Il Giorno della memoria sentiamo parlare della parola olocausto in riferimento allo sterminio compiuto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Libri, film, testimonianze dirette, documenti dell’epoca e il processo di Norimberga a 29 capi nazisti hanno chiarito a tutto il mondo che quello che è successo a sei milioni di Ebrei e 11 milioni di persone di minoranze etniche o religiose, dissidenti politici o persone disabili è stato un crimine efferato che non può essere dimenticato.

Lo sterminio di tutte queste persone viene chiamato in modi diversi: Olocausto per la stampa anglosassone; gli Ebrei si riferiscono al loro sterminio come Shoah; i Rom e Sinti parlano di Porajmos, nel diritto internazionale si parla di genocidio.

Cosa indicano esattamente tutte queste parole e perché nel Giorno della memoria aiutano a mantenere vivo il ricordo di chi non c'è più?

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Cosa significa olocausto?

Olocausto è una delle parole usate per descrivere il genocidio di Ebrei, Rom e altre minoranze politiche, religiose durante la seconda guerra mondiale.
Il Giorno della Memoria commemora le vittime dello sterminio nazista e serve da monito all'umanità.

Olocausto significa sacrificio ed è una parola greca che si riferisce a una pratica religiosa adottata da diversi popoli, tra cui il popolo ebraico, di sacrificare gli animali sull’altare in onore della divinità. In genere si trattava di agnelli, capretti o colombe che venivano immolate durante le funzioni religiose. Nell’Antico Testamento ci sono diverse occasioni in cui il capo famiglia compie un sacrificio.

La parola Olocausto fu usata dai media per riferirsi alla sconcertante verità sulla sistematica eliminazione degli Ebrei compiuta dai nazisti in tutta Europa durante la seconda guerra mondiale. La liberazione di Auschwitz del 27 gennaio 1945 fu una data significativa perché i superstiti dei campi poterono raccontare al mondo ciò che era successo anche se solo con la propria presenza. Per questo è stato scelto per il Giorno della memoria.

Cosa significa Shoah?

Nello stato di Israele lo sterminio subito dal popolo ebraico viene commemorato nel Giorno della Shoah, Yom Ha-Shoah. Questa parola ebraica significa distruzione e si avvicina a un altro termine usato dal popolo ebraico associato ai massacri della seconda guerra mondiale: hurban. Durante lo Yom Ha-Shoah i sopravvissuti leggono ad alta voce i nomi delle persone che sono rimaste vittime dello sterminio. A loro va la giornata della memoria.

Ecco 10 film che raccontano la Shoah.

Cosa significa genocidio?

Il genocidio è un crimine nel diritto internazionale e indica lo sterminio di un popolo o gruppo specifico per motivi di razza, religione, idee politiche ecc. L’inventore di questa parola fu Rapahel Lemkin, un giurista polacco di origini ebraiche che nel 1944 scrisse un libro sulla situazione giuridica di privazione dei diritti nell'Europa occupata dai nazisti. Nel 1948 l’Organizzazione della Nazioni Unite, voluta dai vincitori della seconda guerra mondiale per garantire la pace e la sicurezza internazionale, recepì la parola genocidio come una specifica categoria di crimine internazionale come concepito da Lemkin.

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Cosa significa Porajmos?

Porajmos significa grande divoramento o devastazione ed è il nome con cui i Rom, Sinti e altri popoli nomadi, chiamano lo sterminio a cui furono soggetti in Germania e altri paesi dell’Asse. I popoli nomadi furono deportati in campi creati appositamente per loro in Germania a partire dal 1939. Come per gli Ebrei, le persecuzioni si estesero anche ai paesi occupati. Particolarmente cruente furono le repressioni in Romania e Croazia, dove morirono circa 50 mila persone rom. Nel 1943 iniziò la deportazione di tutti i Rom in un’ala separata del lager di Auschwitz, come ordinato da Himmler.

Nel libro I nomi dello sterminio di Anna Vera Calimani viene spiegata l’origine dei nomi dati allo sterminio. In qualunque modo lo si voglia chiamare, rimane una tragedia che l’umanità intera non deve mai dimenticare. Per questo l’Onu ha istituito la Giornata della memoria per ricordare le vittime dello sterminio nazista (Enciclopedia dell'Olocausto):

  • 6 milioni di Ebrei
  • 11.8 milioni di cittadini sovietici (specie polacchi e ucraini)
  • 250 mila Rom e Sinti
  • 250 mila persone disabili
  • 70 mila criminali (tra cui omosessuali)
  • 2 mila testimoni di Geova

Per capire cosa successe esattamente agli Ebrei europei dal 1939 al 1945 è bene ricordare l’origine dell’antisemitismo, il razzismo rivolto a questo popolo semita.

