Non cercare di evitare ai tuoi figli le difficoltà della vita, ma insegna loro a superarle – Louis Pasteur

Sono decine di migliaia i bambini in età scolastica che, ad un dato momento della loro scolarità, soffrono di fobia scolastica.

La fobia scolastica non ha nulla a vedere con il rifiuto di imparare: i giovani che ne soffrono non hanno nessun problema con lo studio. Hanno semplicemente paura di andare a scuola; le cause sono molteplici e le conseguenze possono essere drammatiche. Da qui, l’importanza di trattare rapidamente questo disturbo e di trovare delle soluzioni che permettano al bambino in questione di stare meglio e di proseguire con la propria formazione scolastica nel modo più tradizionale possibile.

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Qual è la prima cosa da fare per aiutare tuo figlio che soffre di fobia scolastica?

La prima cosa da fare in quanto genitore quando tuo figlio esprime un rifiuto di andare a scuola e di incoraggiarlo ad andarvi.

Se la fobia non si manifesta con crisi d’angoscia e con psicosomatizzazioni invalidanti come vomito, tremori, difficoltà a respirare, spingi tuo figlio ad andare a scuola.

Spiegagli i benefici dell’andarvi. Resta sempre calmo, cerca delle spiegazioni a questo rifiuto e non forzarlo se vedi che la situazione peggiora nei giorni seguenti.

Curare la fobia scolastica: la presa in carico terapeutica

Secondo i pedopsichiatri, nella fobia scolastica, il bambino non finge, è veramente una sofferenza per lui. Se la fobia scolastica impedisce semplicemente a tuo figlio di andare a scuola con sintomi invalidanti, dovrai prevedere una presa in cura di tipo terapeutico.

Altrimenti, il rischio è quello di dover cambiare scuola ad ogni recrudescenza della fobia non curata
Il cambio scuola può essere una soluzione solo se accompagnato da una terapia!

È importante consultare uno specialista, perché se si attende troppo tempo, il rischio è che fobia si aggravi. Devi considerarla invece come un’urgenza terapeutica.

È importante evitare la cronicizzazione dei disturbi e favorire un ritorno a scuola più rapido possibile. La vita a casa ha conseguenza secondarie sul bambino o sull’adolescente, che possono confortarlo nella sua situazione, ovvero aumentarne lo stato di angoscia: ritmi diversi, disturbi del sonno, accesso illimitato a TV e videogiochi, cambiamenti nelle abitudini alimentari,…  soprattutto se non potrai essere presente per controllarlo, sostenerlo, aiutarlo.

Una presa in carico psicologica del bambino ha lo scopo di aiutarlo a confrontarsi poco alla volta con la sua paura, anziché a fuggire davanti a quest’ultima. Evidentemente, la presa in carico può funzionare solo con una stretta collaborazione tra studente, famiglia, scuola e personale sanitario.

Anche una terapia famigliare può andare bene, in funzione della situazione e nel caso in cui la fobia scolastica sia una conseguenza di un disequilibrio nella vita del bambino (separazione, decesso, trasloco, …).

La maggior parte del tempo, il bambino segue una terapia comportamentale con un piano di misure concrete per facilitare il reinserimento a scuola del piccolo stesso. D’altro canto, se soffre di manifestazioni di angoscia importanti, un trattamento farmacologico ansiolitico può essere prescritto, pur se per un breve periodo.

Il cambiamento di scuola non è sempre la soluzione da privilegiare in un caso di fobia scolastica, nel caso di bullismo o a meno che non sia lo studente stesso a farne richiesta esplicita.

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La fobia scolastica si cura?

Se è presa in cura per tempo, ci sono più possibilità di ottenere un’attenuazione della fobia scolastica: si stima che le probabilità di successo della terapia si aggirino tra il 40% e il 60%. Tuttavia, alcuni fattori sembrano porre un limite alla guarigione completa:

  • Essere di sesso femminile
  • Avere più di 16 anni
  • Essere il fratello più piccolo in una famiglia numerosa
Troppa tv, cibo ad ogni ora, pigrizia, asocialità, ... e tanto altro.
Se tuo figlio passa troppo tempo a casa, il rischio è quello che prenda cattive abitudini!

Generalmente, un terzo dei bambini colpiti dalla fobia della scuola si ristabilisce perfettamente, un terzo si riprende, ma mantenendo delle difficoltà di integrazione scolastica o professionale (con rischi di marginalizzazione e delinquenza), mentre un terzo evolve in direzione di disturbi psichiatrici più gravi, come l’ansia, la depressione o problemi di personalità.

Il trattamento non è semplice e può essere lungo (da cui l’importanza di una presa in cura rapida per evitare turbe durevoli dei sintomi). Un fattore che sembra migliorare il processo di guarigione è il cambiamento: non necessariamente di scuola, ma anche un periodo di ospedalizzazione, un periodo di sostegno scolastico o una rimessa in causa profonda dell’equilibrio familiare.

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Il Protocollo di accoglienza per bambini e ragazzi con fobia scolastica

Si tratta di un documento scritto che precisa gli adattamenti da apportare alla vita di un bambino o di un adolescente in collettività (scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo e di secondo grado).

Ecco, brevemente, le fasi:

1.       Segnalazione da parte del consiglio di classe del problema

2.       Colloquio con lo specialista

3.       Colloquio con i genitori

4.       Colloquio con l’alunno

Se la cosa non è possibile, allora puoi pensare a soluzioni alternative.
Come prima cosa, incita sempre tuo figlio a tornare a scuola!

Dal colloquio con l’alunno dovrebbe emergere una figura di riferimento all’interno della
scuola (potrebbe trattarsi di un insegnante di sostegno, ma anche di uno di quelli di riferimento), che farà da tutor al soggetto; è fondamentale che questo insegnante goda pienamente della fiducia dell’alunno.

Preparazione dell’orario

Si procede, poi, alla preparazione dell’orario:
Assieme all’alunno verrà preparato un orario della sua classe nel quale saranno evidenziate: le ore di accoglienza, chi la fa, le ore e il luogo della scuola dove può essere recuperato il tutor;
L’orario sarà stampato in più copie e che saranno distribuite: una in ingresso al personale
ausiliario, una copia in classe; una a casa, una ai vari insegnanti dell’accoglienza una al
tutor e al ragazzo;
L’orario scolastico dovrà essere rispettato, anche se saranno tollerati i ritardi (la cosa importante effettivamente è che l’alunno venga a scuola). L’alunno dovrà avere con sé il materiale e possibilmente dopo la fase di accoglienza, dovrà raggiungere la classe.

Il reinserimento in classe

Come dovrà essere effettuata l’integrazione con il resto della classe? Vi sono diverse possibilità, che possono variare da ragazzo a ragazzo:

  • L’insegnante che fa accoglienza può accompagnare il soggetto in questione
  • Uno o più compagni possono raggiungere il ragazzo o il bambino, per accompagnarlo poi verso l’aula
  • L’insegnante che prende servizio alla seconda ora passa a prendere il ragazzo e assieme fanno il percorso verso l’aula

È importante che anche l’accoglienza sia organizzata a modo:

  • Si deve individuare un luogo (non l’ingresso) dove accogliere l’alunno
  • Si devono individuare gli insegnanti che faranno accoglienza tra l’insegnante di sostegno in servizio in prima ora con alunni non problematici, l’insegnante che si occupa dell’alternativa alla religione o un insegnante che si possa offrire per un periodo con ore disponibili
  • Se possibile, l’insegnante tutor farà solo una parte delle ore di accoglienza, per evitare una “dipendenza da tutor” e un reiterarsi della fobia in caso di assenza del tutor
  • Nell’ora di accoglienza, l’alunno possibilmente farà la materia di classe per suo conto.

L’obiettivo dovrà essere quello di entrare in classe alla seconda ora, ma bisogna prevedere altro tempo e un altro periodo di accoglienza.

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Altre soluzioni temporanee o definitive alla fobia della scuola

Anche se il cambiamento di scuola, i corsi a distanza o la scuola – casa non sono le migliori soluzioni cui pensare in un primo momento, può capitare che non vi siano altre soluzioni possibili. Ecco, allora, altre soluzioni per le fobie scolastiche più gravi e di difficile gestione.

Il cambiamento di scuola

La scuola casa non risolve il problema, ma rischia di rendere asociale il soggetto.
L'obiettivo deve essere sempre quello di tornare a scuola!

Questa soluzione deve essere presa in considerazione solo di fronte a situazioni di bullismo e di messa in pericolo del bambino. Quello che va evitato nel modo più assoluto sono i cambiamenti di scuola ripetuti, che non farebbero che rinviare il problema e la sua soluzione, da una scuola all’altra. L’unica cosa che si può ottenere in questo modo potrebbe essere un miglioramento passeggero.

Inoltre, questo cambiamento di scuola è inutile se non accompagnato da alcuna presa in cura terapeutica: il problema viene rinviato, la fobia scolastica ritorna, a volte sotto una forma ancora più complessa da curare (crisi d’angoscia, fobia sociale, isolamento, …).

Il sostegno scolastico

Durante la presa in carico terapeutica, può essere interessante ricorrere al sostegno scolastico e ai corsi privati per far mantenere al ragazzo un certo ritmo e consentirgli di non accumulare troppo ritardo rispetto al programma scolastico.

Non esitare a ricorrere ad uno dei nostri superprof, che potranno aiutare tuo figlio a riprendere fiducia in se stesso e nelle sue capacità, se ve ne fosse bisogno, e ad amare alcune materie, nel caso ne fosse stato disgustato a causa di qualche insegnante.

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La scuola casa

I corsi per corrispondenza o la scuola casa non devono costituire una risposta adattata alle difficoltà psicologiche dello studente colpito da fobia scolastica. Al contrario: non farebbero che rinforzare le sue difficoltà, isolandolo dall’ambiente dei pari.

La scelta della scuola casa dovrà essere un vero impegno da parte tua e una scelta di vita su cui hai riflettuto a lungo.

Quelle appena viste non possono e non devono essere le sole risposte, ma devono sempre fungere da complemento ad una terapia da seguire nel corso del tempo. Il rischio, altrimenti, sarebbe lo stesso visto per il cambio scuola: l’isolamento del soggetto e lo sviluppo di una fobia sociale più inquietante.

Ora lo avrai capito: la fobia scolastica si cura, a condizione di iniziare una presa in carico terapeutica più tempestiva possibile: l’obiettivo è un ritorno a scuola!

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Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura