L’Anno Santo porta con sé la ricchezza della missione di Gesù: portare una parola e un gesto di consolazione ai poveri, annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavitù.

Papa Francesco

L'anno del Giubileo, nella Chiesa cattolica romana, è una celebrazione che viene svolta per un anno intero ogni venticinque anni, durante la quale ai cattolici viene concessa la remissione dei peccati dal papa a determinate condizioni, come il completamento di un pellegrinaggio.

Il Giubileo ha origini bibliche e storiche legate alla tradizione giudaico-cristiana, e rappresenta ancora oggi un evento centrale per la Chiesa cattolica, capace di unire fede, tradizione e storia.

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Origini bibliche del Giubileo

Nella Bibbia, il termine "giubileo" trae origine dal Levitico, dove si narra che ogni 50 anni il popolo d'Israele era solito celebrare un anno di riposo per la terra, di liberazione degli schiavi e di restituzione delle proprietà. Tale anno era scandito dal suono dello "jobel", il corno di ariete da cui deriva il termine giubileo.

Nel contesto cristiano, il Giubileo fu istituito ufficialmente da Papa Bonifacio VIII nel 1300 come periodo di indulgenza plenaria, inizialmente celebrato ogni 100 anni, poi ridotto a intervalli più brevi (50, 33 e infine 25 anni). La tradizione prevede un pellegrinaggio a Roma, la visita alle principali basiliche e l'attraversamento della Porta Santa come simbolo di riconciliazione e di rinnovamento spirituale.

Nel corso dei secoli, i Giubilei si sono arricchiti di riti, significati teologici e momenti di riflessione collettiva, fino a comprendere Giubilei straordinari per eventi particolari, come il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco nel 2015-2016.

In questo articolo scopriremo le origini, il significato e l'evoluzionme di questo importante evento religioso cui da sempre aderiscono milioni di cattolici, anche perché le lezioni di storia a scuola non sempre trattano l'argomento.

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Le origini veterotestamentarie del Giubileo

In questa nostra prima lezione di storia, partiamo dalle origini: nella tradizione ebraica l'anno giubilare era considerato un periodo di gioia, l'anno della cosidetta remissione, ossia del perdono universale.

Nel libro del Levitico (25:10) si legge infatti:

"Santifica il cinquantesimo anno e proclamerai la remissione a tutti gli abitanti della tua terra: perché è l'anno del giubileo".

Secondo la legge mosaica, ogni 50 anni il popolo d’Israele celebrava un anno speciale dedicato a Dio, noto come “anno del Giubileo”. Durante questo periodo, venivano proclamati la liberazione degli schiavi, la restituzione delle terre ai legittimi proprietari e il resto dei terreni agricoli, che non dovevano essere coltivati.

L’anno del Giubileo era inaugurato dal suono dello “jobel”, il corno di ariete, da cui deriva il termine “Giubileo”.

Questo anno straordinario rappresentava nell'antico Isreale un momento di incredibile uguaglianza e giustizia sociale, in cui il popolo era chiamato a ricordare che la terra apparteneva a Dio e che ogni uomo era semplicemente custode dei beni ricevuti.

Il Giubileo nel Cristianesimo cattolico

Con l'avvento del cristianesimo, il concetto di Giubileo subì una trasformazione, assumendo una dimensione principalmente spirituale.

Sebbene non vi siano riferimenti diretti al Giubileo nel Nuovo Testamento, il messaggio di Gesù Cristo è intriso dello spirito del Giubileo. Prendiamo il celebre passo del Vangelo di Luca (4:18-19) nel quale Gesù annuncia la sua missione:

"Lo Spirito del Signore è sopra di me; […] mi ha mandato per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore".

Questo riferimento all'anno di grazia richiama, come abbiamo visto, il Giubileo biblico come tempo di salvezza e misericordia.

