La Resistenza o lotta partigiana è stato un evento fondamentale per la costruzione dell’Italia di oggi.

Nei 20 mesi che vanno dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945, uomini e donne hanno lottato per liberarsi da oltre venti anni di regime fascista e dall’occupazione dei soldati nazisti, che fino a poco tempo prima erano stati alleati dell’Italia.

Il tutto si svolge nell’ambito della seconda guerra mondiale in cui l’Italia entra formalmente nel 1940 a fianco della Germania. Questi quattro anni di guerra, e i periodi che l’hanno preceduta, porteranno a una devastazione senza precedenti dell’Europa, mai raggiunta neanche sotto la prima guerra mondiale del 1914-1918.

In questo articolo faremo delle brevissime lezioni di storia della Resistenza, dai suoi inizi fino alla Liberazione d'Italia. Vedremo come era organizzata e in che modo ha influito sulla creazione dell’Assemblea Costituente che darà vita alla Costituzione italiana.

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Resistenza: cos’è e quando nasce la resistenza italiana

Il fascismo e l'entrata in guerra dell'Italia e l'armistizio sono i fattori che portano alla nascita della Resistenza.
Partigiani e partigiane in lotta per la libertà.

Resistenza significato

La Resistenza in generale, è una lotta per liberarsi dal dominio straniero e dall’oppressione. Durante la seconda guerra mondiale in Europa, tra il 1940 e il 1945, a resistere sono i popoli occupati dalle potenze dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo, di cui, naturalmente, facevano parte l’Italia, la Germania e il Giappone, a cui si  unirono altri stati dell'Europa conquistata.

In Danimarca, in Francia, in Finlandia o nei paesi occupati dall’Italia, come l’Albania, la Jugoslavia e la Grecia, i civili e i militari cercano di resistere all’attacco straniero con la disobbedienza civile, gli atti di sabotaggio, la guerriglia e veri e propri atti di guerra.

Come nasce la Resistenza italiana

Quando anche l’Italia smette di essere un paese invasore e diventa un paese invaso, tutte le forze di opposizione al fascismo, la società civile in generale e i militari iniziano a dare vita alla Resistenza italiana che si organizza il giorno dopo la proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943.

Le lezioni di storia  e numerosi film e libri sulla Resistenza ci parlano del generale Pietro Badoglio, allora chiamato dal Re Vittorio Emanuele III a dirigere il Governo provvisorio: firma con gli anglo-americani una resa incondizionata e tutto cambia per i soldati e per la popolazione civile.

Il 9 settembre 1943 si forma il Comitato Nazionale di Liberazione, ed è questa la data ufficiale dell'inizio della Resistenza italiana.

Per poter capire come si arriva alla resistenza in Italia, facciamo una breve panoramica degli anni che hanno preceduto l’entrata in guerra dell’Italia, fino alla sua resa agli alleati anglo-americani.

Seconda guerra mondiale: riassunto

Quando la Germania attaccò la Polonia, il 1 settembre 1939, Inghilterra e Francia le dichiarano guerra il 3 settembre, dopo aver tentato per anni di evitare il conflitto concedendole le annessioni di tutte le regioni fuori dalla Germania abitate da popoli tedeschi.

Il Patto d'acciaio firmato con la Germania, imponeva che anche l'Italia entrasse in guerra, cosa che fece con la dichiarazione di guerra agli anglo-francesi il 10 giugno 1940.

Dal 1939 al 1941 la Germania conquistò Polonia, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Grecia, Jugoslavia; solo l'Inghilterra rimase a combattere.

Le sorti del conflitto cambiarono quando l'URSS (dopo essersi annessa parte di Polonia e Lituania, Lettonia, Estonia e Bessarabia - oggi Moldavia) e gli Stati Uniti entrarono in guerra rispettivamente a il 22 giugno, perché attaccata dalla Germania, e il 7 dicembre 1941, giorno dell'attacco giapponese a Pearl Harbor.

Gli Stati Uniti già precedentemente si erano impegnati a fornire armi e assistenza al Regno Unito, firmando la loro alleanza con la Carta atlantica nel 1941.

L'esercito italiano subì pesanti sconfitte dagli alleati anglo-americani prima in Nord Africa, fino a quando gli alleati sbarcarono in Sicilia il 10 luglio 1943.

