La dislessia è uno dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) più diffusi e interessa principalmente la capacità di leggere in modo corretto e fluente. A scuola, queste difficoltà possono riflettersi non solo sull'apprendimento della lettura, ma anche sulla scrittura, sulla comprensione dei testi, sulla memorizzazione e, più in generale, sull'esperienza scolastica dello studente.

Le conseguenze della dislessia non sono uguali per tutti: alcuni bambini imparano a compensare le proprie difficoltà fin dai primi anni della scuola primaria, mentre altri necessitano di un supporto più strutturato. Con una diagnosi precoce, strategie didattiche personalizzate e l'utilizzo di strumenti compensativi, è possibile favorire un apprendimento efficace e ridurre il rischio di frustrazione, demotivazione e calo dell'autostima.

Forse ti starai chiedendo se tuo figlio è dislessico? In questo articolo analizzeremo le principali difficoltà che una persona con dislessia può incontrare durante il percorso scolastico, spiegando come si manifestano, perché si verificano e come affrontarle. Per ogni aspetto troverai consigli pratici rivolti a insegnanti, genitori e adulti con dislessia, con l'obiettivo di promuovere un ambiente di apprendimento più inclusivo e consapevole.

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Prima difficoltà: identificare le parole

La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento che si caratterizza per la presenza di una difficoltà nell'acquisizione della lingua scritta, passa quindi attraverso un'alterazione della lettura (lentezza) e della scrittura (errori frequenti). Può essere associata disortografia, cioè difficoltà a ricordare l'ortografia delle parole. Esistono due livelli di dislessia: la dislessia grave, considerata un disturbo specifico dell'apprendimento dalla legge del 2010, e la dislessia da lieve a moderata.

Bambina fa i compiti: come riconoscere la dislessia a scuola?
Quali sono le difficoltà che incontrano i dislessici?

Per imparare a leggere è necessario riconoscere rapidamente le parole scritte e associarle al loro significato. Nei bambini con dislessia questo processo può richiedere più tempo e un maggiore sforzo cognitivo, soprattutto nelle prime fasi dell'apprendimento. Di conseguenza, la lettura risulta meno automatica e ogni parola deve essere "decifrata" con attenzione prima di essere compresa.

Questa difficoltà non dipende da una mancanza di intelligenza o di impegno, ma dal diverso modo in cui il cervello elabora il linguaggio scritto. Alcuni bambini possono riconoscere con facilità parole già familiari, ma incontrare ostacoli davanti a termini nuovi o poco frequenti; altri, invece, faticano a leggere anche parole di uso comune. Le difficoltà nell'identificazione delle parole possono rallentare l'apprendimento di tutte le discipline che richiedono la lettura, rendendo più impegnativo seguire le lezioni, svolgere i compiti o studiare in autonomia.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Presenta nuove parole in modo graduale, collegandole a immagini, esempi concreti o attività pratiche.
  • Dedica tempo a esercizi di consapevolezza fonologica e di associazione tra lettere e suoni.
  • Evita di chiedere allo studente di leggere ad alta voce senza preavviso, soprattutto se questo genera ansia o imbarazzo.
  • Utilizza caratteri ad alta leggibilità, una spaziatura adeguata e testi ben organizzati per facilitare la lettura.

Per i genitori

  • Leggete insieme ogni giorno, alternando la lettura ad alta voce del bambino a quella dell'adulto.
  • Concentratevi sulla comprensione del testo più che sulla velocità, valorizzando ogni progresso.
  • Create un ambiente sereno, evitando confronti con fratelli o compagni di classe.

Per gli adulti con dislessia

  • Se leggere richiede ancora molto impegno, sfrutta strumenti come audiolibri, ebook con sintesi vocale o applicazioni che facilitano la lettura.
  • Quando affronti documenti complessi, suddividili in parti più brevi e concediti il tempo necessario per elaborarli senza fretta.
  • Ricorda che chiedere strumenti di supporto non significa essere meno competenti: significa utilizzare le risorse più adatte al tuo modo di apprendere.

Seconda difficoltà per chi ha la dislessia: lettura scorrevole e senza errori

Una delle caratteristiche più comuni della dislessia è la difficoltà a leggere in modo fluido, accurato e automatico. Anche quando il bambino riesce a riconoscere le singole parole, può impiegare molto tempo per leggerle, fermarsi frequentemente o commettere errori che interrompono il ritmo della lettura.

