Il cinema coreano ha celebrato il suo centenario nel 2019. Dal debutto del primo film muto nella Corea sotto occupazione coloniale, migliaia di film, attori, attrici e registi hanno contribuito a costruire la ricca cultura artistica che caratterizza oggi la produzione cinematografica del Paese. Che tu stia scoprendo i film coreani per la prima volta o sia già un appassionato, conoscere la storia dell’industria cinematografica coreana può aiutarti ad apprezzarne ancora di più il valore artistico.
Le origini e il primo sviluppo del cinema coreano
Il cinema come forma d’arte e intrattenimento iniziò a diffondersi nei primi anni del Novecento in Paesi come Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Anche se dal 1910 la Corea si trovava sotto l’occupazione giapponese, il Paese riuscì comunque a sperimentare con le nuove tecnologie cinematografiche dell’epoca.
La nascita del cinema coreano: 1919
Il 1919 è considerato l’anno di nascita del cinema coreano. Fu infatti l’anno del debutto di Righteous Revenge, spesso indicato come una delle prime opere cinematografiche coreane.
Non si trattava però di un film nel senso moderno del termine, ma di uno spettacolo teatrale accompagnato da sequenze filmate proiettate sullo schermo, secondo uno stile noto come “kino-drama”. L’integrazione di questa nuova tecnologia con il teatro tradizionale mostrò fin da subito quanto le immagini in movimento potessero diventare uno strumento potente per raccontare una storia.

Il kino-drama fu presentato al Dansungsa di Seul, uno dei più antichi cinema del Paese. La sala diventò presto un luogo centrale per la diffusione del cinema in Corea, ospitando produzioni importate e locali e contribuendo a creare una vera cultura cinematografica urbana.
Il kino-drama fu presentato al Dansungsa di Seul, uno dei più antichi cinema del Paese. La sala diventò presto un luogo centrale per la diffusione del cinema in Corea, ospitando produzioni importate e locali e contribuendo a creare una vera cultura cinematografica urbana.
Il cinema durante l’occupazione giapponese: 1910-1945
Durante l’occupazione giapponese, la produzione cinematografica coreana fu sottoposta a un forte controllo e a una rigida censura. Gli studi erano obbligati a presentare sceneggiature e copie dei film ai censori per ottenere l’approvazione prima della realizzazione o della distribuzione.
I film considerati troppo nazionalisti venivano pesantemente modificati o vietati del tutto. Con il passare degli anni, le richieste propagandistiche aumentarono e, negli anni Quaranta, diventò difficile perfino realizzare film in lingua coreana.
Durante le proiezioni dei film muti stranieri, i byeonsa svolgevano il ruolo di narratori e traduttori dal vivo, accompagnando la visione con spiegazioni, dialoghi e commenti per aiutare il pubblico a seguire la storia.
Nonostante le difficoltà e i numerosi ostacoli, registi e attori coreani riuscirono a continuare a realizzare film. Per aggirare la censura ricorrevano spesso a simbolismi, metafore ed elementi narrativi codificati, riuscendo così a trasmettere messaggi significativi al pubblico coreano.
Purtroppo, molte pellicole e copie dei film realizzati in questo periodo sono andate perdute. Di conseguenza, oggi non è più possibile vedere gran parte delle opere dell'epoca, la cui esistenza e importanza sono note soprattutto grazie ai documenti e alle testimonianze storiche.
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L'età dell'oro del cinema coreano e le sfide successive
Dopo la fine dell'occupazione giapponese nel 1945, l'industria cinematografica coreana fu ricostruita sotto una nuova guida. Il Paese attraversò un periodo di rapida modernizzazione e profondi cambiamenti sociali, riflessi in moltissimi film realizzati in quegli anni e nei decenni successivi. Nella memoria collettiva della Corea, questo periodo ha lasciato un segno profondo su intere generazioni e le sue conseguenze sono ancora oggi visibili nella cultura contemporanea.
Il boom del dopoguerra (anni Cinquanta e Sessanta)
Negli anni Cinquanta e Sessanta andare al cinema divenne una delle principali attività culturali nelle aree urbane.
Fu anche il periodo in cui emerse la prima generazione di grandi registi coreani, tra cui Han Hyeong-mo, Kim Ki-young, Yu Hyun-mok e Shin Sang-ok.