Lo sbarco degli Alleati in Normandia, il 6 giugno 1944, le vittorie dell'URSS contro la Germania nel 1945, l'entrata in guerra della Cina conto il Giappone, portarono progressivamente alla sconfitta delle forze dell'Asse.

Il Re Vittorio Emanuele III affidò il governo al maresciallo d'Italia Badoglio, il quale l'8 settembre 1943 firmò la resa incondizionata agli Alleati anglo-americani. Già le truppe tedesche avevano intensificato il controllo del territorio italiano che ben presto divenne di fatto occupato, ma dopo l'armistizio, liberarono Mussolini dalla sua prigione sul Gran Sasso il 12 settembre e si arroccarono nell'Italia settentrionale dove i fascisti rimasti fedeli a Mussolini crearono la Repubblica di Salò, il 18 settembre 1943.

Da quel momento in poi iniziò la lotta attiva, detta Resistenza che portò alla liberazione dell'Italia, narrata nelle lezioni di storia contemporanea.

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Resistenza italiana: il Comitato di Liberazione Nazionale

Il CLN fu espressione di tutti i partiti politici accomunati dall'antifascismo.
Il CLN fu l'organo di coordinamento politico e militare della Resistenza.

All'indomani dell'armistizio, il 9 settembre 1943 si formò a Roma il Comitato di Liberazione Nazionale, che diventerà il braccio politico e militare della Resistenza italiana.

I suo membri erano i rappresentanti di tutti i partiti che fino a quel momento erano stati banditi in Italia, in mano al partito unico, quello fascista, ma non solo.

Come si studia in qualsiasi corso di storia, subito dopo l'armistizio, circa 800 mila soldati italiani vengono disarmati dai Tedeschi: chi sceglie di non combattere al loro fianco viene deportato. Si parla di resistenza disarmata (fonte ANPI - Associazione nazionale partigiani italiani) proprio per indicare quei militari che si rifiutarono di continuare il supporto alle forze nazifasciste. Molti si unirono alle forze di liberazione.

Di questo movimento della Resistenza facevano parte operai, contadini, intellettuali, giovani, donne tutti accomunati dal desiderio di libertà e dall'antifascismo.

Il CLN organizzò la resistenza sia contro il nemico esterno, gli occupanti tedeschi, sia contro quello interno, il fascismo. Questi reagirono con rastrellamenti, arresti, anche a danno della popolazione civile. Le Fosse ardeatine a Roma, portano i segni dell'uccisione sommaria di 335 persone il 24 marzo 1944 da parte delle forze nazifasciste come rappresaglia.

I civili, furono un altro perno della Resistenza italiana perché protessero e nascosero i membri della Resistenza armata, i partigiani, si impegnarono in campagne di sensibilizzazione, proteste contro le deportazioni. Molto note furono le staffette: ragazzi e ragazze che in bicicletta portavano messaggi, armi, rifornimenti ai partigiani.

In un primo periodo, i membri della Resistenza si nascondevano soprattutto nelle zone montuose, per organizzare atti di guerriglia tramite le bande coordinate dal CLN. Le fila dei partigiani iniziarono a ingrossarsi. Nel corso del 1944 c'erano 70-80 mila partigiani, mentre ad aprile del 1945 avevano raggiunto 200 mila persone.

Le bande si trasformarono in brigate che portavano un nome diverso, a seconda del pensiero politico a cui si rifacevano:

  • Garibaldi - Partito comunista
  • Giustizia e Libertà - Partito d'azione
  • Matteotti - Partito socialista
  • Mazzini  - Repubblicani
  • Fiamme verdi - Cattolici

Nelle città si formavano gruppi di volontari, chiamati SAP, Squadre di organizzazione patriottica, e GAP, Gruppi di organizzazione patriottica.

Resistenza italiana: partigiani e il ruolo delle donne e dei giovani

I partigiani sono uomini e donne che hanno combattuto per la liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo.
I racconti della Resistenza, dal sito Noi Partigiani.

Chi erano i partigiani

I partigiani erano i combattenti che abbracciarono la lotta armata contro il fascismo e il nazismo. Vivevano per lo più nascosti nelle zone montuose dell'Appennino e delle Alpi o tentavano di resistere nelle città con atti di guerriglia.

Con il coordinamento del CLN e l'appoggio militare degli Alleati, iniziarono a essere sempre più efficaci nella resistenza armata.