Perché il popolo ebraico è stato perseguitato?

L'Olocausto affonda le radici nell'antisemitismo, da sempre diffuso nel continente euro-asiatico.
L'antisemitismo è alla base della Shoah.

Le radici dello sterminio del popolo ebraico in Europa hanno diverse diramazioni: l’intolleranza religiosa, il razzismo, il nazionalismo, il classismo. Per secoli gli Ebrei sono stati perseguitati. Nella Palestina occupata dai Romani nacque e morì quello che i cristiani considerano il figlio di dio, Gesù. Dopo che i cristiani smisero di essere perseguitati dai Romani e il cristianesimo divenne la religione di stato dell’Impero, si diffuse l’idea della colpevolezza del popolo ebraico della sua morte.

Costretto a spostarsi dalla propria terra natale, la Palestina, e a migrare in tutto il mondo noto, il popolo ebraico veniva spesso preso di mira dalle popolazioni locali, accusato dei mali economici della società. Dal 38 a.c. si verificarono sommosse popolari che nella Russia e nell'Europa orientale del XIX sec. furono chiamati pogrom, saccheggi e massacri ai danni delle minoranze ebree. Intorno al 1512 a Venezia si creò il ghetto, un luogo in cui erano confinati gli Ebrei della città. Il ghetto si espanse a Roma e in altri luoghi fino a che non fu chiuso nella Francia rivoluzionaria nel 1791 e nel neonato regno d'Italia nel 1861.

Razzismo, intolleranza religiosa, rivendicazioni economiche, credenze popolari e dicerie si traducono in odio verso gli Ebrei, ossia l'antisemitismo.

Olocausto: significato nella Germania nazista

Con l’avvento del partito nazionalsocialista di Adolf Hitler (20 aprile 1889 - 30 aprile 1945) in Germania iniziò la persecuzione sistematica e di stato del popolo ebraico.

Si trattata di una persecuzione etnica, fondata su una teoria razziale secondo cui il popolo ariano, a cui dicevano di appartenere i Tedeschi, era superiore agli altri popoli. L’ultimo gradino di questa spaventosa scala razziale era occupato dagli Ebrei accusati di tutti i mali che affliggevano la Germania da quando aveva perso la prima guerra mondiale (1915-1918).

Le leggi di Norimberga sulla razza del 1935 sintetizzavano le idee razziste di Hitler e vietavano ai cittadini tedeschi di mischiarsi con le cosiddette razze inferiori. Seguirono presto limitazioni sempre più stringenti e violente, dal divieto di ricoprire incarichi pubblici ed essere identificati con la J di Jude, giudeo, sul passaporto, alle violenze aperte come quelle della Notte dei cristalli, il 9 novembre 1939, dove furono assaliti negozi e sinagoghe e uccise persone.

In questo clima antisemita si svolgono le vicende raccontate da uno dei libri più noti sulla Shoah: il Diario di Anna Frank.

La negazione dell’umanità agli Ebrei, che pure erano da secoli integrati nella società, continuò con il divieto di frequentare la scuola, la confisca delle fabbriche e dei beni, la deportazione in centri di detenzione e lavoro forzato chiamato campo i concentramento lager. Il primo fu quello di Dachau, creato nel 1933 per i dissidenti politici.

I Rom, anche se giudicati meno pericolosi degli Ebrei, subirono una sorte simile dall’internamento in Germania dal 1939 al trasferimento nei campi in Polonia nel 1943.

Olocausto e seconda guerra mondiale

Con l'aggressione territoriale i nazisti spostano forzatamente le minoranze ebree in Europa orientale.
L'Olocausto è legato alle conquiste territoriali dei nazisti.

La dura pace inflitta alla Germania dopo la prima guerra mondiale portò la Repubblica di Weimar (1918-9133) in una condizione economica disastrosa di cui il partito nazista accusava la minoranza ebraica. Appena due mesi dopo essere stato nominato cancelliere, nonostante non avesse la maggioranza in parlamento, Hitler iniziò una serie di atti legali che progressivamente spogliarono gli Ebrei di tutti i diritti e i di tutti i loro beni, arrivando a un piano efferato di sterminio di massa che fu attuato non solo in Germania ma in tutti i paesi occupati dall’offensiva militare lanciata nel 1939.