Bambino autistico a scuola fa i compiti.

La lettura richiede quindi un notevole sforzo cognitivo: gran parte dell'attenzione viene dedicata alla decodifica delle parole, lasciando meno risorse disponibili per comprendere il significato del testo.

Per questo motivo, uno studente con dislessia può leggere correttamente un brano ma faticare a ricordarne o spiegarne il contenuto. Tra gli errori più frequenti rientrano la sostituzione, l'omissione o l'aggiunta di lettere e sillabe, così come l'inversione dell'ordine dei suoni all'interno delle parole. Questi errori possono diminuire con l'esercizio e con interventi mirati, ma tendono a persistere nel tempo e non sono indice di scarso impegno.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Non valutare uno studente esclusivamente in base alla velocità di lettura, ma considera anche la comprensione del testo e i progressi raggiunti.
  • Concedi tempi aggiuntivi durante le verifiche che prevedono la lettura di testi lunghi.
  • Integra la lettura con strumenti compensativi, come la sintesi vocale o gli audiolibri, soprattutto quando l'obiettivo è comprendere i contenuti e non esercitare la lettura.

Per i genitori

  • Incoraggia tuo figlio a leggere senza interromperlo continuamente per correggere ogni errore: troppe correzioni possono aumentare la frustrazione e ridurre la motivazione.
  • Se il testo è particolarmente impegnativo, alternate la lettura o leggete insieme, così da mantenere alta l'attenzione sulla comprensione.
  • Celebra i piccoli miglioramenti, ricordando che acquisire una maggiore fluidità richiede tempo e costanza.

Per gli adulti con dislessia

  • Organizza le attività che richiedono molta lettura prevedendo pause regolari: mantenere alta la concentrazione è spesso più importante della velocità con cui si completa il compito.
  • Quando possibile, scegli formati digitali che permettano di modificare dimensione del carattere, spaziatura o colore dello sfondo per rendere la lettura più confortevole.
  • Per documenti lunghi o complessi, utilizza la sintesi vocale o alterna lettura e ascolto per ridurre l'affaticamento.

Terza difficoltà: tagliare le parole di una frase

Per molte persone la lettura di una frase è un processo automatico: gli spazi tra le parole vengono riconosciuti immediatamente e il cervello riesce a separare con facilità i diversi elementi del testo. Per alcuni bambini con dislessia, invece, individuare i confini tra una parola e l'altra può richiedere un maggiore sforzo.

Questa difficoltà può manifestarsi soprattutto durante i primi anni della scuola primaria, quando il bambino sta ancora consolidando le competenze di lettura.

Ragazza legge affrontando passo dopo passo dislessia.

Può accadere, ad esempio, che unisca due parole tra loro, le separi in modo errato o perda il ritmo della frase, con ripercussioni sulla comprensione del testo. Anche nella scrittura possono comparire errori come la fusione di parole ("lamamma" invece di "la mamma") oppure la separazione impropria di una parola ("in sieme" invece di "insieme"). Sebbene questi errori siano più strettamente associati alla disortografia, possono coesistere con la dislessia e rendere più complesso il percorso di apprendimento.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Utilizza testi ben impaginati, con una spaziatura adeguata tra parole e righe, per facilitare la lettura.
  • Proponi attività che aiutino gli studenti a riconoscere la struttura della frase, ad esempio attraverso esercizi di segmentazione, lettura guidata o uso di colori per evidenziare le diverse parole.
  • Evita di sovraccaricare le pagine con troppe informazioni: un testo ordinato riduce il carico cognitivo.

Per i genitori

  • Leggete insieme seguendo il testo con un dito o un segnalibro, così da aiutare il bambino a mantenere il punto durante la lettura.
  • Trasformate l'apprendimento in un gioco, ad esempio chiedendo di individuare parole specifiche all'interno di una frase o di ricomporre frasi utilizzando cartoncini con parole separate.
  • Ricorda che l'obiettivo non è leggere velocemente, ma sviluppare gradualmente una maggiore sicurezza.

Per gli adulti con dislessia

  • Se i testi molto densi risultano difficili da seguire, utilizza strumenti digitali che consentano di aumentare l'interlinea, modificare il carattere o evidenziare una riga alla volta.
  • Quando studi o lavori su documenti lunghi, suddividi il testo in sezioni più brevi per mantenere alta l'attenzione e ridurre il rischio di perdere il filo della lettura.
  • Se possibile, alterna la lettura all'ascolto tramite sintesi vocale: seguire contemporaneamente il testo scritto e quello letto può facilitare la comprensione.

Quarta difficoltà di un dislessico: dimenticare, invertire o aggiungere suoni

Durante l'apprendimento della lettura, alcuni bambini con dislessia possono avere difficoltà a elaborare correttamente i suoni che compongono le parole. Questo può tradursi in errori come l'omissione di una lettera o di una sillaba, l'aggiunta di suoni non presenti nel testo oppure l'inversione del loro ordine.

Bambino legge affrontando passo dopo passo dislessia.
Quali sono le principali difficoltà che incontra un bambino dislessico?

Ad esempio, il bambino potrebbe leggere "telefono" come "telenofo", "coccodrillo" come "cocordillo" oppure invertire l'ordine delle lettere in parole più lunghe. Questi errori sono particolarmente frequenti quando la lettura è veloce o il testo contiene termini nuovi e complessi. Le difficoltà riguardano la consapevolezza fonologica, cioè la capacità di riconoscere e manipolare i suoni del linguaggio. Per questo motivo, leggere parole sconosciute o inventate può risultare particolarmente impegnativo rispetto alla lettura di termini già familiari.

È importante sottolineare che questi errori non sono dovuti a disattenzione o a scarso esercizio: rappresentano una delle modalità con cui la dislessia può manifestarsi e tendono a ridursi grazie a un intervento mirato e all'utilizzo di strategie adeguate.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Proponi attività che rafforzino la consapevolezza fonologica, come esercizi sulle rime, sulla suddivisione in sillabe e sull'associazione tra lettere e suoni.
  • Introduci gradualmente parole nuove, aumentando la complessità solo quando le competenze precedenti risultano consolidate.
  • Correggi gli errori con calma, spiegando il motivo della correzione senza trasformare la lettura in un'esperienza frustrante.

Per i genitori

  • Giocate con le parole attraverso filastrocche, rime e giochi linguistici che aiutino il bambino a riconoscere i suoni in modo naturale.
  • Quando legge ad alta voce, lascia che completi la parola prima di intervenire: interromperlo continuamente può compromettere la fluidità e la fiducia in sé stesso.
  • Valorizza i miglioramenti, anche se graduali, ricordando che ogni bambino procede con tempi diversi.

Per gli adulti con dislessia

  • Se continui a confondere parole lunghe o poco frequenti, prenditi il tempo necessario per leggerle con attenzione invece di forzare la velocità.
  • Utilizza strumenti digitali con correttore ortografico e sintesi vocale per verificare la correttezza di documenti importanti.
  • Se queste difficoltà influiscono sul lavoro o sullo studio, valuta il supporto di uno specialista per individuare strategie personalizzate che possano semplificare le attività quotidiane.

Quinta difficoltà: confondere suoni simili e lettere simili

Un'altra difficoltà frequente nelle persone con dislessia riguarda la distinzione tra suoni o lettere che presentano caratteristiche molto simili. Durante la lettura, il bambino può confondere grafemi come b e d, p e q, oppure suoni come f e v, t e d, soprattutto nelle prime fasi dell'apprendimento. Questi errori non dipendono da problemi di vista né dal fatto che il bambino "veda le lettere al contrario", un falso mito ancora molto diffuso.

Lettere di legno utili per affrontare la dislessia a scuola.

La difficoltà è legata principalmente all'elaborazione delle informazioni linguistiche e alla conversione tra grafemi (le lettere scritte) e fonemi (i suoni corrispondenti).

Le confusioni tendono a essere più frequenti con parole nuove, poco familiari o particolarmente lunghe, mentre possono diminuire quando il bambino acquisisce maggiore esperienza nella lettura e utilizza strategie compensative efficaci.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Presenta lettere e suoni in modo graduale, utilizzando attività multisensoriali che coinvolgano vista, udito e movimento.
  • Evidenzia le differenze tra grafemi simili attraverso esempi pratici, colori o materiali manipolativi.
  • Evita di focalizzarti esclusivamente sull'errore: l'obiettivo è consolidare il riconoscimento corretto delle lettere, non aumentare la pressione sullo studente.

Per i genitori

  • Proponi giochi che aiutino a distinguere lettere e suoni, come memory, carte illustrate o attività di abbinamento tra immagini e parole.
  • Dedica qualche minuto al giorno alla lettura condivisa, senza trasformare l'esercizio in un momento di verifica continua.
  • Sii paziente: queste confusioni tendono a ridursi con la pratica e con il supporto adeguato.