Se i primi partigiani furono per lo più giovani e militari, stanchi di servire un regime autoritario in una guerra distruttiva, furono anche molti i cittadini comuni e le donne che presero parte ai combattimenti.

Anni dopo la fine della guerra, Bella Ciao, un canto conosciuto in Emilia Romagna, uno dei tanti canti della Resistenza italiana, diventerà l'inno postumo della Resistenza italiana.

Donne nella Resistenza

Secondo i dati ANCI sono stati riconosciuti 150.000 partigiani uomini e 30.000 donne. Quest'ultimo numero, però, è una sottostima del ruolo delle donne nella Resistenza. Molte, dopo aver preso parte alla lotta, non si identificarono come partigiane e tra l'altro dovettero di continuo sfidare anche in questa circostanza i pregiudizi legati alla condizione femminile.

Vivere sulle montagne, lontani dal controllo della famiglia, non era visto molto di buon grado, anche se proprio per il contributo dato dalle donne alla liberazione fu impossibile rifiutare dopo la guerra quello che già era stato concesso in altri paesi: il suffragio universale.

Al referendum del 2 giugno 1946, quando si votava per la Monarchia o la Repubblica e per l'Assemblea Costituente, le donne italiane poterono finalmente esprimersi politicamente.

Nel novembre del 1943 si erano formati a Milano e a Torino i Gruppi di difesa della donna che nacquero per assistere i partigiani e proteggerli, ma veicolarono immediatamente anche una spinta per l'emancipazione: uguaglianza di salari e partecipazione alla vita politica si unirono alla difesa delle lavoratrici nell'ambito della lotta per la libertà di tutta l'Italia.

I giovani nella resistenza

Anche i giovani si organizzarono in comitati e molti giovani e giovanissimi persero la vita negli scontri, durante le esecuzioni delle forze nazi-fasciste o nei campi di prigionia tedeschi.

Il Fronte della Gioventù di Milano fondato Eugenio Curiel nel 1944 fu l'ispiratore della partecipazione dei ragazzi e delle ragazze alla guerra di liberazione.

Dalla Resistenza alla liberazione d’Italia

Dopo lo sbarco in Sicilia degli anglo-americani iniziarono le trattative per l'armistizio.
Lo sbarco degli Alleati in Sicilia accelerò la resa incondizionata dell'Italia.

Dallo sbarco in Sicilia alle quattro giornate di Napoli

Lo sbarco in Sicilia di 160.000 uomini degli Alleati, iniziato il 9 luglio 1943, portò presto alla resa dell'Italia. L'armistizio firmato da Badoglio con gli Alleati il 3 settembre era sì una resa incondizionata dell'Italia, ma prometteva di offrire ogni appoggio se l'Italia avesse combattuto contro la Germania.

Dopo l'annuncio dell'armistizio fatto l'8 settembre (ma firmato giorni prima), il Re Vittorio Emanuele III e il Governo lasciavano Roma, occupata dai nazisti, e si rifugiavano a Brindisi, liberata dagli Americani.

Mussolini veniva liberato dai Tedeschi e il 18 settembre annunciava la nascita della Repubblica sociale italiana a Salò, sul Lago di Garda.

Con l'avanzata degli Alleati da Sud, l'Italia di fatto fu divisa in due zone: una settentrionale, in mano alle forze naziste e fasciste al di sopra della Linea Gotica, una linea difensiva che attraversava la Pianura padana, nella zona dell'Emilia Romagna; una centro-meridionale che gli Alleati ripresero con più sbarchi e bombardamenti, anche della stessa Roma e superando la Linea Gustav (altra linea difensiva tedesca nel centro-sud).

In questo terreno di battaglia tra le forze dell'asse e quelle alleate, la Resistenza non rimase a guardare.

In molte città si verificarono subito, tentativi di resistenza spontanea all'occupazione, come a Roma dove si cercò di difendere Porta San Paolo, all'indomani della fuga precipitosa del Re.

La maggior parte dei militari, rimasti senza ordini precisi e lasciati allo sbaraglio, verrà deportata in Germania, non come prigionieri di guerra, ma come internati e sottoposti a maltrattamenti. Si tratta di circa 600 mila militari.

Al Sud ci furono insurrezioni spontanee all'occupazione tedesca, come ricordano gli episodi di Matera, Bari e le quattro giornate di Napoli, con i cittadini che difesero il loro territorio.