La seconda guerra mondiale ha inizio formalmente con l’invasione della Polonia da parte della Germania il 1 settembre 1939, quando Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania e alle potenze dell’Asse costituito da Germania, Italia, Giappone e via via dai governi fantocci che instauravano.

Le sorti degli Ebrei sono legate alle espansioni territoriali della Germania e alle scelte dei suoi alleati. L’Italia, guidata dal partito fascista di Mussolini (1898-1945) al potere dal 1922, varò le leggi razziali contro gli Ebrei nel 1938.

Nei paesi conquistati, a partire dalla Polonia, Hitler replicò lo schema di persecuzione che aveva messo in atto in Germania. Prima furono creati i ghetti dove gli Ebrei erano costretti a indossare la “stella di Davide”, per essere più facilmente riconosciuti e quindi attaccati. Oltre 3,5 milioni di Ebrei polacchi dovettero vivere in condizioni disumane; molti morirono per malattie o per fucilazioni.

Poi, dal 1940 furono costruiti i primi campi di concentramento, luoghi di prigionia dove all’inizio gli Ebrei, i Rom, gli oppositori politici erano costretti ai lavori forzati. Nel 1940 i capi nazisti ordinarono la costruzione del campo di concentramento di Oswiecim, una cittadina che dai Tedeschi veniva chiamata Auschwitz. Sarà il più grande lager e anche il più tristemente famoso campo di sterminio, dove sopravvivranno solo 200 mila persone degli 1,3 milioni internati.

Il 22 giugno 1941 Hitler invase l’Unione Sovietica, che entrò in guerra, seguita poi dagli Stati Uniti il 7 dicembre 1941.

Olocausto: la soluzione finale

Genocidio è la parola che descrive il crimine contro le minoranze ebraiche che i nazisti hanno tentato di cancellare.
I campi di sterminio dovevano cancellare le tracce di un crimine indicibile.

Nel marzo del 1942 si tenne la Conferenza di Wansee a Berlino, dove i capi nazisti decisero “la soluzione finale al problema degli Ebrei": il loro totale sterminio. Circa 2,7 milioni di persone moriranno nei lager e altri 3 milioni peer fucilazioni o stenti.

La macchina burocratica, militare e operativa tedesca si mise in moto per creare campi di sterminio come quelli di Belzec e Treblinka, con camere a gas mobili e poi fisse e forni crematori per nascondere le tracce degli Ebrei provenienti da tutti i paesi invasi dalla Germania.

Il 9 aprile del 1943 ci fu una forte insurrezione nel ghetto di Varsavia e per evitare ulteriori ribellioni da parte degli Ebrei, i ghetti furono chiusi. Anche ad Auschwitz e Treblinka ci furono tentativi di ribellione, tutti soffocati.

Mentre gli alleati avanzavano da ovest e da est, la Germania subì pesanti sconfitte e diventava sempre più chiaro che avrebbe perso la guerra. Come colpo di coda nel gennaio del 1945, decise di chiudere tutti i campi di concentramento e di portare i prigionieri entro i confini della Germania. Prima furono usati i treni merci, ma più avanti, gli internati già spossati e indeboliti furono costretti a liberare i campi di concentramento a piedi in quella che fu definita la “marcia della morte”.

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa liberò Auschwitz e vi trovò solo i prigionieri che non erano stati considerati abili al lavoro e quindi non costretti a essere evacuati in Germania. I Britannici e gli Americani liberarono altri campi di concentramento e iniziarono a documentare l’accaduto.

Fino alla fine furono eseguiti gli ordini di deportazione e sterminio di massa fino alla resa della Germania l’8 maggio 1945, in seguito al suicidio di Hitler.

Le potenze vincitrici della guerra, Usa, Urss, Gran Bretagna e Francia crearono un tribunale militare speciale per processare i gerarchi nazisti. La sede fu proprio Norimberga, la città che per prima aveva visto proclamare le leggi sulla razza.

Nonostante le leggi razziali, le persecuzioni, la deportazione degli Ebrei e di altre minoranze fossero sotto gli occhi di tutti, i nazisti cercano di eseguire il piano finale di sterminio in segretezza, facendo cancellare alle stesse vittime le tracce dei massacri con fosse comuni e forni crematori. Il pubblico non doveva sapere e neanche i nemici, per questo si ordinò l’evacuazione dei lager. Gli stessi prigionieri erano tenuti all’oscuro.

Proprio per questo è importante parlarne, per non dimenticare il nome di ognuna delle vittime di uno dei crimini più efferati dell'umanità, il genocidio.

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue