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La dislessia e l’apprendimento del francese

Blog > Lingue straniere > Francese > Come Insegnare il Francese a un Dislessico?

Siamo tutti uguali quando si tratta di acquisire conoscenze linguistiche?

Dalla prospettiva del risultato, forse. Dal punto di vista degli sforzi da fare, certamente no!

Varie difficoltà possono rendere difficile l’uso del francese, sia come lingua straniera che come lingua madre.

Tra queste possiamo sicuramente citare i disturbi cognitivi come la dislessia, uno dei più comuni.

Molti hanno almeno un figlio o una persona dislessica nel cerchio delle proprie conoscenze.

Oppure abbiamo avuto modo di incontrarne una durante il nostro percorso scolastico, sui banchi di scuola, alle elementari, alle medie, alle superiori o all’università.

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I diversi tipi di dislessia

Dopo essere rimasto per diverso tempo sconosciuto, questo handicap è stato scoperto e sembra coinvolgere un numero crescente di individui.

È diventato un problema importante nel sistema educativo, ma può persistere ben oltre, fino alla vita professionale e adulta.

In disturbi come la dislessia, è importantissimo il supporto dell'ortofonia e della psicologia! Il ruolo dell’ortofonia, così come quello della psicologia, è fondamentale!

Secondo la definizione scientifica, il termine si riferisce a una “difficoltà d’apprendimento nella lettura e nell’ortografia, a prescindere da qualsiasi carenza intellettuale e sensoriale, e da qualsiasi disturbo psichiatrico” (enciclopedia medica Larousse), ma con una lieve diminuzione della memoria a breve termine dal punto di vista linguistico.

A titolo di esempio, l’ingegnere Ron Davis soffre di dislessia sebbene il suo QI si attesti su un punteggio di 160 (un bambino prodigio, quindi!). Non è infatti una fatalità, né un segno di ritardo mentale.

Come si manifesta la dislessia?

La dislessia si riscontra spesso alle elementari, quando il bambino inizia a confrontarsi con l’apprendimento della lingua scritta e la pratica. È sempre lo scritto, e quindi l’ortografia, che condensa tutte le barriere che non sono evidenti.

Tuttavia, questo disturbo dello sviluppo è presente sin dalla nascita, a causa di un’organizzazione cerebrale diversa rispetto a quella della maggior parte delle persone (che è lungi dall’essere un male in sé).

Tre test tradizionali sono in grado di mettere in evidenza la dislessia: le abilità metafonologiche, il RAN (Rapid automatized naming) e la denominazione delle varie lettere dell’alfabeto.

È un ostacolo per lo sviluppo dell’allievo, per i suoi risultati scolastici e, talvolta, anche per le sue relazioni con il mondo esterno. È quindi necessario adottare misure adeguate per cercare di rimediare.

Ciò è necessario nel processo di orientamento del bambino.

Secondo questa prospettiva, sono stati elaborati o implementati diversi metodi.

Scopri subito come seguire delle lezioni di francese per preparare un esame al meglio!

La teoria Davis

Abbiamo già parlato di Ron Davis. Questa mente elitaria ha fatto osservare che la sua dislessia sembrava più imbarazzante a volte che in altri momenti.

Infatti, si rese conto che praticando la scultura – il suo passatempo preferito – la sua dislessia raddoppiava perché era più creativo.

Allo stesso tempo, dedicando il maggior tempo possibile a questa attività causa di disordine dislessico, ha notato che la sua disabilità è diminuita in seguito nella vita quotidiana.

Poteva anche leggere libri senza alcuna difficoltà – o quasi!

La dislessia è un problema che non riguarda solo l'ortografia: può coinvolgere anche il sistema motorio e neurologico! La disortografia della dislessia può determinare un cattivo coordinamento motorio e neurologico!

Questa esperienza è ricca di lezioni per noi.

Infatti, è importante non bloccare il bambino nell’universo troppo duro della scuola, dove è costantemente collocato al muro, come davanti ai suoi ostacoli più insormontabili.

Cerca di scoprire le aspirazioni dello studente e trova un hobby che lo soddisfi: non solo gli offrirà una scappatoia e un momento di relax, ma gli permetterà anche di prendere le distanze dalla dislessia, traendone un maggiore profitto personale.

È anche un modo per imparare a controllare la dislessia, per viverla meglio e per soffrire meno a scuola e durante la vita lavorativa.

Le lezioni private e la dislessia

Per i dislessici, l’apprendimento linguistico e grammaticale risulta laborioso.

Un grosso problema per coloro chi desidera imparare a esprimere meglio le proprie idee per iscritto

La dislessia è di solito indissociabile dalla disortografia.

Chi è affetto da dislessia ha bisogno di molto più tempo rispetto ai propri compagni. Per questo, è un’ottima idea rivolgersi a un insegnante sensibile alla questione per un aiuto compiti a casa, un servizio di tutoraggio e sostegno scolastico.

L’elemento principale è l’intesa tra il bambino e il suo tutor. La metodologia pedagogica utilizzata in questi corsi di supporto faccia a faccia può essere lontana anni luce da quella scolastica tradizionale. Questo servizio su misura renderà più facile identificare le problematiche del momento e trovare le soluzioni appropriate.

