Il carnevale è un periodo di feste e celebrazioni che precede il tempo della quaresima. Il carnevale per come lo conosciamo oggi trae le proprie origini dal folklore popolare medievale, sebbene in molti sostengano che le sue radici affonderebbero nelle antiche tradizioni solstiziali del mondo classico.

Un precedente piuttosto celebre del carnevale sarebbe dunque rappresentato dai Saturnalia romani: durante queste celebrazioni, infatti, le norme sociali venivano sovvertite, e le persone erano solite indossare costumi, potendo, almeno per un giorno, immaginare di essere qualcun altro.

Il carnevale italiano vanta numerose maschere tradizionali, per lo più incentrate sui personaggi tipici della Commedia dell’arte, ma spesso anche legate a leggende, usi e tradizioni locali molto antichi. L’esempio più celebre è rappresentato da Arlecchino, un vero e proprio simbolo del carnevale italiano, le cui origini risalgono (almeno) ai culti pagani sopravvissuti nel folklore europeo.

In questo articolo scopriremo insieme alcune delle maschere più amate del carnevale in Italia, approfondendone i significati e le caratteristiche.

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Le maschere tradizionali del carnevale

La cultura folclorica italiana pullula di maschere e personaggi regionali e locali legati ai festeggiamenti del carnevale.

La storia delle maschere tradizionali del carnevale.
Le maschere tradizionali del carnevale italiano.

Queste maschere presentano origini piuttosto varie:

  • In alcuni casi le maschere presentano origini piuttosto antiche, di matrice contadina e/o arcaica
  • Alcune maschere celebri sono nate nel contesto del teatro dei burattini
  • Molte maschere della tradizione carnevalesca italiana derivano dai personaggi della Commedia dell'arte italiana
  • Alcuni personaggi sono stati pensati e creati appositamente come simboli del carnevale di una località specifica

Le maschere tradizionali del carnevale in Italia sono moltissime, e qui di seguito ne scopriremo alcune tra le più significative e popolari.

Le altre potrai scoprirle ai corsi italiano per stranieri!

Gianduja

Gianduja è una celebre maschera italiana del carnevale nata in Piemonte. Gianduja è sempre accompagnato da sua moglie Giacometta: le due figure sono considerate storicamente i simboli della città di Torino.

Gianduja, tradizionalmente associato al territorio dell’astigiano, sembra derivare il proprio nome da un’espressione dialettale piemontese, Gioann dla doja, “Giovanni del boccale”. Il personaggio è nato come burattino, all'inizio del XIX secolo, per opera di due burattinai di Torino, Giovanni Battista Sales e Gioachino Bellone.

Le caratteristiche di Gianduja, maschera piemontese.
Quali sono le caratteristiche di Gianduja?

Dopo alcune peripezie e numerosi cambiamenti operati alle caratteristiche del personaggio (nome compreso!), nel 1807 i due ideatori di Gianduja ne definirono le qualità e le peculiarità, attribuendogli una caratterizzazione riconducibile ai tratti tipicamente associati ai piemontesi: conservatore, bonario, affidabile e onesto.

Gianduja ebbe una forte connotazione politica, poiché fu creato per portare avanti gli ideali del Risorgimento e dell'Unità d'Italia. A livello estetico Gianduja si presenta con il viso rotondo, con una parrucca caratterizzata da un codino all'insù, vestito con una giubba marrone e rosso, un panciotto giallo, pantaloni verdi alla zuava, calze rosse e scarpe con una fibbia.

Meneghino

Meneghino da solo vale un corso di italiano per stranieri: è un celebre e amato personaggio del teatro milanese, creato nel XVII secolo dal commediografo da Carlo Maria Maggi. Solo in un secondo momento il personaggio di Meneghino divenne parte del repertorio della Commedia dell'arte.

Meneghino è indiscutibilmente il simbolo della città di Milano: il suo nome è persino diventato un aggettivo utilizzato per definire tutto ciò che è considerato tipico e caratteristico del capoluogo lombardo! Originariamente Meneghino ereditò le caratteristiche del personaggio popolare Zanni: sincero, onesto, un vero e proprio simbolo di giustizia, e per questa ragione non indossa una maschera sul viso. Con la sua adozione da parte della Commedia dell’arte, il personaggio si ampliò, divenendo anche mercante, padrone e contadino.

Le caratteristiche di Meneghino, maschera lombarda.
Meneghino, celebre maschera milanese.

Meneghino indossa un cappello a tre punte, una parrucca col codino, una lunga giacca, un gilet fiorito o colorato, una camicia bianca, pantaloni alla zuava e calze a righe.

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Pantalone e Colombina

Pantalone è un personaggio della Commedia dell'arte ed è senza dubbio la maschera veneziana più celebre e longeva della prestigiosa e antica tradizione del carnevale della Serenissima.

La maschera di Pantalone è nata a Venezia nel XVI secolo, e da sempre racchiude in sé le caratteristiche tipiche del mercante, raffigurato come avaro, anziano e lascivo. Il nome Pantalone pare fosse quello che solitamente veniva dato ai figli maschi delle famiglie veneziane più ricche.

Le caratteristiche di Pantalone, maschera veneziana.
Com'è vestito Pantalone?

Anche sul piano estetico Pantalone viene raffigurato come il classico mercante veneziano cinquecentesco: calzamaglia rossa e una sorta di soprabito (zimarra) di colore nero. Nelle prime opere in cui comparve Pantalone era principalmente rappresentato come un anziano lussurioso, sempre dedito a insidiare le fanciulle e le cortigiane.

Pantalone è infatti spesso accompagnato da Colombina, un’altra celebre maschera veneziana della commedia dell'arte, spesso oggetto delle lascive e moleste attenzioni da parte di Pantalone, geloso di Arlecchino (di cui parleremo più avanti).

Colombina incarna tutte le qualità delle celebri “servette” della Commedia dell’arte: belle, furbe e scaltre. Per alcuni studiosi Colombina incarna le identiche qualità di arlecchino, di cui in qualche moda rappresenta la controparte femminile.

Le caratteristiche di Colombina, maschera veneziana.
La maschera di Colombina.

Rugantino

Rugantino è una maschera del teatro popolare romano nata intorno al XVII secolo, la quale incarna il prototipo del giovane ragazzo di borgata romano: strafottente, un po' bullo e spaccone ma, alla fine, di indole buona. Se ne parla spesso ai corsi di italiano per stranieri. Il suo nome deriva dal termine romanesco ruganza, "arroganza".

Le caratteristiche di Rugantino.
Rugantino, maschera tradizionale di Roma.

Rugantino viene rappresentato generalmente in due modi:

  1. Con un abbigliamento da bullo strafottente, molto appariscente, vestito di rosso e con un cappello a due punte,
  2. Con un abbigliamento da povero ragazzo del popolo, con pantaloni rovinati e una fascia in vita, una camicia e un fazzoletto intorno al collo.

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Pulcinella

Pulcinella è una maschera napoletana della commedia dell'arte creata ufficialmente dall'attore Silvio Fiorillo nel XVII secolo, sebbene le origini del personaggio potrebbero essere più antiche. Pulcinella divenne un personaggio della Commedia dell'arte in un’opera seicentesca di Silvio Fiorillo, mentre l’aspetto attuale della maschera di Pulcinella fu ideato da Antonio Petito nel XIX secolo, anche se nel corso del tempo il costume è mutato enormemente.

Scopri i significati del nome Pulcinella e il suo costume nel video qui sotto!

Il personaggio di Pulcinella ha valicato i confini della Commedia dell’arte, diventando a tutti gli effetti il simbolo del teatro dei burattini e delle marionette, nel quale ricopre il ruolo di eroe coraggioso e sfrontato.

Le caratteristiche di Pulcinella.
Pulcinella incarna lo spirito di Napoli.

La maschera di Pulcinella incarna sin dal principio della sua storia lo spirito del popolo napoletano: si tratta di un personaggio povero, umile, pieno di problemi che però riesce con leggerezza e allegria a superare le avversità della vita. La sua mimica, i suoi gesti, il suo linguaggio rimandano al mondo di una Napoli popolare ed eterna, tribolata ma felice, pronta a dileggiare e smascherare i potenti.

Nel tempo Pulcinella ha infatti acquisito una figura più complessa e ampia, a tratti contraddittoria: si prende gioco del potere incarnando vizi e virtù, e sicuramente la sua caratteristica principale è la furbizia, attraverso la quale è in grado di affrontare ogni problema, cercando sempre di risolvere le difficoltà in favore dei più poveri a svantaggio dei ricchi e dei prepotenti. Un’altra sua caratteristica celebre è la sua incapacità … di tacere!

Avete mai sentito il detto “è il segreto di pulcinella” (ossia qualcosa che tutti sanno!)?

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Arlecchino

Concludiamo questo breve excursus sulle più celebri maschere nella storia del carnevale italiano con quello che è probabilmente il personaggio più celebre, antico e storicamente complesso di questa tradizione: Arlecchino!

Arlecchino è una maschera della Commedia dell'arte nata nel territorio di Bergamo, in Lombardia. Il suo è probabilmente il costume più celebre della tradizione carnevalesca italiana, con le sue losanghe colorate, laa maschera nera (annerita dalle fiamme infernali!) e il cappello bianco.

Arlecchino è solitamente rappresentato come un allegro e gioviale servitore, sempre in contrapposizione al suo padrone, Pantalone, con il quale è in lotta per le attenzioni della bella servitrice Colombina.

Le caratteristiche di Arlecchino.
Arlecchino, simbolo del carnevale italiano.

La maschera di Arlecchino deriva da due tradizioni distinte:

  • Quella dello Zanni bergamasco, da cui deriverebbe maschera demoniaca e una tunica da contadino veneto
  • Quella della pluricentenaria tradizione di personaggi diabolici della tradizione folclorica europea e francese in particolare

Il personaggio di Arlecchino fece il suo ingresso nel mondo del teatro grazie ad Alberto Naselli, attore bergamasco conosciuto come Zan Ganassa, al quale dobbiamo la diffusione della tradizione della Commedia dell'arte in Francia e in Spagna.

Arlecchino, però, è legato a una tradizione estremamente più antica. Il suo nome è infatti di probabile di origine germanica: hölle könig , “il re dell'inferno”, divenuto dapprima Helleking, e poi il Harlequin (forse un riferimento alla tradizione norrena delle donne che cavalcavano insieme a Hel, dea della morte).

Arlecchino sarebbe inoltre collegato a una tradizione trecentesca che narra di una familia Herlechini, un corteo di anime di defunti al seguito di un demone. E allo charivari sarà associata la figura di Hellequin. Un demone ancora più noto con un nome che ricorda Il nome di Arlecchino inoltre è stato associato alla figura di Alichino, la quale compare tra i diavoli che operano nella bolgia dei barattieri nell’Inferno.

In molte opere Arlecchino è associato ad altre celebri maschere della tradizione carnevalesca, come il nemico giurato Pantalone, la bella Colombina o il suo compare Brighella.

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Sandra

Educatrice, insegnante di meditazione, appassionata di storia, filosofia e di discipline spirituali.