Il Regno del Sud, dove si era rifugiato il Re, diede iniziò alla riorganizzazione dell'esercito.

Resistenza: dal CLNAI alle Repubbliche partigiane

I primi partigiani, supportati dalla popolazione civile e coordinati dal CLN, iniziarono presto a sferrare attacchi sempre più coordinati e a diventare più numerosi.

I primi mesi della Resistenza nel 1943/1944 furono molto difficili, a causa delle rappresaglie delle forze dell'asse e della mancanza di armi. Le 400 stragi di civili, in cui si stima che persero la vita circa 15.000 persone, non fermarono la crescita della Resistenza nelle zone al di sopra della Linea Gotica.

A marzo del 1944 si formò il Comitato di liberazione nazionale alta Italia, CLNAI, una sorta di Governo provvisorio delle zone occupate. Il 22 aprile 1944 a Salerno, il CLN, che raggruppava tutti i partiti e movimenti neofascisti, entrò a far parte del Governo di unità nazionale; segno che il coordinamento del CNL era sia politico sia militare.

Nella primavera-estate del 1944, con l'arrivo di nuove armi, sempre più zone dell'Italia centro-settentrionale riuscirono a liberarsi, specie in Emilia Romagna e in Piemonte.

Per brevi periodi si formarono anche delle Repubbliche partigiane, come quella delle Langhe e Alto Monferrato o le 23 giornate di Alba, raccontate dallo scrittore e partigiano Beppe Fenoglio.

La particolarità, in uno stato ancora formalmente monarchico, fu l'istituzione di repubbliche con esperimenti di democrazia diretta e gestione collettiva della terra.

Per la fine dell'estate del 1944 tutte le Repubbliche partigiane e le forme di autogoverno furono riconquistate dai Tedeschi e i partigiani, di nuovo costretti a riparare sulle montagne.

L'insurrezione generale e la liberazione

Durante l'inverno del 1944/1945 l'avanzata degli alleati si fermò alla Linea Gotica. Con il lancio aereo delle armi ai partigiani, da parte degli alleati, la Resistenza armata riprese nuovo vigore, sempre aiutata dalla Resistenza civile.

Nell'aprile del 1945, gli Alleati superarono la Linea Gotica, mentre i partigiani,  portano alla liberazione delle maggiori città come Bologna, il 19 aprile.

Il 24 Aprile 1945 il CLNAI proclamò lo stato di insurrezione generale, e il messaggio fu annunciato anche in una delle radio della resistenza di Milano, guidata Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica.

Mentre l'offensiva dei partigiani e degli Alleati si intensificava in tutto il Nord ancora occupato, Mussolini tentò di fuggire il 25 aprile, travestito da soldato tedesco, ma fu arrestato e fucilato il 28 aprile 1945.

La liberazione di Milano, che avvenne il 25 aprile fu scelta come data simbolica della Liberazione d'Italia.

Resistenza italiana: come finisce

Dopo la Liberazione i partigiani iniziarono progressivamente a deporre le armi, mentre i partiti del CLN si preparavano per la transizione verso la ricostruzione dell'Italia.

I cittadini italiani furono presto chiamati al voto per decidere se mantenere la Monarchia o passare alla Repubblica; contemporaneamente si votava per i membri dell'Assemblea Costituente, organo provvisorio che doveva riscrivere la Costituzione italiana.

Il referendum del 2 giugno 1946 vide la vittoria della Repubblica con il 54,7% delle preferenze. La nuova Assemblea Costituente fu un'emanazione del CLN e costituita per il 35% della Democrazia cristiana, DC, partito cattolico di Alcide de Gasperi, per il 40% dalla sinistra di Partito socialista italiano, PSI, e Partito comunista italiano, PCI. Il Partito d'azione pur essendo parte integrante del CLN e avendo numerose brigate partigiane, ottenne una piccolissima rappresentanza.

L'impatto del CLN e della Resistenza sulla neonata Repubblica si manifestò nella Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 e fondata sui valori di libertà e uguaglianza.

La Resistenza ha di fatto riunito l'Italia nella lotta al fascismo e all'occupazione nazista e ha permesso di rifondare uno stato martoriato sull'idea della centralità del popolo sovrano, del lavoro e della democrazia.

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Catia Dos Santos

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue