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Oggi giorno, siamo abituati a sentire cantare ad ogni momento della giornata, in ogni circostanza: cerimonie pubbliche e solenni… e, soprattutto, trasmissioni televisive di ogni genere – da Sanremo a X Factor!

Queste hanno, poi, grande eco tramite i canali Youtube e le uscite di lavori singoli spesso autoprodotti.

L’influsso dei media nella diffusione del canto fa sì che ogni genere di musica si democratizzi. E così, parlando di canto, non ci riferiamo più solo alle cosiddette “canzonette” – la cui esecuzione richiede comunque una certa maestria – ma, identicamente, alla cosiddetta musica impegnata: dalla lirica, al jazz, passando per la canzone popolare e i brani di musica alternativa.

Inoltre, la radio da sempre ci propone i brani di oggi e di ieri, rendendoci attenti e melodici a nostra volta. Può sembrare strano, ma qualsiasi insegnante di musica confermerà. Ascoltare il canto abitua, sorprendentemente, non solo la membrana dell’orecchio all’ascolto, ma anche i muscoli della gola a predisporsi al canto. E ciò anche nel caso in cui si ascolti senza per forza riprodurre, a propria volta, un brano.

Il cervello, infatti, effettua una sorta di immedesimazione nel canto ed è come se effettuasse, in parte, le stesse azioni del cervello di chi canta effettivamente in quel momento. Ecco perché, ponendo attenzione al fenomeno, scoprirai che anche quando ascolti un brano in un luogo pubblico, o al lavoro, sulla metro, dove di certo non sempre si ha il coraggio di mettersi a cantare ad alta voce, le tue corde vocali effettuano comunque dei piccoli movimenti. Vibrando, giocando su delle micro contrazioni che sono, in piccolo, le stesse di coloro che effettivamente stanno cantando in diretta. Insomma, anche mentre ascolti è un po’ come se cantassi tu stesso. I tuoi muscoli non restano esattamente inermi. Partecipano. Pensa, a tal proposito, al fenomeno bizzarro del “cantare in mente”. Pur non emettendo suono udibile, tu stesso sai cosa stai cantando. Tanto che potresti, ad un certo momento, stufarti tu stesso di una data canzone che il tuo cervello continua, da giorni, a farti cantare.


Informazioni preliminari per imparare a cantare e scegliere dove e come seguire un corso di canto

Ma andiamo agli aspetti più pratici e vediamo, oggi, come ci si prepara al canto. Lezioni di canto, improvvisazioni? Fai da te? Studio di solfeggio e teoria con insegnanti di canto a pagamento, direttamente a casa tua? O è meglio andare a lezione di canto a casa dell’insegnante – giusto per cambiare aria?

Esistono delle scuole di musica in cui le lezioni di canto sono uno degli insegnamenti base. Al conservatorio, poi, sono impartite lezioni di canto specialistiche.

Presso questo genere di istituto, cosi come nei licei musicali, oltre a poterti diplomare in pianoforte, violino, composizione, puoi scegliere di diplomarti in canto. E diventare, a tua volta, insegnante di canto, pur tenendo concerti nel frattempo.

Vediamo che possibilità esistono a livello istituzionale per studiare canto.

Come prima cosa, consideriamo il cosiddetto “livello universitario” per lo studio del canto, rappresentato dal conservatorio. Il settore esecutivo del conservatorio italiano prevede proprio lo studio e la pratica di canto e strumenti.

Si tratta di una scelta davvero impegnativa: lo studio richiede costanza. Studiare canto al conservatorio domanda molto impegno. Le materie da conoscere approfonditamente sono molte.

D’altro canto, si tratta della via maestra, per diventare un cantante professionista e per poter scegliere, con studi supplementari sempre al conservatorio, di diventare direttore di coro, tecnico del suono, direttore d’orchestra, in rami come musica classica, musica jazz, musica elettronica, musica pop o musica rock.

Seguire le lezioni di canto al conservatorio ti dà le carte in mano per dichiararti professionista del canto e poi prendere la tua strada: teatro, canzone, insegnamento.

Eh già, anche diventare insegnante di canto potrebbe essere uno sbocco professionale di tutto rispetto, dati i prezzi delle lezioni di canto.


Tuttavia, per imparare a cantare da zero esistono altre possibilità: le scuole e le accademie private, gli indirizzi specialistici presso scuole d’arte e, come sempre, la possibilità di prendere lezioni private di canto da un insegnante che già insegni al conservatorio o, comunque, dotato di esperienza decennale.


Riflessioni preliminari per dedicarsi al canto: quale lezione di canto?

1. Per prima cosa, se stai valutando la possibilità di studiare canto, a prescindere dalla tua età, ti consigliamo di far effettuare un bilancio vocale. Che organo ti ha donato la natura? Che caratteristiche ha? Cosa potrebbe aspirare a fare? In che modo va allenato e protetto? In che modo valorizzato?