Durante il breve periodo di maggiore libertà, tra la fine degli anni Cinquanta e il 1961 circa, furono realizzati capolavori come Madame Freedom e The Housemaid.

Nel 1962 il nuovo governo autoritario introdusse la Motion Picture Law (MPL), una legge sul cinema che perseguiva diversi obiettivi:
- censurare i film critici nei confronti del governo e promuovere opere dai contenuti anticomunisti;
- favorire la produzione cinematografica nazionale rispetto ai film importati;
- imporre quote di produzione alle case cinematografiche per aumentare il numero di film coreani approvati dallo Stato.
La Motion Picture Law spinse di fatto i registi a produrre il maggior numero possibile di film nel minor tempo possibile. Le case di produzione che realizzavano un numero sufficiente di opere considerate di "qualità" — spesso film di propaganda filogovernativa — ottenevano il permesso di importare pellicole straniere.
Questo sistema portò alla realizzazione di centinaia di film, dando origine a quella che viene comunemente definita l'età dell'oro del cinema coreano. La scelta più sicura e redditizia era il melodramma, un genere che continua ancora oggi a occupare un posto importante nella produzione cinematografica del Paese. Allo stesso tempo, alcuni registi cercarono di sperimentare nuovi linguaggi nonostante i rigidi limiti imposti da quote e censura, mentre anche i film di guerra e gli adattamenti letterari riscossero un notevole successo.
In base a questa legge, le case di produzione potevano importare un film straniero ogni tre film nazionali realizzati. Di conseguenza, produttori e registi iniziarono a girare pellicole in poche settimane, arrivando spesso a realizzare tra i sei e gli otto film all'anno. Kim Soo-yong, ad esempio, girò ben dieci lungometraggi nel solo 1967. Tra questi figura anche il suo celebre capolavoro, Mist.
Turbolenze politiche e censura (anni Settanta e Ottanta)
Ancora soggetti alle restrizioni della Motion Picture Law, i registi cercarono di difendere la propria libertà creativa pur dovendo rispettare una censura sempre più rigida. Melodrammi, film d'azione e commedie erotiche accuratamente costruite erano tra i generi considerati più sicuri. Nonostante ciò, alcuni grandi autori riuscirono a realizzare opere fondamentali come Mandala, The Surrogate Woman e A Fine, Windy Day.
Anche in questo periodo il cinema coreano continuò a raccontare i cambiamenti della società e la vita della classe operaia, iniziando però ad affrontare, quando possibile, temi sociali più delicati, aggirando i limiti imposti dalla censura.
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La rinascita del cinema coreano e il riconoscimento internazionale
Con un'altra fase di profondi cambiamenti, la società coreana iniziò a godere di maggiori libertà civili e di una più ampia libertà di espressione. Allo stesso tempo, l'influenza degli Stati Uniti divenne sempre più evidente: da un lato rappresentava un'apertura verso il mondo, dall'altro alimentava il desiderio di preservare l'identità culturale coreana di fronte alla globalizzazione.
Questo periodo di straordinaria crescita economica e sociale è noto come "Miracolo sul fiume Han" (Miracle on the Han River). Si tratta di un'altra fase di trasformazioni radicali che ha segnato profondamente diverse generazioni e continua ancora oggi a influenzare la cultura della Corea del Sud.
In questi anni, grandi conglomerati industriali (chaebol) come Samsung e CJ entrarono nell'industria cinematografica, investendo ingenti risorse nel settore. Grazie ai nuovi finanziamenti e a un progressivo allentamento della censura, i registi coreani iniziarono a realizzare opere sempre più moderne, dando maggiore spazio alla critica sociale.
Il sistema delle quote di produzione rimase comunque in vigore. Sebbene la possibilità di importare un numero crescente di film hollywoodiani fosse allettante, questa politica contribuì a preservare e rafforzare la produzione cinematografica nazionale.

Una celebre scena di "Peppermint Candy." | Image by East Film Company
La Korean New Wave (anni Novanta e Duemila)
Nel 1996 la Motion Picture Law fu abolita e l'industria cinematografica coreana visse una vera e propria rinascita. I registi poterono finalmente realizzare film d'autore e opere di forte rilevanza sociale con molte meno restrizioni, aprendo la strada alla prima generazione del cinema coreano contemporaneo.