Il primo giubileo cristiano: Bonifacio VIII e il 1300

Il giubileo cristiano, nella forma che conosciamo oggi, fu istituito ufficialmente da papa Bonifacio VIII nel 1300. In quell'anno, il papa proclamò un Anno Santo che avrebbe concesso l'indulgenza plenaria a tutti i pellegrini che si fossero recati a Roma, visitando le basiliche di San Pietro e San Paolo. Questo evento attirò un numero enorme di fedeli da tutta Europa e consolidò Roma come centro spirituale del cristianesimo.

Ma come andarono esattamente le cose?

Bonifacio VIII

Di fronte alle grandi sofferenze causate da guerre e malattie come la peste, migliaia di pellegrini giunsero a Roma per Natale nel 1299. Il cardinale Giacomo Gaetani Stefaneschi, contemporaneo e consigliere di papa Bonifacio VIII, narra che la proclamazione del giubileo sarebbe legata alle dichiarazioni di alcuni pellegrini anziani, secondo i quali grandi indulgenze erano state concesse a tutti i pellegrini a Roma circa cento anni prima.

Il 22 febbraio 1300, Bonifacio pubblicò quindi la bolla "Antiquorum habet fida relatio", in cui, facendo appello (in modo un pò vago) ai precedenti delle epoche passate, promise "il perdono più completo di tutti i peccati" a coloro che avrebbero soddisfatto determinate condizioni.

Quali erano le richieste per la completa remissione dei peccati?

  • pieno pentimento dei propri peccati
  • confessione
  • visita delle basiliche di San Pietro e San Paolo a Roma, almeno una volta al giorno per un periodo di tempo specificato: nel caso degli abitanti della città per 30 giorni, nel caso degli stranieri per 15 giorni.

La parola "giubileo", tuttavia, non compare nella bolla papale: Bonifacio VIII parla piuttosto di una celebrazione che deve verificarsi ogni 100 anni, ma scrittori sia romani che stranieri descrissero quest'anno come annus jubileus, e il nome "giubileo" (sebbene altri, come "anno santo" o "anno d'oro", siano stati usati nel tempo) è stato utilizzato da allora per descrivere tali celebrazioni.

Tra coloro che compirono il pellegrinaggio di quel primo giubileo ci sono Cimabue, Giotto, Carlo di Valois, il cronista Giovanni Villani e Dante Alighieri, che lo menziona nella Divina Commedia nel Canto XXXI del Paradiso.

Prova a seguire video lezioni storia per chiarirti le idee.

Remissione dei peccati e il significato del numero 50

Il concetto di remissione dei peccati in epoca medievale era strettamente legato al numero 50. Ma per quale ragione? Si deve questa connessione alla figura di Thomas Becket, noto come San Tommaso di Canterbury, venerato come santo e martire dalla Chiesa cattolica e dalla Comunione anglicana.

La traslazione del corpo di Thomas Becket ebbe luogo nell'anno 1220, esattamente 50 anni dopo il suo martirio, avvenuto nella cattedrale di Canterbury per mano dei seguaci del re Enrico II, al quale Tommaso si opponeva.

In quell'occasione il cardinale Stephen Langton tenne un sermone, durante il quale affermò che questa coincidenza era intesa dalla Provvidenza per ricordare "la virtù mistica del numero cinquanta, che, come ogni lettore della pagina sacra sa, è il numero della remissione".

Evoluzione e cambiamenti del Giubileo nel tempo

Inizialmente Bonifacio VIII stabilì che il giubileo sarebbe stato celebrato ogni 100 anni, ma questa cadenza fu poi ulteriormente modificata dai pontefici successivi. Nel XIV secolo alcune figure di grande rilievo religioso e culturale, quali Santa Brigida di Svezia e il poeta Francesco Petrarca sollecitarono papa Clemente VI, allora residente ad Avignone durante la famigerata "cattività avignonese", a modificare la decisione presa da Bonifacio VIII.

Nel 1343, Clemente VI acconsentì ed emanò la bolla Unigenitus, e stabilì che il Giubileo sarebbe stato celebrato ogni 50 anni. Nel 1350 si celebrò un giubileo e, sebbene il papa non fosse tornato a Roma, il cardinale Gaetani Ceccano fu inviato a rappresentarlo. In questa occasione, furono aggiunte le visite giornaliere all'arcibasilica di San Giovanni in Laterano, oltre a quelle alle basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le Mura.

Successivamente, in virtù di un'ordinanza di Papa Urbano VI, fu proposto di tenere un giubileo ogni 33 anni per rappresentare il periodo del soggiorno di Cristo sulla terra e anche la durata media della vita umana al tempo.

Il giubileo successivo si tenne quindi nel 1390 e la Basilica di Santa Maria Maggiore fu aggiunta all'elenco dei luoghi da visitare in occasione dei pellegrinaggi giubilari. Le visite alla basilica di San Giovanni in Laterano, a quelle di San Pietro e San Paolo fuori le Mura e di Santa Maria Maggiore sono rimaste una delle condizioni per ottenere l'indulgenza del giubileo romano.

Nel 1400 così tante persone giunsero a Roma che Papa Bonifacio IX concesse di nuovo l'indulgenza, sebbene non avesse decretato un anno di giubileo in precedenza. Uno dei più gravi episodi di peste durante la seconda ondata pandemica fu esacerbato dai numerosi pellegrini che si recavano e tornavano da Roma; nella città stessa morivano ogni giorno 600-800 fedeli!

Un altro giubileo fu proclamato da papa Martino V nel 1423 (33 anni dopo l'ultimo giubileo proclamato nel 1390), ma papa Niccolò V, nel 1450, tornò al periodo quinquennale, mentre nel 1470 papa Paolo II decretò che il giubileo dovesse essere celebrato ogni 25 anni, e questa è stata la regola da allora. Paolo permise anche agli stranieri di visitare una chiesa specifica nel loro paese e di contribuire alle spese delle Guerre Sante, come sostituto del pellegrinaggio a Roma.

Il Giubileo in epoca moderna

Facendo un balzo in tempi più recenti non possiamo non menzionare il Giubileo più importante dell'era contemporanea, ossia il "Grande GIubileo" del 2000.

Storia ed evoluzione del Giubileo.
Il Giubileo del 2000 è stato un evento storico globale, che ha segnato una nuova fase nella storia della Chiesa.

Papa Giovanni Paolo II annunciò un Grande Giubileo per l'anno 2000 con la sua lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente (1994). In questo scritto egli chiese un periodo di preparazione di tre anni che conducesse all'apertura del Grande Giubileo il 24 dicembre 1999.

Questo Giubileo fu caratterizzato da una semplificazione dei riti e dei requisiti per ottenere l'indulgenza, nonché da un enorme sforzo per coinvolgere altri cristiani nella celebrazione. I protestanti e la Chiesa ortodossa orientale furono invitati a celebrare il giubileo insieme ai cattolici come segno di ecumenismo. Inoltre, furono invocati giubilei speciali per vari gruppi all'interno della Chiesa, come bambini, atleti, politici e attori. La Giornata mondiale della gioventù, celebrata a Roma in agosto, riunì oltre due milioni di giovani.

Oltre ai Giubilei ordinari celebrati ogni 25 anni, sono stati proclamati Giubilei straordinari in occasioni speciali. Uno dei più significativi è stato senza dubbio, in tempi recenti, il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco nel 2015-2016, incentrato sul tema della misericordia divina e sull'importanza del perdono e della carità.

In conclusione possiamo senza dubbio affermare che il Giubileo rappresenta ancora oggi un evento spirituale di grande importanza per i cattolici. Questa lunga e articolata celebnrazione invita i fedeli a intraprendere un cammino di conversione, a riconciliarsi con Dio e con il prossimo e a riscoprire la dimensione comunitaria della fede.

Le sue radici bibliche e la sua evoluzione storica testimoniano la continuità di un messaggio di speranza, di giustizia e di misericordia che attraversa i secoli e rimane attuale nella vita della Chiesa e della società contemporanea.

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Sandra

Educatrice, insegnante di meditazione, appassionata di storia, filosofia e di discipline spirituali.