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Le lezioni di italiano per gli allievi dislessici

Di Igor, pubblicato il 13/06/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Ripetizioni di Italiano e Disturbi del Neurosviluppo

Siamo davvero tutti uguali di fronte all’apprendimento linguistico?

Nella prospettiva del risultato, forse; dal punto di vista degli sforzi da fare, sicuramente no!

Difficoltà diverse possono rendere l’utilizzo dell’Italiano, tanto come prima lingua, quanto come lingua straniera, difficile.

Vi sono diverse turbe cognitive, quella più diffusa delle quali è la dislessia.

Nell’entourage di molti di quelli che stanno leggendo vi è sicuramente almeno un bambino dislessico.

Diversamente, molti di noi ne hanno conosciuto almeno uno durante gli anni di scuola, sui banchi della scuola elementare, delle medie, delle scuole superiori o dell’università.

Scopri l’utilità delle lezioni di italiano.

I diversi tipi di dislessia

La dislessia è un handicap a lungo rimasto sconosciuto, ma che oggi sembra interessare un numero crescente di individui.

Una delle sfide maggiori del sistema educativo è quella di limitarne la diffusione e gli effetti sul mondo professionale e nella vita adulta, ma non sempre è semplice.

Secondo la definizione scientifica, la parola rimanda ad una “difficoltà di apprendimento della lettura e dell’ortografia, che esclude ogni deficienza intellettuale e sensoriale e ogni turba psichiatrica”, ma con una leggera diminuzione della memoria a breve termine, per quello che concerne la linguistica.

A titolo d’esempio, l’ingegnere Ron Davis è colpito da dislessia, anche se il suo QI si avvicina a 160 punti (era quindi quello che si dice un bambino prodigio)! Il che significa che una diagnosi di dislessia non va presa con fatalismo, né va considerata un segno di ritardo mentale.

Consigli per un corso italiano lingua materna

La diagnosi di dislessia è spesso decretata ai primissimi anni di scuola, nel momento in cui il bambino deve confrontarsi con l’apprendimento della lingua scritta e con la sua pratica. È sempre lo scritto, e quindi l’ortografia, a condensare le barriere non facili da superare.

Tuttavia, questa turba del comportamento è presente dalla nascita, in ragione di un’organizzazione cerebrale non identica a quella della maggior parte delle persone (non ha nulla a che vedere con un “male” in sé).

Vi sono ben tre test tradizionali che consentono di arrivare a diagnosticare la dislessia in un soggetto: le abilità metafonologiche, il RAN (denominazione rapida di oggetti correnti) e la nominazione delle diverse lettere dell’alfabeto.

La dislessia è un impedimento alla realizzazione dello studente, al raggiungimento dei risultati scolastici e, a volte, dello sviluppo delle relazioni con l’esterno. Per questi motivi, è fondamentale prendere delle misure per tentare di rimediarvi; soprattutto, per il processo di orientamento del bambino.

In questa prospettiva, sono stati immaginati o messi in atto diversi metodi, che completano l’efficacia dei quaderni per le vacanze dei bambini affetti da dislessia.

Scopri come prendere lezioni di italiano per passare un esame.

La teoria Davis

Abbiamo già parlato di Ron Davis. Egli constatò che la sua dislessia sembrava intensificarsi in alcuni momenti piuttosto che in altri. Si rese conto, ad esempio, che mentre praticava il suo passatempo preferito, la scultura, le manifestazioni dislessica aumentavano proporzionalmente alla sua creatività.

Quindi, più tempo dedicava alla scultura, che a sua volta provocava dislessia, minori erano le manifestazioni di dislessia nel resto del tempo.

Riusciva addirittura a leggere dei libri senza difficoltà, o quasi!

La scuola deve prendersi carico degli allievi affetti dai disturbi dell'apprendimento. La disortografia può costiutuire una scorretta coordinazione motrice e neurologica.

È importante dunque non rinchiudere il bambino nell’universo troppo severo della scuola, dove sia costantemente posto di fronte alle sue difficoltà più insormontabili.

Cerca di individuare le aspirazioni del bambino e trovagli un hobby che gli piaccia: non solo sarà per lui una scappatoia e un momento per rilassarsi; gli permetterà, parallelamente, di prendere della distanza rispetto alla dislessia, a tutto vantaggio della sua crescita personale.

Si tratterà anche di un mezzo con cui riuscirà a controllare la sua dislessia, per meglio viverla e per meno soffrire sia a scuola, sia nella vita professionale.

Ripetizioni di italiano e dislessia

Per i dislessici, le lezioni italiano sono difficili. Un problema per coloro che desiderano imparare ad esprimere meglio le loro idee allo scritto.

La dislessia è generalmente indissociabile dalla disortografia.

I bambini dislessici hanno bisogno di molto più tempo rispetto ai loro compagni, per fare qualsiasi cosa. Così, chiedere aiuto ad un insegnante Italiano attento alla questione dislessia, che possa aiutare nello svolgimento dei compiti a casa, che possa fare del sostegno, è un’ottima idea.

L’essenziale è che vi sia feeling tra il bambino e il suo tutore. La metodologia pedagogica utilizzata nel faccia a faccia è mille volte meglio delle ore passate in casa. Questo lavoro “su misura” potrà più facilmente identificare le problematiche del momento e trovare le soluzioni adatte.

Grazie a piccoli progressi in italiano, lo studente prenderà poco alla volta fiducia in sé: è il primo e fondamentale passo per contrastare la dislessia e per, ad esempio, superare un esame.

