“Pasteur, Pasteur...” potresti pensare “Ma non sarà mica quello del latte? L'uomo che ha scoperto che passando per un ciclo di riscaldamento e raffreddamento il latte diventa più sicuro da bere? Quello da cui deriva il termine “pastorizzato”, per intenderci?”

Ebbene sì, il soggetto di questo articolo è proprio lui, sebbene la pastorizzazione non sia di certo la sua scoperta più rilevante.

Fortunatamente, seppur per la ragione sbagliata, la storia ha saputo rendere onore alla mente geniale di Louis Pasteur e al suo amore per la chimica, la ricerca e le scoperte.

Pasteur fu infatti così prolifico e i suoi contributi alla chimica, alla biologia e alla medicina così importanti che sembra quasi un insulto pensare a lui solo come “il tizio del latte”. 

Specialmente adesso, che la ripresa delle nostre vite e delle nostre relazioni interpersonali dipende dal vaccino anti-covid, è utile conoscere l’uomo che aiutò a capire il processo di vaccinazione, contribuendo a debellare molte delle malattie più spietate che colpiscono l'uomo. 

Superprof ti accompagna in un viaggio alla scoperta di  Louis Pasteur. Ti garantiamo che alla fine di questo articolo lo scienziato francese non sarà più ai tuoi occhi solo "quello del latte"! 

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L'infanzia e la formazione di Louis Pasteur

Non sai in cosa consista la pastorizzazione? Scoprilo con le lezioni di chimica!
Il processo di pastorizzazione, che permette di rendere più sicuro il latte e di conservarlo a lungo, deve il suo nome a Louis Pasteur.

Terzogenito di una devota famiglia cattolica, Louis Pasteur nacque a Dole, nella regione del Jura (Francia). Di animo gentile e poco incline allo studio, le sue attività preferite consistevano nel disegnare e nel pescare. Fece molti ritratti dei suoi vicini, amici e genitori, a cui era molto affezionato. 

Suo padre era un conciatore, attività che la famiglia ha esercitato per più di 50 anni. I Pasteur non erano particolarmente benestanti, ma non aveva potuto avere un’educazione basilare, il padre desiderava ardentemente che il figlio fosse istruito e potesse lavorare come insegnante, professione che gli avrebbe garantito una certa stabilità economica. 

Louis Pasteur era uno studente a dir poco mediocre, che non dimostrava certo inizialmente una spiccata passione per i libri e la scienza. Imperterrita, la famiglia lo mandò a studiare a Parigi quando aveva 16 anni, ma Louis tornò un mese più tardi poiché soffriva di nostalgia di casa. Voleva però assecondare le ambizioni del padre, ed entrò così al College Royal di Besançon. 

Aneddoto: quel collegio aveva una lunga storia e ha portato negli anni diversi nomi, tra cui quello di Louis Pasteur. Fu in seguito rinominato "Victor Hugo" perché, anche se Pasteur era l’alunno più celebre, Hugo era originario di Besançon.

Louis fu bocciato all’esame di maturità, ma lo passò l’anno seguente, anche se con voti scarsi in chimica. Provò in seguito a entrare all'università più prestigiosa di Francia, ma i suoi risultati mediocri gli preclusero ancora una volta di ottenere ciò che desiderava. Dopo un ulteriore anno di studi, riuscì però nell'intento, a prova del fatto che non era certo la tenacia a mancargli.

Finalmente, dopo aver portato a termine il corso di laurea dall'università, Pasteur si accingeva a iniziare una carriera come professore di fisica. Tuttavia, prima che potesse iniziare a insegnare, l'ateneo lo richiamò.

Il chimico Antoine Balard aveva visto nel giovane Louis un talento innato per la scienza e voleva aiutarlo a coltivarlo. Lavorando come assistente di laboratorio per Balard, Pasteur iniziò le sue ricerche in campo chimico.

Come Pasteur per molte delle sue scoperte, Marie Curie scoprì il radio e il polonio ricorrendo al ragionamento logico.

Lezioni di chimica: le prime scoperte di Louis Pasteur 

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Louis Pasteur è passato alla storia come uno dei più grandi chimici del XIX secolo.

Contrariamente ad altri famosi chimici le cui scoperte furono macchiate dallo scandalo o attribuite ad altri scienziati, Pasteur godette fin da subito di grande rispetto da parte della comunità scientifica, che non rimise mai in questione la paternità delle sue scoperte. 

Sotto la guida di Balard, Pasteur esplorò la cristallografia, ovvero la disposizione atomica dei cristalli. Quel lavoro lo portò alla scoperta dell’asimmetria molecolare e, d'altre parte, confermò la chiralità molecolare e l'isomeria.

Alcuni scienziati sostengono ancora oggi che queste furono le scoperte più rivoluzionarie di Pasteur, che stava allora muovendo i primi passi nel mondo della chimica.

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La teoria dei germi della malattia e la fermentazione 

Di norma gli scienziati elaborano un’ipotesi e poi procedono con esperimento obiettivi per verificarla o smentirla. Pasteur invece tendeva a raccogliere indizi per le sue congetture dalle fonti più improbabili. In un caso, ad esempio, il padre di uno dei suoi studenti gli domando di risolvere il problema del vino che diventava acido col tempo. Egli decise di utilizzare questo fatto per smentire la teoria diffusa che la fermentazione fosse causata dalla decomposizione. 

Sostenne quindi che erano i microorganismi esterni a rovinare le bibite, rendendo il vino e il latte acidi e la birra imbevibile. Un ciclo ripetuto di caldo e fretto uccideva era in grado di uccidere quei microorganismi e… beh, conosci già il resto della storia! 

Una delle conclusioni più notevoli di Pasteur è l’elegante teoria dei germi della malattia 

Per farla semplice, la teoria dei germi afferma che specifiche malattie sono causate da alcuni agenti infettivi o germi. Avendo già stabilito che i microorganismi nelle bibite ne modificano il gusto, Pasteur condusse esperimenti che provarono che alcuni organismi viventi microscopici viaggiano nell’aria e sono causa di malattie. 

L'esperimento che portò a questa scoperta fu elegante nella sua semplicità. Usando l'ormai familiare metodo di scaldare e raffreddare un liquido, Pasteur lo isolo in un contenitore chiuso ermeticamente. Testandolo dopo che fu tornato a temperatura ambiente, non trovò traccia di microorganismi nel liquido. Ripeté l'esperimento, ma questa volta rimuovendo il sigillo dalla bottiglia ed esponendone così il contenuto al contatto con l'aria mentre si raffreddava.

Testando il liquido una volta che fu ritornato alla temperatura di base, lo trovò pieno di microorganismi, il che provava che gli organismi contenuti nell’aria contaminano le sostanze. La sua ricerca smentì così la diffusa teoria della generazione spontanea. 

Oltre a provare che lo zucchero si scompone in alcool e in acido carbonico, a comprendere il processo della fermentazione dell’acido lattico, e a esporre la teoria dei germi, il lavoro di Pasteur: 

  • Stabilì quanto la temperatura fosse rilevante per la crescita batterica,
  • (Ri)scoprì l’anaerobiosi,
  • Fondò le basi per la chirurgia antisettica, 
  • Permise di incrementare la produzione dei bachi da seta individuando l’organismo che faceva ammalare i vermi, 
  • Portò allo sviluppo di numerosi vaccini.

L’attenzione di Pasteur per le realtà microscopiche lo portò a molte scoperte. Allo stesso modo, la meticolosità di Rosalind Franklin la condusse alla scoperta della struttura del DNA.

Corsi di chimica: la scoperta dei vaccini

I contributi di Pasteur alla scienza e alla medicina sono di un valore inestimabile.
Se oggi possiamo vaccinarci contro il covid-19 e tornare alla vita di prima è anche grazie a Pasteur e alle sue scoperte.

Ormai a suo agio con la ricerca e forte del fatto che la sua teoria dei germi della malattia fosse stata universalmente accettata, Pasteur focalizzò le sue energie sulla prevenzione delle malattie. 

Prima di andare avanti, è giusto precisare che Pasteur era notoriamente germofobo. Rifiutava di stringere la mano agli sconosciuti, anche quando si trattava di membri della famiglia reale. Egli non si curava del suo interlocutore, e anche quando si trattava di ricevere premi importanti o di incontrare colleghi scienziati, la reazione spontanea del chimico francese era quella di essere prudente nel contatto fisico. Questo spiega almeno in parte perché avesse così a cuore di prevenire le malattie.

La svolta nei suoi studi può essere attribuita ai polli. Un veterinario mandò qualche coltura batterica da polli malati, che Pasteur coltivò nel brodo di pollo. In seguito, somministrò i germi a polli vivi, ma questi non si ammalarono: il batterio era troppo degradato per attaccare l'organismo dei volatili. Tuttavia, dopo aver riutilizzato gli stessi uccelli per un altro giro di test, Pasteur scoprì che questi erano ormai resistenti all’infezione. 

Tanto Pasteur era meticoloso e attento ai dettagli, tanto il suo assistente assistente era distratto e svogliato. La combinazione delle due caratteristiche portò tuttavia dei risultati fruttuosi.  

Charles Chamberlain, l'assistente di Pasteur, ricevette l'ordine di iniettare i batteri vivi nei polli mentre Pasteur era in vacanza. Chamberlain se ne dimenticò e parti a sua volta. Per un mese le colture batteriche prolificarono. Al suo ritorno, Chamberlain inoculò alla bell'e meglio i germi negli uccelli, come gli era stato indicato. 

Tuttavia non accadde nulla. I volatili non si ammalarono né morirono. 

Pasteur stesso iniettò poi agli uccelli un ceppo più tenace del batterio che causa il colera, ma anche in questo caso non accadde nulla. Gli uccelli erano immuni alla malattia. Si inaugurava così l'era dell’immunizzazione. 

Pasteur applicò il suo metodo di indebolimento del batterio attraverso un ciclo di caldo e freddo e lo iniettò questa volta nei bovini, riuscendo a immunizzarli contro l’antrace. Altre ricerche portarono alla vaccinazione contro la rabbia. 

È ingiusto che spesso Alexander Fleming riceva più riconoscimento per la sua scoperta della Penicillina di quanto non ne riceva Pasteur per aver dato al mondo i vaccini? 

Gli ultimi anni di vita e la posterità

I ricercatori o ex-ricercatori dell'Institut Pasteur hanno vinto ben 10 premi nobel!
L'Institut Pasteur è tutt'oggi uno dei centri di ricerca biomedica più celebri al mondo.

All'età di 55 anni, Louis Pasteur era ormai considerato un eroe nazionale. Il suo lavoro aveva salvato l’industria della seta europea, prevenuto epidemie di atroci malattie e salvato il bestiame dal mortale batterio dell’antrace.

Tuttavia, anche Pasteur era umano e aveva i suoi difetti. Non era infatti sempre l'uomo calmo e gentile che molti credono. Il suo temperamento era talvolta violento e arrogante, se la prendeva con altri scienziati, accusandoli a volte ingiustamente di sfruttare il suo lavoro. Era dogmatico e affetto da un’attitudine negativa, ed era spesso inflessibile e indisposto a cambiare opinione.

La più grande controversia della sua carriera fu forse la sua rivalità con Antoine Béchamp, il chimico che iniziò le ricerche sulla fermentazione prima di Pasteur stesso.

Prendendosi il tempo di rivedere le sue conclusioni, Béchamp diede al suo rivale il tempo di pubblicare le sue scoperte per primo. Bechamp rispose con un paper in cui sosteneva che Pasteur non avesse provato nulla di nuovo. La loro querelle divenne pubblica si trasformò nel tempo in una rivalità a vita. 

Una simile querelle esplose tra Pasteur e il suo ex sostenitore Henri Toussaint per il vaccino dell’antrace. 

Una serie di infarti indebolirono Louis Pasteur, che continuò comunque a lavorare. Fu solo all'età di 71 anni che soffrì di un colpo letale. Morì il 28 settembre 1895. 

Conservando gelosamente i suoi successi fino alla morte, Pasteur ordinò che i suoi appunti di laboratorio fossero affidati ai suoi figli e non venissero mai mostrati a nessuno. Il suo ultimo discendente maschio li donò alla Bibliotheque Nazionale de France 86 anni dopo la morte del nonno e solo perché non c’erano altri membri della famiglia a cui affidarli.

L'institut Pasteur, istituto di ricerca che porta il suo nome, è tutt'oggi uno dei centri di ricerca più attivi e stimati al mondo.  

Come Louis Pasteur, anche Joseph Priestley dedicò la sua vita alla scienza, ma non godette affatto del sostegno della comunità scientifica, anzi, fu ostacolato nel suo lavoro al punto di dover lasciare per sempre il suo paese natale.

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Nicolò Superprof

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.