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La chimica all’Università di Torino

A Torino, in via Pietro Giuria, trovi il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi.

Questo luogo è certamente il primo posto in cui ti consigliamo di recarti se stai riflettendo sul tuo futuro e se, fra le tue opzioni, hai inserito quella dell’iscrizione alla Facoltà di Scienze Chimiche.

Dopo una calma passeggiata nel Parco del Valentino, potresti riflettere con calma a tutte le informazioni fornite dalla segreteria del Dipartimento o ricevute chiacchierando con docenti universitari di chimica, giovani ricercatori, studenti universitari. Tutti questi attori conoscono le infinite possibilità offerte dalla facoltà in cui studiano e lavorano e sono le migliori fonti informative.

Costo dell’iscrizione, tasse annuali, borse di studio, annualità e possibili combinazioni…tutto ciò rientra tra le informazioni di base. E puoi reperirne gran parte online, sul sito dell’Università degli Studi di Torino.

Ma se vuoi davvero respirare, almeno per un giorno, l’atmosfera di un dipartimento di chimica al lavoro, in cui si fiancheggiano studenti e ricercatori italiani e stranieri, ecco cosa ti consigliamo. Fa’ richiesta, presso la Facoltà di Chimica, di accesso una tantum ai laboratori, in qualità di visitatore. Chiedi anche di poter assistere ad una lezione di chimica, teorica e pratica, in qualità di libero uditore. Potresti essere fortunato ed essere ammesso a qualche esperimento in fieri. Specifica le tue intenzioni in forma scritta, insistendo sulla curiosità scientifica che ti anima e sulla necessità di questa visita al fine di valutare bene se sia opportuno per te seguire un corso di studi in scienze chimiche.

Quest’esperienza è consentita nella maggior parte delle università italiane. A volte, poi, basta una richiesta informale e a voce, se si conosce direttamente un docente oppure un dottorando di chimica.

Oltre alle “giornate porte aperte” in cui i ricercatori universitari accolgono giovani e addirittura bambini per mostrar loro il lavoro dei chimici, infatti, anche chiedere un colloquio con un docente è possibile ed illuminante. Professori universitari, laureandi, dottorandi e ricercatori, oggi, capiscono l’importanza della divulgazione, dunque del contatto con il pubblico più vasto.

Insomma, non esiste più la torre d’avorio, a separare i comuni mortali dagli occhialuti chimici professionisti!

La scienza non è solo laboratorio. La chimica non è solo un insieme di alambicchi. Le scienze matematiche e chimiche non si risolvono in un insieme di formule. La scienza va comunicata. Altrimenti, è come se essa non esistesse affatto.

Anche l’Italia, oggi, ha capito tutto ciò. Gli Atenei, infatti, aprono sempre più spesso le porte ad iniziative il cui obiettivo è il contatto tra i dotti chimici ed i comuni mortali (per la maggior parte giovani e ragazzini).

La chimica è indispensabile al mondo. Ma il mondo è indispensabile alla chimica. Ed i chimici, oggi, lo sanno. Per questo si prodigano a tentare di semplificare il loro sapere e le loro conoscenze del metodo scientifico e diffonderle tra le nuove leve.

I risultati di questo approccio assai nuovo sono sotto gli occhi di tutti. Le indagini statistiche sui giovani mostrano che questi ultimi amano molto più che in passato al chimica e la fisica. E le ragazze sono assai più numerose di prima ad iscriversi presso facoltà “scientifiche” stricto sensu.

Gli stessi insegnanti delle scuole superiori confermano, tramite intervista, queste informazioni. I giovani sono più avvezzi a tentare di capire le discipline come fisica e chimica. Rispetto a dieci anni fa, sembrano più brillanti in questo ramo.

Un Paese che investe nella divulgazione delle scienze esatte è un paese che vuole evolvere, mettendosi in linea con molti altri. Ed è anche un Paese che tenta di esportare evoluzione, inviando i propri studiosi nelle zone da risollevare economicamente.

Chimica in fasce

Una nazione che supera il complesso dell’umanesimo preponderante nella scelta degli studi, riesce a coniugare i diversi saperi, rendendoli armoniosi, compatti e valutandoli in maniera equa.

Un Paese che riscopre la chimica può risollevarsi economicamente. A tal fine, deve fare evolvere la propria didattica, in ambito scientifico, ad ogni grado scolastico.

Oggi, in effetti, le nozioni base della chimica vengono proposte tra le linee guida dei programmi della scuola primaria. Si tratta di un vero e proprio fattore di progresso culturale.

Al nido, alla scuola dell’infanzia, per riflesso, i maestri cercano oggi di preannunciare qualche piccola nozione di chimica: incoraggiano l’osservazione indispensabile al metodo scientifico, la scoperta, la sperimentazione, tramite attività ludiche scientificamente costruite e programmate.

Le scuole primaria e dell’infanzia accolgono sempre più spesso giovani chimici, ricercatori, studenti universitari e dottorandi in chimica, facendo loro incontrare i piccolissimi.

La curiosità di questi ultimi è disarmante per i ricercatori, che ritornano cosi dal laboratorio al mondo reale, senza perdere il filo conduttore della relazione didattica e pedagogica.

Il ricercatore necessita di incontrare il bambino, come quest’ultimo necessita di risposte alle sue grandiose domande.

È indispensabile che la scienza proceda mano nella mano con la curiosità dei primi anni di vita. La chimica, per risollevare le sorti di un Paese, dev’essere ivi vissuta come una vera e propria passione.

E quale miglior modo per far scaturire una passione, che non quello di mostrare cose sorprendenti in tenera età? La chimica è anche sorpresa!

Esperimenti di chimica per bambini

L’epoca del piccolo chimico non è affatto finita.

E di fatti, gli ideatori di giochi in scatola vedono le loro trovate in vetta alle classifiche dei regali di Natale e compleanno.

Ma, oggi, il piccolo chimico non è più un’esperienza eccezionale. Oggi si possono trovare mille esperimenti da proporre ai più piccoli in casa, in giardino, a scuola, all’asilo…

Chiunque può cimentarsi a farlo, se dotato di un minimo di pazienza.

La passione per la chimica, poi, scaturisce cammin facendo, anche nell’adulto che propone il gioco, senza magari aspettarsi troppo, inizialmente.

Prendiamo in esame un classico esperimento di chimica proposto ai bambini della scuola elementare!

Il palloncino “auto-gonfiante”

Materiale necessario:

  • tre bottigliette da mezzo litro,
  • tre palloncini,
  • acqua tiepida in un ampio recipiente,
  • tre bustine di lievito di birra disidratato,
  • 20 g di zucchero divisi in due parti uguali,
  • 10 grammi di sale.

Procedimento:

  • si versa il lievito in ogni bottiglia,
  • in due bottiglie su tre si metto lo zucchero,
  • nella terza bottiglia si mette il sale,
  • si aggiunge acqua tiepida fino ai due terzi della bottiglietta,
  • si chiude la bottiglietta e la si agita, per mescolare bene il lievito all’acqua.
  • Si prende poi un palloncino e vi si praticano sopra piccoli buchini, con delle forbici arrotondate.

Si passa ora a chiudere una delle due bottiglie contenenti zucchero inserendovi, come coperchio, un palloncino tutto tagliuzzato. Le atre due bottiglie, invece, saranno chiuse con i palloncini integri, sempre al posto del tappo.

Tutte le bottiglie riempite verranno messe nel contenitore di acqua calda e verranno lasciate lì, al caldo, per alcuni minuti.

Dopo non molto, i lieviti contenuti nelle due bottigliette con zucchero, inizieranno a “mangiare” lo zucchero e, dato il calore dell’ambiente, inizieranno a “riposare”, dando il via alla digestione dello zucchero. Questo processo determinerà l’emissione di aria. Il palloncino integro, quindi, inizierà a gonfiarsi, come per magia, a differenza di quello forato che lasciando andare fuori tutta l’aria non potrà espandersi.

Quello con il sale, invece? Il lievito si nutre zucchero, ma non di sale. Quindi il palloncino crollerà “tramortito” a terra!