L’ortofonista, in parallelo, accompagnerà il bambino in un percorso pluridisciplinare, grazie ad una buona valutazione e alla presa in carico delle sue turbe dell’apprendimento.

Scopri le testimonianze a questo riguardo di un insegnante di italiano…

Progredisci allo scritto, grazie ad un insegnante di Italiano.

Gli esercizi adatti ai dislessici

Alcuni professionisti della rieducazione, della cognizione e dell’insegnamento hanno iniziato a concepire, diversi anni fa, degli esercizi specifici per aiutare i dislessici ad acquisire meglio alcune nozioni – come la grammatica o il calcolo.

In libreria potrai trovare un buon numero di opere e di manuali, per tutte le età e per tutti i livelli.

Troverai in questa letteratura indispensabile del materiale per colmare il deficit della scuola pubblica, in quello che riguarda questa patologia cognitiva, con esercizi di matematica o dettati adeguati.

Solo un professionista del settore (logopedista o pedagogista) può selezionare un allenamento per i bambini dislessici. Gli allievi dislessici possono fare degli esercizi mirati per potenziare le loro abilità linguistiche.

Puoi anche scaricare del materiale gratuitamente disponibile online, soprattutto su dei siti internet che si interessano in particolare al fenomeno della dislessia.

Allo scopo di sostenere le famiglie, di consigliarle e di proporre loro degli aiuti, sono sorti dei gruppi e delle associazioni a tema. Vi sono delle associazioni, a livello nazionale e spesso anche a livello locale, che hanno lo scopo di aiutare le famiglie a 360° e di sensibilizzare l’opinione pubblica.

Scopri il punto di vista di un professionista dell’insegnamento!

I corsi di Italiano: una soluzione?

I corsi di Italiano sono ottimi per rivedere le basi per tutti, ma le ripetizioni di italiano possono anche aiutare i bambini, soprattutto quelli dislessici.

Ecco come …

Lezione di italiano, una lingua difficile?

Gli studenti, soprattutto alla scuola media, quando sono colpiti dalla dislessia, sono, al pari dei loro genitori, preoccupati nel momento in cui devono iniziare lo studio di una nuova lingua, che si tratti di inglese, francese o spagnolo.

La stessa preoccupazione colpisce gli stranieri dislessici che vogliono imparare la lingua italiana. In effetti, imparare due o tre lingue, per un dislessico, richiede uno sforzo pari a due o tre vote quello che deve fornire un non-dislessico. Dovrà infatti memorizzare il doppio dei concetti: due sistemi fonologici, due immagini lessicali, ecc…

Se gli idiomi hanno ciascuno delle specificità lessicali, grammaticali, sintattiche e logiche, sono tutti trattati dalla stessa zona del cervello. Secondo uno studio condotto nel 2001 in Francia dall’INSERM (Istituto nazionale della salute e della ricerca medica), i meccanismi d’apprendimento linguistico sono comuni a tutte le lingue.

Per fortuna, l’Italiano fa parte delle lingue regolari, più facili da imparare rispetto a quelle irregolari (con corrispondenze grafemi – fonemi complessi).

Ma, a seconda dell’origine dello studente, la lingua italiana potrà sembrare estremamente complessa da imparare.

Un giapponese dislessico avrà difficoltà, per esempio, a distinguere la “l” dalla “r”, due fonemi che non esistono in giapponese, ma che ne formano uno solo, con una pronuncia a metà tra i due corrispondenti fonemi italiani.

Per uno studente giapponese dislessico, dunque, padroneggiare, all’orale, l’italiano come lingua straniera, sarà più semplice mediante un’immersione in italia, rispetto allo studio in una classe a Tokyo.

Un prof di Italiano può aiutarti ad esprimere le tue idee allo scritto, lo sapevi?

Il metodo AIM e la lezione di Italiano

Nel Belgio fiammingo gode di molto prestigio l’Accelerated Integrated Method, messo a punto nel 2000-2001, dovuto ad una professoressa canadese: Wendy Maxwell.

Questo metodo si appoggia sui gesti e su un approccio comunicativo, con delle frasi fatte. Uno studio condotto da Yvonne Wever nel 2012 ha messo in luce il fatto che questo modo di apprendimento interattivo è più efficace di ogni insegnamento convenzionale per i giovani dislessici.

Lo scopo è quello di immergere gli studenti nella lingua italiana, mettendo l’accento sulla lingua orale, senza utilizzo alcuno della loro lingua materna in classe.

La disortografia è il termine con il quale si designa il disturbo specifico della scrittura. La comprensione e l’espressione scritta sono difficili per il tuo bambino? Potrebbe trattarsi di dislessia.

In questi ultimi decenni, le turbe di dislessia sono conosciute meglio e sono, forse, più numerose. Vi è a volte una permeabilità tra la dislessia e altre difficoltà di apprendimento (come la dislalia, la disfasia, la disortografia, la discalcolia, la disgrafia o le turbe deficitarie dell’attenzione – che non ha nulla a che vedere con l’iperattività). Nel 2003 il neuropsicologo francese Michel Habib ha evocato una “costellazione di dislessici”, altrimenti detta “dys-constallation”.

È quindi importante fare attenzione a che un problema non ne nasconda un altro e affidarsi a dei professionisti che possono apportare un aiuto importante. Attenzione, in alcuni casi, una diagnosi precoce e perentoria può essere un mezzo di scusare un sistema di insegnamento delle proprie deficienze o dei disfunzionamenti.

Per questo, il consiglio è quello di richiedere una “contro – diagnosi” ad un professionista “neutro”.

Scopri anche come progredire in ortografia.

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