Maria Skłodowska Curie, meglio conosciuta come Marie Curie, è forse la scienziata più celebre al mondo. Per capire il suo impatto sulle scienze, basti pensare che, tra le scienziate ad aver vinto più di un premio Nobel nella storia, Curie è l'unica ad averne ottenuti due a distanza di qualche anno in due discipline distinte.

Contrariamente a quanto viene affermato spesso, Curie non ha scoperto le radiazioni — questo merito va attribuito a Willliam Herschel. Tuttavia, il suo metodo di ricerca meticoloso e la sua attenzione ai dettagli le hanno permesso di scoprire che specifici elementi chimici emettono radiazioni o, in altre parole, esibiscono radioattività — un termine inventato da lei — e sono quindi considerati radioattivi.

Curie aveva un intelletto ben al di sopra della media e una grande passione per la chimica e le scienze. Né l'amore, né la famiglia, né l'attaccamento alla madre patria potevano tenerla alla larga ricerca scientifica. 

Possiamo dire senza esagerare che diede la propria vita per la scienza e regalò la scienza al mondo — in maniera simile a quello che fece Alexander Fleming scoprendo la penicillina. 

Curiosamente, a Curie è spesso riconosciuto il valore del suo lavoro sulla radioattività, effettuato insieme al suo marito e mentore, mentre la sua scoperta di due nuovi elementi viene spesso trattata come secondaria, sebbene le sia valsa il premio Nobel.

Cerchiamo di capire insieme qualcosa di più su chi fosse Marie Curie e quale sia stato il suo enorme contributo al campo scientifico!

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Piccola chimica: l’infanzia di Marie Curie

L'infanzia di Marie Curie non fu delle più gioiose a causa della situazione finanziaria della famiglia e della prematura scomparsa della madre e della sorella maggiore.

Maria Skłodowska nasce a Varsavia nel 1867. Quella che oggi conosciamo come la magnifica capitale della Polonia era all'epoca una città dell’impero Russo. Maria era la più giovane di 5 figli, ed entrambi i suoi genitori erano educatori. Suo padre insegnava matematica e fisica, mentre la madre diresse un collegio per ragazze fino alla nascita di Maria. 

La famiglia avrebbe sofferto negli anni grandi perdite politiche e finanziarie. 

I membri della famiglia Skłodowska militavano per l'indipendenza della Polonia dalla Russia, e fu così che la proprietà di famiglia e tutti i loro risparmi furono confiscati per ritorsione. Wladyslaw, il padre di Maria, portava ancora a casa lo stipendio da insegnante, ma per qualche anno la loro vita fu fatta di sacrifici.

Wladyslaw credeva che l’educazione fosse fondamentale per il successo, e si impegnò attivamente per educare i propri figli. Quando le scuole polacche ricevettero l'ordine di mettere fine agli esperimenti in laboratorio, l'insegnante riuscì ad accaparrarsi quanto più materiale possibile. Con la strumentazione che riuscì a portare a casa, costruì un piccolo laboratorio domestico in cui educare i figli dando loro lezioni di Licia e di chimica.

Fatta eccezione per le difficoltà economica, la vita della famiglia Skłodowska sembrava serena, ma la tragedia non tardò a irrompere stravolgendo l'esistenza dei suoi membri.

Costretta ad affittare camere per arrivare alla fine del mese, la famiglia fu esposta al tifo. A soli tre anni la sorella maggiore di Marie Curie muore, seguita a distanza di tre anni dalla madre, malata di tubercolosi.

Queste perdite precoci e devastanti portarono la piccola Maria ad allontanarsi dalla religione cattolica e dalla devozione impartitale dall'educazione familiare.

Scopri anche la storia della chimica inglese Rosalind Franklin e le ingiustizie che ha subito in quanto donna in un ambiente allora quasi prettamente maschile.

Vivendo e lavorando a Parigi 

Marie Curie è tutt'oggi l'unica donna ad aver vinto due premi Nobel in due discipline distinte.
Pierre e Marie Curie furono compagni sia nella vita che nel lavoro.

Nonostante le tragedie familiari e le perdite, Maria rimase sempre una studentessa modello. Si diplomò col massimo dei voti a soli 16 anni. Ciononostante, l'accesso agli studi universitari le erano preclusi in quanto donna, e anche a causa di questo impedimento ebbe un breakdown nervoso dopo il diploma. 

Quel collasso poteva anche rappresentare una reazione a scoppio ritardato a tutto il dolore accumulato dall'infanzia. Qualsiasi fosse la causa, Maria trascorse un anno e mezzo lontana da Varsavia per riprendersi e, al momento del rientro, iniziò a lavorare come insegnante privata.

La famiglia di Marie Curie non era l’unica ad avere a cuore l’indipendenza della Polonia dalla Russia: esistevano allora moltissime organizzazioni clandestine che supportavano la causa dell'indipendenza. Una di queste organizzazione era nota col poetico nome di "Università Volante".

Nella Polonia sotto il dominio russo, alle donne non era concessa un’educazione superiore, il che significava che Marie Curie non avrebbe potuto proseguire gli studi dopo il diploma di maturità. Tuttavia, questa "Università Volante", un circolo di giovani positivisti, ammetteva anche le studentesse e, facendo prova di grande apertura per l'epoca, concedeva loro di studiare qualsiasi materia volessero, persino quelle censurate dal governo. 

Maria e la sua sorella maggiore Bronisława fecero un patto: se Maria avrebbe aiutato la sorella a coprire il costo degli studi di medicina alla Sorbona, Bronisława avrebbe restituito il favore dopo essersi laureata. Così, nel 1891, a soli 24 anni, Marie Curie si trasferisce in Francia. 

Non appena arriva a Parigi, Maria cambia il proprio nome in Marie, versione francesizzata di Maria, e si iscrive alla Sorbona per studiare fisica, chimica e matematica. Entro pochi anni, Parigi diventò per Marie una nuova casa.

Dopo aver ottenuto la laurea in fisica, la giovane si mise alla ricerca di un impiego.

Una sua conoscenza, un fisico di origine polacco, era in contatto con uno scienziato francese, Pierre Curie, che disponeva di un buon laboratorio. Forse Marie avrebbe potuto lavorare lì? 

Fu così che Pierre Curie e Marie si incontrarono, uniti dal loro amore per la scienza, diventando una coppia sia nel lavoro che nella vita, una coppia che darà un contributo fondamentale alla scienza, e la cui vocazione scientifica si trasmetterà alla progenie, come dimostra il Nobel attribuito alla primogenita Irene Curie.

Sapevi che il chimico francese Louis Pasteur è spesso comparato a Marie Curie? Entrambi vissero e lavorarono a Parigi, entrambi contribuirono significativamente alla scienza ed entrambi hanno dato il nome a importanti istituti di ricerca scientifica.

Storia della chimica: la scoperta del radio e del polonio 

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Marie non dimenticò mai la madre patria, al punto che nominò il primo elemento da lei scoperto in onore al suo paese natale.

Pierre stabilì una tecnica di ricerca inusuale utilizzando un elettrometro modificato che aveva sviluppato assieme al fratello. Marie usò questa tecnica per esaminare i campioni di uranio. Tra le sue numerose scoperte c’era quella che smentiva il fatto che gli atomi non potessero essere divisi. Tuttavia, il suo lavoro con l’uraninite e la calcocite avrebbe avuto conseguenze molto più ampie. 

In primo luogo, trovò che l’attività dell’uraninite era 4 volte superiore all’uranio, mentre per la calcocite il livello di attività era doppio. Questi dati la portarono a supporre che vi fossero altri elementi presenti che ne determinavano l'attività. Pierre, totalmente coinvolto dalla ricerca della moglie, abbandonò i suoi progetti per unirsi a lei nella ricerca di quegli elementi elusivi. 

Nel 1898, Pierre e Marie pubblicarono un articolo che annunciava la scoperta di un nuovo elemento: il polonio, simile nella struttura al tallio, che fu battezzato in onore al paese natale di Marie. Cinque mesi più tardi, la coppia pubblicò un nuovo articolo che annunciava la scoperta del radio. 

