Cos'è la Festa della Repubblica e come si festeggia? Partiamo dalla definizione di una delle feste più importanti per la storia dell'Italia: si festeggia la nascita della Repubblica italiana scelta con un referendum a suffragio universale il 2 giugno 1946.

Per comprenderne appieno il significato, ripercorriamo la storia della Festa della Repubblica dagli eventi che l'hanno preceduta. Per fare questo è importante conoscere in breve la storia dell'Italia della seconda guerra mondiale e ancora prima durante il regime fascista.

Il referendum del 2 giugno rappresenta proprio la voglia di rinascita di un paese in cerca di rifondare lo stato e la società dopo le distruzioni e le limitazioni della libertà causati dalla guerra e dal regime autoritario.

I/Le migliori insegnanti di Storia disponibili
Lorenzo
5
5 (28 Commenti)
Lorenzo
32€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Stefano
5
5 (17 Commenti)
Stefano
15€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Francesco
5
5 (15 Commenti)
Francesco
25€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Jacopo e.
4,9
4,9 (17 Commenti)
Jacopo e.
20€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Michele
4,9
4,9 (15 Commenti)
Michele
15€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Alfredo
5
5 (18 Commenti)
Alfredo
10€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Gabriele
5
5 (6 Commenti)
Gabriele
10€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Marta
5
5 (25 Commenti)
Marta
15€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Lorenzo
5
5 (28 Commenti)
Lorenzo
32€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Stefano
5
5 (17 Commenti)
Stefano
15€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Francesco
5
5 (15 Commenti)
Francesco
25€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Jacopo e.
4,9
4,9 (17 Commenti)
Jacopo e.
20€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Michele
4,9
4,9 (15 Commenti)
Michele
15€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Alfredo
5
5 (18 Commenti)
Alfredo
10€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Gabriele
5
5 (6 Commenti)
Gabriele
10€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Marta
5
5 (25 Commenti)
Marta
15€
/h
Gift icon
Prima lezione offerta!
Inizia subito

Dalla Monarchia alla Repubblica

Per capire come la nasce la Repubblica italiana è utile conoscere il ruolo istituzionale della Monarchia sabauda e dei partiti durante il fascismo, la seconda guerra mondiale e la Resistenza.
Il referendum del 2 giugno 1946 segnò la nascita della Repubblica italiana!

Cosa spinse gli Italiani a scegliere di passare dalla Monarchia alla Repubblica il 2 giugno 1946? La risposta va ricercata nel ruolo che ebbe la Monarchia durante il fascismo e la seconda guerra mondiale.

Vittorio Emanuele III di Savoia era stato incoronato Re d'Italia alla morte del padre Umberto I nel 1900. Si era fatto notare per la sua partecipazione alla I guerra mondiale, ma quando nell'ottobre del 1922 Mussolini e i suoi seguaci marciarono su Roma, si rifiutò di firmare lo stato d'assedio proposto dal Parlamento e nominò Mussolini Capo del Governo.

La costituzione in vigore a quei tempi era lo Statuto Albertino, una carta flessibile concessa da Re Carlo Alberto dopo i moti del 1848. Ogni legge del Parlamento necessitava della firma del Re.

La presa del potere di Mussolini, senza l'obiezione della Monarchia fu rapida e passò dall'uccisione di opponenti di spicco come Giacomo Matteotti, alle leggi che limitavano i poteri del Parlamento, alla politica del partito unico.

In politica estera, l'asse con la Germania portava a intervenire nella guerra civile spagnola (1936-1939) a fianco di Francisco Franco, e soprattutto nella seconda guerra mondiale.

Fu solo quando il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini nel luglio del 1943 che il Re lo fece arrestare e nominò un altro Presidente del Consiglio, Pietro Badoglio.

L'8 settembre 1943 l'Italia annunciò la resa totale agli alleati anglo-americani sbarcati in Sicilia; il Re fuggì verso la Puglia, ma l'esercito italiano fu lasciato senza ordini a fronteggiare l'esercito tedesco, ormai forza occupante.

La Resistenza nacque il 9 settembre 1943 con il Comitato di Liberazione Nazionale, CLN, creato dai partiti politici messi a tacere durante il fascismo. Nel 1944 era chiaro che Badoglio, considerato troppo vicino al regime fascista e alla Monarchia, non potesse più essere Capo del Governo.