2.In secondo luogo –stavolta commisurato all’età, ma soprattutto al gusto personale, oltre che alle dotazioni di natura e alle eventuali competenze canore già in parte raggiunte in autonomia - sarà opportuno delineare con esattezza il tipo di canto che si preferisce. Ciò non significa che ci si debba, poi, limitare e seguire solo lezioni di canto lirico o a frequentare un corso di musica pop folk, ovviamente. La panoplia dei tipi di canto sarà utile se conosciuta in misura più ampia possibile.

Ma diciamo che sapere, in particolare, cosa si intenda fare con la propria voce sarà un ottimo punto di partenza: consentirà di programmare bene il lavoro insieme al professore di canto; di esercitarsi correttamente senza provocare forzature eventualmente nefaste per la carriera a venire; di focalizzare il proprio studio ed il proprio ascolto su determinati brani significativi di certi panorami e paradigmi canori.

3. In ultimo, ma non certamente meno importante, sarà quasi sempre indispensabile intraprendere lo studio della teoria musicale e del solfeggio. Dalla lettura delle note, al solfeggiare ritmicamente; dal solfeggio cantato al dettato musicale. Ed anche qualche base, anche accennata, di composizione, non farebbe male…

Ovviamente, il mondo è pieno di autodidatti - -ossia persone che hanno scoperto ed appreso la musica da soli. Ed è anche pieno di soggetti che, pur non avendo mai imparato a leggere la musica, si esibiscono in grandi teatri, sfoderando una potenza vocale ammirata nel mondo intero. Si tratta, tuttavia, di casi rari, in cui la natura generosa ha fatto in modo che il potenziale canoro sopperisse ad ogni lacuna a carattere formativo.

Generalmente, anche le persone più dotate, che si scoprono cantanti o musicisti ascritti, comprendono prima o poi la necessità di studiare canto come si deve: partendo dalle basi teoriche.

Leggere le note, conoscere il tempo, scindere il ritmo, rispettare le velocità, interpretare i segni di espressione, marcare adeguatamente le pause. Tutto ciò è indispensabile ad una buona prestazione canora. Ogni insegnante di canto e musica insisterà su questo aspetto cruciale. Diffida di un corso di canto che non sottolinei la centralità di questo importante “capitolo” che è la teoria musicale.


Studiare canto al conservatorio o con un insegnante di canto a domicilio?

Frequentare un conservatorio come quello di Napoli o iscriversi a S. Cecilia a Roma sono delle scelte particolarmente opportune, se si intende studiare canto seriamente, diplomandosi in musica.

Una volta scelto il tipo di canto amato ed effettuato un bilancio orientativo assieme ad uno degli insegnanti responsabili dell’orientamento presso i conservatori, si potrà tentare l’accesso ed effettuare l’iscrizione ai corsi iniziali.

Il programma ministeriale di canto al conservatorio prevede una durata degli studi di cinque anni. I primi tre corrispondono ad una laurea breve a carattere generalistico. Gli ultimi due rappresentano il periodo di specializzazione. Un esame andrà superato, per passare dal triennio al biennio.


L’età minima di accesso allo studio del canto è di 16 anni per le donne e 18 anni per gli uomini (l’età ultima di accesso è, invece, di 25 anni per le donne e 26 per gli uomini).

Il corso di studi può essere intrapreso previo superamento di un esame di accesso, fatto di una parte pratica e di un colloquio.

Fra gli esami complementari obbligatori nel corso di studi di canto, abbiamo:

- Teoria e solfeggio più dettato musicale;

- Pianoforte complementare;

- Cultura musicale generale (con armonia);

- Storia della musica;

- Letteratura poetica e drammatica

- Arte scenica;

- Esercitazioni corali.


Questo percorso, naturalmente, può essere seguito privatamente, con un buon professore di canto a pagamento. Dopo di ché, si potrà sempre decidere di accedere al conservatorio o di farsi comunque validare le competenze, ottenendo un titolo riconosciuto a livello ministeriale.

In questo secondo caso, tu e il tuo professore di canto privato concorderete come avanzare nei seguenti ambiti:


- Respirazione, formazione del suono, note tenute, intervallo d legati e staccati, esercivi vari;

- Solfeggi scelti: metodi Abt, Consone, Seidler, Vaccaj (per tutte le voci);

- Arie da camera in lingua italiana.


In tal modo, sarà come se tu stessi frequentando il primo anno del conservatorio! In seguito, scegli pure se continuare a cantare tramite un corso di canto privato o accedendo ad una scuola che, come il conservatorio, segua programmi ministeriali riconosciuti anche a livello europeo.

Buona cantata!