La scoperta di questi elementi si rivelò però essere la parte facile del lavoro: isolarli sarebbe stato molto più complesso. Lavorando inizialmente su un campione di 100 grammi di uraninite, i due scoprirono quanto le tracce dei nuovi elementi erano esigue. Infine, dovettero servirsi di tonnellate di uraninite. 

Nonostante tutti i suoi sforzi, Marie Curie non fu mai in grado di isolare il plutonio. 

Hai già sentito parlare di Joseph Priestley e della scoperta dell'ossigeno?

Marie Curie e la storia della chimica

Quella dei Curie è una famiglia che ha dedicato la propria esistenza alla scienza.
Non tutti sanno che anche Irène Curie, primogenita di Marie e Pierre, vinse nel 1935 il Nobel per la chimica.

Il lavoro di Marie Curie fu intralciato da due ostacoli maggiori. Il primo era pubblicare, e più specificatamente pubblicare le scoperte prima che qualcun altro lo facesse. 

Il suo mentore, Henri Becquerel, rischiò per poco di farsi soffiare la scoperta della radioattività. Se non avesse presentato il suo paper all’Accamy of Sciences il giorno in cui fece la scoperta, i crediti sarebbero andati al fisico inglese Silvanus Thompson. 

Ma il maggiore ostacolo sul suo fu il fatto di essere donna in una società patriarcale e, più nello specifico, nell'ambito scientifico, tutt'ora dominato dagli uomini. 

Curie poteva elaborare ipotesi e lavorare per rinforzare le proprie teorie, ma nessuno era disposto a credere che un lavoro del genere potesse essere svolto da una donna. 

Poteva scrivere articoli sulle sue scoperte, ma non le era concesso di presentarli. 

Il comitato del Nobel intendeva onorare solo Becquerel e Pierre Curie per il loro lavoro con le radiazioni, ma Pierre, avvisato da un membro del comitato che sua moglie sarebbe stata esclusa dalla premiazione, lanciò una petizione di protesta affinché venisse riconosciuto anche il suo lavoro. 

Fu così che Marie Curie diventò la prima donna a ricevere il premio Nobel per la Fisica.

Anche dopo l'attribuzione del nobel, le università di Ginevra e Parigi si battevano per aggiungere Pierre al loro staff, mentre Marie venne ignorata. 

Nell’aprile 1906, appena due anni dopo la nascita della loro secondogenita, Pierre Curie fu travolto da una carrozza e morì sul colpo. 

Marie, seppur non estranea al dolore della perdita, fu sopraffatta dalla perdita del suo marito e partner di laboratorio. Si gettò a capofitto sul lavoro e si aggrappò ai figli per rimanere a galla e non sprofondare nel dolore.

L’università di Parigi, che aveva creato una posizione apposta per Pierre, estese finalmente il suo invito a Marie. Essa divenne la prima professoressa della Sorbona, ma le sua ambizioni educative non si fermarono qui. In seguito divenne direttrice di quel che oggi è conosciuto come l’Institut Curie, una facilità costruita per lei dall'Institut Pasteur e dall’università di Parigi. 

Marie dedicò la sua intera vita alla scienza, aggiudicandosi anche il Premio Nobel per la Chimica nel 1911 per la scoperta del radio e del polonio. È la prima donna ad per vinto due premi Nobel e, fino a Linus Pauling, la sola persona ad aver vinto premi in due discipline separate. 

Marie Curie muore il 4 luglio 1934 a causa di un'anemia causata dall’esposizione a lungo termine alle radiazioni. Inizialmente, fu seppellita con suo marito ma, più tardi, a entrambi fu accordato un posto all’interno del Pantheon, un sito riservato a coloro che hanno dato un contributo importante allo Stato Francese.

Le loro bare e i loro appunti sono tutt'oggi protetti dal piombo poiché sono così radioattivi da non poter essere maneggiati senza un adeguato equipaggiamento. 

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Nicolò Superprof

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.