Il lessico che viene utilizzato nel campo della chimica può risultare complesso e oscuro, al punto da scoraggiare talvolta gli studenti. Di fatto, se frequenti il liceo, una certa difficoltà nella comprensione del vocabolario scientifico potrebbe essere ciò che ti impedisce di ottenere risultati migliori.

Fortunatamente, con la nostra guida tascabile dei termini fondamentali della chimica dovresti iniziare a sentirti più a tuo agio in breve tempo. Pensiamo infatti che il vocabolario scientifico di base non debba essere conosciuto unicamente dai chimici, o dai professori e ingegneri che li utilizzano. Chiunque dovrebbe essere in grado di comprendere queste parole e definizioni, dal momento che permettono di comprendere meglio il mondo che ci circonda, fatto di atomi e di reazioni chimiche.

Se stai studiando per la maturità o se devi prepararti al test di ingresso all'università (scopri le migliori facoltà di chimica in Europa!), dai un’occhiata a questo dizionario introduttivo di chimica! 

E se ritieni di avere un livello più avanzato, leggi anche il nostro articolo su tutto quello che devi sapere riguardo alla chimica. 

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Vocabolario di chimica: partiamo dalle basi

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Buona parte dei termini scientifici in italiano sono di origine latina o greca.

Partiamo letteralmente dalle cose più piccola. La chimica, di base, è lo studio di atomi, molecole, elementi e composti. Ecco i primi termini che incontriamo nelle lezioni di chimica. Ma cosa significano? È una domanda importante, dal momento che questi quattro concetti sono alla base dell'intero universo.

Un elemento - ad esempio il ferro o l’ossigeno - è una sostanza pura, che non può essere separata ulteriormente per formare altre sostanza. Possiamo solo scomporlo in atomi, ovvero le particelle anime che conservano le caratteristiche dell'elemento (non è un segreto la presenza di particelle ancora più piccole, chiamate protoni, neutroni ed elettroni, ma ne parleremo meglio dopo) . Un elemento, in sostanza, è solo una grande quantità di atomi dello stesso tipo.

E per quanto riguarda le molecole e i composti? Si tratta di due concetti abbastanza diversi. 

Per quanto riguarda le molecole, esse sono costituite da due o più atomi uniti — o legati — insieme. Quindi, sebbene un atomo di ossigeno non sia una molecola, se due atomi di ossigeno si legano tra loro, formano una molecola (che chiameremo in questo caso "O2").

I composti sono molecole che in cui sono presenti legami tra diversi tipi di atomi. Se aggiungiamo ad esempio un atomo di carbonio alla nostra molecola O2, otterremo del CO2, ovvero il diossido di carbonio, più comunemente conosciuta come anidride carbonica.

Lo studio degli atomi ci ha permesso nei decenni di comprendere la differenza tra un acido e una base, di esplorare il sistema di forze che sta alla base dell'universo e della vita stessa, e di sviluppare farmaci la cui assunzione può rappresentare una cura per centinaia di malattia altrimenti incurabili. Niente male quello che si può fare con la chimica, no?

Lezioni di chimica: protoni, neutroni ed elettroni

Per capire come questi atomi si leghino gli uni altri altri, dobbiamo osservarli ancora più da vicino. Come ti sarà capitato di sentire nei corsi di chimica, gli atomi sono fatti di particelle, che si raggruppano nel centro dell’atomo stesso o ruotano intorno al suo nucleo. Queste particelle hanno una carica positiva, neutra o negativa. Il nucleo (il centro dell’atomo) ospita i protoni, che hanno carica positiva, e i neutroni, che hanno carica neutra. Gli elettroni, con carica negativa, orbitano invece intorno al centro. 

Queste sono le chiavi per capire come sono fatti le molecole e i composti. Gli atomi si legano gli uni altri grazie a questi elettroni, e ci sono principalmente due tipi di legami: ionici o covalenti. 

  • Nei legami covalenti, due atomi condividono un paio (o più paia) di elettroni.
  • Nei legami ionici, un atomo cede un elettrone a un altro atomo. Quando questo accade, l’atomo donatore diventa uno ione, ovvero un atomo con carica positiva. I metalli sono generalmente elementi che amano perdere elettroni formando legami e acquisendo cariche positive. 
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Il vocabolario chiave della chimica: lo stato chimico e i composti

Si possono organizzare esperimenti divertenti per testare le trasformazioni della materia.
L'esempio più comune per rappresentare i cambiamenti di stato della materia è l'acqua, che allo stato solido diventa ghiaccio e a quello gassoso vapore acqueo.

Ora che abbiamo visto alcuni termini base della chimica, viene spontaneo chiedersi in che modo possano aiutarci a comprendere nozioni più complesse. Se non vedi l'ora di scoprirlo, continua a leggere!

Le molecole costituiscono sostanze che possono essere trovate in tre stati diversi. Probabilmente gli avrai già sentiti nominare, ma è importante ricordare che una sostanza può cambiare il proprio stato a causa del calore o della pressione. 

  • Stato gassoso: sostanze che non hanno una forma fissa o un volume definibile, 
  • Stato liquido: fluidi, senza forma fissa ma con un volume definibile.
  • Stato solido: sostanze più stabili, con molecole strette tra loro. Hanno una forma più fissa e un volume definito. 

Le sostanze possono essere elementi puri, composti o miscugli. In chimica, un miscuglio è definito come una sostanza fatta di due o più elementi combinati, ma non chimicamente legati come un composto. 

Ci sono diversi tipi di composti, alcuni dei quali si studiano comunemente nei corsi di chimica, tra cui:

  • Gli idrocarburi: composti organici che contengono, come suggerisce il nome, idrogeno e carbone. 
  • I polimeri: grandi molecole, che si trovano in natura o vengono riprodotte in laboratorio, formate da diverse molecole più piccole legate tra loro (spesso idrocarburi). 
  • Il sale: un composto ionico la cui carica è resa neutra. Combina ioni con carica positiva con ioni con carica negativa. 

Infine, in questa sezione, abbiamo gli acidi e le basi. Questi due termini sono opposti. Gli acidi contengono idrogeno, donano protoni e creano ioni positivi nell’acqua. Le basi producono invece ioni negativi nell’acqua. Approfondiremo questo argomento in seguito, ma se vuoi approfondire, dai un’occhiata al nostro articolo sui concetti centrali della chimica. 

Sapresti dire cosa avviene quando il sale si scioglie in una pietanza?
Il comune sale da cucina è la prova di come le nozioni chimiche ci circondino nel quotidiano!

Terminologia essenziale per i processi e le reazioni chimiche

Nella maggior parte dei corsi di chimica, dovrai conoscere i termini di base delle reazioni chimiche, o non riuscirai a capire cosa accade nel laboratorio durante un esperimento! Molte reazioni non possono essere osservate solo con gli occhi, mentre altre producono effetti visibili a occhio nudo.

Prima di tutto, devi sapere i tre elementi che caratterizzano una reazione chimica:

  • Il reagente: la sostanza presente all’inizio della reazione, 
  • Il catalizzatore: la sostanza che rende possibile la reazione, dando il via alla trasformazione del reagente,
  • Il prodotto: la sostanza ottenuta alla fine del processo. 

Tutte le reazioni sono endotermiche o esotermiche, il che significa che assorbono o rilasciano calore e, quindi, energia.

In questa tabella, puoi trovare qualche termine importante per i principali tipi di reazioni che ti troverai davanti durante gli esperimenti:

OssidazioneUna reazione che in genere coinvolge l'ossigeno e che comporta la perdita di un elettrone.
RiduzioneQuando un certo numero di elettroni si aggiunge a un atomo (l'opposto dell'ossidazione).
DistillazioneQuando una miscela perde un liquido per evaporazione e condensazione.
Decomposizione termicaSeparare un composto in due o più sostanze tramite il calore.
TitolazioneSe conosci la concentrazione di una soluzione, puoi utilizzare la titolazione per determinare la concentrazione di una soluzione differente.