Per gli adulti con dislessia

  • Se alcune lettere o parole continuano a creare difficoltà, sfrutta le funzionalità offerte dagli strumenti digitali, come la lettura ad alta voce o il controllo ortografico.
  • Per documenti importanti, prevedi sempre una rilettura finale o, se possibile, chiedi un confronto con un collega o una persona di fiducia.
  • Ricorda che utilizzare strumenti di supporto è una strategia efficace per ridurre gli errori e lavorare con maggiore sicurezza, non un segno di scarsa preparazione.
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Sesta difficoltà: stanchezza

Mentre tutte queste difficoltà sono considerate normali all'inizio del percorso scolastico, diventano un problema quando persistono e impediscono di ottenere buoni voti a scuola. Leggere, scrivere e studiare richiedono uno sforzo cognitivo maggiore per una persona con dislessia rispetto a un lettore tipico. Attività che per molti diventano automatiche, come decodificare un testo o prendere appunti, possono richiedere un elevato livello di attenzione e concentrazione.

Per questo motivo, bambini e adulti con dislessia possono affaticarsi più rapidamente durante lo studio o il lavoro. Dopo un periodo prolungato di lettura è comune che aumentino gli errori, diminuisca la velocità e risulti più difficile mantenere la concentrazione o ricordare le informazioni appena lette.

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Questa stanchezza non deve essere interpretata come mancanza di interesse o di motivazione. Al contrario, è spesso la conseguenza del maggiore impegno richiesto per svolgere attività che coinvolgono il linguaggio scritto.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Alterna attività di lettura a momenti di spiegazione orale, lavoro di gruppo o esercitazioni pratiche.
  • Evita di concentrare troppe attività impegnative nella stessa lezione e, quando possibile, prevedi brevi pause durante i compiti più lunghi.
  • Valuta il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, senza penalizzare lo studente per la maggiore lentezza nell'esecuzione.

Per i genitori

  • Organizza lo studio in sessioni brevi, intervallate da pause regolari, invece di lunghe ore consecutive.
  • Aiuta il bambino a pianificare i compiti, iniziando da quelli che richiedono maggiore concentrazione quando è più riposato.
  • Osserva eventuali segnali di affaticamento eccessivo e incoraggialo a fermarsi qualche minuto prima di riprendere lo studio.

Per gli adulti con dislessia

  • Pianifica le attività che richiedono molta lettura o scrittura nei momenti della giornata in cui ti senti più concentrato.
  • Suddividi i compiti complessi in obiettivi più piccoli e concediti pause frequenti per mantenere alta l'attenzione.
  • Quando possibile, utilizza strumenti compensativi come sintesi vocale, audiolibri o software di dettatura: possono ridurre il carico cognitivo e limitare l'affaticamento, permettendoti di dedicare più energie alla comprensione e all'organizzazione delle informazioni.

Questa stanchezza porta alla mancanza di voglia di leggere e quindi di esercitarsi per progredire. Il bambino entrerà quindi in un circolo vizioso: non vorrà leggere perché per lui è faticoso e non progredirà perché generalmente leggerà meno di un bambino non dislessico. Hai cercato aiuto sui siti ripetizioni?

Settima difficoltà di dislessia: scrittura lenta e difficile

Sebbene la dislessia riguardi principalmente la lettura, molte persone sperimentano anche difficoltà nella scrittura. Questo accade perché leggere e scrivere sono abilità strettamente collegate e, in alcuni casi, la dislessia può coesistere con altri Disturbi Specifici dell'Apprendimento, come la disortografia o la disgrafia.

Scrivere un testo può richiedere più tempo del previsto: lo studente deve concentrarsi contemporaneamente sull'ortografia, sulla scelta delle parole, sulla costruzione delle frasi e sull'organizzazione delle idee. Di conseguenza, la scrittura può risultare lenta, faticosa e ricca di errori ortografici, soprattutto sotto pressione o con tempi limitati. È importante distinguere la difficoltà nella scrittura dalla qualità delle idee espresse: una persona con dislessia può possedere un buon lessico e ottime capacità di ragionamento, ma incontrare ostacoli nel trasferire queste competenze sul foglio.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Valuta i contenuti del testo separatamente dagli errori ortografici, quando l'obiettivo della prova è verificare le conoscenze disciplinari.
  • Consenti l'utilizzo del computer con correttore ortografico o altri strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato (PDP).
  • Offri modelli, schemi o scalette che aiutino lo studente a organizzare le idee prima di iniziare a scrivere.

Per i genitori

  • Incoraggia tuo figlio a pianificare il testo prima della scrittura, ad esempio con una mappa concettuale o un breve schema.
  • Evita di soffermarti esclusivamente sugli errori ortografici: riconosci anche l'impegno, la creatività e la qualità dei contenuti.
  • Se la scrittura manuale è particolarmente faticosa, valuta insieme agli insegnanti l'utilizzo di strumenti digitali per alcuni compiti.

Per gli adulti con dislessia

  • Utilizza software di videoscrittura con correttore ortografico e strumenti di dettatura vocale per velocizzare la produzione dei testi.
  • Prima di inviare email o documenti importanti, rileggili con calma o affidati alla sintesi vocale per individuare eventuali errori che potrebbero sfuggire durante la lettura silenziosa.
  • Organizza le idee con schemi o mappe prima di iniziare a scrivere: una buona pianificazione rende il lavoro più semplice e riduce il rischio di dover riscrivere intere parti del testo.

Ottava difficoltà: apprendimento e memorizzazione nelle materie letterarie

Le materie letterarie, come italiano, storia, geografia e filosofia, richiedono spesso la lettura di testi lunghi, la comprensione di contenuti complessi e la memorizzazione di informazioni verbali.

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Per uno studente con dislessia, queste attività possono risultare particolarmente impegnative, non perché manchino le capacità di ragionamento, ma perché l'accesso alle informazioni attraverso il testo scritto richiede uno sforzo maggiore.

La lettura lenta può ridurre il tempo disponibile per comprendere e rielaborare i contenuti. Inoltre, la difficoltà nel recuperare rapidamente informazioni verbali può rendere più complicato ricordare date, definizioni, nomi propri o sequenze storiche. Queste difficoltà possono influire sul rendimento scolastico e sulla motivazione, soprattutto quando lo studio viene affrontato esclusivamente attraverso la lettura ripetuta del libro di testo.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Presenta i contenuti in modo strutturato, utilizzando schemi, mappe concettuali, immagini e supporti visivi.
  • Fornisci anticipatamente parole chiave, riassunti o materiali semplificati che aiutino lo studente a orientarsi nello studio.
  • Favorisci modalità di verifica che permettano di esprimere le conoscenze anche oralmente, quando previsto dal Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Per i genitori

  • Aiuta il bambino a trasformare i testi in schemi, mappe concettuali o riassunti, così da rendere lo studio più organizzato.
  • Utilizza audiolibri, sintesi vocale o spiegazioni orali per integrare la lettura del materiale scolastico.
  • Ripassa i contenuti in modo attivo, facendo domande e collegando le nuove informazioni a esperienze o conoscenze già acquisite.

Per gli adulti con dislessia

  • Quando devi studiare o aggiornarti su contenuti teorici, privilegia materiali digitali che possano essere ascoltati o evidenziati.
  • Organizza le informazioni in mappe concettuali, tabelle o liste di parole chiave per facilitare la memorizzazione.
  • Alterna lettura, ascolto e rielaborazione personale: utilizzare più

In ogni caso, nonostante le difficoltà, tuo figlio potrà trovare la sua strada e il suo percorso come hanno fatto anche tanti personaggi famosi. 

Nona possibile difficoltà legata ai DSA: non trovarsi nel tempo

Alcune persone con dislessia possono incontrare difficoltà nell'organizzazione del tempo e nella gestione delle informazioni presentate in sequenza. Ad esempio, ricordare l'ordine dei mesi dell'anno, dei giorni della settimana, delle date storiche o pianificare le attività della giornata può richiedere uno sforzo maggiore.

È importante sottolineare che questa difficoltà non è presente in tutte le persone con dislessia e non rappresenta un sintomo caratteristico del disturbo.

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Piuttosto, può comparire in alcuni studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento, soprattutto quando la dislessia coesiste con altre difficoltà del neurosviluppo o coinvolge aspetti legati alla memoria di lavoro e alle funzioni esecutive.

Nella vita scolastica, una gestione poco efficace del tempo può tradursi in difficoltà nel rispettare le scadenze, organizzare lo studio, ricordare la successione degli argomenti o stimare quanto tempo sia necessario per completare un'attività.

Come supportare chi ha questa difficoltà

Per gli insegnanti

  • Fornisci istruzioni chiare e suddividi i compiti più complessi in passaggi successivi.
  • Utilizza calendari, programmi settimanali e timeline per aiutare gli studenti a visualizzare il susseguirsi delle attività e degli eventi.
  • Anticipa verifiche e consegne, così da permettere allo studente di organizzare lo studio con maggiore tranquillità.

Per i genitori

  • Aiuta tuo figlio a creare una routine quotidiana prevedibile, utilizzando planner, agende o calendari illustrati.
  • Suddividi i compiti in piccoli obiettivi, così da rendere più semplice la gestione dello studio.
  • Insegna gradualmente a stimare il tempo necessario per svolgere un'attività, senza creare pressione se i tempi inizialmente risultano imprecisi.

Per gli adulti con dislessia

  • Affidati ad agende digitali, calendari elettronici e promemoria per organizzare appuntamenti, scadenze e attività quotidiane.
  • Pianifica i compiti più impegnativi con un certo margine di tempo, evitando di concentrare tutto all'ultimo momento.
  • Se tendi a perdere la percezione del tempo durante il lavoro o lo studio, prova tecniche di gestione del tempo come il metodo Pomodoro, alternando periodi di concentrazione a brevi pause.

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Le conseguenze dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)

Le difficoltà legate ai sintomi della dislessia non si limitano alla lettura e alla scrittura. Se non vengono riconosciute e supportate adeguatamente, possono influire sul percorso scolastico, sul benessere emotivo e, in alcuni casi, sulla vita adulta.

Lettere di plastica utili per affrontare la dislessia a scuola.
Quali sono le cconseguenze della dislessia?

Per questo motivo è fondamentale adottare un approccio inclusivo che valorizzi le capacità della persona e riduca l'impatto delle difficoltà sull'apprendimento.

L'importanza di un supporto personalizzato

Ogni studente con dislessia presenta esigenze diverse. Alcuni necessitano soprattutto di strumenti compensativi, altri beneficiano di strategie didattiche specifiche o di tempi aggiuntivi per svolgere le attività. L'obiettivo non è semplificare i contenuti, ma mettere lo studente nelle condizioni di dimostrare ciò che sa, senza che le difficoltà di lettura o scrittura rappresentino un ostacolo.

In Italia, gli studenti con una diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento possono beneficiare di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo documento, redatto dalla scuola in collaborazione con la famiglia e sulla base della certificazione diagnostica, definisce gli strumenti compensativi, le eventuali misure dispensative e le strategie didattiche più adatte alle esigenze dello studente.

Il ruolo della scuola e della famiglia

Il successo di un percorso educativo dipende anche dalla collaborazione tra insegnanti, genitori e specialisti. Una comunicazione costante permette di individuare gli strumenti più efficaci, monitorare i progressi e intervenire tempestivamente in caso di nuove difficoltà. Anche il clima in classe è importante: promuovere un ambiente inclusivo, evitare confronti con i compagni e valorizzare i punti di forza dello studente contribuisce a rafforzarne l'autostima e la motivazione.

Guardare oltre le difficoltà

La dislessia non definisce il valore né il potenziale di una persona. Con il supporto adeguato, molti bambini imparano a sviluppare strategie efficaci per affrontare lo studio e diventano adulti pienamente autonomi nella vita personale e professionale. L'obiettivo di insegnanti e genitori non è eliminare ogni difficoltà, ma offrire gli strumenti necessari affinché ogni studente possa apprendere secondo le proprie caratteristiche, sviluppare fiducia nelle proprie capacità e vivere la scuola come un luogo di crescita, non di frustrazione.

Fonti

  1. Linea Guida sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento, Associazione Italiana Dislessia. https://www.aiditalia.org/linea-guida-sui-disturbi-specifici-dellapprendimento Consultato in data 09/07/2026
  2. Linea Guida- Gestione DSA. ISSalute – Istituto Superiore di Sanità, https://www.iss.it/-/snlg-disturbi-specifici-apprendimento?p_l_back_url=%2Fsearch%3Fq%3Ddislessia&p_l_back_url_title=Search . Consultato in data 09/07/2026

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Alice

Colleziono quaderni e penne da scrivere, amo i fogli bianchi ma ancora di più amo riempirli con le mie parole. Copywriter di professione, da sempre innamorata della lettura e della scrittura.