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La poesia nei corsi di italiano

Di Igor, pubblicato il 13/06/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Corso di Italiano: Leggere la Poesia

Muoiono i poeti
ma non muore la poesia
perché la poesia è infinita
come la vita.
(Aldo Palazzeschi)

Le sue specificità sono tali che il linguaggio poetico è un tipo di linguaggio a parte.

Nella storia politica, si sente spesso parlare di “stato nello stato”. Nel caso che ci interessa, potremmo parlare di una “lingua nella lingua”!

Questo gioco di parole è adattissimo insieme a molti altri giochi di parole specifici per la poesia.

Nella poesia infatti giochiamo con simboli, immagini, suoni, ritmi, cesure, dissonanze e armonie…

Oltre al messaggio letterale, è possibile passare uno o più messaggi secondari, più o meno nascosti. A significati proprio per questo ancora più evocativi.

Gli amanti l’hanno capito!

Grazie a questa ricchezza ineguagliabile, l’opera del poeta ha un ruolo senz’altro privilegiato in un corso di lingua.

E questo posto è un vero piedistallo, il cui accesso è tutt’altro che scontato.

Per scoprirlo, niente di meglio che essere guidati da un insegnante qualificato in una sorta di viaggio iniziatico che ci introduce a poco a poco ai segreti e ai misteri dello spirito umano.

Vediamo cosa possiamo dire della nostra bellissima lingua, usata da Leopardi, Foscolo e  Montale! O quando la cultura è al servizio della lingua italiana.

 

Scopri come imparare italiano con la letteratura.

Comprendere la poesia significa usare la lingua italiana con leggerezza

No no, non è un errore! Qui, la parola leggerezza non è in alcun modo peggiorativa e non dovrebbe far pensare a qualcosa di futile.

Al contrario si tratta di un termine che si oppone a qualsiasi cosa possa farti pensare alla pesantezza o alla goffaggine del linguaggio. Sapere come apprezzare una poesia non è necessariamente un dono innato.

Il testo, a prima vista, sembra oscuro alla stragrande maggioranza degli studenti, sia nell’istruzione primaria che secondaria. Molte sottigliezze richiedono delle spiegazioni ulteriori che possano rendere il testo apprezzabile anche dai più giovani.

La poesia è uno strumento a volte più vicino all’analisi musicale o alla matematica. C’è la metrica per esempio, che riguarda il numero di sillabe (di “piedi” per alcune lingue antiche e straniere), rime (maschile e femminile), e forme poetiche con strofe (ode, ballata, sonetto,… ).

Una scuola di lingua straniera è la migliore per un apprendimento intensivo. Un gruppo di lettura per acquisire abilità in poesia, perché no?

Facendo un sondaggio alla fine di una lezione sulla poesia tenuta in una scuola elementare, i bambini ci hanno subito risposto che ciò che caratterizza la verve poetica, secondo loro, è la rima, che va di pari passo con il verso.

Tuttavia, con l’emergere della poesia contemporanea, il suo verso libero e la sua emancipazione dai canoni classici o tradizionali, un poema può sembrare più vicino alla prosa e addirittura tralasciare qualunque rima. Con la nascita della poesia contemporanea, la piccola scintilla alla base della creazione va ben al di là di semplici regole letterarie.

 

Ecco qualche film per imparare italiano.

La poesia è in realtà un modo per sentire le parole e apprendere il linguaggio per diffondere il significato sull’essenza dell’uomo, del creato o della divinità. In ogni caso, che si tratti della Divina Commedia di Dante, del teatro di Manzoni, dei sonetti di Petrarca o dei versi di Montale, l’amante della buona letteratura avrà a sua disposizione una vasta gamma di opportunità per mettersi alla prova.

Sapere come apprezzare una poesia e gioire nel leggerla è un divertimento poco costoso! La frequentazione regolare del genere poetico ha poi un’influenza positiva sul cervello. La comprensione della tua lingua madre salirà alle stelle, così come la tua conoscenza lessicale e la capacità di associare parole armoniose.

Potrai accedere a un registro più alto della lingua, che ti renderà più facile qualsiasi lavoro di scrittura o composizione, un esercizio che spesso penalizza più di uno studente di scuola superiore o addirittura all’università.

Imparare la poesia significa giocare con assonanze e rime

Oltre alla semplice comprensione scritta della poesia, possiamo considerare la sua declamazione ad alta voce, che poi in fondo rappresenta la sua pratica effettiva. Leggere da soli, nella propria testa, una raccolta di versi, è un piacere del cervello che soddisfa l’immaginazione e il gusto del linguaggio.

Ma il risultato di una lettura ad alta voce è infinitamente superiore e più fruttuoso. In questo modo tutte le ricchezze semantiche e sonore del libro possono essere portate alla luce: in questo modo davvero non perdiamo nessun tesoro nascosto.

Bisogna leggere insieme perchè è un'esperienza arricchente per la mente! Leggere insieme è una buona pratica che purtroppo stiamo perdendo.

È anche un modo per condividere la tua passione con altre persone. L’idea di un caffè poetico o di una cerchia di appassionati che si trovino a leggere poesia è tutt’altro che negativa. Il film L’attimo fuggente, ambientato negli Stati Uniti in un prestigioso college di alta classe, sebbene abbia un finale un po’ tragico, è stato un enorme successo e gioca proprio su questo aspetto.