Il contatto tra due o più molecole può insomma comportare una modifica sensibile nella natura delle stesse e, di conseguenza, della sostanza che formano. Questo tipo di principio è in uso per lo sviluppo di farmaci, di prodotti di pulizia per la casa, nonché nell'industria alimentare, dove viene usato per rendere più efficiente la produzione e più saporiti gli alimenti. Ma in che modo si può acquisire familiarità con i diversi elementi presenti in natura? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo!

Il linguaggio della chimica: misure e la tavola periodica

I termini teorici utilizzati nei corsi di chimica non riguardano soltanto la comprensione della struttura atomica degli stati della materia. Ti servirà anche sapere in che modi un chimico può effettuare calcoli o misurare una data sostanza. Questa terminologia si rivelerà molto utile durante le lezioni di chimica. Pronto/a? Via!

  • La tavola periodica: se ne trova una in ogni laboratorio di chimica che si rispetti. Contiene tutti gli elementi conosciuti, ordinati per numero atomico. Fu inventata dallo scienziato russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev,
  • Il numero atomico: il numero di protoni — e quindi di elettroni — contenuti in un atomo,
  • Il numero di massa: il numero di protoni sommato al numero di neutroni. 
  • L’elemento di transizione: elementi che occupano i gruppi da 3 a 12 sulla tavola periodica. Vengono anche chiamati metalli di transizione. 
  • La mole: l'unità di misura utilizzata per la quantità di sostanza. Una mole di una sostanza contiene lo stesso numero di atomi della mole di un’altra sostanza. 
  • Reattività: indica quanto è reattiva una sostanza rispetto a un’altra. Se ordini le sostanze per ordine di reattività relativa, otterrai una serie di reattività. 
  • L'equazione chimica: formula che mostra, in forma scritta, quali reagenti sono coinvolti nel processo e quale prodotto si ottiene. 

Dovrai anche conoscere una scala, la scala del pH. Questa è usata per stabilire quanto sia acida o basica una sostanza. Va da 0 a 14, dove i numeri più bassi indicano l’acidità e quelli più alti la basicità. Le sostanze neutre hanno un pH7 (ti sarà già capitato nelle pubblicità di sentir parlare di pH neutro!).

Dalla cura della casa all'assunzione di farmaci, dall'igiene personale alla cucina, ci serviamo delle reazioni chimiche quotidianamente senza esserne coscienti.

Qualche parola sull’equipaggiamento essenziale in un laboratorio di chimica

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È importante conoscere bene gli strumenti da utilizzare in laboratorio, o si rischia di compromettere l'esito degli esperimenti.

Qualsiasi introduzione al vocabolario della chimica sarebbe incompleta senza una lista degli strumenti che si utilizzano in laboratorio. La chimica infatti non è solo teorica e analitica, ma anche empirica e quindi pratica! 

Vediamo insieme il kit base per ogni aspirante chimico:

  • Il Becco di Bunsen: questo strumento sarà uno di quelli che utilizzerai di più durante gli anni di chimica al liceo. Si tratta di un'ampolla che brucia una corrente continua di gas impedendo al contempo un ritorno di fiamma nel tubo che potrebbe causare incidenti davvero poco piacevoli, per non dire pericolosi,
  • Il treppiedi e la garza: vengono utilizzati per posizionare sul becco di Bunsen i becher da riempire con elementi chimici e soluzioni, 
  • La provetta: lo strumento più iconico delle scienze chimiche; si tratta generalmente di un tubo alto e stretto in cui potrai versare soluzioni e mischiarle. Esistono anche varianti che permettono di bollire direttamente il contenuto. 
  • Le burette: simili alle provette, ma con un meccanismo che permette di misurare meticolosamente la quantità di sostanza. Sono usate principalmente per la titolazione. 

Ricorda che la chimica ci circonda ogni giorno. Scopri di più su questa meravigliosa scienza con le nostre lezioni di chimica!

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Nicolò

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.