Il nuovo presidente provvisorio, Ivanoe Bonomi, era un'espressione del CLN, decise di rimandare a fine guerra la questione istituzionale: scegliere tra Monarchia e Repubblica.

Dopo la liberazione d'Italia, simbolicamente festeggiata il 25 aprile 1945, la parola passò al popolo italiano che durante il referendum del 2 giugno 1946 decise a favore della Repubblica con il 54,3% dei voti.

Vittorio Emanuele III aveva abdicato a favore del figlio Umberto II un mese prima del referendum, ma ciò non bastò. Il 2 giugno nasceva la Repubblica italiana, ma segnava anche l'inizio di una nuova era politica.

Queste votazioni saranno ricordate per il suffragio universale con cui si sono eletti i membri dell'Assemblea costituente che hanno dato all'Italia una nuova Costituzione.

Il Primo presidente della Repubblica fu Enrico de Nicola, mentre Alcide De Gasperi della Democrazia cristiana, inaugurerà una serie di governi, prima di unità nazionale fino al 1947, poi con l'arrivo del . finanziato dagli Americani per la ricostruzione dell'Italia, avrà i partiti di sinistra all'opposizione.

La dinastia Savoia rimarrà in esilio fino al 2003, quando i discendenti dei vecchi monarchi furono riaccolti in Italia.

Voto alle donne: il significato del 2 giugno

Il 2 giugno 1946 è una data simbolica de voto alle donne, non perché votarono per la prima volta, ma perché poterono scegliere a parità di diritto i propri rappresentanti all'Assemblea costituente e la forma istituzionale.
Ecco quando fu concesso il voto alle donne in Italia!

Il giorno del referendum del 2 giugno viene spesso ricordato come il primo voto delle donne in Italia. In realtà, non è così perché le donne italiane poterono votare alle elezioni amministrative di marzo del 1946.

La portata del referendum del 2 giugno fu sicuramente storica, perché per la prima volta le donne poterono entrare in Parlamento e partecipare come membri dell'Assemblea costituente alla costruzione di una nuova Italia.

La partecipazione fu massiccia: votò l'89% degli aventi diritto e di questi, il 53% erano donne!

Delle 226 candidate che si presentarono, ne furono elette 21 e 5 di queste entrarono a far parte della Commissione dei 75, definita dei padri (e delle madri) della Costituzione.

Il 2 giugno 1946 è una data simbolica dell'emancipazione femminile e il primo passo concreto per riconoscere il ruolo svolto dalle donne durante la guerra e il regime e un invito a costruire insieme un futuro.

Qual è la storia del suffragio femminile in Italia?

L'idea del voto alle donne in tarda età moderna, risale alla Rivoluzione francese del 1789. In particolare, si deve a Olympe de Gouges l'autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina nel 1791.

Alla fine le donne non poterono votare in Francia prima del 1946, ma la loro voce iniziò a levarsi in altri paesi europei. Nel Regno Unito fu coniato il termine suffragette per descrivere (quasi in maniera canzonatoria) le donne che con manifestazioni, scioperi e atti coraggiosi di ribellione chiedevano il diritto di vito.

Il movimento delle suffragette nato nel Regno Unito nel 1869, fu riconosciuto nel 1897 ma dovette attendere il 1919 per compiere la propria missione. Nel frattempo le donne andavano al voto in Nuova Zelanda (1893), Australia (1901) e Finlandia (1906).

In Italia nacquero diverse organizzazioni femminili, come l'Unione femminile, inaugurata a Milano nel 1899 con il compito di proteggere i diritti delle donne e dei bambini.

Fu con la seconda guerra mondiale che le donne riuscirono a dimostrare di essere una parte essenziale della società.

Non solo dovettero occupare i posti nelle fabbriche, in assenza degli uomini in guerra, ma mandarono avanti l'economia e parteciparono attivamente alla resistenza al nazifascismo.

Ruolo delle donne nella Resistenza

Oggi la lotta per la parità di genere non si basa sul diritto di voto, ma sulla parità salariale e sulla parità di contributo al lavoro domestico tra uomini e donne.
La parità di genere ancora non è stata raggiunta in alcuni ambiti.

Durante la Resistenza si crearono i Gruppi di difesa della donna, GDD, che avevano come obiettivo quello di difendere i diritti della donna, incluso quello di voto, inquadrandoli nella lotta di tutto il paese per la liberazione dal nazifascismo.

I GDD furono riconosciuti dal CLN e diedero impulso alla decisione del governo Bonomi nel gennaio del 1945 di concedere il diritto di voto femminile. Nel marzo del 1946 questo diritto non fu solo passivo; un decreto stabiliva che le donne potevano anche essere elette.

Con l'elezione del 2 giugno 1946 le donne contribuivano a rendere l'uguaglianza una legge fondamentale dello stato italiano, con l'art. 3 della Costituzione.

Parità di genere in Italia

La parità di genere è un traguardo ancora da raggiungere, stando al Gender Equality Index. E' soprattutto nel lavoro e nella suddivisione del carico di lavoro famigliare che si trovano più disparità tra donne e uomini. Le donne continuano ad avere un salario più basso del 14% rispetto agli uomini e più lavori di cura familiare. Anche in politica serve più uguaglianza.

La Costituzione italiana: storia e significato

Il ruolo principale del Presidente della Repubblica è quello di fare da garante alla costituzione.
Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione.

La Festa della Repubblica del 2 giugno serve a ricordare anche la legge fondamentale su cui si regge tutto l'ordinamento: la Costituzione italiana.

La nascita della Costituzione italiana prende le mosse dal referendum del 2 giugno 1946 quando si votò per decidere tra Monarchia e Repubblica e per eleggere i membri dell'Assemblea costituente.

Questa fu incaricata di dare all'Italia una nuova costituzione che superasse lo Statuto Albertino, tanto facilmente piegato per imporre le limitazioni dei diritti civili e politici, il partito unico e le leggi razziali contro i cittadini di religione ebraica.

La Costituzione nasce come mediazione tra le diverse anime politiche che si unirono per lottare per la libertà.

Rispetto allo Statuto Albertino la Costituzione italiana è stata approvata dall'Assemblea e non concessa dal Re; è rigida perché non può essere modificata da leggi ordinarie ma da leggi costituzionali per cui servono i voti dei 2/3 del Parlamento e a certe condizioni, un referendum popolare abrogativo; è lunga perché contiene 139 articoli che disciplinano i rapporti tra lo Stato e il cittadino e il funzionamento degli organi dello Stato; è programmatica e progressiva perché pensa che in futuro servano altre leggi per poterne attuare i principi e inserirne di nuovi.

La Costituzione è stata scritta dal Comitato costituzionale di 18 membri, un sottogruppo della Commissione costituzionale di 75 membri creata nel luglio del 1946 dall'Assemblea costituente proprio perché preparasse un progetto di Costituzione.

La Commissione ha lavorato con delle sottocommissioni che hanno poi discusso gli articoli e li hanno presentati all'Assemblea costituente, che li ha nuovamente discussi, emendati e approvati.

La Costituzione italiana è entrata in vigore il 31 gennaio 1948 ed è suddivisa in 3 parti:

  • Principi fondamentali, i primi 12 articoli
  • Parte prima su diritti e doveri del cittadino, artt.13-54
  • Parte seconda sull'ordinamento della repubblica, artt. 55-139

Tra i principi fondamentali, ricordiamo l'art. 1 che sancisce che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e affida il potere al popolo che lo esercita nei limiti e nelle forme previste dalla Costituzione.

L'art. 2 stabilisce che i cittadini hanno diritti e doveri non solo come singoli ma anche come collettività e che i loro diritti fondamentali sono tutelati dalla Repubblica.

L'art. 3 dice che nessuno può essere discriminato per genere, razza, religione o appartenenza politica e che oltre a rispettare questi diritti sulla carta, bisogna anche fare in modo che di fatto vengano garantiti.

Nella parte II che riguarda l'ordinamento dello Stato si stabiliscono le norme che riguardano il potere legislativo affidato al Parlamento, esecutivo affidato al Governo e giudiziario, un potere indipendente.

Il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento è il garante della Costituzione.

>

Il portale che connette insegnanti privati/e e allievi/e

1a lezione offerta

Ti è piaciuto quest'articolo? Lascia un commento

5,00 (2 voto(i))
Loading...

Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue