Da giovane, mi piaceva correre, saltare, fare delle capriole,… Senza questo amore per lo spazio, non si può riuscire a ballare -  Gene Kelly

Essere ballerino e coreografo richiede alcune qualità umane. Che tu scelga di essere coreografo di un corpo di ballo, di danza hip hop, di danza contemporanea, di salsa o di danza jazz, dovrai avere alcune attitudini indispensabili alla buona realizzazione delle creazioni coreografiche e alla gestione di un corpo di ballo.

Alcune delle competenze che ti sono richieste si sovrappongono a quelle del professore di danza, mentre altre sono prevalentemente competenze imprenditoriali. Vuoi diventare coreografo? Verifica se hai le qualità richieste per esercitare questa professione: leggi il nostro articolo!

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Qualità n°1 del coreografo: la creatività

Tutti i coreografi sono prima di ogni cosa dei creativi appassionati di danza. Amano l’improvvisazione, l’ascoltare e il sentire la musica e scoppiano di immaginazione e di idee, con cui proporre progetti inediti, che potranno accrescere la loro fama professionale.

È fondamentale essere creativo per un coreografo che voglia rinnovarsi ad ogni spettacolo e ad ogni coreografia. Il repertorio coreografico deve essere ampio perché il professionista della danza possa prendervi ispirazione in diverse forme di danza e proporre qualcosa di nuovo ogni volta.

Il professionista delle coreografie deve amare e sapersi adattare al lavoro individuale e a quello di gruppo.
La creatività richiede tempo e può essere un'attività solitaria!

Qualità n°2: il senso dell’estetica

Il coreografo dirige una troupe di danza. Se deve riprendere un balletto classico come Il lago dei cigni o lo Schiaccianoci, deve avere un senso dell’estetica sviluppato.

Il coreografo conduce il proprio gruppo di ballerini e li mette in scena. Deve avere un’eccellente visione dei quello che la sua coreografia sarà e deve rendere l’insieme dello spettacolo estetico, a livello tanto della gestualità di ballerini e ballerine, quanto dei loro movimenti e dei loro spostamenti.

Ma deve anche prestare attenzione ai decori, ai costumi, alle entrate e alle uscite di scena, all’illuminazione, … La creazione coreografica deve essere bella da A a Z, per riuscire a stupire e meravigliare il pubblico. Così, il coreografo deve sempre pensare all’immagine che la sua coreografia rinvia, se vuole che l’insieme sia estetico.

Qualità n°3: la curiosità

Poco importa lo stile di danza praticato, il coreografo deve avere una curiosità di spirito e aprirsi a tutti gli stili di danza: danza classica, danza moderna, flamenco, claquettes, danza africana, … Grazie alla curiosità, il coreografo nutrirà la propria creatività e sarà più inventivo. È un circolo virtuoso di inestimabile valore.

Un’eccellente conoscenza della storia della danza rappresenta un plus valore per il coreografo, che potrà ispirarsi per modernizzare lo spettacolo e creare un nuovo linguaggio coreografico.

Ma non deve fermarsi alla danza; deve, invece, aprirsi ad altri campi artistici, diversi dalla cultura coreografica. Insomma, una conoscenza anche sommaria del teatro, delle arti plastiche, della musica o, ancora, dell’architettura rappresenta un vantaggio enorme per la sua inventività.

Qualità n°4: il coreografo, dentro di sé, è un leader

Il coreografo deve essere allo stesso tempo un leader e un buon manager. Per realizzare gli spettacoli di danza, dovrà circondarsi di ballerini professionisti, le cui qualità e competenze corrispondano a quello che sta cercando.

Dovrà, dunque:

  • Mostrare di essere un bravo selezionatore
  • Essere in grado di assegnare dei ruoli ad ogni ballerino e ballerina, in funzione delle personalità e delle capacità di ciascuno
  • Saper presentare il proprio progetto ai ballerini, facendoli aderire alle sue idee
  • Mantenere la coesione nel gruppo, oltre che un’atmosfera piacevole e amichevole
  • Saper gestire i conflitti
  • Essere in grado di delegare

Il coreografo è il solo maestro del proprio progetto artistico e deve saper dirigere non solo i ballerini, ma anche tutte le persone che gravitano attorno al progetto (tecnici, personale amministrativo, …).

Se il gruppo non è sodale, difficilmente uno spettacolo potrà riuscire.
Il coreografo deve prendersi il tempo di favorire i legami tra i ballerini!

Qualità n°5: avere una buona capacità di relazionarsi

Per essere un buon leader, è necessario avere buone capacità relazionali e amare il contatto con gli altri.

Il coreografo deve essere in grado di comunicare in modo chiaro con i ballerini, in modo da trasmettere loro le idee sul progetto coreografico. Per creare una coesione di gruppo, deve poter discutere con loro e imparare a conoscerli.

Il relazionale serve nelle interazioni con gli altri membri della squadra (tecnici e amministrativi), ma anche con i partner del progetto. Un coreografo ha bisogno di tessere una rete solida di legami, per poter proporre le proprie creazioni nell’ambiente della danza. Più che altrove, qui la rete è fondamentale!

Qualità n°6: il rigore

Il coreografo deve essere rigoroso nella danza, per creare le coreografie, ma non solo. Deve imparare anche a perennizzare la struttura e il progetto, a misurare la fattibilità economica della reazione e a remunerare la propria equipe, oltre che se stesso.

Deve essere particolarmente organizzato e rigoroso, per rispettare i tempi e gestire tutta la troupe di ballerini. Senza rigore, non è possibile creare una coreografia e dirigere tutti, ballerine e ballerini, affinché interpretino la creazione coreografica.

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Qualità n°7: la capacità di osservazione

Un buon coreografo dedica del tempo all’osservazione. Osserva quello che succede attorno a sé, per avere più ispirazione durante il processo creativo, oltre che prima: le idee brillanti possono arrivare da qualsiasi parte, in qualsiasi momento.

Deve osservare attentamente i ballerini, quando fa il casting per scegliere il ballerino solista, il corpo di ballo o un personaggio in particolare.

Inoltre, il coreografo deve essere un buon osservatore durante tutto il processo di apprendimento dei ballerini e fino alla rappresentazione finale. È questa sua capacità di osservare che gli consentirà di conoscere meglio la personalità di ogni ballerino, i legami e le interazioni tra loro, le affinità o al contrario i rapporti difficili.

La sua capacità di osservazione gli consente allora di gestire meglio il gruppo e i conflitti che possono insorgere, affinché tutti si concentrino sull’unica cosa essenziale: la coreografia!

Qualità n°8: la pazienza

Il processo creativo è un lavoro lungo, che richiede rigore, ma anche pazienza. Il coreografo deve essere in grado di capire quando è necessario pazientare. Le idee non vengono sempre quando le si cerca. La capacità di essere metodico può aiutare ad essere più pazienti: tappa per tappa, passo dopo passo, l’obiettivo finale potrà essere raggiunto. La promozione dell’opera coreografica ha bisogno di tempo e necessita di pazienza, proprio come la gestione dei ballerini, che a volte possono avere difficoltà ad imparare questo o quel passaggio della coreografia o ad assimilare e ritrasmettere un’emozione particolare.

Senza un minimo di rigidità, il coreografo non può riuscire a mettere in piedi uno spettacolo con successo.
Il rigore contribuisce alla riuscita dello spettacolo!

Qualità n°9: la disponibilità

Un coreografo deve essere disponibile per i componenti del suo corpo di ballo, praticamente h24! Deve amare lavorare in squadra.

Paradossalmente, se il processo creativo può essere un lavoro solitario (ma non necessariamente è così), il resto dell’avventura è fondamentalmente collettivo. Il coreografo deve dunque adattarsi e amare entrambe le fasi di questo lavoro. D’altro canto, alcuni coreografi preferiscono la creazione in gruppo e cercano di cogliere delle idee anche dal confronto diretto e continuo con i ballerini.

Qualità n°10 del coreografo: la capacità di ascolto

Il coreografo deve essere all’ascolto dei suoi ballerini, all’ascolto dei loro corpi e delle loro menti. Se i fisici dei ballerini mostrano segni di stanchezza, sarà meglio prendere una pausa o passare a qualcosa d’altro per qualche giorno; in questo modo, sarà possibile occuparsi dei ballerini, evitando che si facciano del male o che perdano la motivazione.

Infatti, se il morale dei ballerini non è sempre al top, il coreografo deve essere pronto ad ascoltare le lamentele, a capire i dubbi e a rimotivare la squadra, quando necessario. Allo stesso modo, essere all’ascolto, serve anche per la promozione della creazione coreografica: bisogna saper cogliere le opportunità, quando si presentano!

Qualità n°11: la resistenza allo stress

All’avvicinarsi dello spettacolo, lo stress può fare la sua comparsa nella mente del coreografo, che potrebbe non sentirsi più all’altezza. È, invece, importante avere una buona resistenza allo stress e non cedervi, mai.

Il coreografo deve gestire allo stesso tempo il proprio stress e quello dei ballerini. Non è proprio il caso di renderli partecipi delle proprie angosce! Anzi, lui o lei sono là per risolvere i problemi, per adattarsi se vi sono delle difficoltà (cambio dei costumi, preoccupazione dell’ultimo minuto, …) e per controllare le proprie emozioni.

Qualità n°12: la perseveranza

Il coreografo deve dimostrare perseveranza e tenacità.

Il coreografo deve essere dotato di diverse qualità per svolgere al meglio il proprio lavoro.
La coreografia è la creatività portata al parossismo!

In effetti, lo slancio creativo della danza non si ottiene senza lavoro, senza ripetizioni, senza sacrifici. Il coreografo deve amare trascorrere anche due ore su di un solo passaggio, se necessario.

Deve anche dimostrare tenacità nella promozione della propria opera, che potrebbe non essere sempre accolta a braccia aperte dal pubblico e dalla critica.

Qualità n°13 del coreografo: la pedagogia e il gusto per la trasmissione

Il coreografo deve essere pedagogo se vuole trasmettere ai ballerini la coreografia, oltre che la storia e le emozioni che vuole raccontare.

Deve amare trasmettere, condividere, perché il suo lavoro non si rivolge unicamente al corpo di ballo e ai collaboratori. Sarà rivolto ad un ampio pubblico, quello che vedrà lo spettacolo. La sua missione è importante: ha il potere e il dovere di sensibilizzare il maggior numero di persone alla sua arte.

Anche generosità e sete di condivisione devono far parte delle qualità del coreografo, che voglia diffondere la danza a livello locale, nazionale e internazionale.

Allora, pensi di avere le qualità necessarie per diventare un coreografo?

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Charlotte

Lettrice plurilingue, appassionata di entomologia e robotica.