Se nel nostro piccolo sappiamo stupire – e stupirci – con qualche piccolo esperimento domestico, possiamo ancora far sì che la nostra voglia di conoscenza non cessi di esistere. Ogni piccolo “giochetto” chimico simile a quello illustrato svela principi basilari del funzionamento vitale e può farci capire meglio la nostra vita, quella di altre forme viventi, nonché immetterci sul vero cammino cui siamo destinati!

Le domande più frequenti:

💸 Qual è il valore medio di un/una prof di chimica a Torino?

A Torino, il prezzo medio di un corso di chimica è di 14€ all'ora. I costi variano a seconda di ogni insegnante, poiché è l'insegnante stesso a stabilire la propria tariffa.

I fattori che gli/le insegnanti prendono in considerazione per fissare il prezzo delle lezioni sono la propria esperienza e formazione, il luogo di svolgimento delle lezioni: (a domicilio, a casa  del/della professore/ressa, oppure via webcam), il numero delle lezioni e la il ritmo, e  la concorrenza degli insegnanti di chimica a Torino.

 

La maggior parte dei/delle nostri/e professori/esse di chimica offre la prima ora.

 

Scopri i prezzi degli/delle insegnanti nella tua zona con una semplice ricerca su Superprof.

🧪 Per quale motivo prendere lezioni private di chimica a Torino?

La chimica è una delle materie più difficili che si studiano a scuola. Proprio per questo, rappresenta una sfida importante durante l'anno scolastico, per gli/le studenti/esse delle scuole medie e superiori, e in alcuni casi, anche per chi studia all'università.

 

Molti studenti ammettono di avere grandi difficoltà con la chimica. Questo è dovuto almeno in parte a precedenti lacune accumulate nelle materie scientifiche, la matematica in particolare. Di conseguenza, è spesso importante programmare corsi supplementari di chimica in casa oppure via webcam non appena si manifestano le prime difficoltà, per permettere di colmare le lacune in tempo senza accumulare troppo ritardo.

 

Le lezioni private di chimica sono indicate non unicamente per gli/le allievi/e con difficoltà, ma si rivolgono anche a quegli/lle studenti/esse che, pur non avendo grandi lacune desiderano alzare la propria media, approfondire un argomento, o prepararsi per l'anno che viene o per un esame.

 

Che cosa aspetti a metterti in contatto con i/le nostri/e insegnanti di chimica a Torino?

💻 È possibile imparare la chimica a distanza con un/una insegnante di Superprof?

Ovviamente! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti, oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi via internet.

 

Le lezioni a distanza sono meno care rispetto ai corsi a domicilio perché non ci sono supplementi di trasporto e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

 

I corsi di chimica a distanza sono un'ottima opportunità per imparare e alzare la propria media. Ti basterà avere un computer, una connessione a internet e il tuo quaderno di chimica a portata!

🧑‍🔬 Quanti/e insegnanti sono disposti/e per impartire ripetizioni di chimica a Torino?

A Torino e dintorni ci sono 530 professori/esse disponibili per insegnare chimica.

 

I criteri che dovresti tenere in conto per selezionare l'insegnante più adatto a te sono:

  • La tariffa. Oltre al prezzo orario, puoi verificare se l'insegnante propone un pacchetto di più ore, o altre tariffe speciali.
  • La distanza dal tuo domicilio.
  • La sua esperienza e la sua formazione in relazione al livello ricercato; per ogni necessità esiste l'insegnante adatto/a!
  • Le raccomandazioni dei/delle vecchi/e allievi/e.

Vedrai che seguendo questi criteri, trovare l'insegnante ideale sarà una passeggiata!

✍🏻 Quante stelle hanno dato gli/le alunni/e agli/alle insegnanti di chimica di Torino?

Con 117 commenti ricevuti, i/le insegnanti di chimica hanno ottenuto un voto medio 5,0 su 5.

 

Dietro Superprof c'è un'equipe disponible dal lunedì al venerdì per aiutarti. Puoi contattarci per telefono o via mail.

 

Per ulteriori dubbi, puoi consultare le nostre FAQ, dove rispondiamo ai dubbi più frequenti.

 

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