Emersero così registi come Bong Joon-ho, Park Chan-wook, Kim Jee-woon e Lee Chang-dong. Le loro opere conquistarono rapidamente la scena internazionale grazie ai riconoscimenti ottenuti nei principali festival cinematografici, tra cui Cannes, Venezia e Berlino. Il loro successo contribuì a far conoscere al mondo il valore artistico e culturale del cinema coreano, dimostrando che la Corea del Sud era ormai una delle realtà più interessanti del panorama cinematografico mondiale.
I registi iniziarono a sperimentare con storie che affrontavano temi come il conflitto di classe, l'identità, gli scontri tra generazioni, la violenza e il thriller psicologico. Nacquero così film destinati a diventare dei classici, come Peppermint Candy, Oldboy e Memories of Murder, capaci di conquistare il pubblico internazionale.

I successi del cinema coreano contemporaneo (anni 2010-2020)
Gli anni 2010 hanno inaugurato una nuova fase per il cinema coreano. Registi, attori e attrici hanno ottenuto un riconoscimento internazionale senza precedenti, mentre i film sudcoreani hanno iniziato a vincere prestigiosi premi e a essere distribuiti in tutto il mondo. Nel frattempo, la Korean Wave (Hallyu) era ormai nel pieno della sua espansione, contribuendo alla diffusione globale della cultura coreana in tutte le sue forme.
Parasite è diventato il primo film non in lingua inglese a vincere l'Oscar come miglior film, segnando una svolta storica per il cinema mondiale. Solo pochi anni prima sarebbe stato difficile immaginare che un film in lingua coreana potesse non solo trovare spazio nei Paesi anglofoni, ma anche diventare uno dei titoli più attesi e apprezzati dal grande pubblico.
spettatori nelle sale cinematografiche
Nel frattempo, generi come l'horror e il crime drama hanno conquistato un pubblico sempre più vasto a livello internazionale, contribuendo ad accrescere l'interesse per la cultura coreana nel suo complesso.
Oggi la straordinaria ondata di popolarità del cinema coreano all'estero sembra essersi stabilizzata, ma tutto lascia pensare che sia soltanto questione di tempo prima che una nuova generazione di film torni a conquistare il pubblico internazionale.
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Com'è organizzata l'industria cinematografica coreana?
Oggi il cinema coreano è sostenuto da un numero ristretto di grandi società di produzione, affiancate da produttori indipendenti e istituzioni pubbliche. Pur presentando alcune somiglianze con Hollywood, il suo modello produttivo segue dinamiche diverse. L'industria culturale sudcoreana, nota per l'elevato livello di organizzazione e investimento, offre grandi opportunità creative, ma è anche caratterizzata da ritmi intensi e da una forte pressione sugli addetti ai lavori.
Le principali case di produzione e i protagonisti del settore
Tra i maggiori studi e distributori dell'industria cinematografica coreana figurano CJ ENM, Lotte Entertainment e Showbox. Questi grandi gruppi finanziano molti dei film più importanti del Paese, controllano gran parte della distribuzione e collaborano con alcuni dei registi più affermati, come Bong Joon-ho, Park Chan-wook e Ryoo Seung-wan.
Sul fronte pubblico opera invece il Korean Film Council (KOFIC), che sostiene la produzione attraverso programmi di finanziamento, promuove il cinema coreano nei festival internazionali e raccoglie i dati del botteghino per monitorare l'andamento dell'industria.
Le attuali normative sulla produzione e sulla distribuzione continuano a prevedere un sistema di quote per la programmazione dei film nazionali, sebbene molto diverso da quello introdotto nel 1962. Oggi, infatti, i registi godono di una libertà artistica molto più ampia, che ha favorito la nascita di opere sempre più originali e innovative. Questo sistema continua a contribuire alla tutela della produzione cinematografica sudcoreana, evitando che venga oscurata dalle grandi produzioni straniere.
Distribuzione e sale cinematografiche
La distribuzione e la programmazione dei film nelle sale sono dominate da pochi grandi operatori che gestiscono le principali catene di multisala, come CGV, Lotte Cinema e Megabox. Queste aziende hanno un ruolo determinante nella scelta della programmazione, influenzando in modo significativo il successo commerciale dei film. Per i registi indipendenti e le piccole case di produzione, competere con le grandi major può quindi risultare particolarmente difficile.
Allo stesso tempo, piattaforme di streaming come Netflix hanno aperto nuove opportunità, permettendo a film e serie TV coreane di raggiungere un pubblico internazionale sempre più vasto.
Oggi una delle principali sfide del settore della distribuzione è trovare un equilibrio tra gli incassi al botteghino e i ricavi derivanti dai diritti digitali e dallo streaming.
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Cronologia del cinema coreano
In questo articolo abbiamo ripercorso le tappe fondamentali della storia del cinema coreano, dai suoi esordi fino al successo internazionale degli ultimi decenni. Tra eventi storici, cambiamenti politici e grandi registi, può essere difficile orientarsi tra le diverse epoche e capire come abbiano influenzato l'evoluzione dell'industria cinematografica.
Ecco una cronologia con gli eventi, i film e i protagonisti più importanti del cinema coreano, per avere una panoramica chiara della sua evoluzione nel tempo.
2019
Righteous Revenge (의리적 구투)
Regia: Kim Do-san. Un kino-drama considerato la prima opera cinematografica realizzata in Corea.
1923
Plighted Love Under the Moon (월하의 맹서)
Regia: Yun Baek-nam. Con: Yun Sim-deok. È spesso considerato il primo lungometraggio coreano.
1924
Jang-hwa and Hong-ryeon (장화홍련전)
Regia: Park Jung-hyun. Con: Kim Ok-hui, Kim Seol-ja, Choe Byeong-ryong, Yu Jeong-sik. Basato su una delle fiabe più celebri della tradizione coreana, fu il primo lungometraggio interamente prodotto da cineasti coreani. Da allora è stato adattato numerose volte.
1926
Arirang (아리랑)
Regia: Na Woon-gyu. Con: Na Woon-gyu, Shin Il-seon. Un film simbolo del nazionalismo coreano, che dimostrò il potenziale del cinema come mezzo per esprimere l'identità nazionale.
1935
Chunhyangjeon (춘향전)
Regia: Lee Myeong-woo. Con: Moon Ye-bong, Jo Taek-wan. Primo film sonoro della Corea.
1936
Sweet Dream (미몽)
Regia: Yang Ju-nam. Con: Moon Ye-bong. È uno dei pochissimi film coreani degli anni Trenta ancora conservati.
1945
Fine dell'occupazione giapponese
La Corea viene liberata dal dominio coloniale giapponese.
1950-1953
Guerra di Corea
La penisola coreana viene divisa.
1955-1956
Inizio della rinascita del dopoguerra (Età dell'oro)
1956
Madame Freedom (자유부인)
Regia: Han Hyeong-mo. Con: Kim Jeong-rim, Namgung Won. Il racconto di una relazione extraconiugale sconvolse il pubblico dell'epoca e contribuì al rilancio dell'industria cinematografica.
1960
The Housemaid (하녀)
Regia: Kim Ki-young. Con: Kim Jin-kyu, Lee Eun-shim. Considerato uno dei più grandi capolavori del cinema coreano.
1961
Aimless Bullet (Obaltan, 오발탄)
Regia: Yu Hyun-mok. Con: Kim Jin-kyu, Choi Moo-ryong. Un intenso ritratto della povertà nel dopoguerra, oggi riconosciuto come uno dei capolavori del cinema coreano.
1961
The Houseguest and My Mother (사랑방 손님과 어머니)
Regia: Shin Sang-ok. Con: Choi Eun-hee, Kim Jin-kyu. È considerato uno dei migliori esempi della delicatezza emotiva del cinema coreano di quel periodo.
1962
Entra in vigore la Motion Picture Law
Dopo il colpo di Stato militare viene introdotto un regime autoritario. La Motion Picture Law impone una rigida censura e quote di produzione agli studi cinematografici.
1964
The Red Scarf (빨간 마후라)
Regia: Shin Sang-ok. Con: Shin Young-kyun, Nam Jeong-im. Un film che si muove tra propaganda e narrazione cinematografica.
1973
Nasce il nuovo ente per la promozione del cinema
Viene fondata la Korean Motion Picture Promotion Corporation, destinata a trasformarsi successivamente nel Korean Film Council (KOFIC).
Anni '70
Inizio della nuova ondata del cinema coreano
I film d'autore iniziano a occupare uno spazio sempre più importante.
1979
Rainy Days (초우)
Regia: Yu Hyun-mok. Con: Lee Dae-keun, Hwang Jeong-sun, Sunwoo Yong-nyeo, Park Jung-ja. Attraverso uno stile realistico e malinconico racconta i cambiamenti sociali e le trasformazioni della famiglia coreana.
1980
A Fine, Windy Day (바람 불어 좋은 날)
Regia: Lee Jang-ho. Con: Ahn Sung-ki, Lee Yeong-ho, Kim Seong-chan. Uno dei migliori esempi del cinema dedicato ai giovani e all'impegno sociale.
1981
Mandala (만다라)
Regia: Im Kwon-taek. Con: Ahn Sung-ki, Jeon Moo-song. Simboleggia l'affermazione del cinema d'autore e l'interesse per i temi religiosi e filosofici.
1987
The Surrogate Woman (씨받이)
Regia: Im Kwon-taek. Con: Kang Soo-yeon. Il film valse a Kang Soo-yeon la Coppa Volpi come migliore attrice alla Mostra del Cinema di Venezia ed esplora la condizione femminile durante il periodo Joseon.
1993
Sopyonje (서편제)
Regia: Im Kwon-taek. Con: Oh Jung-hae, Kim Myung-gon, Kim Kyu-chul. Tratto da un romanzo, contribuì a rilanciare l'interesse per le arti tradizionali coreane, in particolare il pansori.
1997
Green Fish (초록 물고기)
Regia: Lee Chang-dong. Con: Han Suk-kyu, Shim Hye-jin, Moon Sung-keun. Segna un cambiamento nel cinema coreano con il suo ritratto disilluso di una Corea in rapida trasformazione.
1999
Shiri (쉬리)
Regia: Kang Je-gyu. Con: Han Suk-kyu, Choi Min-sik, Kim Yunjin, Song Kang-ho. Primo blockbuster coreano capace di superare gli incassi dei film hollywoodiani al botteghino nazionale.
1999
Peppermint Candy (박하사탕)
Regia: Lee Chang-dong. Con: Sol Kyung-gu, Moon So-ri. Celebre per la sua innovativa struttura narrativa.
2000
Joint Security Area (공동경비구역)
Regia: Park Chan-wook. Con: Lee Byung-hun, Song Kang-ho, Lee Young-ae, Kim Tae-woo. Ispirato a eventi realmente accaduti nella Zona Demilitarizzata (DMZ), affronta le tensioni tra Corea del Nord e Corea del Sud.
2003
Memories of Murder (살인의 추억)
Regia: Bong Joon-ho. Con: Song Kang-ho, Kim Sang-kyung. Basato su una serie di omicidi realmente avvenuti, è considerato uno dei migliori film coreani di sempre grazie alla combinazione di umorismo nero e critica sociale.
2003
Oldboy (올드보이)
Regia: Park Chan-wook. Con: Choi Min-sik, Yoo Ji-tae, Kang Hye-jung. Vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes, ha conquistato il pubblico internazionale grazie alla sua intensità narrativa e al celebre colpo di scena.
2003
Spring, Summer, Fall, Winter… and Spring (봄 여름 가을 겨울 그리고 봄)
Regia: Kim Ki-duk. Con: Oh Young-soo, Kim Young-min, Seo Jae-kyung. Per molti spettatori è stato il primo incontro con il cinema d'autore coreano.
2004
3-Iron (빈집)
Regia: Kim Ki-duk. Con: Jae Hee, Lee Seung-yeon. Un'opera minimalista, romantica e quasi priva di dialoghi, apprezzata per la sua raffinata fotografia e per il linguaggio cinematografico innovativo.
2006
The Host (괴물)
Regia: Bong Joon-ho. Con: Song Kang-ho, Byun Hee-bong, Park Hae-il, Bae Doona, Go Ah-sung. Uno dei primi grandi esempi della fusione tra generi cinematografici che caratterizza il cinema coreano contemporaneo.
2010
The Man From Nowhere (아저씨)
Regia: Lee Jeong-beom. Con: Won Bin, Kim Sae-ron. Film diventato un cult, contribuì ad accrescere l'interesse internazionale verso il cinema coreano.
2010
I Saw the Devil (악마를 보았다)
Regia: Kim Jee-woon. Con: Lee Byung-hun, Choi Min-sik. Uno dei thriller più intensi e rappresentativi del cinema coreano moderno.
2012
The Thieves (도둑들)
Regia: Choi Dong-hoon. Con: Kim Yoon-seok, Kim Hye-soo, Lee Jung-jae, Jun Ji-hyun, Simon Yam. Un blockbuster in stile hollywoodiano che dimostra la maturità del cinema commerciale coreano.
2013
Snowpiercer (설국열차)
Regia: Bong Joon-ho. Con: Chris Evans, Song Kang-ho, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer. Grande produzione internazionale in lingua inglese che aprì nuove opportunità ai registi coreani nel mercato globale.
2015
Veteran (베테랑)
Regia: Ryoo Seung-wan. Con: Hwang Jung-min, Yoo Ah-in, Yoo Hae-jin. Una commedia d'azione che affronta il tema delle disuguaglianze sociali.
2016
Train to Busan (부산행)
Regia: Yeon Sang-ho. Con: Gong Yoo, Jung Yu-mi, Ma Dong-seok (Don Lee), Kim Su-an. Ha conquistato il pubblico internazionale grazie alla sua originale reinterpretazione del cinema zombie.
2016
The Wailing (곡성)
Regia: Na Hong-jin. Con: Kwak Do-won, Hwang Jung-min, Chun Woo-hee, Jun Kunimura. Unisce folklore coreano, religione e horror in un'opera acclamata dalla critica.
2017
A Taxi Driver (택시운전사)
Regia: Jang Hoon. Con: Song Kang-ho, Thomas Kretschmann, Yoo Hae-jin, Ryu Jun-yeol. Dramma storico dedicato alla rivolta democratica di Gwangju del 1980.
2019
Parasite (기생충)
Regia: Bong Joon-ho. Con: Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-shik, Park So-dam, Jang Hye-jin. Entra nella storia vincendo sia la Palma d'Oro al Festival di Cannes sia l'Oscar come miglior film.
2020
The Man Standing Next (남산의 부장들)
Regia: Woo Min-ho. Con: Lee Byung-hun, Lee Sung-min, Kwak Do-won, Lee Hee-joon. Dramma storico che racconta l'assassinio del presidente Park Chung-hee.
2025
KPop Demon Hunters
Regia: Maggie Kang e Chris Appelhans. Voci: Arden Cho, May Hong, Ji-young Yoo, Ahn Hyo-seop. Colonna sonora: Ejae, Audrey Nuna, Rei Ami, Andrew Choi. Primo grande film d'animazione internazionale dedicato a protagonisti coreani, combina riferimenti alla cultura tradizionale e contemporanea della Corea del Sud ed è diventato un successo mondiale.
La storia del cinema coreano è particolarmente affascinante per il suo profondo legame con la storia del Paese, la politica, la cultura e le trasformazioni della società. Nel corso di oltre un secolo, registi, sceneggiatori e artisti hanno utilizzato il cinema come strumento per raccontare idee, dare voce ai cambiamenti e riflettere sulle difficoltà, le speranze e le sfide vissute collettivamente dalla popolazione coreana.
Il cinema è da sempre un potente mezzo di espressione e il percorso del cinema coreano ne rappresenta uno degli esempi più significativi. Dalle prime sperimentazioni del periodo coloniale ai grandi successi internazionali contemporanei, la Corea del Sud ha dimostrato come il linguaggio cinematografico possa raccontare una nazione e conquistare il pubblico di tutto il mondo.
Fonti
- A brief history of K-cinema · V&A. (n.d.). In Victoria and Albert Museum. https://www.vam.ac.uk/articles/a-brief-history-of-k-cinema
- jburkepmc. (2021). The History of the Korean Films That No Longer Exist. In Golden Globes. https://goldenglobes.com/articles/history-korean-films-no-longer-exist-articles-history-korean-films-no-longer-exist
- Kim, J.-H. (2022). A Brief History of K-cinema. In www.jaehakim.com. https://www.jaehakim.com/2022/09/a-brief-history-of-korean-cinema-films
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