Il digiuno è un atto spirituale di adorazione spirituale, oltre a essere un atto di solidarietà sociale.
Mehdi Hasan
Il Ramadan è il mese più sacro dell’Islam e rappresenta un periodo di profonda spiritualità, riflessione e disciplina personale per milioni di musulmani in tutto il mondo.
Durante questo mese, i fedeli digiunano dall’alba al tramonto, intensificano la preghiera, la lettura del Corano e gli atti di carità, vivendo il tempo quotidiano in modo più consapevole e orientato ai valori della fede.
Cos'è il Ramadan?
l Ramadan è il nono mese del calendario islamico ed è considerato il periodo spiritualmente più significativo per i musulmani. Durante questo mese, i fedeli adulti e in buona salute osservano il digiuno quotidiano dall’alba al tramonto, astenendosi da cibo, bevande e altri comportamenti che interrompono il digiuno. Il Ramadan è dedicato alla preghiera, alla riflessione spirituale e all’autodisciplina ed è ricordato come il mese in cui ebbe inizio la rivelazione del Corano al profeta Muhammad.
In questo articolo scopriremo le regole da seguire durante il Ramadan, quali sono i principali divieti e gli obblighi previsti per ogni praticante. Scopriremo inoltre chi è tenuto a digiunare e chi è esentato, e risponderemo alle domande più comuni su cosa si può e non si può fare.
Cos’è il Ramadan
Durante il Ramadan i musulmani osservano il digiuno dall’alba al tramonto, astenendosi da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali. Oltre al digiuno fisico, sono incoraggiati a evitare comportamenti negativi e a dedicarsi alla preghiera, alla lettura del Corano e alla carità. Alcune categorie di persone possono essere esentate dal digiuno.

Il Ramadan è il mese più importante per la religione islamica e riveste un’importanza centrale nella vita religiosa di tutti i musulmani. È un periodo dedicato alla spiritualità, alla riflessione e all’autodisciplina, durante il quale il digiuno diventa uno strumento per rafforzare il rapporto con Allah, migliorare il comportamento personale e sviluppare empatia verso chi è in difficoltà.
Il significato del Ramadan va quindi oltre l’astensione dal cibo e dalle bevande: coinvolge l’etica, la preghiera, la carità e la consapevolezza interiore.
Le origini storiche del Ramadan risalgono ai primi anni dell’Islam, nel VII secolo. Fu in questo periodo che il digiuno venne prescritto ai musulmani come obbligo religioso, in continuità con pratiche di digiuno già presenti nelle tradizioni monoteiste precedenti. Il Ramadan si inserisce così in una dimensione storica e spirituale più ampia, legata alla formazione della comunità islamica e alla definizione dei suoi principi fondamentali.
Il tema spirituale centrale del Ramadan risiede nella rivelazione del Corano. Secondo la tradizione islamica proprio in questo mese ebbe infatti inizio la discesa della parola divina al profeta Muhammad attraverso l’angelo Gabriele.
Questo evento è esplicitamente ricordato nel Corano, che definisce il Ramadan come il mese in cui il Libro sacro fu rivelato come guida per l’umanità.
Per questo motivo, il Ramadan è considerato un tempo privilegiato per la lettura e lo studio del Corano, rendendolo il cuore spirituale dell’anno islamico.
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Obblighi e regole del digiuno (Ṣawm)
Il Ṣawm, ovvero il digiuno osservato durante il mese di Ramadan, è una delle pratiche religiose fondamentali dell’Islam e costituisce uno dei Cinque Pilastri su cui si fonda la fede musulmana.
Nel contesto del Ramadan, il digiuno (Ṣawm) consiste nell’astenersi volontariamente, dall’alba al tramonto, da alcune azioni fisiche precise, che includono principalmente:
- Mangiare e bere, indipendentemente dalla quantità, anche acqua
- Fumare, comprese sigarette e dispositivi simili
- Avere rapporti sessuali
- Assumere sostanze nutritive o medicinali per via orale

Questa astensione deve essere accompagnata da un’intenzione sincera (niyyah), formulata interiormente prima dell’inizio del digiuno, che distingue il digiuno religioso da una semplice astinenza fisica.
Accanto alle regole materiali, il digiuno richiede anche un comportamento etico corretto: evitare menzogne, pettegolezzi, insulti, litigi e atteggiamenti aggressivi. In questo modo, il digiuno diventa un atto completo che coinvolge corpo, mente e comportamento, con l’obiettivo di rafforzare l’autocontrollo e la consapevolezza spirituale.
l digiuno è considerato una pratica religiosa fondamentale perché educa alla pazienza, alla moderazione e alla responsabilità morale. Attraverso il Ṣawm, il credente è invitato a purificare non solo il corpo, ma anche la mente e il cuore, vivendo il Ramadan come un percorso di crescita personale e spirituale.
Cosa è vietato durante il digiuno
Durante le ore di digiuno è vietato mangiare e bere, inclusa l’assunzione volontaria di qualsiasi alimento o liquido. È inoltre proibito fumare, poichéanche il fumo è considerato una forma di consumo che interrompe il digiuno. Anche avere rapporti sessuali durante il periodo di digiuno non è consentito e comporta l’annullamento del digiuno giornaliero.