Esiste, tuttavia, qualcosa di ancora migliore della lettura ordinaria ad alta voce. È recitare una poesia dopo averla imparata a memoria.

Questo esercizio richiede molto più tempo e uno sforzo mentale significativo, ma i benefici sono comunque considerevoli.

Recitare una poesia imparata a memoria, interiorizzata e provata, ci da anche la possibilità di mettere in allenamento la nostra dizione in modo estremamente facile, evitando i possibili ostacoli legati alla lettura di un testo che si scopre per la prima volta – o quasi.

Leggi come imparare italiano ascoltando canzoni.

Questo modo di declamare è un processo simile a quello di un attore. Dobbiamo mettere tutto il coraggio che abbiamo, lavorare sulle pause e sui ritmi; cercare il più possibile di rispettare le intonazioni desiderate dall’autore.

Chiunque declami una poesia, anche se antica, si appropria di una parte di essa.

In un certo senso, prendendoci la briga di incarnare un testo poetico, sia per noi stessi che per un pubblico, ci permette di dare nuova vita a un’opera d’arte immateriale.

Ma dal momento che a un beneficio spesso ne segue un altro, il piacere di declamare poesie a memoria ci permetterà di progredire in termini   di concentrazione, memoria, espressione (sia gestuale che orale) e discorsività.

Il tempo che passi a lavorare sul tuo testo non sarà mai perso! Dunque, per concludere, l’ideale rimane la pratica della poesia. In questa prospettiva, sono richieste particolare attitudine e abilità. Ci vorrà un certo talento e un certo gusto per gestire i versi senza che il tuo lavoro risulti puramente meccanico.

Ma l’abilità a drammatizzare potrà senz’altro risultarti utile in tante occasioni della vita… perciò se dovessi scoprire un corso di teatro prova a partecipare e ad applicare queste abilità alla poesia.

Oltre alla lettura e alla declamazione c’è poi la scrittura. Scrivere poesie nel proprio tempo libero è più raro, ma chissà che un grande genio non si nasconda nel tuo animo?

Chiunque di noi prima o poi ha provato a scrivere almeno una poesia. Scrivere poesie ci permette di allenare la mente e il cuore ed esplorare sentimenti!

Quali sono le poesie più studiate nelle lezioni di italiano?

Insegnanti o professori di scuola secondaria diplomati e insegnanti di scuola elementare, hanno i loro studenti che apprendono o studiano le poesie che per loro sono più significative.

Nelle classi più adulte, l’insegnante può consentire ai suoi alunni di scegliere da soli una poesia, rispettando determinati criteri di scelta.

Paradossalmente, gli adolescenti si allontanano molto raramente dai classici!

Anche se la scienza statistica è molto difficile da attuare in questo campo a causa della mancanza di dati, proviamo un breve abbozzo delle poesie più studiate …

Indubbiamente alle superiori uno dei testi più studiati è la Divina Commedia di Dante.

Il linguaggio di Dante può sicuramente spaventare all’inizio perché si tratta di un italiano indubbiamente antiquato e a tratti ancora oscuro anche agli studiosi più esperti. Ma è fuori di dubbio che la Divina Commedia, con la sua ritmica in endecasillabi, è veramente un biglietto da visita per stupire parenti e amici. E qui la scelta è davvero molto ampia: i passi da cui scegliere sono moltissimi, fra i più belli possiamo senz’altro citare il V canto dell’Inferno (oggettivamente la cantica più interessante) dove incontriamo la storia di Paolo e Francesca. Senza dimenticare il primo canto e i famosissimi versi iniziali: Nel mezzo del cammin di nostra vita… 

Scopri come integrare lo studio dell’italiano.

Per gli amanti del periodo, ma di opere più brevi, possiamo senz’altro suggerire qualche sonetto di Petrarca, altro grande maestro della prima poesia italiana.

Spostandoci un po’ nel tempo, arriviamo a grandi classici come Foscolo e Leopardi. In particolare Leopardi colpisce sempre chi lo studia per la sua storia personale un po’ sfortunata, ma soprattutto per la sua enorme abilità come poeta, capace di far spaziare la mente oltre i confini dell’universo stando semplicemente seduto a osservare un tramonto. Tutti noi siamo stati colpiti nel leggere la prima volta L’infinito e l’ermo colle tanto caro al poeta.

Chi poi volesse avventurarsi in poesie di tutt’altro genere, potrebbe pensare di leggere qualche lavoro di Alessandro Manzoni, di cui a scuole spesso si legge Il 5 maggio.

Indimenticabili invece nel Novecento moltissimi autori che hanno portato forme espressive via via svincolate dalla rigidità della metrica, mantenendo tuttavia una grande capacità di esprimere sentimenti profondi. E’ il caso per esempio di Ungaretti, spesso a torto ricordato soltanto per le sue poesie di guerra, fino ad arrivare a Eugenio Montale (Ossi di seppia la raccolta più famosa) o Pasolini.

La poesia di Alda Merini tocca i vertici della bellezza e del dolore. Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane scomparsa qualche anno fa.

Ma non dimentichiamoci anche la poesia al femminile: in questo caso dobbiamo citare la grande Alda Merini insieme al nome, poco conosciuto ma da riscoprire, di Antonia Pozzi… di queste ultime suggerisco anche di dare un’occhiata alla loro biografia, che permetterà di far apprezzare ancora di più i loro versi limpidi.

Allora buona lettura!

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