osservare il Ramadan in modo corretto e consapevole.

Cosa interrompe il digiuno
Il digiuno viene considerato nullo se, durante le ore comprese tra l’alba e il tramonto, si compiono volontariamente alcune azioni specifiche.
Tra queste rientrano:
- il mangiare o bere intenzionalmente,
- il fumo, inclusi sigarette e dispositivi simili
- i rapporti coniugali
- il vomito volontario è generalmente considerato un’azione che interrompe il digiuno.
Sono invece escluse le azioni involontarie, come mangiare o bere per dimenticanza, che non invalidano il digiuno purché ci si fermi appena ci si rende conto dell’errore.
Le regole dettagliate possono variare leggermente in base alle scuole giuridiche islamiche, ma il principio fondamentale resta l’intenzionalità dell’atto.
Comportamenti da evitare
Oltre agli aspetti fisici, il Ramadan richiede un’attenzione particolare alla dimensione etico-morale. Sono da evitare atteggiamenti come litigare, mentire, insultare, diffamare o cedere alla rabbia, poiché il digiuno ha lo scopo di educare all’autocontrollo e alla rettitudine.

Anche pratiche come lo spreco, l’eccesso nei pasti serali e la trascuratezza della preghiera vanno evitate, perché contrarie allo spirito del Ramadan.
L’obiettivo non è solo rispettare le regole esteriori, ma vivere il digiuno come un’esperienza completa di purificazione interiore, rispetto e consapevolezza spirituale.
Benefici spirituali e fisici del digiuno
Il digiuno del Ramadan offre benefici che vanno oltre la semplice astensione dal cibo, coinvolgendo profondamente sia la dimensione spirituale sia quella fisica. È un’esperienza pensata per favorire equilibrio, consapevolezza e rinnovamento interiore.
Dal punto di vista spirituale, il digiuno aiuta a rafforzare il rapporto con Allah attraverso l’autodisciplina, la pazienza e il controllo dei desideri.
Rinunciando volontariamente a bisogni primari, il fedele sviluppa una maggiore consapevolezza di sé e della propria fede, imparando a distinguere ciò che è essenziale da ciò che è superfluo. Il Ramadan favorisce inoltre l’empatia verso i più bisognosi, stimolando la compassione, la generosità e un comportamento più etico nella vita quotidiana. La maggiore attenzione alla preghiera e alla riflessione contribuisce a una sensazione di pace interiore e rinnovamento spirituale.

Anche sul piano fisico, il digiuno può avere effetti positivi, sebbene sia sempre importantissimo valutare le condizioni fisiche di ciascun praticante e ricorrere al supporto del proprio medico in caso di dubbio o ncessità.
La pausa dai pasti frequenti incoraggia una maggiore moderazione alimentare e una relazione più consapevole con il cibo. Il cambiamento dei ritmi quotidiani può favorire una migliore gestione delle abitudini, come la riduzione degli eccessi e una maggiore attenzione all’idratazione e alla qualità dei pasti. Nel complesso, il digiuno del Ramadan invita a uno stile di vita più equilibrato, basato su misura e autocontrollo.
Il calendario del Ramadan e le sue variazioni
Il Ramadan non ha una data fissa nel calendario gregoriano, poiché segue le regole del calendario islamico lunare. L’inizio e la fine del mese sacro vengono determinati dall’avvistamento della luna nuova, che segna il passaggio da un mese all’altro. Il Ramadan inizia al tramonto del giorno in cui viene osservata la luna crescente e si conclude con l’avvistamento della luna che segna l’inizio del mese successivo, Shawwal, dando luogo alla celebrazione dell’Eid al-Fitr.
Il calendario lunare islamico è composto da dodici mesi di 29 o 30 giorni, per un totale di circa 354 giorni, ovvero circa 11 giorni in meno rispetto al calendario solare. Per questo motivo, il Ramadan anticipa ogni anno rispetto al calendario civile, attraversando nel corso degli anni tutte le stagioni. Questo aspetto rende l’esperienza del digiuno diversa a seconda del periodo dell’anno in cui cade, influenzando durata delle giornate e condizioni climatiche.
Le variazioni geografiche negli orari del digiuno dipendono dalla posizione del Paese e dalla durata del giorno.
Il digiuno inizia all’alba (Fajr) e termina al tramonto (Maghrib), orari che cambiano sensibilmente tra regioni vicine all’equatore e quelle più a nord o a sud.
In alcune aree, le giornate possono essere molto lunghe o molto brevi, portando le comunità musulmane ad adottare indicazioni specifiche delle autorità religiose locali per garantire un’osservanza equilibrata e conforme ai principi dell’Islam.
Celebrazioni e festività associate al Ramadan
Il mese di Ramadan è arricchito da momenti di particolare intensità spirituale e da una grande festività che ne segna la conclusione.

Laylat al-Qadr: la Notte del Destino
Laylat al-Qadr, conosciuta come la Notte del Destino, è una delle notti più sacre dell’Islam. Secondo la tradizione, è la notte in cui ebbe inizio la rivelazione del Corano al profeta Muhammad ed è descritta nel Corano come “migliore di mille mesi”. Il suo significato religioso è profondo, poiché rappresenta un’occasione unica di misericordia, perdono e benedizioni divine.

Durante Laylat al-Qadr, che cade in una delle ultime notti dispari del Ramadan, i fedeli intensificano le preghiere notturne, le invocazioni personali (duʿāʾ) e la lettura del Corano.
Molti trascorrono la notte in moschea o in raccoglimento, cercando di vivere questo momento con profonda concentrazione spirituale.
Eid al-Fitr: la festa di fine Ramadan
L’Eid al-Fitr segna la fine del mese di digiuno ed è una delle festività più importanti del calendario islamico. Il suo significato è legato alla gratitudine verso Allah per aver dato la forza di completare il Ramadan e per le benedizioni ricevute durante il mese sacro.
La giornata dell’Eid inizia con preghiere comunitarie, seguite da momenti di festa e condivisione. È tradizione indossare abiti nuovi, scambiarsi auguri come Eid Mubarak, visitare parenti e amici e condividere pasti speciali. Un elemento centrale della celebrazione è la Zakat al-Fitr, la carità obbligatoria che permette anche ai più bisognosi di partecipare alla gioia della festa, rafforzando i valori di solidarietà e unità della comunità musulmana.
Consigli per affrontare il digiuno durante il Ramadan
Affrontare il digiuno del Ramadan in modo equilibrato permette di viverlo con maggiore serenità, mantenendo armonia tra corpo, mente e spiritualità. Alcuni accorgimenti pratici possono aiutare a un gsostenere le giornate di digiuno senza rinunciare al benessere.
Un’alimentazione equilibrata è fondamentale nei pasti di Suhoor e Iftar. È consigliabile scegliere cibi nutrienti e sazianti, come cereali integrali, legumi, verdure, frutta e proteine, limitando fritti e alimenti troppo zuccherati. Distribuire correttamente l’assunzione di liquidi tra il tramonto e l’alba aiuta a mantenere una buona idratazione durante il giorno. La gestione delle energie richiede attenzione ai ritmi quotidiani. Durante le ore di digiuno è utile ridurre attività fisiche troppo intense, organizzare le attività più impegnative nelle ore mattutine e concedersi pause quando necessario.

Il Ramadan invita a rallentare e a praticare l’autocontrollo anche nel modo in cui si affrontano gli impegni quotidiani.
Infine, riposo e benessere giocano un ruolo essenziale. Dormire a sufficienza, anche con brevi momenti di riposo durante la giornata, aiuta a recuperare energie. Prendersi cura del proprio equilibrio fisico e mentale permette di vivere il digiuno non come una fatica, ma come un’esperienza di rinnovamento e consapevolezza, in linea con lo spirito del Ramadan.
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Si ma non specifichi che i rapporti sessuali sono consentiti dal tramonto all’alba solo tra coppie sposate, i fidanzati non potrebbero nemmeno incontrarsi secondo la religione islamica. Cosi diffondi informazioni scorrette
Ciao Paola,
Hai ragione a voler precisare! 😊 Secondo l’Islam, durante il Ramadan i rapporti sessuali sono consentiti solo tra coniugi e solo dopo il tramonto, cioè tra l’Iftar e l’alba. Per quanto riguarda i fidanzati, la religione islamica tradizionalmente non permette incontri intimi o rapporti prima del matrimonio, indipendentemente dal periodo dell’anno.
Le pratiche possono variare in base alle interpretazioni religiose e alle tradizioni culturali dei diversi Paesi, ma è importante riportare l’insegnamento ufficiale in modo corretto. Grazie per il tuo contributo, abbiamo chiarificato anche nell’articolo! 🙌🌙