Con i successivi piccoli miglioramenti nella lingua, l’allievo acquisirà gradualmente la fiducia in se stesso, che è già una delle risposte più efficienti alla dislessia che possano esistere per riuscire, ad esempio, a superare un esame.

È anche l’oggetto, in parallelo, del lavoro del logopedista che accompagnerà il bambino in un approccio multidisciplinare grazie a una buona valutazione e gestione delle sue disabilità di apprendimento.

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Gli esercizi adatti ai dislessici

Diversi anni fa, alcuni professionisti della riabilitazione, dei sistemi cognitivi e dell’insegnamento hanno iniziato a progettare esercizi specifici  per aiutare i dislessici ad acquisire meglio determinate nozioni – come la grammatica o il calcolo.

Nelle librerie sono ormai disponibili numerosi manuali e libri di testo, per tutte le età e tutti i livelli.

In questa letteratura indispensabile troverai il necessario per colmare il deficit del sistema scolastico nazionale in merito a questa patologia cognitiva, con adeguati esercizi matematici o dettati.

Con gli esercizi specifici, anche i dislessici possono avere lo stesso ritmo degli altri studenti! L’adattamento del ritmo è di grande importanza!

Dalla Rete si possono scaricare gratuitamente numerose risorse utili, specialmente dai siti web che mostrano un particolare interesse al fenomeno della dislessia.

Per supportare, guidare, consigliare e aiutare le famiglie, esistono alcune associazioni che si battono ogni giorno per dare visibilità a questo disturbo cognitivo e di apprendimento, sui media e tra le persone comuni.

Queste associazioni si battono, tra l’altro, per l’intelligibilità del Web nei confronti dei dislessici e propongono anche articoli in versione audio! Una semplice ma pratica idea.

Le lezioni di francese: una soluzione?

Per chi desidera imparare il francese, è utile sapere che i corsi di lingua possono essere di grande aiuto per i bambini e per tutti i dislessici in generale.

Ecco come…

Il francese, una lingua difficile?

Gli studenti francesi, se affetti da dislessia, sono come i loro genitori preoccupati quando cominciano a studiare una nuova lingua straniera, che si tratti di inglese, tedesco, italiano o spagnolo.

La stessa preoccupazione esiste per gli italiani che desiderano imparare la lingua francese. Infatti, per un dislessico, imparare due o tre lingue significa fare ulteriori sforzi! Ci saranno due volte più cose da ricordare: due sistemi fonologici, due immagini lessicali e così via.

Anche se gli idiomi hanno tutti delle specificità lessicali, grammaticali, sintattiche e logiche, sono trattati dalla stessa area del cervello. Secondo alcuni studi, i meccanismi di apprendimento delle lingue sono comuni a tutti gli idiomi.

Fortunatamente, il francese è una delle lingue regolari, che sono più facili da assimilare rispetto a quelle irregolari (con una complessa corrispondenza grafia-fonema).

Ma, a seconda dell’origine dello studente, il francese può apparire estremamente complesso.

Quindi, un dislessico giapponese avrà difficoltà a differenziare la l dalla r, dal momento che questi due fonemi non esistono nel giapponese, ma ne formano uno solo, con una pronuncia mediana.

Per avere una padronanza orale del francese come lingua straniera, la full immersion in un Paese francofono sarà indubbiamente più utile delle classiche lezioni in classe.

Un corso di francese a casa non è pertanto sempre utile nella lotta contro la dislessia, al contrario dei corsi di ripasso per gli alunni che non sono stati promossi a scuola.

Il metodo AIM

Molto popolare nel Belgio fiammingo, l’Accelerated Integrated Method, sviluppato nel 2000-2001, è opera di un’insegnante canadese: Wendy Maxwell.

Si basa su gesti e su un approccio comunicativo, con frasi pronte. Uno studio condotto da Yvonne Wever nel 2012 ha evidenziato il fatto che, per i giovani dislessici, questa modalità di apprendimento interattivo sia più efficace di qualsiasi insegnamento convenzionale.

L’obiettivo è quello di far immergere gli studenti nella lingua francese, con particolare attenzione alla lingua orale, senza alcun utilizzo della loro lingua madre.

La dislessia è una patologia che può causare numerosi problemi scolastici ai bambini! La dislessia causa problemi scolastici!

Negli ultimi decenni, i disturbi legati alla dislessia sono più conosciuti, e forse anche più numerosi. A volte esiste una permeabilità tra la dislessia e le altre difficoltà di apprendimento (come dislalia, disfasia, disortografia, discalculia, disgrafia o disturbo da deficit di attenzione – che non ha nulla a che fare con l’iperattività). Nel 2003, il neuropsicologo francese Michel Habib ha anche evocato una “costellazione di dislessia” o “dis-costellazione”.

È dunque necessario assicurarsi che un problema non nasconda l’altro e affidarsi a professionisti che siano in grado d fornire un serio aiuto. Attenzione, in alcuni casi: una diagnosi precipitosa e perentoria può essere un modo per sollevare un sistema di insegnamento dalle proprie carenze o disfunzioni.

È quindi prudente chiedere un secondo parere un professionista neutro.

Scopri anche come migliorare l’ortografia!

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