Queste restrizioni si applicano esclusivamente tra l’alba e il tramonto; al di fuori di questi orari, i comportamenti tornano leciti secondo le regole generali dell’Islam.
Comportamenti da evitare
Oltre ai divieti fisici, il Ramadan pone grande attenzione ai comportamenti morali. Sono da evitare menzogne, pettegolezzi e qualsiasi forma di comunicazione dannosa o offensiva. Anche litigi e comportamenti aggressivi sono fortemente sconsigliati, poiché contrastano con lo spirito di pace e autocontrollo che caratterizza il digiuno.
Il Ṣawm, infatti, non perde valore solo per ciò che si fa, ma anche per il modo in cui ci si comporta: il vero significato del digiuno risiede nella capacità di migliorare il proprio carattere e le relazioni con gli altri.
Il divieto di mangiare e bere, trattato anche durante i corsi arabo milano, è il più popolare del Ramadan ma non è certamente l'unico!
Chi deve digiunare e chi è esentato
Il digiuno durante il Ramadan è una pratica religiosa fondamentale, ma l’Islam tiene conto delle condizioni personali di ciascun individuo, prevedendo obblighi ed esenzioni basati sul principio della tutela della salute e della misericordia.

Chi è obbligato a digiunare
Sono obbligati a digiunare tutti i musulmani adulti che abbiano raggiunto la pubertà e che siano in buona salute fisica e mentale. Il digiuno è richiesto a chi è in grado di osservarlo senza subire danni, con la consapevolezza che si tratta di un atto di adorazione volontario e responsabile. L’obbligo riguarda sia uomini sia donne, senza distinzione, purché sussistano le condizioni necessarie.
Chi è esentato dal digiuno
Sono esentati dal digiuno diverse categorie di persone. I bambini non sono tenuti a digiunare, anche se possono essere educati gradualmente.
Gli anziani e i malati, soprattutto in presenza di patologie croniche o condizioni che rendono il digiuno dannoso, possono non osservare il digiuno.

L’esenzione si applica anche alle donne in gravidanza o in allattamento, se il digiuno può compromettere la salute della madre o del bambino, e ai viaggiatori, quando il viaggio comporta difficoltà o affaticamento.
Recupero del digiuno e Fidya
Chi non digiuna per motivi temporanei è tenuto a recuperare i giorni non digiunati in un altro periodo dell’anno, quando le condizioni lo permettono. Se invece l’esenzione è permanente, come nel caso di anziani o malati cronici che non possono digiunare nemmeno in futuro, è prevista la Fidya: una forma di compensazione che consiste nel nutrire una persona bisognosa o donare l’equivalente economico per ogni giorno di digiuno non osservato. Questa pratica consente di partecipare comunque allo spirito del Ramadan attraverso un atto di carità.
Pratiche tradizionali durante il Ramadan
Il Ramadan è un periodo in cui le pratiche religiose assumono un ruolo centrale nella vita quotidiana dei musulmani. Oltre al digiuno, il mese sacro è caratterizzato da un’intensa attività spirituale che rafforza il legame con Allah e con la comunità.
Preghiera e lettura del Corano
Nel corso del Ramadan si assiste a un aumento delle preghiere quotidiane, sia in forma individuale sia comunitaria. I fedeli cercano di vivere con maggiore attenzione le cinque preghiere obbligatorie e di dedicare più tempo alla riflessione spirituale.

Un elemento fondamentale è la lettura del Corano. Molti musulmani si pongono l’obiettivo di leggerlo interamente entro la fine del mese, poiché il Ramadan è il periodo in cui ebbe inizio la rivelazione del testo sacro. La lettura del Corano è considerata un mezzo privilegiato per comprendere il messaggio divino e rafforzare la fede.
Preghiere notturne (Tarawih)
Le Tarawih sono preghiere notturne facoltative che si svolgono dopo la preghiera serale (ʿIshaʾ) durante il mese di Ramadan. Vengono generalmente recitate in moschea, ma possono essere svolte anche a casa.
ll loro significato spirituale è profondo: le Tarawih rappresentano un momento di raccoglimento e devozione, durante il quale vengono recitati lunghi passaggi del Corano.

Parteciparvi è un modo per intensificare la spiritualità del Ramadan e vivere le notti del mese sacro con maggiore consapevolezza e dedizione.
Carità e opere di bene
La carità è un pilastro centrale del Ramadan. In questo periodo assume particolare importanza la Zakat, l’elemosina obbligatoria, e in particolare la Zakat al-Fitr, che deve essere versata prima della fine del mese.

Accanto alla Zakat, il Ramadan incoraggia ogni forma di solidarietà e aiuto ai bisognosi, come donazioni, distribuzione di cibo e sostegno alle persone in difficoltà.
Queste opere di bene riflettono lo spirito del Ramadan, fondato sulla compassione, sulla condivisione e sulla responsabilità sociale.
I pasti del Ramadan: Suhoor e Iftar
Durante il Ramadan, il digiuno quotidiano è scandito da due pasti fondamentali, il Suhoor e l’Iftar, che non hanno solo una funzione nutrizionale, ma anche un forte valore spirituale e comunitario. Entrambi contribuiscono a strutturare la giornata del fedele e a vivere il digiuno in modo equilibrato.
Suhoor
Il Suhoor è il pasto consumato prima dell’alba, poco prima dell’inizio del digiuno. È un momento importante perché fornisce l’energia necessaria per affrontare la giornata senza cibo e bevande. Nella tradizione islamica, il Suhoor è considerato un pasto benedetto ed è fortemente consigliato, anche se consumato in modo semplice.
Dal punto di vista alimentare, è utile scegliere cibi sazianti e nutrienti, come cereali integrali, legumi, uova, latticini, frutta e verdura, accompagnati da una buona idratazione. È preferibile evitare alimenti troppo salati o zuccherati, che possono aumentare la sete durante le ore di digiuno.

Iftar
L’Iftar segna la rottura del digiuno al tramonto ed è uno dei momenti più attesi della giornata. Tradizionalmente, il digiuno viene interrotto con datteri e acqua, seguendo l’esempio del profeta Muhammad, per poi proseguire con la preghiera del Maghrib e un pasto più completo.

Le tradizioni culinarie dell’Iftar variano a seconda dei Paesi e delle culture, ma il pasto è spesso condiviso in famiglia o in comunità, rafforzando i legami sociali.
Tra i piatti tipici si trovano zuppe come la harira, piatti a base di riso, carne o legumi, pane tradizionale, verdure speziate e dolci come baklava, qatayef o dessert locali. L’Iftar rappresenta non solo un momento di nutrimento, ma anche di gratitudine, convivialità e condivisione.
Laylat al-Qadr: la Notte del Destino
Laylat al-Qadr, conosciuta come la Notte del Destino, è uno dei momenti più sacri e significativi
del Ramadan,. Secondo la tradizione islamica, è la notte in cui ebbe inizio la rivelazione del Corano al profeta Muhammad, rendendola un evento di enorme valore religioso.

Dal punto di vista spirituale, Laylat al-Qadr rappresenta un’occasione unica di misericordia, perdono e benedizioni divine. È una notte in cui le preghiere sono considerate particolarmente efficaci e in cui i fedeli cercano di avvicinarsi ad Allah con umiltà e devozione.
Tradizionalmente, si colloca in una delle ultime notti dispari del Ramadan, rendendo questo periodo ancora più intenso dal punto di vista spirituale.
Le preghiere e le pratiche associate a Laylat al-Qadr includono:
la partecipazione alle preghiere notturne
la lettura e la recitazione del Corano
le invocazioni personali (duʿāʾ)
momenti di profonda riflessione.
Molti musulmani trascorrono questa notte in moschea o in raccoglimento, dedicandosi interamente alla preghiera e alla ricerca di pace interiore, nella speranza di ottenere il perdono e la benedizione divina.
Conclusione
Il Ramadan rappresenta molto più di un insieme di regole o pratiche religiose: è un periodo di profonda trasformazione interiore, in cui il digiuno, la preghiera e la carità diventano strumenti per coltivare autocontrollo, empatia e consapevolezza spirituale. Attraverso l’osservanza del Ramadan, i musulmani rinnovano il proprio legame con Allah e rafforzano valori universali come la solidarietà, la pazienza e il rispetto verso gli altri.
Comprendere il significato e le regole del Ramadan è fondamentale anche per chi non pratica l’Islam. In una società sempre più multiculturale, il rispetto e la conoscenza delle tradizioni islamiche favoriscono infatti il dialogo, la convivenza e l’inclusione. Informarsi su questo mese sacro, eventualmente seguendo corsi di arabo, significa aprirsi a una cultura diversa, riconoscendone la profondità spirituale e il valore umano che il Ramadan porta con sé.
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Oggi , giorno di ramadan, la mia badante musulmana , facendo per me la spesa, non mi ha comprato il vino perché non lo può toccare
Ma tocca il vetro, non il vino
Gradirei un commento. Grazie
Buongiorno Anna,
È comprensibile che questa situazione possa suscitare curiosità. Nel rispetto della sua fede, la tua badante probabilmente segue una convinzione personale o una regola della sua interpretazione religiosa. Alcuni musulmani evitano qualsiasi contatto con alcolici, anche se sigillati, mentre altri non hanno problemi a maneggiare le bottiglie chiuse.
Non è una questione di logica stretta (toccare il vetro e non il liquido), ma di principi e sensibilità personale. Se per lei è un limite, il modo migliore per gestire la situazione potrebbe essere semplicemente rispettarlo e trovare un’alternativa per l’acquisto. 😊